Maria Marchese intervista: post Leonardo 500

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27/ott/2019 12:21:41 Futurismo 2009 Contatta l'autore

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a cura di R. Guerra

D- Maria, protagonista al Festival Leonardesco di Milano a cura di Davide Foschi, nel suo Gran Galà. Il tuo intervento?

R- Protagonista io, come altri, al Galà…In realtà Davide Foschi, Rosella Maspero e Stefania Romito hanno dato vita, con la collaborazione di Luca Siniscalco, Alisia Viola e Angela Patrono, ad una kermesse esemplare scandita, istante dopo istante, da palpiti effusi, propri di una coscienza collettiva proficiente verso concreti ideali di bellezza, cultura e umanità.

Come autrice del Nuovo Rinascimento e Ophelia’s friend mi è stato riservato, da Stefania, uno spazio dove, affiancata da quest’ultima, si è disquisito delle diverse tematiche che vengono toccate dalle liriche contenute nella mia silloge “Le Scarpe Rosse �“ Tra tumultuoso mare e placide acque”.

Abbiamo affrontato argomenti quali il ruolo del dramma nel corso dell’esistenza, e l’elaborazione di quest’ultimo affinché possa costituire un punto solido dal quale ripartire. Si è parlato del concetto di dicotomia, quale motivo che caratterizza la mia poetica e, ancora, abbiamo incluso, durante questo importante colloquio, il ruolo fondamentale che le arti figurative, le musiche classiche e operistiche rappresentano, in quanto mie fonti di ispirazione a livello scrittorio. Si è riflettuto altresì sull’amore, nell’ambito della sfera personale e universale. Stefania ha poi posto l’accento sull’accurato lavoro che svolgo, in termini di ricerca e scelta, per quanto riguarda le parole impiegate sia nelle mie liriche, sia negli scritti che, come tu sai, realizzo in merito alle opere d’arte. Mi sono di conseguenza soffermata a trattare il ruolo del lemma, quale custode di un grande potere :esso ha la forza di creare e, all’opposto, di distruggere.

D Leonardo oggi

Quando si fa riferimento a Leonardo Da Vinci ritengo che si parli, a ragion veduta, di una personalità complessa e astrusa, che non è possibile ascrivere entro limiti precisi. Ha spaziato, mosso da questa sua genialità, nelle discipline più svariate, raggiungendo, sempre conto delle proprie capacità, esiti insperati per altri. Non posso esimermi dal porre l'accento sulla prestazione di Marianna Chiaramonte, durante il Gran Galà di Milano, la quale ha magistralmente interpretato alcuni aneddoti originali redatti da Leonardo Da Vinci, acclarando con enfasi l’imperitura attualità dell’artista. Poi Davide, insieme al team che compone Nuovo Rinascimento, ha saputo raccogliere e coordinare dei “passi” che potessero opportunamente onorare la memoria del genio fiorentino, in qualità di rappresentante universale di molte discipline culturali.

Ho seguito, poi, altri documentari sull’argomento, e il più interessante tra questi riportava la realizzazione di alcuni progetti di Leonardo rimasti impressi unicamente sulla carta, sotto forma di appunti.

Essi hanno trovato un concreto compimento, costruiti al giorno d’oggi da esperti del settore, utilizzando, però, materiali dell’epoca rinascimentale, rivelandosi quindi, all’atto pratico, validi congegni sotto ogni punto di vista. Questo lo qualifica, a mio avviso, come un nume indiscusso.

D. COSA PENSI DELL’AFFERMAZIONE “L’ARTE È MORTA”?

Approfitto di questa domanda per ringraziarti pubblicamente dell’opportunità che mi hai riservato, dandomi modo di poter condividere alcuni miei scritti riguardanti vari “elaborati pittorici” e relativi autori, sul tuo blog “Asino Rosso “.

Altresì ringrazio Davide Foschi per avermi riconosciuto una rubrica (Il tempo ritrovato), su Youmandesign, nella quale tratto il medesimo argomento.

Se ritenessi veritiera tale affermazione, non realizzerei questi pezzi nei quali mi cimento a dar voce alle opere di diversi artisti.

Trovo però che la si possa uccidere nel momento in cui l’approccio nei confronti di quest’ultima manchi di umiltà, sia mosso esclusivamente da motivi di lucro o provocazione, e sia privo di studio e approfondimenti.

Un’affermazione simile include la filosofia, ed è per questo che ritengo opportuno spendere qualche parola a riguardo.

Durante il Galà ho assistito agli interventi di Luca Siniscalco e Roberto Cecchetti, che seguo anche sui social : loro, come altri, rappresentano una realtà che realizza un cogitare in divenire, “vivo” e recettivo .

Esso diviene un valido strumento, per l’essere umano, di risoluzione e crescita personale.

Non a caso Davide Foschi, le cui qualità apprezzo per i più svariati motivi, da artista lungimirante qual è, ha dato vita al comitato filosofico “PANTA REI “.


 
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