Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Fri, 22 Mar 2019 19:35:01 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/1 Collezione privata. Esiti finali Thu, 21 Mar 2019 17:38:11 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534644.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534644.html exfabbricadellebambole associazione exfabbricadellebambole associazione “Collezione privata. Esiti finali” è l’attenzione all’ascolto e comprensione del messaggio, è la disponibilità a recepire per rielaborare e produrre: avere il coraggio di modificare le capacità acquisite, così da aggiungere nuove informazioni.

È tuttavia molto raro che questo processo riesca in solitaria: il dialogo con l’altro è essenziale per accelerare la ricerca. L’artista è infatti un ricercatore e, proprio come nelle scienze, studia, elabora, si confronta, si fa contaminare con l’unico scopo di interpretare l’esistenza, trovando la maniera migliore per comunicare, per sé stesso e agli altri.

Ed è quello che, passo dopo passo, riesce a fare questo gruppo di artisti. Con curiosità, umiltà e dedizione analizzano i maestri che li hanno preceduti e si raffrontano sulle loro poetiche: la ricerca individuale ne uscirà sempre arricchita.

“Collezione privata. Esiti finali” vuole spiegare come avviene questo processo e i risultati che porta: si può applicare la pittura di Adami alla scultura metallica? E Casorati è presente anche nella fotografia di paesaggio? Cosa c’entra De Chirico con una scultura di corda o Licini con la digital art?

La risposta può essere a volte ostica da raggiungere, ma sempre affermativa. Il che fa ben sperare per il futuro dell’arte.

 

Dove: CUBET House Art Gallery

via G. E. Arimondi, 1 Milano

 

Vernissage: martedì 26 marzo, ore 19.00

fino al 12 aprile

 

Aperto dal lunedì al venerdì 15-18

in altri giorni e orari su appuntamento

 

Artisti in mostra: Francesca Alti, Andrea Clementi, Frank Coupet, Antonino Fulci, Valerio Guadagno, David Mannarino, Alessandra Marsura, Frank Pizzo, Rosaria Stevenazzi

 

www.exfabbricadellebambole.com

exfabbricadellebambole@exfabbricadellebambole.com

377.1902076 | 320.1576084

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Le attività di domenica 24 marzo al Magi'900 Thu, 21 Mar 2019 09:04:28 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534614.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534614.html Museo Magi'900 Museo Magi'900
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Sesto Fiorentino celebra i 60 anni de Il Bisonte Wed, 20 Mar 2019 14:10:58 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534481.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534481.html La Soffitta Spazio delle Arti La Soffitta Spazio delle Arti

L’edizione 2019 di AltoBasso racconta la storia

della famosa stamperia fiorentina diventata

uno dei più importanti centri per la grafica d’arte


SESTO FIORENTINO CELEBRA

I 60 anni de “IL BISONTE”


La nuova edizione di AltoBasso celebra i 60 anni di vita de Il Bisonte, storica stamperia fiorentina diventata successivamente Scuola internazionale di grafica d’arte. Un periodo durante il quale sono passati dal capoluogo toscano molti maestri divenuti grandi protagonisti dell’arte mondiale.

AltoBasso giunge quest’anno alla nona edizione. Il progetto è stato ideato una decina di anni fa da Francesco Mariani, responsabile del Gruppo La Soffitta Spazio delle Arti e presidente del Circolo Arci-Unione Operaia di Colonnata, e dalla storica dell’arte Giulia Ballerini con la collaborazione del Comune di Sesto Fiorentino. L’evento propone una grande mostra distribuita nelle due sedi dedicate, in città, alla promozione culturale: La Soffitta Spazio delle Arti, storica galleria della Casa del Popolo di Colonnata, in piazza Rapisardi (l’Alto) e il Centro espositivo “Antonio Berti” di via Bernini (il Basso).

La mostra protagonista dell’edizione 2019 è intitolata I 60 anni de Il Bisonte. Da stamperia di successo a scuola di fama internazionale, curata da Maria Donata Spadolini e organizzata dal Gruppo La Soffitta Spazio delle Arti e dell’Amministrazione Comunale di Sesto Fiorentino con la supervisione del direttore Rodolfo Ceccotti e dei collaboratori della Fondazione Il Bisonte.

L’inaugurazione è prevista alle ore 11 di domenica 31 marzo 2019 con taglio del nastro presso il Centro “Antonio Berti” e successivo spostamento a La Soffitta per l’apertura ufficiale della seconda sezione. La mostra resterà aperta sino al 16 maggio.

La mostra intende ricostruire attraverso le opere dei protagonisti il lungo percorso che, dalla fondazione della stamperia, nel 1959, ha portato al Centro culturale Il Bisonte per lo studio dell’arte grafica e successivamente alla Fondazione Il Bisonte. Nel 1983 la stamperia conclude la sua attività per trasformarsi in Scuola internazionale di grafica d’arte; una scuola nata col preciso intento di essere una palestra per apprendere, approfondire e perfezionare le tecniche dell’incisione e della stampa tradizionale attraverso la frequenza giornaliera dei laboratori adeguatamente attrezzati nelle ex-scuderie di Palazzo Serristori, nello storico quartiere cittadino di San Niccolò. Da allora la scuola continua ad attivare corsi all’interno di quegli stessi laboratori. 

Come afferma il professor Rodolfo Ceccotti, direttore della scuola, “Il Bisonte poggia le fondamenta sull'esperienza di una stamperia che Maria Luigia Guaita decise di aprire avvalendosi dei consigli di alcuni intellettuali fiorentini, fra questi l'artista Rodolfo Margheri”; il tutto sotto la supervisione critica di Carlo Ludovico Ragghianti. La scuola, nel corso degli anni, si è sviluppata e si è aperta ad una serie di incontri e di esperienze sia a livello nazionale che internazionale, che ha permesso ai numerosi allievi di poter venire in contatto con i maggiori incisori attualmente operanti a livello internazionale, diventando uno dei centri più importanti per la grafica d’arte nel mondo.

La mostra desidera mettere in luce il personaggio di Maria Luigia Guaita, fondatrice della stamperia e successivamente della scuola, che ha portato avanti fino agli ultimi giorni della sua vita con passione ed estrema determinazione la “sua” scuola,  nella quale ha investito tutte le sue risorse meritandosi l’appellativo di “mecenate del XX secolo” e Rodolfo Margheri, vera anima della stamperia a livello artistico e tecnico.

Le due sedi espositive incarnano ognuna un aspetto prezioso della storia de Il Bisonte. Al Centro “Antonio Berti” sono destinate circa 70 opere realizzate dai grandi maestri che hanno lavorato alla Stamperia Il Bisonte dalla sua apertura, nel 1959, sino al 1983. Fra questi Picasso, Moore, Sutherland, Chadwick, Lipchitz, Arroyo, Soffici, Carrà, Maccari, Magnelli, Severini, Cremonini e Annigoni. Sono previste varie sezioni per evidenziare i periodi di attività della stamperia. Spazi speciali sono stati pensati per Rodolfo Margheri, che ha affiancato Maria Luigia Guaita, e per il periodo dell’Informale.

La Soffitta Spazio delle Arti è, invece, la location perfetta di una collettiva con circa 50 opere di insegnanti ed ex allievi che nel corso di trentacinque anni hanno frequentato i corsi della scuola de Il Bisonte. Un percorso vario dunque, ma estremamente interessante per il livello tecnico delle opere e per comprendere la grande diffusione che la scuola ha avuto a livello nazionale e internazionale.

“AltoBasso è un grande progetto - aggiunge Francesco Mariani - che vuole valorizzare al massimo La Soffitta e il Centro Berti con eventi di respiro internazionale capaci di coinvolgere un vasto pubblico e di attrarre soprattutto gli studenti del territorio. L’edizione 2019 celebra una realtà unica qual è Il Bisonte: nella sua stamperia sono passati i più grandi artisti del Novecento e come scuola ha insegnato a tanti allievi i segreti delle varie forme di grafica classica, dalla calcografia alla xilografia. Sesto Fiorentino ospita, in una sola volta, tutti i suoi più grandi tesori”.

La mostra è corredata da un prestigioso catalogo edito da Polistampa curato da Maria Donata Spadolini e Rodolfo Ceccotti. Oltre ai contributi storico-critici di Maria Donata Spadolini, Giulia Ballerini e Valentina Bravin, il volume contiene anche un ricordo di Maria Luigia Guaita scritto da Antonio Natali, l’introduzione del direttore della scuola di grafica de Il Bisonte, Rodolfo Ceccotti, e le presentazioni del sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, e del responsabile del Gruppo La Soffitta Spazio delle Arti e presidente del Circolo Arci-Unione Operaia di Colonnata, Francesco Mariani.

In concomitanza con la rassegna espositiva sono in programma anche alcuni incontri rivolti agli studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio e una serie di visite guidate riservate ai soci Coop.

La mostra I 60 anni de Il Bisonte. Da stamperia di successo a scuola di fama internazionale, sarà aperta in entrambe le sedi espositive, ad ingresso gratuito, con i seguenti orari: domenica e festivi 10,30-12,30 e 16-19, feriali da martedì a sabato 16-19, lunedì chiuso.



Sedi espositive:

Centro espositivo Antonio Berti

Via Bernini, 51 - Sesto Fiorentino (FI)

La Soffitta Spazio delle Arti

c/o Circolo Arci-Unione Operaia di Colonnata - Piazza Rapisardi, 6 - Sesto Fiorentino (FI)

info: 335.6136979 - e-mail: ufficiostampa@lasoffittaspaziodellearti.it

 

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800 e più: forme d'arte in vetrina. fino all’8 aprile espone Anny Wernert Wed, 20 Mar 2019 11:40:48 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534301.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534301.html svagarte svagarte Dall’8 marzo all’8 aprile espone Anny Wernert con un omaggio commemorativo ad Aurelio Saffi, fissandolo nei nobili lineamenti che richiamano l’integrità morale e ideologica del grande protagonista forlivese del Risorgimento e con un olio fortemente realistico di partecipazione totale alla storia italiana, con le sue vicende e tragedie storiche. Di Anny colpisce l’energico tratto espressivo e cromatico con cui si riavvicina al figurativo dopo un lungo periodo informale, dove ha le sue radici, alla ricerca di una sua verità.

“800 e più: forme d’Arte in vetrina” vuole portare l’arte contemporanea nel centro storico di Forlì, in un momento non facile, come sottolineatura corale all’importante mostra forlivese. Le opere d’arte contemporanea impreziosiscono la vetrina della Camerale, per creare un naturale legame con la grande rassegna dei Musei S. Domenico. 

 

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La Galleria Edieuropa segnala | GASTONE BIGGI. Catalogo ragionato dei dipinti | Mercoledì 20 marzo ore 17.30 | Galleria Nazionale di Arte Moderna Tue, 19 Mar 2019 16:35:19 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534096.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/534096.html Galleria Edieuropa Galleria Edieuropa
La Galleria Edieuropa 

segnala


GASTONE BIGGI
Catalogo ragionato dei dipinti


Mercoledì 20 marzo ore 17.30

GALLERIA NAZIONALE DI ARTE MODERNA 
Sala delle Colonne

 

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Il fotografo friulano Gino Sambucco inaugura la sua personale alla Milano Art Gallery Tue, 19 Mar 2019 11:00:31 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533814.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533814.html UffStampaMilano UffStampaMilano Alla storica Milano Art Gallery gli incontri avvengono in rapida successione. Infatti, a chiusura dell’esposizione L’Arte delle Donne, aprirà la mostra fotografica di Gino Maria Sambucco, Oltre alla realtà, la fantasia. L’imperdibile appuntamento verrà inaugurato alle ore 18 di mercoledì 27 marzo. L’esposizione verrà presentata in via Alessi 11 dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes.

Si passa così da uno sfondo dalle tematiche femminili a  una mostra che ha a cuore il rapporto uomo-natura e, in particolar modo, il ruolo che la mente ha nell’interpretazione di ciò che si osserva. Lo sa bene l’artista Gino Maria Sambucco, grande appassionato di fotografia e cinema, ma soprattutto di montagna.

L’imprenditore di Codroipo (UD) ha coniato il titolo Mitici e Dolomitici, con il quale nel 2017 presenta al pubblico la sua prima personale. Fonda in seguito l’omonimo gruppo fotografico e oggi sperimenta una nuova via dell’immagine, le pittografie, spaziando oltre le sue amate vette.

Scrive su queste ultime l’artista Vanni De Conti: «Alcune sembrano poesie, altre preghiere sommesse, altre ancora un canto, il canto del colore. Queste pittografie, atmosfere magiche del digitale, danno sensazioni che non si trovano neanche in pittura. Questa fotografia è un’altra cosa: qui si apre un pittorialismo nuovo, impensabile a fine Ottocento e inizio Novecento. Il digitale ha aperto una porta sull’anima e Sambucco ha colto questa dimensione impalpabile, incodificabile, che lascia immaginare, sognare, fantasticare».

 

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 aprile e sarà visitabile tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a info@milanoartgallery.it.

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Inaugura Pro Biennale di Vittorio Sgarbi a Venezia il 5 maggio Tue, 19 Mar 2019 10:54:28 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533810.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533810.html UffStampaMilano UffStampaMilano Si prevedono giorni di fermento, quelli che vedranno Venezia impegnata artisticamente ai primi di maggio. Oltre all’attesa Biennale d’Arte, infatti, la città lagunare ospiterà la Pro Biennale, organizzata da Spoleto Arte, presentata da Vittorio Sgarbi.

Prevista per domenica 5 maggio l’alzata del sipario in due sedi distinte. Ecco un assaggio di quello che si andrà a vivere in questa giornata: i riflettori si accenderanno alle 13 allo Spoleto Pavilion in Calle dei Cerchieri 1270. La sede, ubicata in Campo San Barnaba, nel sestiere di Dorsoduro, si trova a pochi passi dal Museo Leonardo da Vinci.

Tuttavia il vernissage proseguirà ufficialmente dalle 15 alla Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810), vicino al Ponte di Rialto. Il culmine dell’evento si avrà con l’arrivo del noto critico d’arte, Vittorio Sgarbi, qui per presentare la kermesse assieme all’ideatore e organizzatore dell’evento Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e a molti altri ospiti illustri, come Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e Beppe Convertini, conduttore e attore. La giornata si concluderà poi con un momento conviviale al ristorante “Le Maschere” Starhotels, a pochi metri dalla Scuola.

Numerose altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo aderiranno alla Pro Biennale offrendo il loro prezioso contributo. Tra queste si citano il soprano Katia Ricciarelli e l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, già presenti nelle scorse edizioni. Contribuiranno alla splendida realizzazione della mostra anche la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, la communication manager Daniela Testori e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa. Ma la scaletta di ospiti è ancora lunga e interessante. Continua infatti con diversi nomi, tra cui spiccano la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori che il 18 maggio, proprio alla Scuola Grande, terranno la conferenza Genio e follia nell’arte. Mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa, e Valerio Favero, vicepresidente del Museo Canova, chiudono il ricco parterre di vip. Senza dimenticare l’intervista agli artisti in esposizione da parte di Patrick di Striscia La Notizia.

In un contesto così ampio come quello della Biennale, Pro Biennale si presenta come una finestra sull’arte contemporanea che, a detta del professore, «è espressione di individualità, di libertà individuale, quindi ognuno è re di se stesso. C’è una regalità individuale di cui  l’arte è l’espressione più diretta e perciò è il modo più alto in cui uno può affermare quello che ha dentro o di esprimersi, quindi è un diritto importante ed è l’unica identità dell’arte in questo momento, dovunque si esprima nel mondo e dunque anche in Italia» e, scendendo nel dettaglio, a maggior ragione a Venezia.

 

Fino al 27 maggio la Scuola Grande di San Teodoro resterà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 18, mentre lo Spoleto Pavilion dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a org@spoletoarte.it.

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Inaugurazione mostra 23 marzo ore 17 Tue, 19 Mar 2019 09:32:45 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533801.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533801.html Museo Magi'900 Museo Magi'900
Newsletter #6 2019 | Museo Magi'900
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Giulio Bargellini
è lieto di invitarvi alla mostra

Mimì Quilici Buzzacchi.
Da Ferrara a Roma e ritorno, gli anni della transizione 1943 -1962

Inaugurazione sabato 23 marzo alle ore 17
 
Una figura femminile di grande temperamento e capacità, una donna che ha saputo imporsi sulla scena culturale italiana negli anni cruciali del Novecento, secolo che ha attraversato quasi completamente, vivendone pienamente le trasformazioni.
Realizzata in collaborazione con l'Archivio Mimì Quilici Buzzacchi di Roma, nell'ambito di una serie di iniziative di studio e valorizzazione dell'artista, la mostra allestita al Museo MAGI 900 approfondisce il particolare periodo della sua produzione artistica, compreso tra gli ultimi drammatici anni della guerra e l'inizio degli anni Sessanta.

Per saperne di più potete cliccare qui!
 
 
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Giancarlo Cerri "I quadri dell'orbo" Sun, 17 Mar 2019 17:45:04 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533210.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533210.html Studio De Angelis Studio De Angelis

“Quadri dipinti senza vedere i colori, ma solo ricordandone la forza e l’intensità…”

Con queste parole il pittore milanese classe 1938 Giancarlo Cerri, da oltre dieci anni ipovedente, presenta dal 19 marzo al 6 aprile 2019 al Centro Culturale di Milano, in Largo Corsia dei Servi 4, la sua nuova mostra dal titolo più che mai evocativo: “I quadri dell’orbo”.

 

Curata da Stefano de Angelis, la mostra è stata realizzata in collaborazione con CBM Italia Onlus, l’organizzazione umanitaria impegnata nella cura e prevenzione della cecità evitabile nei Paesi del Sud del mondo.

Da tempo, infatti, CBM Italia Onlus racconta attraverso la bellezza dell’arte ciò che solitamente non è considerato bellezza: il buio della cecità e della disabilità. Dapprima con il “Blind Date”, il concerto al buio di Cesare Picco; dallo scorso anno con la collana editoriale edita con #logosedizioni, e ora con la nuova mostra di Giancarlo Cerri.

Le opere esposte saranno messe in vendita tutte allo stesso prezzo (1.000 euro), e il ricavato andrà a sostegno del programma di cura e prevenzione della retinopatia del prematuro in America Latina, dove CBM è presente in diversi Paesi come Bolivia, Paraguay e, dal 2019, in Guatemala, formando personale medico locale e fornendo strumenti per l’identificazione precoce e il trattamento della malattia. La cura della retinopatia è infatti una lotta contro il tempo: è necessario trattare tempestivamente con laserterapia i neonati malati per evitare che diventino ciechi per sempre.

La retinopatia del prematuro è la prima causa di cecità infantile evitabile in America Latina. Su 10 bambini ciechi, 4 lo sono proprio a causa di questa terribile malattia causata dalla prolungata esposizione all’ossigeno dell’incubatrice nei neonati pretermine. L’incontro con Giancarlo Cerri, padre di Giovanni, anch’egli pittore e con il quale abbiamo già collaborato, rappresenta ancora una volta per CBM la possibilità di avvicinare il pubblico alla nostra mission attraverso uno strumento in cui crediamo particolarmente, l’arte, e tracciare così un ponte di solidarietà tra il Nord e il Sud del mondo” ha dichiarato Massimo Maggio, Direttore di CBM Italia Onlus.

 

LA MOSTRA

Nata da un’idea di Stefano de Angelis e Massimo Maggio, direttore di CBM Italia Onlus,

la mostra presenta 21 opere, tutte delle stesse dimensioni (100x80), realizzate nel 2017, quando l’artista è tornato a dipingere nonostante la grave maculopatia che lo affligge dal 2004 e che poco alla volta ha spento i suoi occhi, rendendolo quasi completamente cieco.

 

Una malattia tremenda, vero e proprio calvario per chiunque, ancor più per un pittore che da sempre si affida allo sguardo e ai colori per interpretare e raccontare la vita.

Dodici anni fa, esattamente nel 2006, Giancarlo Cerri aveva dovuto smettere di dipingere, non riuscendo più a distinguere i colori…Oggi, invece, si è rimesso davanti a una tela, escogitando una modalità che ha trasformato la sua pittura, a cominciare dal passaggio dai colori ad olio agli acrilici, di più rapida essicazione e maggiormente malleabili.

 

È stata una rivoluzione “copernicana” imposta dalla vita e fortemente voluta dall’artista: “La verità è che non mi sono mai arreso alla malattia, trovando alla fine una mia particolare tecnica che mi consente di tornare a dipingere, sia pure saltuariamente e limitatamente. Uso gli unici colori che in qualche modo ancora distinguo e che ricordo maggiormente, come il rosso, il giallo e il nero, oltre il bianco della tela

I nuovi lavori di Giancarlo Cerri, realizzati per lo più d’estate quando la luce del giorno è molto forte e aiuta a vedere meglio le tonalità, sono stati “costruiti” con una tecnica molto particolare, posizionando sulla tela alcune carte di varie misure, a creare spazi geometrici all’interno dei quali dipingere. Si tratta dunque di opere che, prima di essere create sulla tela, vengono dipinte per “immaginazione compositiva”, attraverso una vera e propria “architettura” del quadro stesso, con colori acrilici usati in maniera cromaticamente timbrica, così come era solito fare quando lavorava unicamente con i colori a olio.

 Il risultato, sono dipinti astratti di grandissimo impatto visivo, ma che mantengono intatte le peculiarità del “fare pittura” di Giancarlo Cerri, da lui stesso definita “astrattismo concreto”: sottrazioni alla ricerca dell’essenziale, contrasti di forze contrapposte che reclamano il proprio spazio.

Decisamente non più una pittura istintuale e di movimento, ma una pittura prevalentemente di composizione, ugualmente potente e intensa.

Opere costruite prima nella mente, capaci di evidenziare come Giancarlo Cerri sia sempre in grado di leggere la società e le vibrazioni che quest’ultima trasmette, grazie a una straordinaria capacità, anche nel passaggio da vedente a disabile, di utilizzare il linguaggio espressivo che ha accompagnato la sua vita per oltre cinquant’anni: la pittura.

Il catalogo della mostra presenta un contributo critico di Stefano Crespi.

A tutti i visitatori presenti il giorno dell’inaugurazione verrà dato in omaggio una copia del catalogo.

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CBM è la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella cura e prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi del Sud del mondo. CBM Italia fa parte di CBM, organizzazione attiva dal 1908 composta da 10 associazioni nazionali (Australia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, USA, Sud Africa e Svizzera) e che insieme sostengono progetti e interventi di tipo medico-sanitario, di sviluppo ed educativo.  Dal 1989 CBM è partner dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta contro la cecità prevenibile e la sordità. CBM opera nei Paesi nel Sud del mondo in sinergia con i partner locali in un’ottica di crescita e sviluppo locale. Lo scorso anno CBM ha raggiunto oltre 35 milioni di persone attraverso 530 progetti in 54 Paesi di tutto il mondo.

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Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:46 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533209.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
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Giordano Morganti - L’anima rubata Sun, 17 Mar 2019 17:28:17 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533208.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

Lo spazio DATA di Urbino presenta la mostra fotografica "L'anima rubata" di Giordano Morganti. 

L'evento fortemente voluto da Vittorio Sgarbi e curato da Carlo Micheli, inaugurerà venerdì 29 marzo alle ore 18.00 e sarà fruibile fino al 27 aprile 2019.

 

L’ANIMA RUBATA

La ritrattistica è forse il genere fotografico più antico. Indagare la gente significa penetrare l’animo umano, coglierne le virtù, i difetti, le paure, le speranze. Cercare di capire un territorio attraverso lo studio dei volti dei suoi abitanti, ad esempio, è un po’ come rileggere la cronaca del posto sulla raccolta di un quotidiano locale. Decine, centinaia di faldoni contenenti storie di vita vissuta riassunte nel volto scavato di un contadino, nel portamento fiero di un militare, nella dolcezza immensa di una madre. Se noi siamo ciò che mangiamo e ciò che leggiamo, è pur vero che siamo anche la terra che abitiamo, i valori che condividiamo. Fotografare la gente di una città, di un territorio è un modo per approfondirne la conoscenza, per capire l’orgoglio, la forza, la rudezza dei suoi abitanti e, attraverso i loro occhi, conoscere meglio se stessi. In effetti essere dietro un obbiettivo non pone il fotografo in una posizione di distacco, ma di partecipazione “mirata”, di approfondimento e di conoscenza. I volti fotografati da Giordano Morganti rappresentano il tempo fermato, il tempo senza tempo… Riesaminando il suo immenso patrimonio di immagini si ritrovano e riprovano sensazioni profonde, reali, come le rughe dei pastori piemontesi; sconvolgenti e angoscianti come i volti dei folli; sconfortanti e rabbiose come le mute accuse negli occhi degli homeless; giocose e paradossali come nel caso della comunità trasversale dei sordomuti. Così i vari capitoli di questa pluridecennale ricerca artistica si fondono e confondono, dilatando i confini dei singoli album che li contengono, trovando un comune denominatore nella ricerca di quel “lampo” che sta dietro la maschera del viso, che proviene dal profondo e si apre dinnanzi alla presunta neutralità dell’obbiettivo fotografico, ignorando quanto avessero ragione i “selvaggi” nel ritenere che la fotografia rubasse loro l’anima…

 

LA MOSTRA

La mostra sarà dunque concepita come un “caos ordinato” e sarà incentrata su ritratti provenienti dalle più svariate raccolte, proposti secondo un ritmo spezzato e serrato, in modo da cancellare ogni aspettativa da parte del fruitore, eliminando l’omogeneità a favore dello stridio degli accostamenti. Capiterà così di trovare un pastore intento a governare il bestiame in cima alle Alpi, accostato ad una bimba sordomuta; un folle delirante contrapposto ad un homeless etilista. L’eterogeneità della proposta renderà ogni immagine unica e svincolata da un contesto tematico, aderente unicamente al tema di fondo: il ritratto. Anche la scelta espositiva rispetterà l’idea di un “disordine controllato”, privilegiando la quantità dei materiali, dando per scontata la qualità degli stessi, presentati secondo un’idea minimalista, ma estremamente coinvolgente, che prevede la realizzazione di lunghe strisce di carta su cui le immagini si susseguono come si trattasse di un enorme “provino” stampato a contatto. 

 

 

CENNI BIOGRAFICI  

Giordano Morganti è nato a Milano nel 1956. Il suo ricco curriculum mostra la carriera di un fotografo di fama internazionale, collaboratore di riviste di grande prestigio, noto principalmente per i ritratti di personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica e per le sue numerose ricerche. All’età di nove anni si appassiona alla fotografia e nel 1973 decide di diventare “artista – fotografo”. Inizia così un percorso di successo che porterà i suoi scatti a essere presenti sulle riviste e nelle gallerie d’arte nazionali e internazionali. Morganti espone a Milano, Roma, Palermo, Genova, Torino, Mantova, ma anche a New York, Berlino, Barcellona, Pechino e Parigi, solo per ricordare alcune mostre. Giordano Morganti ama fotografare le diversità, le ingiustizie, il disagio. Egli si è avvicinato alla fotografia spinto dalla voglia di scoprire il mondo, andando oltre la superficialità: “quando la realtà ti sembra sfuggevole, come un paesaggio visto da un treno in corsa, provo il desiderio di fermare quegli attimi, quei volti, quegli scorci, quelle luci, né più né meno come un entomologo che trafigge con lo spillo l’insetto che intende osservare, studiare, comprendere”. La missione del fotografo, dice Morganti, è “fermare l’attimo, renderlo eterno, perfetto. Fermare l’attimo non significa mortificare il movimento, ma sublimarlo”. Questa è la cifra dell’artista: un professionista che indaga la realtà che lo circonda, puntando a cogliere gli aspetti più intimi dell’animo umano, distillandoli tramite uno sguardo, una postura, una tensione.  

 

 

TITOLO: L’anima rubata
GENERE: Mostra fotografica

AUTORE: Giordano Morganti
LUOGO: Urbino - Data
INDIRIZZO: Borgo Mercatale, 61029 Urbino (PU)
INAUGURA: venerdì 29 marzo ore 18.00
DURATA: 29 marzo | 27 aprile 2019
A CURA DI: Carlo Micheli
IDEAZIONE: Vittorio Sgarbi
MEDIAPARTNER: Frattura Scomposta
INFO: 07223091 | 3474337545
MAIL: giordanomorganti11@gmail.com
ORARI: lun-ven 9 - 20 | festivi 10 - 12 | 15 - 18 
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Mostra personale di Fotografia e Poesia dell’ Artista Gaia Maria Galati Sun, 17 Mar 2019 01:50:21 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533188.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533188.html Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Sabato 16 Marzo è stata presentata la mostra di poesia e fotografia dell’ artista Gaia Maria Galati , presso ii laurea in Scienze dell’ Educazione nel 2001 , consegue il post lauream  in Lifelong Learning presso L’ U .d. S. Roma Tre tenuto dalla Docente Sofia Corradi . Da sempre interessata alla poesia specialmente a quella pre -romantica si avvicina ad essa grazie alla passione condivisa con la mamma , in età adolescenziale scrive le sue prime opere , mentre l’ amore per la fotografia le viene trasmesso dal papà , grande appassionato di queat’ arte ed altrettanto interessato , nonché collezionista di macchine fotografiche d’ epoca . Nel 2011 è stata fotografa ufficiale alla XIII edizione del concorso Totò e al relativo convegno : Medicine del Futuro, organizzato dall’ Associazione “ Amici di Totò ...a prescindere ! Onlus è da Radio Vaticana presso la Camera dei Deputati . Dal 10 al 12 Marzo ha esposto una personale dal titolo Scoprendo ... presso la Galleria I Preferiti Diretta da Carla Mazzoni e Massimo Rossi . Attualmente insegna italiano agli stranieri presso il CPIA di Roma . 

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Mostra personale di Fotografia e Poesia dell’ Artista Gaia Maria Galati Sun, 17 Mar 2019 01:48:35 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533187.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533187.html Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Sabato 16 Marzo è stata presentata la mostra di poesia e fotografia dell’ artista Gaia Maria Galati , presso ii laurea in Scienze dell’ Educazione nel 2001 , consegue il post lauream  in Lifelong Learning presso L’ U .d. S. Roma Tre tenuto dalla Docente Sofia Corradi . Da sempre interessata alla poesia specialmente a quella pre -romantica si avvicina ad essa grazie alla passione condivisa con la mamma , in età adolescenziale scrive le sue prime opere , mentre l’ amore per la fotografia le viene trasmesso dal papà , grande appassionato di queat’ arte ed altrettanto interessato , nonché collezionista di macchine fotografiche d’ epoca . Nel 2011 è stata fotografa ufficiale alla XIII edizione del concorso Totò e al relativo convegno : Medicine del Futuro, organizzato dall’ Associazione “ Amici di Totò ...a prescindere ! Onlus è da Radio Vaticana presso la Camera dei Deputati . Dal 10 al 12 Marzo ha esposto una personale dal titolo Scoprendo ... presso la Galleria I Preferiti Diretta da Carla Mazzoni e Massimo Rossi . Attualmente insegna italiano agli stranieri presso il CPIA di Roma . 

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Mostra personale di Fotografia e Poesia dell’ Artista Gaia Maria Galati Sun, 17 Mar 2019 01:47:08 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533186.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533186.html Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Ufficio Stampa dell’ Artista Gaia M. Galati Sabato 16 Marzo è stata presentata la mostra di poesia e fotografia dell’ artista Gaia Maria Galati , presso ii laurea in Scienze dell’ Educazione nel 2001 , consegue il post lauream  in Lifelong Learning presso L’ U .d. S. Roma Tre tenuto dalla Docente Sofia Corradi . Da sempre interessata alla poesia specialmente a quella pre -romantica si avvicina ad essa grazie alla passione condivisa con la mamma , in età adolescenziale scrive le sue prime opere , mentre l’ amore per la fotografia le viene trasmesso dal papà , grande appassionato di queat’ arte ed altrettanto interessato , nonché collezionista di macchine fotografiche d’ epoca . Nel 2011 è stata fotografa ufficiale alla XIII edizione del concorso Totò e al relativo convegno : Medicine del Futuro, organizzato dall’ Associazione “ Amici di Totò ...a prescindere ! Onlus è da Radio Vaticana presso la Camera dei Deputati . Dal 10 al 12 Marzo ha esposto una personale dal titolo Scoprendo ... presso la Galleria I Preferiti Diretta da Carla Mazzoni e Massimo Rossi . Attualmente insegna italiano agli stranieri presso il CPIA di Roma . 

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ROBERTO RAMPINELLI “CONTAMINAZIONI” - Spazio Espositivo Le Stanze Biblioteca Mediateca A. Meli - Trescore Balneario (BG) Vernissage: sabato 23 marzo 2019 ore 18. 00 | dal 23 marzo – 20 aprile 2019 - Ingresso gratuito Fri, 15 Mar 2019 15:33:05 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533077.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533077.html Sonia Dametto Sonia Dametto ROBERTO RAMPINELLI

CONTAMINAZIONI

A cura di Maurizio Bonfanti e Raffaele Sicignano

SPAZIO ESPOSITIVO LE STANZE

Biblioteca Mediateca A. Meli

Via Roma 140 – Trescore Balneario (BG)

23 marzo – 20 aprile 2019

Ingresso gratuito

 

Orari di apertura a pubblico

Da martedì a venerdì 10.00-12.00, 14.30-18.00 | sabato 10.00-12.00

Domenica e lunedì chiuso

 

Vernissage: sabato 23 marzo ore 18

Contaminare come punto di partenza per un nuovo processo creativo, espressione per una costante ricerca del nuovo.

Inaugura sabato 23 marzo presso lo Spazio Espositivo Le Stanze alla Biblioteca Mediateca “A.Meli” di Trescore Balneario in provincia di Bergamo la mostra di Roberto Rampinelli, incisore e pittore che vive e lavora tra Bergamo, Urbino e Amer in Catalogna, dal titolo Contaminazioni, a cura di Maurizio Bonfanti e Raffaele Sicignano.

Sempre alla ricerca del senso del rigore e della ricerca delle simmetrie, Roberto Rampinelli da circa un anno ha deciso di mescolare gli elementi più significativi dei due linguaggi che meglio conosce, le due anime della sua arte, il disegno lento, sottile e abile dell’incisione con la forza del colore.

Una contaminazione tra due modalità solo apparentemente distanti, che tuttavia non riguarda solo la forma/contenitore, ma anche il contenuto, ovvero i soggetti rappresentati nei nuovi lavori di Rampinelli.

LA FORMA

Le opere esposte in mostra a Trescore Balneario sono tutte tecniche miste provenienti dalla stampa integrata con pittura realizzata su carte a mano riportate su tavola di legno. Un processo di lavorazione lento e delicato, che non ammette margini di errore.

In particolare, per quanto riguarda la stampa l’artista percorre due strade: da una parte utilizza battute a secco di elementi naturali (fiori, rami, foglie etc.) con il torchio calcografico; dall’altra invece si avvale di una tecnica semplice e raffinata detta “gum-print”, ovvero realizza clichè di stampa partendo non da una lastra di rame, ma da semplici fotocopie opportunamente trattate, lavorate e stampate su carta da incisione.

Per quanto riguarda la fase pittorica, invece, Rampinelli utilizza colori ad acqua diluiti e stesi a velature sulle stampa realizzate precedentemente e incollate su tavole di legno.

IL CONTENUTO

Gli elementi naturalistici, così come gli oggetti della quotidianità domestica, rappresentano per Roberto Rampinelli, fra i maggiori interpreti italiani contemporanei dello Still Life, una costante indissolubile del suo lavoro: trattati con virtuosismo e attenzione millesimale alle minuziosità, hanno sempre dato luce e colore ai suoi dipinti.

La decisione di riportare la figura umana, il viso in particolare, all’interno di questo contesto ha avuto un effetto destabilizzante nell’equilibrio artistico di Rampinelli: “È stata una scelta maturata lentamente che mi ha spinto a uscire da schemi forse un po' troppo rigidi della mia pittura incentrata su nature morte e paesaggi”

Il risultato sono opere più “libere” ma anche meno “protette” perché con meno schemi e maggiori dissonanze. Gli elementi e i soggetti dei suoi quadri rimangono gli stessi, ma questa volta si ritrovano immersi in contesti più aperti a una libera interpretazione da parte di chi guarda l’opera.

La spaccatura viene creata proprio dalla presenza di figure e volti umani che modificano la stessa leggibilità dell’opera d’arte, rendendola più “vulnerabile”, ma non per questo meno consistente e intensa.

I nuovi lavori di Roberto Rampinelli rappresentano dunque l’incipit di un nuovo percorso creativo intrapreso in un momento ben preciso della sua maturità umana, che lo ha portato a rivedere la sua stessa rassicurante dimensione di solitudine, realizzando sempre una pittura di grande emozione e intensità poetica, capace di essere propagazione del segno e del colore, ma all’interno di un racconto maggiormente fisico.

Si tratta di un nuovo spazio di ricerca in cui l’artista si muove a suo agio sì, ma meno liberamente e con una leggera, intensa e vitale titubanza.

Sfumature leggere che probabilmente non si possono cogliere a una prima lettura, ma che lentamente raggiungono la superficie con forza, bellezza e presenza.

I nuovi lavori di Roberto Rampinelli richiedono maggior pazienza e ascolto, ma alla fine avvolgono e commuovono.

La loro unicità risiede proprio in questo nuovo mescolarsi di tecniche, che le rende mutevoli e vive, seppur meno malleabili. Segno e colore assumono una nuova rilevanza: il segno è essenza, definizione, mentre il colore si evolve e muta adeguandosi alla nuova natura del materiale su cui si appoggia e si impone.

***********************

Ufficio stampa mostra:

Studio de Angelis, Milano

tel. 02 45495191 c. 345 7190941

info@deangelispress.com   www.deangelispress.com

  

 


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inaugurazione mostra Mimì Quilici Buzzacchi - 23 marzo ore 17 Fri, 15 Mar 2019 15:29:08 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533110.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533110.html Museo Magi'900 Museo Magi'900


Comunicato stampa


Mimì Quilici Buzzacchi. Da Ferrara a Roma e ritorno, gli anni della transizione 1943 -1962

inaugurazione sabato 23 marzo ore 17.00


dal 23 marzo al 13 maggio
a cura di Valeria Tassinari 
promossa dall'Archivio Mimì Quilici Buzzacchi, Roma 

Una figura femminile di grande temperamento e capacità, una donna che ha saputo imporsi sulla scena culturale italiana negli anni cruciali del Novecento, secolo che ha attraversato quasi completamente, vivendone pienamente le trasformazioni. La storia di Emma Buzzacchi (Medole, Mantova, 1903 - Roma, 1990), è un caso esemplare di talento e determinazione nel seguire la propria ispirazione artistica, conciliandola con le difficoltà della vita e con la cura dei figli Folco e Vieri. 

      Nata in una famiglia della colta borghesia lombarda, precocemente attiva come pittrice e abilissima nella tecnica incisoria, Mimì si afferma professionalmente a Ferrara dove nel 1929 sposa il giornalista Nello Quilici, del quale rimane precocemente vedova a causa dell' incidente aereo di Tobruk, in cui il marito perde la vita insieme a Italo Balbo e a tutto l'equipaggio. La città emiliana Ferrara in quegli anni è un culturalmente molto attiva e le offre l'occasione di entrare nell'ambito del novecentismo, frequentando tra gli altri il pittore Achille Funi, che la avvicina alla pratica della grande decorazione, fortemente sostenuta dal fascismo. E Ferrara, con il suo castello e con i suoi paesaggi del Delta, sarà sempre per lei una città d'elezione, tra trasferimenti e ritorni. 

      Realizzata in collaborazione con l'Archivio Mimì Quilici Buzzacchi di Roma, nell'ambito di una serie di iniziative di studio e valorizzazione dell'artista, la mostra allestita al Museo MAGI 900 approfondisce il particolare periodo della sua produzione artistica, compreso tra gli ultimi drammatici anni della guerra e l'inizio degli anni Sessanta. Un periodo di transizione e di significativa trasformazione artistica e personale, in cui  Mimì inizia a mettere in discussione la solida adesione alla figura dei suoi anni giovanili e, dopo il trasferimento a Roma nel 1945, a contatto con la Scuola romana conferisce una nuova definizione alla sua pittura, che da quel momento seguirà un'inclinazione più cromatica e sensibile, avviata a sfiorare l'astrazione, soprattutto nelle vedute urbane e nei paesaggi, in cui sguardo e cuore si uniscono.

La mostra è allestita nello spazio OPEN BOX del museo ed è a ingresso gratuito.


MUSEO MAGI ‘900

Aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 

Via Rusticana A/1 �“ 40066 Pieve di Cento (BO) - tel. ­+39 051 6861545 


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Prossime attività al Magi'900 Fri, 15 Mar 2019 13:58:43 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533103.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/533103.html Museo Magi'900 Museo Magi'900
Newsletter #5| Museo Magi'900
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Mimì Quilici Buzzacchi. Da Ferrara a Roma e ritorno, gli anni della transizione 1943 -1962
sabato 23 marzo ore 17

La personale della pittrice Mimì Quilici Buzzacchi approfondisce il particolare periodo della sua produzione artistica, compreso tra gli ultimi drammatici anni della guerra e l’inizio degli anni Sessanta.

Clicca qui per saperne di più!
 
L’eleganza da sfogliare. Moda, stile e frivolezze nelle riviste della Belle Époque
domenica 24 marzo ore 15.30

La nostra guida vi mostrerà il nuovo allestimento della mostra Omaggio alla Belle Époque.

Clicca qui per saperne di più!
 
PRENOTA LA VISITA GUIDATA
Cinguettii tra i rami
domenica 24 marzo ore 15.30

Laboratorio per bambini dai 4 ai 7 anni
Dentro al MAGI abitano sculture di uccellini e volatili: alcuni sembrano proprio veri!
Insieme realizzeremo nuovi uccellini pronti a volare ed uscire fuori dal museo!

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Global Popcorn Market: Analysis & Forecast 2018-2024 Fri, 15 Mar 2019 11:04:16 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532838.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532838.html prachitisharma98 prachitisharma98 Bharat Book Bureau Provides the Trending Market Research Report on “ Global Popcorn Market 2019 by Manufacturers, Regions, Type and Application, Forecast to 2024 ” under Food & Beverage Category. The report offers a collection of market research, market analysis, competitive intelligence and market reports.

Global Popcorn Market is expected to grow at CAGR of roughly 8.0% over the next five years, will reach 5250 million US $ in 2024.

Global Popcorn Market is a type of corn that expands from the kernel and puffs up when heated. Popcorn is able to pop like amaranth grain, sorghum, quinoa, and millet. When heated, pressure builds within the kernel, and a small explosion (or "pop") is the end result. Some strains of corn are now cultivated specifically as popping corns.

Request a free sample copy of Popcorn Market Report @
https://www.bharatbook.com/marketreports/Sample/Reports/1410348

Scope of the Report:
The leading manufactures mainly are ConAgra, Weaver Popcorn, PepsiCo, Amplify and Snyder's-Lance. ConAgra is the largest manufacturer; its revenue of global market exceeds 33% in 2016.

Geographically, the global popcorn market has been segmented into USA, Europe, China, Japan, Southeast Asia and other. The USA held the largest share in the global popcorn products market, its revenue of global market exceeds 56% in 2016. The next is Europe.

The worldwide market for Popcorn is expected to grow at a CAGR of roughly 8.0% over the next five years, will reach 5250 million US$ in 2024, from 3310 million US$ in 2019, according to a new GIR (Global Info Research) study.

This report focuses on the Popcorn in global market, especially in North America, Europe and Asia-Pacific, South America, Middle East and Africa. This report categorizes the market based on manufacturers, regions, type and application.

Market Segment by Manufacturers, this report covers:
ConAgra
Weaver Popcorn
PepsiCo
Amplify
Snyder's-Lance
Butterkist
American Popcorn
Angie's Artisan Treats
Borges
Chamerfood
Garrett Popcorn Shops
Newman’s Own
Aramidth International
Joe and Seph
Mage's
Inter-Grain
Quinn

Market Segment by Regions, regional analysis covers:
North America (United States, Canada and Mexico)
Europe (Germany, France, UK, Russia and Italy)
Asia-Pacific (China, Japan, Korea, India and Southeast Asia)
South America (Brazil , Argentina, Colombia etc.)
Middle East and Africa (Saudi Arabia, UAE, Egypt, Nigeria and South Africa)

Market Segment by Type, covers:
Ready-to-eat popcorn
Microwave popcorn

Market Segment by Applications, can be divided into:
Household
Commercial

Browse our full report with Table of Contents:
https://www.bharatbook.com/marketreports/global-popcorn-market-2019-by-manufacturers-regions-type-and-application-forecast-to-2024/1410348

About Bharat Book Bureau:
Bharat Book is Your One-Stop-Shop with an exhaustive coverage of 9,80,000 reports and insights that includes the latest Market Study, Market Trends & Analysis, Forecasts Customized Intelligence, Newsletters and Online Databases. Overall coverage of major industries with a further segmentation of 100+ subsectors.

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I MOSAICI DI AMÉLIE GUYONNET AD “ARTISTI CONTEMPORANEI A PALAZZO” Thu, 14 Mar 2019 16:19:21 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532650.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532650.html Alessandra Degano Alessandra Degano Con l’inaugurazione di sabato 16 marzo, il mosaico contemporaneo fa il suo ingresso nel salone di Intesa Sanpaolo ad Udine grazie alle opere dell’artista di origini francesi Amélie Guyonnet: sugheri e smalti, conchiglie e plastica, metalli e foglia d’oro sono solo alcuni fra gli innumerevoli materiali dei quali questa artista riesce a percepire istintivamente le texture e ad interconnetterle, dando vita a creazioni emotivamente vibranti.

 

 

Inaugurazione: sabato 16 marzo 2019, ore 11.30

Sede espositiva: salone di Intesa Sanpaolo, via del Monte 1, Udine

Periodo: dal 16 al 30 marzo 2019

Orari di apertura: lunedì – venerdì dalle 8.05 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 20.00; sabato dalle 9.00 alle 13.00

Ingresso libero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Museo Crocetti: 15 marzo - 3 aprile, mostra personale di Patrizia Borrelli Thu, 14 Mar 2019 15:32:17 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532690.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/532690.html Museo Crocetti Museo Crocetti

 

 

DIALOGHI - mostra personale di Patrizia Borrelli

a cura di Francesco Giulio Farachi

Museo Crocetti 15 marzo – 3 aprile 2019

 

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