Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Arti Figurative Sun, 19 May 2019 16:53:58 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/1 Infusione: Ceramica e illustrazione allo Studio Nautilus di Carrara Sat, 18 May 2019 18:26:21 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555789.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555789.html Diego Gabriele Diego Gabriele Carrara - Studio Nautilus presenta “Infusione”, un progetto di collaborazione nel quale artisti poliedrici che lavorano tra pittura, illustrazione, street art e tatuaggio sono stati chiamati a cimentarsi con un supporto inusuale per le loro opere: la ceramica.


Da questa collaborazione hanno preso forma e colore le oltre 60 tazze interamente realizzate e decorate a mano che saranno esposte nel laboratorio dello Studio Nautilus (Via del Macchione, 55 54033 Carrara (MS),  il 25.05.2019 dalle ore 16:00 alle 23:00 contornate da alcuni disegni e dipinti originali degli stessi artisti.


Partecipano al progetto Infusione gli artisti: Mario Antonelli, Maria Bressan, Bue2530, Diego Gabriele, Chloe Harris, Lady Acre Art, Marco Fine, Míles Eri, Andrea Pallocchini, Chiara Pina, RAME13, Res EBE, Rmogrl Ottantunoventi, James Harris (Stoneater), URTO

Pedro de Castro (Xuslik) e Movimento creative label.


All’imbrunire, lo spazio verde dello Studio Nautilus verrà illuminato dai video mapping di Xuslik e Movimento Creative Label.



STUDIO NAUTILUS: è un laboratorio di Scultura, Restauro e Ceramica nel quale, oltre ai membri fondatori, vengono ospitati artisti sia per realizzare progetti propri che per collaborazioni.



Info:

Sabato 25 maggio 2019 dalle ore 16:00 alle 23:00

Studio Nautilus

Via del Macchione, 55 54033 Carrara (MS)

nautilusartproject@gmail.com

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Astratta - Mente Fri, 17 May 2019 17:30:08 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555359.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555359.html Art Luxury Gallery Art Luxury Gallery Esposizione collettiva di opere pittoriche e scultoree che catturerà l'attenzione delle persone! Gli elementi protagonisti della collettiva sono i colori puri, la luce, le forme elementari, le materie e il trasporto delle sensazioni che gli artisti fanno provare con le proprie opere; ogni dipinto è a sè, ed ognuno lo interpreta a proprio modo, in base allo stato d'animo attuale e all'immaginazione che ha. 

 

I protagonisti dell'esposizione sono 16 artisti: Federica Cocchetto, Elisabetta Cusato, Gaetano D'Auria, Ivan Fabani, Marialuisa Gianuario, Rebecca Lamona, Nicolas Lima, Maria Myasnikova, Sara Nalli, Jacopo Piccolo, Alfio Prati, Ivan Presti Frigerio, Jessica Reinl, Sara Repetto, Massimiliano Sciuccati e Rachele Tofanelli.

 

 

In esposizione fino al 14 giugno presso la Galleria Art Luxury,

 

in via P. Sottocorno 27, Milano

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Astratta - Mente Fri, 17 May 2019 17:29:00 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555358.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555358.html Art Luxury Gallery Art Luxury Gallery Esposizione collettiva di opere pittoriche e scultoree che catturerà l'attenzione delle persone! Gli elementi protagonisti della collettiva sono i colori puri, la luce, le forme elementari, le materie e il trasporto delle sensazioni che gli artisti fanno provare con le proprie opere; ogni dipinto è a sè, ed ognuno lo interpreta a proprio modo, in base allo stato d'animo attuale e all'immaginazione che ha. 

 

I protagonisti dell'esposizione sono 16 artisti: Federica Cocchetto, Elisabetta Cusato, Gaetano D'Auria, Ivan Fabani, Marialuisa Gianuario, Rebecca Lamona, Nicolas Lima, Maria Myasnikova, Sara Nalli, Jacopo Piccolo, Alfio Prati, Ivan Presti Frigerio, Jessica Reinl, Sara Repetto, Massimiliano Sciuccati e Rachele Tofanelli.

 

 

In esposizione fino al 14 giugno presso la Galleria Art Luxury,

 

in via P. Sottocorno 27, Milano

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Milo Angelo Ramella "Bianco evanescente" Fri, 17 May 2019 12:50:15 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555127.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Giardini WWF

via Tommaso da Cazzaniga, Milano

ex serra della casa degli artisti

20 maggio - 30 giugno 2019

 

Orari di apertura al pubblico:

da lunedì a venerdì: 8.30-12.30; 14.30-17.30

 

Inaugurazione: lunedì 20 maggio 2019 ore 18.00

 

Immagini ad alta risoluzione

https://drive.google.com/drive/folders/1Vz3XPz0M5DQd17faz2hM9Awn74k9s8bv

 

La prima edizione di Pavia Foto Festival, organizzato da photoShowall, evento satellite di Photofestival Milano, prosegue con la mostra di Milo Angelo Ramella “Bianco evanescente”, in programma ai Giardini WWF di via Tommaso da Cazzaniga a Milano dal 20 maggio al 30 giugno.

 

Inserita fra le iniziative del progetto triennale “Oasi 2030: UNIPV e WWF per una cultura della convivenza e della sostenibilità”, con esplicito riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) contenuti nella c.d. “Agenda 2030” approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, “Bianco evanescente” è un meraviglioso, intimo e vitale omaggio alla stupefacente bellezza della Natura e al suo delicato equilibrio, che dipende sempre più dall’uomo e dalle sue scelte. Un contributo importante dell’autore alla sensibilizzazione sulla conservazione della Biodiversità.

 

Milo Angelo Ramella, affascinato sin da piccolo da fauna e flora che popolavano i boschi della sua infanzia, ha trovato proprio nel mezzo fotografico la maniera migliore per raccontare e difendere la sua principale musa e più grande passione, la natura, cercando di trasmettere in scatti eterei e sognanti una visione privata ancor prima che, strettamente, documentaristica.

I suoi scatti sono visualizzazioni della vita così intense, romantiche e poetiche che nelle sue foto è facile perdersi, come se si entrasse in una capsula del tempo dove si arriva a modificare la visione e la percezione di sé stessi senza sapere come sia potuto accadere.

 

 “Bianco evanescente” racconta la “quotidianità” degli animali selvatici nel loro habitat naturale: tundre innevate, foreste boreali e cieli vitrei fanno da cornice ad incontri fiabeschi avvenuti nel silenzio della natura, dove ogni sguardo e ogni sussulto nascondono un attimo di vita rubato agli abitanti di luoghi nascosti.

 “Bianco evanescente” è dunque una narrazione per immagini di ciò che accade in mezzo alla natura così come appare agli occhi di un uomo che si sente parte di quella stessa natura che ama e rispetta, ben consapevole che, se dovesse scomparire per mano dell’uomo, anche l’uomo finirebbe di esistere.

 

Nata da un’idea di Davide Tremolada Intraversato, con direzione artistica di Roberto Mutti e direzione scientifica di Susanna Zatti e Renzo Basora, la prima edizione di Pavia Foto Festival propone, sino 30 giugno 2019, 15 mostre in 14 spazi pubblici e privati tra Pavia, Milano e Voghera.

Pavia Foto Festival vuole favorire la “contaminazione” tra progetti artistici, spazi espositivi e visitatori grazie anche al sistema allestitivo photoSHOWall, e accanto a musei e gallerie affianca spazi espositivi “inconsueti” come quelli dell’università, di enti e aziende, realtà che rappresentano l’eccellenza culturale e produttiva locale.

 

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Milo Angelo Ramella, fotografo pavese classe 1982, ha avuto riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali della fotografia naturalistica come esponente del mondo Fiaf quali: National Geographic, Trieremberg, Siena international photo art, Oasis, Montphoto, Nature images awards, Nature photofestival di Montier en Der.

Milo Angelo Ramella è stato campione mondiale a squadre di foto naturalistica nel 2016 con la Nazionale Italiana.

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Spoleto Arte a cura di Sgarbi: l’inaugurazione con Alberoni e il Premio Margherita Hack Fri, 17 May 2019 09:41:55 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/554911.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/554911.html UffStampaMilano UffStampaMilano La grande mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi si aprirà a Spoleto, al Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37), nel contesto del Festival dei Due Mondi. Alle 17 di sabato 29 giugno il noto sociologo Francesco Alberoni inaugurerà la kermesse trattando uno dei suoi argomenti prediletti, ossia il tema dell’Amore, in tutte le sue sfaccettature.

Ideata e organizzata dal manager dei vip Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, l’esposizione porta i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste si citano la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino e il presidente del Festival dei 2 Mondi Umberto De Augustinis.

Come da tradizione, si iscrive all’interno di questo meraviglioso contesto il Premio Margherita Hack. Evento nell’evento, il prestigioso riconoscimento istituito in memoria della celebre astrofisica Margherita Hack porterà un ulteriore messaggio positivo in una mostra all’insegna della libera creatività. Alle 11 di domenica 30 giugno infatti verranno qui premiati diversi personaggi illustri che si sono contraddistinti nell’ambito dell’arte, della cultura, dello sport, della scienza, della musica, dell’eccellenza femminile e del giornalismo. Il comitato è composto da una giuria di esperti presieduta da Francesco Alberoni. Ne fanno parte il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, Maria Rita Parsi e molte altre celebri personalità.

La cerimonia di premiazione avverrà dunque il giorno successivo al vernissage della rassegna spoletina, che resterà accessibile gratuitamente fino a lunedì 22 luglio 2019. Il prof. Vittorio Sgarbi spiega così l’intento della manifestazione: «Spoleto Arte si affianca con molta intelligenza al Festival dei Due Mondi e attualmente ne è quasi l’unica forma di manifestazione d’arte. Il Festival non ha quasi mai avuto una particolare inclinazione per l’arte e questa mostra ne è un’integrazione giusta e opportuna. Io e Salvo siamo quindi i creatori, nel contesto della rassegna, della componente relativa alle arti visive. Le iniziative di Salvo sono “salva artisti”, sono una sorta di “scialuppa di salvataggio” per coloro che vogliono esprimere che “esistono”». 

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Sailing with Time Wed, 15 May 2019 17:16:05 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/554055.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/554055.html Maria Maria

Il prossimo 4 giugno presso la Five Gallery di Lugano verrà inaugurata la mostra Sailing with Time, a cura di Nan Jiang.

 

Il progetto espositivo nasce dalla collaborazione di Milan Art & Events Center con The National Animation Industry Park del comune di Tianjin, la città marittima più importante della Cina settentrionale.

 

In dialogo, per la prima volta in Europa, le opere di Shuai Zong e Lorenza Cavalli, che si confrontano sul tema del mare.

Il mare, simbolo di conoscenza, di dinamismo, dello scorrere del tempo e delle cose. Simbolo dell’inconscio, origine dell’universo, Oceano racchiude in sé la vita dell’uomo e delle divinità.

 

Tradizioni millenarie in Oriente e in Occidente, miti e racconti confluiscono nella memoria dedicata al mare.

 

Nel percorso espositivo Shuai Zong presenta opere su carta e su tela, ceramiche ed installazioni di opere calligrafiche che guideranno il visitatore tra i riti e i valori archetipici del mare secondo l’antichissima cultura cinese.  Lorenza Cavalli propone invece delle grandi tele a soggetto nautico, che traggono ispirazione da alcuni scatti fotografici realizzati dall’artista durante la Maxi Rolex Cup a Porto Cervo.

 

 

 

Shuai Zong, laureato in Belle Arti alla Tianjin University nel 2011, oggi vive lavora a Tianjin, Cina.

La sua tecnica deriva dalla pittura tradizionale cinese e dalla calligrafia, conserva le caratteristiche dell’arte classica cinese ma nello stesso tempo aggiunge gli elementi dell’era contemporanea. Opera spesso con l’inchiostro o su carta o su tela e rappresenta la nuova generazione degli artisti cinesi che indagano la

contemporaneità partendo dal patrimonio culturale dell’antica Cina.

Nel 2014, Anno della Cultura Francese in Cina, le sue opere sono state selezionate dalla Tv francese per il documentario “Chinese Music and Ink Art”. È stato invitato ad esporre nel China Pavilion alla 56° Biennale di Venezia nel 2015. Nel 2016 al World Economic Forum di Tianjin, il Comune ha omaggiato gli ospiti vip con sue opere.

 

Lorenza Cavalli consegue la laurea in pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove attualmente vive e lavora. Durante la formazione accademica viene scelta come artista unica per la realizzazione di un ampio progetto sul mondo della nautica che la porterà ad eseguire opere apprezzate dai più illustri protagonisti del mondo del mare in Italia, Francia, Svizzera, Olanda, Russia, Stati Uniti, India, Cina, Brasile ed Emirati Arabi. Grazie ad uno stile identitario, Lorenza Cavalli restituisce le immagini alla tela con grande armonia e cura del dettaglio che conferiscono all’opera una carica espressiva non comune.

Il progetto sulla nautica ha dato inizio allo studio sulla resa pittorica della luce prendendo come primo spunto il realismo americano di Edward Hopper. Le imbarcazioni ritratte, icone d’eleganza contemporanea, emergono dal dinamismo ovattato della competizione come sculture sospese in una poetica del silenzio.

 

 

 

 

All’inaugurazione saranno presenti gli artisti.

 

 

 

 

Coordinate mostra:

 

Titolo: Sailing with Time

              Tribute to Rolex. Culture and Art Exchange Exhibition

 

Progetto di: China-Singapore Tianjin Eco-City. The National Animation Industry Park

 

Sede: Five Gallery

           Via Canova, 7, Piano 4°

           CH-6900 Lugano

 

Inaugurazione: martedì 4 giugno ore 18.00

 

 

Date: dal 4 all’11 giugno 2019

 

Orari: da martedì a venerdì ore 9-13 e 14-18. Sabato su appuntamento

 

Info pubblico: info.milanart@gmail.com, info@fivegallery.ch,  Tel + 41 91 921 11 00

 

 

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Love Difference Wed, 15 May 2019 12:44:03 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/553859.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/553859.html MR MR  

Il circolo Ago e filo presenta

 

Love difference 

Quando la diversità diventa creatività 

 

A cura di Melania Ruggini

 

Comunicato stampa

 

Venerdì 17 maggio alle ore 10 sarà presentato presso la Pescheria Nuova di Rovigo (Corso del Popolo) il progetto Love Difference che vede capofila il circolo Arci Ago e Filo di Rovigo, su ideazione e a cura di Melania Ruggini.

Il progetto ha vinto il bando CulturalMente 2018 della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Il programma prevede una serie di azioni ed interventi artistici che hanno lo scopo di incentivare la socializzazione e l’integrazione sociale nella città di Rovigo mediante la creatività giovanile.


Caratteristica peculiare di Love Difference è la metodologia generale, mirata a prevenire e contrastare condizioni di emarginazione dei partecipanti al progetto, che sono gli utenti con disabilità psichiatrica e mentale delle associazioni e cooperative Porto Alegre di Rovigo, Ca’ Rossa di Castelnovo Bariano (RO), CLG (Centro Lavoro Guidato) di Badia Polesine (RO).

I partecipanti sono stati guidati alla scoperta dell’arte contemporanea e alla creazione artistica mediante una serie di laboratori artistici, che si sono svolti da febbraio ad aprile, con gli artisti under 40 Zentequerente, Caterina Sega, Jessica Ferro, Andrea Clementi.


I workshop, realizzati nelle sedi di Cooperativa Porto Alegre, Comunità Terapeutica Riabilitativa Protetta Ca’ Rossa, CLG di Badia Polesine, associazione Ago e Filo, hanno offerto ai partecipanti l’opportunità di lavorare in un team dinamico e creativo, in un vero e proprio processo collettivo di realizzazione di alcune installazioni artistiche. 

Questi processi di apprendimento e realizzazione creativa sono stati condotti dagli artisti selezionati con la metodologia di co-creazione basata su sperimentazione diretta, osservazione, analisi e azione.

Il fine è trasferire ai partecipanti le capacità di: lavorare in un gruppo e confrontarsi; leggere la complessità di un contesto; far emergere sinergie tra i diversi elementi; valorizzare l’energia creativa del singolo e metterla al servizio degli altri; imparare una nuova tecnica.


“I laboratori artistici di Love Difference sono intesi quali spazi aperti dove i partecipanti vanno ad integrarsi e svolgono attività finalizzate a favorire la socializzazione e stimolare le capacità e le potenzialità individuali in un gruppo di lavoro “- ha spiegato la curatrice Melania Ruggini. “La creatività giovanile diventa così la base dell’azione lavorativa e l’agire attraverso il lavoro si trasforma in elemento essenziale per la dignità dell’individuo- prosegue Ruggini. “Le opere collettive realizzate sono l’esempio tangibile di un’esperienza allargata e condivisa in un percorso incentrato sul riconoscimento reciproco. La quotidiana collaborazione tra le diverse professionalità permette di raccogliere le molteplici possibilità espressive e creative degli utenti disabili, al fine di proporre un nuovo linguaggio capace di abbattere le barriere culturali e sociali”.

 

Ancora: una parte degli artisti selezionati hanno usato una nuovissima tecnica, divertente e coloratissima, lo yarn bombing, che ben si addice all’associazione capofila che è il Circolo Arci Ago e Filo di Rovigo. Lo yarn bombing è una nuova forma di arte urbana e pubblica, originale, ecologica, multicolore. Il nuovo movimento underground utilizza fili di lana intrecciati e lavorati a mano.

Le installazioni di Love Difference sono a tutti gli effetti “arte urbana” con la quale si sono rivestiti alberi, panchine, edifici urbani di Rovigo. Si creerà così una manifestazione di richiamo e originalità, utilizzando questa inedita forma artistica per creare occasioni di incontro e scambio. Allo stesso tempo il progetto offrirà alla collettività la possibilità di vivere lo spazio urbano in un modo originale e diverso, riappropriarsene attraverso l’espressione creativa.


APPUNTAMENTI

  • venerdì 17 maggio alle ore 10.0, Pescheria Nuova: presentazione del progetto alle classi seconde del Liceo Artistico di Rovigo, alla presenza degli utenti, artisti, associazioni, staff organizzativo del progetto; a seguire visita guidata alle installazioni in città.

 

  •  sabato 18 maggio alle ore 19.30, Pescheria Nuova: inaugurazione al pubblico del progetto e dell’installazione “Traccia Differita” di Jessica Ferro; a seguire visita guidata alle installazioni in città.

 

Le installazioni sono esposte in Piazza XX Settembre, Piazza Merlin - Roma, Piazza Beato Marvelli (presso Corso del Popolo) fino al 30 giugno.

 

Per info:

www.love-difference.com

 

Circolo Ago e filo

mailto:agoefilo.ro@gmail.com 

 

 

 

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La fotografia di ritratto Mon, 13 May 2019 20:05:05 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555395.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555395.html Frattura Scomposta Frattura Scomposta

La fotografia di ritratto

workshop
la fotografia di ritratto

Il workshop, si pone quale obiettivo l'esplorazione del ritratto fotografico, uno dei generi più complessi le cui difficoltà sono spesso sottovalutate anche dai fotografi più esperti.

Il fotografo non solo deve conoscere molto bene la tecnica fotografica e possedere una sensibilità che lo aiuti a gestire in modo adeguato il soggetto fotografato, ma deve arrivare alla sessione con un’idea chiara di come vuole rappresentare la persona ritratta.
Il fotografo ritrattista ha il compito di sviluppare una modalità espressiva attraverso una serie di concept creativi che saranno la chiave per realizzare immagini in equilibrio tra documentazione e ricerca artistica.

Antonio De Luca accompagnerà i partecipanti in un percorso che esaminerà le tecniche fotografiche e di illuminazione in luce artificiale e luce mista, senza dimenticare il centro di ogni ritratto che è il soggetto da fotografare.

Si discuterà inoltre di cosa sia la creatività nella ritrattistica cercando di evidenziare le ambiguità che dovrà affrontare qualsiasi fotografo che voglia trovare la sua strada tra raffigurazione e percezione. Tra oggetto nelle mani del fotografo e soggetto da restituire attraverso l’interpretazione di ciò che non è immediatamente disponibile allo sguardo.

I partecipanti prenderanno parte ad una serie di sessioni singole di scatto per poter provare quanto discusso nella parte teorica.
Ogni sessione di scatto sarà individuale e potrà scattare un solo fotografo alla volta.
L’esperienza sarà vissuta comunque in continua interazione con il docente rendendo così la sessione formativa ed utile anche per gli altri fotografi.

Nella seconda parte le fotografie saranno discusse con tutto il gruppo di lavoro durante una sessione di editing dove Antonio De Luca mostrerà anche come possibile migliorare alcune delle fotografie attraverso le tecniche di post produzione.
Per l’occasione l’aula verrà trasformata in sala di posa ed in uno studio fotografico, nel quale i partecipanti potranno utilizzare tutte le atrezzature messe a disposizione dall’organizzazione.

Antonio De Luca
biografia relatore

ANTONIO DE LUCA
 
Antonio De Luca, artista multimediale, è nato a Montagnareale (ME) nel 1956. Vive e lavora a Milano. Professionista dal 1980 ha lavorato e pubblicato per numerose case editrici, tra le quali Rizzoli, Mondadori, Rusconi, Condè Nast, Elle, Japon, Madame, Figarò, Cairo editore, ecc Ha inoltre realizzato video pubblicitari, cataloghi, calendari, pubblicazioni per BGS, HDMWE, Saatchi&Saatchi, Fiat immagine, Lancia, Alfa Romeo, Blue imp., Azzurra, Sbernadori Del Conte, Ricordi, BMG, Iveco, Pirella &G, Red Cell, Penno advertising, Olivetti, MPIO, Nadler e Larimer, Fiona Swarovsky, Nomen Italia, Albert Leclerc design, Collistar, Air Europe, Champion, Edwin jeans, Intermezzo ecc..
Ha partecipato a numerose mostre, tra le quali: CRONACHE VERE a cura di Alessandro Riva, Milano, spazio Consolo, 1997; DESTRA, spazio Enzo Nocera, Milano; SULLA TV, spazio San Fedele, Milano; MONTBLANC, video Boeme Tokyo e Sidney, art project 2001; SKULL, Wannabee Gallery e spazio Revel, Milano; MALE DI MIELE, Wannabee Gallery, Milano; CELESTE PRIZE exhibition, Berlino; RODI ART EXHIBITION; LO SCHERMO DI SCIPIO, mostra personale a cura di Alessandro Riva, Wannabee Gallery, Milano; RITRATTI ITALIANI, a cura di Vittorio Sgarbi, Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, Cento (FE) e Fondazione Durini, Milano; ALL IN TWILIGHT, mostra personale a cura di Ivan Quaroni, Nur Gallery, Ars Prima, Milano; FEAR, a cura di Cristina Gilda Artese, Nur Gallery, Ars Prima, Colonia �“ Art Fair.
Ha vinto l’ARTDONKEYPRIZE (sezione fotografia) nel 2011 con l’opera Era mio padre. E’ stato presente alla 54 BIENNALE DI VENEZIA al PADIGLIONE ITALIA (ARSENALE) con l’opera 240
PERCHE’ I MENDICANTI VIVONO ANCORA APOKALIPS a cura di Giacomo Maria Prati, grattacielo Pirelli, Milano, 2012; POP DESIGN TOUR a cura di Alessandro Riva, arte accessibile, Milano, 2013; ALIENS LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO progetto di Sergio Curtacci, Palazzo Pirola, Gorgonzola; IL VOLTO DELL’ANIMA a Cura di Bruno Bandini, Sale dell’Accademia complesso monumentale del Broletto, Novara, 2014; SUPERHEROES 2.0, Gestalt Gallery, Pietrasanta e Forte dei Marmi, 2014; KEITH HARING JEAN MICHEL BASQUIAT e POP UP REVOLUTION a cura di Achille Bonito Oliva, Electronic Art Caffè presso MDM Museo Portocervo e Art Gallery gruppo Art&Co, Parma, 2014; ALIENS LE FORME ALIENANTI DEL CONTEMPORANEO, a cura di Frattura scomposta magazine, casa di Ludovico Ariosto, Ferrara, 2014; FUTURO CLASSICO a cura di Silvia Fabbri, Fondazione Mazzullo, Palazzo duchi Di Stefano, Taormina, 2015; DEATH STATI DI LIBERO ARBITRIO organizzata da Qualcosa di ROSSO; TAG ….. EMATICI Installazione RAFFAELLA FORMENTI Video di ANTONIO DE LUCA, Palazzo Guinigi, Lucca, 2016; THE LAST SUPPER BEFORE HOLIDAYS video anteprima con Paola Turroni, galleria Sabrina Raffaghello, Contemporary art, Milano, 2016; SWEET HOME LE PALLE EN ORBITE video per Albert Leclerc, spazio Yves Trudeau, Festival Orford musique, Montreal, 2017; UN POSTO PER SOGNARE FORTE, mostra personale istituzionale a cura di Carlo Micheli, Casa di Rigoletto, Mantova 2018.
Sergio Curtacci
biografia relatore

SERGIO CURTACCI
 
Sergio Curtacci nasce a Bologna nel 1959
Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in ingegneria informatica conseguita a Bologna nel 1981, muove i suoi primi passi nel mondo dell’editoria digitale e nella comunicazione visiva nel 1986 presso l’azienda bolognese di servizi editoriali ART Srl, di cui diviene art director nel 1989.
Nel 1998 lascia Art Servizi Editoriali per occuparsi di insegnamento in materie legate al mondo della grafica e della comunicazione digitale. Nel corso degli anni ha svolto l’attività di docente presso: Scuola di Alta Formazione Assicurazioni Generali Trieste; Edexon Formazione di Mestre VE; Accademia di Belle arti di Venezia; Redazione Focus Milano; Alta Formazione Gruppo Sole 24 Ore Milano; Politecnico di Torino; UNITRE Milano.
Attualmente oltre a continuare ad occuparsi di formazione, dirige una rivista digitale dedicata al mondo dell’arte contemporanea (sua grande passione) dal titolo Frattura Scomposta. La sua passione per l’arte legata a quella del mondo della comunicazione digitale, lo hanno portato a diventare partner della prestigiosa piattaforma «Google Arts & Culture« della quale cura sia gli aspetti grafici che di contenuto.
Negli ultimi mesi si sta occupando della realizzazione di mondi virtuali 3D e di ambienti in realtà aumentata.
programma del workshop

Durata del workshop �“ 12 ore

Prerequisiti

Nessun prerequisito particolare è richiesto, il workshop è adatto anche a coloro che abbiano scarse conoscenze della fotografia di ritratto.
I partecipanti dovranno essere possibilmente muniti della propria macchina fotografica ed eventualmente computer portatile.

Giorno 1 (4 ore)

Presentazione del relatore e della struttura del workshop
Cenni storici sul ritratto contemporaneo
Introduzione al linguaggio della fotografia di ritratto
Illuminazione: case histories di luce artificiale (flash; tungsteno; led; neon); luce ambiente; luce naturale.
Esempi di illuminazione Il docente realizzerà dei ritratti in luce artificiale e luce mista per mostrare i diversi tipi di illuminazione
Metodi e tecniche di interazione con il soggetto fotografato Sessione di scatto
Sessioni di scatto individuali con il docente.
Ogni partecipante avrà la possibilità di compiere diversi esercizi di ritratto seguito personalmente dal docente.

Giorno 2 (8 ore)

Sessioni di scatto individuali con il docente
Ogni partecipante avrà la possibilità di compiere diversi esercizi di ritratto seguito personalmente dal docente.
Pausa pranzo
Sessione di editing e scelta delle fotografie (2 per sessione fotografica)
Analisi delle fotografie scattate dagli studenti
Post produzione con Adobe Photoshop
Sessione di editing e scelta delle fotografie (2 per sessione fotografica)
Analisi delle fotografie scattate dagli studenti
Post produzione con Photoshop; cenni di elaborazione con Lightroom.
Indicazioni di come realizzare un proprio book attraverso l’utilizzo di Indesign o comunque un software che permetta di realizzare un impaginato.
Informazioni utili

workshop - la fotografia di ritratto

relatori:
Antonio De Luca
Sergio Curtacci


presentazione ad ingresso gratuito
giovedì 16 maggio ore 18.00


il workshop si terrà in due giornate:
venerdì 24 maggio dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato 25 maggio dalle ore 10.00 alle ore 14.00
e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

presso la sede di Open Milano
in via Montenero 6, 20135 Milano
Tel. 02.83425610
email: ciao@openmilano.com
www.openmilano.com

per eventuali informazioni tecniche riguardanti i contenuti del workshop, rivolgersi a Sergio Curtacci: sergio.curtacci@libero.it
o, eventualmente, consultare la pagina web:
www.curtacci.net/fotografia/index.html
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Alessandra Baldoni "Atlas" Mon, 13 May 2019 18:42:04 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552960.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552960.html Studio De Angelis Studio De Angelis

Red Lab Gallery/Miele

Via Solari 46, Milano

15 maggio – 29 giugno 2019

Ingresso libero

 

Opening: mercoledì 15 maggio dalle 18.30

 

Orari di apertura

da lunedì a venerdì 15.00-19.00

sabato 10.00-12.30; 15.00-19.00

 

Informazioni al pubblico | info@redlabgallery.com

 

Immagini che si relazionano le une alle altre senza soluzione di continuità. Stratificazioni di racconti dove letteratura, sogno e poesia, emozioni e stati d’animo si incontrano e si sfiorano tra loro.

 

Red Lab Gallery/Miele di via Solari 46 a Milano presenta dal 15 maggio al 29 giugno la mostra di Alessandra Baldoni, Atlas, a cura di Gigliola Foschi.

 

Alessandra Baldoni, fotografa intima ed eterea, costruisce piccoli racconti da ascoltare ancor prima che da vedere, immersi nel silenzio che li avvolge con incanto.  Fotografie che possono inizialmente sì disorientare, ma che poco alla volta sprofondano l’anima in continue sollecitazioni di fronte alle quali non si può rimanere inerti.

 

Capace di creare immaginari visivi dal forte connotato favolistico, Alessandra Baldoni presenta a Milano una ricerca che sboccia in dittici o trittici costruiti con attenzione maniacale in ogni particolare, per una lettura d’insieme armonica e avvolgente, ma che nello stesso tempo potrebbero essere scomposti, e ogni scatto, ogni frammento, respirerebbe di vita propria.

 

Volti, dettagli di opere d’arte, animali impagliati, natura, corpi o parti di essi, paesaggi: questi i soggetti letterari dei “set fotografici” della Baldoni che poco alla volta riempiono le pagine dei suoi racconti sospesi, autoprodotti e senza committenza, con costanti corrispondenze fra uomo e natura.

 

Gigliola Foschi: “Essenziali ed evocative, le immagini di Alessandra Baldoni s’impongono allo sguardo per la loro forza magica e perturbante. Pervase da una sottile inquietudine, costruiscono una sorta di costellazione dove ogni opera rimanda all’altra, senza trasformarsi in una narrazione precisa e afferrabile”.

 

La forza magica delle sue immagini, come le carte dei tarocchi, sta nel loro guardarsi costantemente le une con le altre, come se ci fosse un rimbalzo continuo di riferimenti e richiami, un fil rouge che lega un soggetto a un altro, e quest’ultimo a un altro ancora. Un Atlante di narrazioni che celano spazi colmi di ricordi e stati d’animo.

Il punto di partenza della sua ricerca sono i particolari, i punti di interpunzione dei suoi manoscritti, che l’artista unisce con pazienza, senza fretta, per arrivare a raccontare, e in parte raccontarsi.

 

Aspetto preponderante nelle immagini della fotografa perugina (classe 1976) sono, inoltre, le figure umane caratterizzate da sguardi che rubano la scena: assenti, perturbanti, adolescenziali, curati con estrema perizia tecnica e comunicativa, proiettano chi li osserva in una dimensione di disincanto. Sguardi di soggetti dall’area un po’ sognante, malinconica, nel momento di massimo ripiegamento interiore, ma non per questo privi di speranza, di fronte ai quali non è così difficile identificarsi.

 

In dialogo con le immagini di Alessandra Baldoni, la vetrina della Red Lab Gallery presenta alcune opere di Florencia Martinez, artista italo-argentina che lavora con fili e stoffa, fino a creare opere germinanti e contorte, capaci di divenire presenze magiche e stregate, che accendono visioni inedite e familiari simili alle filastrocche dell’infanzia. Un albero o una testa si trasformano in figure traboccanti un’energia selvaggia, contenuta e come domata dalla forza dei fili che paiono bloccarne i movimenti e la crescita proliferante.

 

I racconti fotografici all’interno della Red Lab Gallery vengono ulteriormente esaltati grazie a una innovativa modalità di allestimento, il sistema photoSHOWall: moduli-cornice che possono ospitare foto singole originali in tiratura limitata o scomposizioni inedite.

 

Durante tutte le inaugurazioni delle mostre del ciclo “Ascoltare la Terra”, lo chef Cristiano Bonolo proporrà ricette pensate per incoraggiare uno stile di vita sano e naturale, nel rispetto del Pianeta.

 

Giovedì 6 giugno alle ore 18, in occasione di Milano Photoweek, Red Lab Gallery/Miele presenta il talk “Atlas/Mondo, una mostra e un libro”.

Alessandra Baldoni e la scrittrice Silvia Camporesi, autrice di Il mondo è tutto ciò che accade (Danilo Montanari Editore 2018), libro antologia del suo percorso artistico, dialogheranno con la curatrice Gigliola Foschi per raccontare le proprie ricerche fotografiche dove si intrecciano filosofia e letteratura, poesia e memorie.

 

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Alessandra Baldoni, nata nel 1976 a Perugia, vive in un paese vicino al Lago Trasimeno.

Tra le sue mostre più recenti. Anno 2018: “Wunderkammer der Natur”, a cura di Sabrina Raffaghello, Berlino, SR-, Berlino; “Il sangue delle donne” a cura di Manuela De Leonardis (Palazzo Fibbioni, L’Aquila); “Vertigo”, a cura di Roberta Vanali (Centro Fotografico, Cagliari). Anno 2017: “Developing Italian Experimental Photography”, SR-  ContemporaryArtBerlin; “Gioco di Fantasmi”, a cura di Chiara Serri, (CSArt, Reggio Emilia); “Chronos-Le stanze del contemporaneo”, a cura di Angela Madesani (Palazzo Vezzoli, Bergamo). 

Nel 2018 i suoi lavori sono entrati nella selezione del premio Arteam Cup, a cura di Espoarte, Fondazione Zoli (Forlì), mentre nel 2017 del “Premio Fabbri”, a cura di Carlo Sala (Fondazione Fr.Fabbri, Pieve di Soligo, TV).

 

 

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Ufficio stampa Red Lab Gallery/Miele

Studio De Angelis, Milano

t. 02 45495191 | info@deangelispress.com | www.deangelispress.com

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Vernissage esclusivo per Maria Pia Severi alla Milano Art Gallery con Gattinara, Testori e Nugnes Mon, 13 May 2019 18:03:33 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552957.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552957.html UffStampaMilano UffStampaMilano Si è aperta lo scorso sabato 11 maggio alla Milano Art Gallery con la presentazione del libro fotografico I colori di Genova l’omonima mostra personale di Maria Pia Severi. Alimentato dagli interventi del direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e della communication manager Daniela Testori, l’incontro è stato accompagnato dalle foto dell’artista, proiettate in galleria, e dagli scatti lì esposti. Presentata e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, l’esposizione in via Ampère 102 ha trovato un pubblico particolarmente attento e interessato.

La fotografa modenese Maria Pia Severi ne ha infatti saputo catturare l’immaginazione attraverso scorci di città da lei visitate, in particolare Genova, appunto, che ha trattato con molta delicatezza, delineandone un ritratto tanto personale quanto contemporaneo. Da sempre attenta alla realtà attuale, la fotografa si dice pronta a immortalare l’espressione dolorosa che affligge il volto dei genovesi a seguito delle recenti disgrazie capitate, qualora le capitasse di tornare a Genova per realizzare un altro album. Ma, a parte gli ultimi episodi che dovrebbero rattristare tutti, Maria Pia Severi porta nel cuore un aspetto della città estremamente positivo: «Premesso che Genova è una città di persone anziane (dato che le scarse opportunità di lavoro fanno fuggire i giovani, molti verso la vicina Versiglia) debbo dire che quelle che ho incontrato si sono dimostrate all’altezza di ragazzi giovani e lucidi ed anzi l’esperienza che hanno acquisito via via li ha resi ancora più colti e interessanti. Mi ricordo di ognuno di loro e delle cose che da loro stessi ho imparato».

Le sue fotografie rimarranno esposte alla Milano Art Gallery, in zona piazzale Loreto, fino al 25 maggio e saranno visitabili tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 02 76280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

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CS_PREMIAZIONE_CORTO IN ACCADEMIA_23 maggio Accademia Macerata Mon, 13 May 2019 12:58:50 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555361.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555361.html RPpress RPpress Gentili Colleghi,

siamo lieti di annunciarvi che dopo mesi di selezioni tra i numerosi corti iscritti al concorso  CORTO IN ACCADEMIA 
dalle Accademia di tutta Europa, all’ Auditorium Svoboda dell’Accademia di Macerata - 
Giovedì 23 maggio alle ore 17 
si svolgerà la 
premiazione del Contest Internazionale 
fra i 10 corti finalisti pre-selezionati dalla giuria internazionale. 
Info:http://cortoinaccademia.abamc.it/it/

In allegato CS Corto in Accademia e immagine

Grazie per la collaborazione  
Cordialmente 
M.Letizia Paiato 
 

RP//PRESS

press@rp-press.it
www.rp-press.it
FB: RPpress@russopaiatopress
Maria Letizia Paiato
3483556821
letizia.paiato@rp-press.it
www.rp-press.it
FB: RPpress@russopaiatopress
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MENHIR, MILANO  "  LAST WEEK | CARLO BATTAGLIA. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. OPERE 1968 - 1980 Mon, 13 May 2019 12:03:19 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555355.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/555355.html Menhir Arte Contemporanea Menhir Arte Contemporanea
La mostra Carlo Battaglia. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. Opere 1968 - 1980 rimarrà aperta fino a sabato 18 maggio 2019
Vi aspettiamo!
 




The exhibition Carlo Battaglia. ORIZZONTALE e ORIZZONTALE. Opere 1968 - 1980 will be open until Saturday, May 18th 2019. 
Come along!
MENHIR ARTE CONTEMPORANEA
Via Giuriati, 9 
20129 Milano 

Martedì - Sabato, 11.00 - 13.00 e 14.00 - 19.00
Tuesday - Saturday, 11 am - 1 pm and 2 pm - 7 pm 
Menhir Arte Contemporanea �“ Via Mario Giuriati, 9 �“ 20129 Milano (MI) �“ tel. +39 02 36707295  info@menhirarte.com�“ www.menhirarte.com
Orari: martedì-sabato 11.00 �“ 13.00 e 14.00 �“ 19.00
Festivi e lunedì su appuntamento
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Gli appuntamenti di Spoleto Arte nella Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi Mon, 13 May 2019 11:23:58 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552709.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552709.html UffStampaMilano UffStampaMilano Continuano gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi nel contesto della mostra Pro Biennale, allestita  fino al 27 maggio 2019 allo Spoleto Pavilion (Calle dei Cerchieri 1270, Venezia) e alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810, Venezia). In particolare, sono da segnare in agenda l’incontro con la nota scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e con la celebre giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna». Entrambi gli eventi, organizzati dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes e da lui presentati, si terranno nella prestigiosa sede della Scuola Grande di San Teodoro, situata a pochi passi dal Ponte di Rialto.

A partire dalle 16 di venerdì 24 maggio Maria Rita Parsi tratterà il tema dell’arte terapia, approfondendone i benefici e analizzando i motivi che inducono nella società a un approccio più consapevole a questa disciplina. Silvana Giacobini invece giungerà nella storica location domenica 26 maggio e, a partire dalle 16, presenterà qui il suo ultimo libro dedicato a uno dei mostri sacri del cinema e della televisione italiana. Con Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana, si concluderà la rassegna di arte contemporanea realizzata in concomitanza della Biennale d’Arte e definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, che è la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. Questo perché: «la possibilità di esprimersi attraverso l’arte oggi è un lusso per pochi che non si basa su nessuna regola, men che meno sulla meritocrazia. La Biennale è la rappresentazione di come si tutelino pochi eletti a discapito della numerosissima produzione italiana contemporanea. Per compensare questo dislivello ho ritenuto opportuno dare spazio a tutti gli artisti pensando a un dizionario a loro dedicato. Anche l’idea di Pro Biennale guarda in questa direzione: dare maggiore spazio possibile all’espressione di se stessi».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

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Pro Biennale: alla scultrice romana Paola de Gregorio il Premio Biennale Sgarbi 2019 Mon, 13 May 2019 11:21:05 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552707.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552707.html UffStampaMilano UffStampaMilano Domenica 5 maggio si è rivelata una giornata doppiamente significativa per la scultrice Paola de Gregorio, originaria di Roma. L’artista, che espone a Venezia, allo Spoleto Pavilion in calle dei Cerchieri 1270, ha partecipato all’inaugurazione di Pro Biennale, mostra presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes.

In questa sede, situata vicino al Museo Leonardo da Vinci, Paola de Gregorio è stata insignita del Premio Biennale Sgarbi 2019 al cospetto di un pubblico interessato e d’eccezione. Presenti infatti alla cerimonia l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista Antonietta Di Vizia della RAI, il direttore d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la communication manager Daniela Testori, mons. Mapelli, arcivescovo della Chiesa Ortodossa e Patrick di Striscia La Notizia.

Riconosciuta “per il talento e la sensibilità che emergono dalla sua produzione artistica”, la scultrice può così arricchire il già curato curriculum di un’ulteriore prestigiosa esperienza. Dopo aver frequentato lo studio di Pericle Fazzini e l’Accademia di Belle Arti di Roma, Paola de Gregorio ha pensato di completare lo studio dell’anatomia con una laurea in Scienze biologiche presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha esposto quindi in Italia, con il patrocinio di Comune, Provincia, Regione o Beni Culturali, e all’estero (Lisbona, Vienna, Zagabria, Belgrado, Atee, Salonicco e Zurigo sono alcune delle città da lei toccate) con il contributo del Ministero degli Esteri.

Suoi sono inoltre diversi lavori d’arte sacra tesi al rinnovamento dell’iconografia religiosa, come quelli presenti nella chiesa della S. Famiglia di Roma o nell’antica cattedrale di Fermo. È consulente artistico di gruppi di lavoro per la ristrutturazione di chiese italiane e, nel corso della sua attività, ha ricevuto numerosi attestati di stima da critici come Apuleo, Strinati, da maestri come Giacomo Manzù e Pericle Fazzini. Dal 5 maggio va quindi ad aggiungersi a questo autorevole elenco di meriti il Premio Biennale Sgarbi 2019.

Le sue sculture iosonoiodevo e Mater fancella presenti in Pro Biennale rimarranno esposte allo Spoleto Pavilion fino a lunedì 27 maggio, visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

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Cenere a Palermo Sat, 11 May 2019 23:41:26 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552363.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552363.html Kouros Kouros  

Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo
presenta
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
L'ultima scena - 2018 tecnica mista su tavola 69x69
Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.
Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.
Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.
Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.
La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.
Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.
Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.
Studio per Cenere-Servi di scena-cm.39x30.3-pastello2018
INFORMAZIONI
  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto : Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : a cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE : Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale - Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo- Postproduzione Cinematique Production -Realizzato da Cimatique Production
  • Progetto grafico :  Roberto Collodoro
  • Catalogo :  pubblicazione alla fine del tour
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì  9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa : PaolaFeltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere : artecenere@gmail.com
  • tod's
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Cenere a Palermo Sat, 11 May 2019 23:40:09 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552362.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552362.html Kouros Kouros  

Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo
presenta
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
L'ultima scena - 2018 tecnica mista su tavola 69x69
Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.
Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.
Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.
Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.
La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.
Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.
Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.
Studio per Cenere-Servi di scena-cm.39x30.3-pastello2018
INFORMAZIONI
  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto : Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : a cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE : Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale - Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo- Postproduzione Cinematique Production -Realizzato da Cimatique Production
  • Progetto grafico :  Roberto Collodoro
  • Catalogo :  pubblicazione alla fine del tour
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì  9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa : PaolaFeltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere : artecenere@gmail.com
  • tod's
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Cenere a Palermo Sat, 11 May 2019 23:37:53 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552361.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552361.html Kouros Kouros  

 
 
Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo 
presenta 
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
Locandina-Ultima scena-2018

Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.

Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.

Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.

Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.

La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.

Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.

Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.

 
Studio per Cenere-Vizi Virtù e Godimenti-cm.30x24-pastello 2019

INFORMAZIONI

  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto:  Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : una cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE  :  Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale -Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo-Assistenza e supporto informatico Formattatoio club-Postproduzione Cimatique Production-Realizzazione Cimatique Production
  • Progetto grafico : Roberto Collodoro
  • Catalogo :   pubblicazione alla fine del tour 
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì 9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa  : Paola Feltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere :  artecenere@gmail.com
  • TOD'S
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Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo 
presenta 
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
Locandina-Ultima scena-2018

Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.

Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.

Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.

Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.

La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.

Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.

Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.

 
Studio per Cenere-Vizi Virtù e Godimenti-cm.30x24-pastello 2019

INFORMAZIONI

  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto:  Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : una cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE  :  Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale -Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo-Assistenza e supporto informatico Formattatoio club-Postproduzione Cimatique Production-Realizzazione Cimatique Production
  • Progetto grafico : Roberto Collodoro
  • Catalogo :   pubblicazione alla fine del tour 
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì 9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa  : Paola Feltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere :  artecenere@gmail.com
  • TOD'S
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Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo 
presenta 
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
Locandina-Ultima scena-2018

Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.

Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.

Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.

Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.

La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.

Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.

Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.

 
Studio per Cenere-Vizi Virtù e Godimenti-cm.30x24-pastello 2019

INFORMAZIONI

  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto:  Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : una cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE  :  Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale -Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo-Assistenza e supporto informatico Formattatoio club-Postproduzione Cimatique Production-Realizzazione Cimatique Production
  • Progetto grafico : Roberto Collodoro
  • Catalogo :   pubblicazione alla fine del tour 
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì 9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa  : Paola Feltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere :  artecenere@gmail.com
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Cenere a Palermo Sat, 11 May 2019 23:36:46 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552358.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/552358.html Kouros Kouros  

 
 
Il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo 
presenta 
CENERE
una installazione
di
Momò Calascibetta
e un racconto di
Dario Orphée La Mendola
dal 23 maggio al 13 giugno 2019
 a cura di
Andrea Guastella
 Inaugurazione
Giovedì 23 maggio 2019
Ore 18.00

Palermo
Cappella dell’Incoronata
Via dell’Incoronazione, 13
Locandina-Ultima scena-2018

Palermo – Giovedì 23 maggio 2019 alle ore 18.00 negli spazi della Cappella dell’Incoronata (Via dell’Incoronazione, 13), il Polo Museale Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Palermo presenta la mostra di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola dal titolo Cenere, curata da Andrea Guastella.

Concepita da un pittore espressionista, ironico e dissacrante, e da un giovane scrittore, Cenere è una riflessione sul sistema dell’arte siciliana – da sempre “serra calda” di innovative elaborazioni culturali – e in generale sul rapporto tra arte e potere.

Come in un retablo medioevale, le effigi dei “potenti” – critici, galleristi, collezionisti, curatori, direttori di museo –sono difatti immortalate in una macchina scenica riproducente un curioso cimitero. A questa installazione, composta da diciannove riquadri di 69x69 cm cadauno con santini, fiori finti, lumini, oggettistica Kitsche una “porta della morte”, si accompagnano un autoritratto di Momò Calascibetta, alcuni “ex voto”, una scultura simbolica, un leggio con un racconto di Dario Orphée La Mendola e un video illustrativo.

Dove va l’arte oggi? Ha ancora un senso dedicarsi al disegno e alla pittura? Chi controlla i controllori? Cenere non fornisce risposta. Si limita a condurre gli spettatori al centro di problematiche contemporanee ma dall’evidente risvolto universale quali il rapporto con lo scorrere del tempo e l’inevitabile trionfo della morte che, come nel famoso affresco di Palazzo Abatellis, annichilisce gli individui e le loro aspirazioni.

La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara nel giugno 2018, ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela, Palazzo La Rocca a Ragusa, il Museo Mandralisca a Cefalù, Palazzo Beneventano a Lentini e il Museo Civico di Termini Imerese.

Momò Calascibetta nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive di Passepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; GalerieKiron, Francia; RarGalerie, Olanda; GalerieHartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria. Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.

Dario Orphée Nasce ad Agrigento, dove ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura& Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.

 
Studio per Cenere-Vizi Virtù e Godimenti-cm.30x24-pastello 2019

INFORMAZIONI

  • Titolo : CENERE
  • Autori : Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola
  • Curatore : Andrea Guastella
  • Luogo : Cappella dell'Incoronata
  • Inaugurazione : giovedì 23 maggio 2019, ore 18.00
  • Durata : 23 maggio-13 giugno 2019
  • Foto:  Gerlando Sciortino e Franco Noto
  • Musiche originali in Silent WIFI : una cura di Silent Sicilia-Vincenzo La Barbera
  • Cortometraggio CENERE  :  Regia di Tommaso Lusena- Musiche  Enza Lauricella, Filippo Calascibetta, Roberto Barbieri - Protagonista Momò Calascibetta - Testi  Dario Orphée - Voce narrante Luca Cardinale -Animazioni grafiche Alessandro Castriciano e Silvia Nardo-Assistenza e supporto informatico Formattatoio club-Postproduzione Cimatique Production-Realizzazione Cimatique Production
  • Progetto grafico : Roberto Collodoro
  • Catalogo :   pubblicazione alla fine del tour 
  • Organizzazione tecnica : Salvo Sciortino
  • Orari di apertura : lunedì - venerdì 9.00 - 13.00
  • Chiuso : sabato, domenica, festivi
  • Ingresso gratuito
  • Ufficiostampa  : Paola Feltrinelli   
  •  paolafeltrinelli79@gmail.com 
  • Staff Cenere :  artecenere@gmail.com
  • TOD'S
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