CS Dove bisogna stare - Il film di Daniele Gaglianone in Valle di Susa

11/feb/2019 14:35:50 LP Press Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

Proiezioni di “Dove bisogna stare”

Eventi del Valsusa FuoriFestival con il film-documentario di Daniele Gaglianone che racconta quattro storie di accoglienza e solidarietà nei confronti dei migranti, di cui una in Valle di Susa

Venerdì 22 Febbraio 2019 - ore 21:00 – Salone Polivalente Borgata VIII Dicembre - VENAUS (TO)
Giovedì 28 Febbraio 2019 - Cinema Comunale, Piazza Martiri della Libertà 13, CONDOVE (TO)


Ingresso a offerta libera    -  www.valsusafilmfest.it

Nuovi appuntamenti del “Valsusa FuoriFestival”, rassegna di avvicinamento alla XXIII edizione del VALSUSA FILMFEST, con proiezioni di “Dove bisogna stare”, film di Daniele Gaglianone che racconta quattro storie di accoglienza e solidarietà nei confronti di migranti con quattro donne protagoniste, di cui una della Valle di Susa, territorio in cui è sorto da circa un anno un nuovo fronte di migrazione attraverso le montagne.
La rassegna viene organizzata per creare occasioni di incontro e dialogo su alcuni dei temi più cari trattati al Filmfest e con l’obiettivo di raccogliere idee, suggerimenti e fondi per la realizzazione della sua XXIII edizione.



Il Valsusa Filmfest è un festival poliartistico che dal 1997 anima la Valle di Susa e la caratterizza come un luogo aperto all'incontro e al confronto culturale attraverso concorsi cinematografici, proiezioni fuori concorso e numerosi eventi a cavallo tra letteratura, cinema, musica, teatro, arte e impegno civile.
È attualmente online nel sito www.valsusafilmfest.it il bando di concorso cinematografico della XXIII edizione con scadenza fissata al 5 marzo.

“Valsusa FuoriFestival” è una rassegna di avvicinamento alla XXIII edizione del festival valsusino che viene organizzata con l’obiettivo di creare nuove occasioni di incontro e dialogo su alcuni dei temi più cari trattati dal festival e di raccogliere idee e suggerimenti per la realizzazione della nuova edizione che si svolgerà ad aprile in diversi comuni del territorio. Questi eventi rientrano anche nel contesto della campagna di autofinanziamento Io sto con il Valsusa Filmfest alla quale il pubblico potrà contribuire senza alcun obbligo.

Nel mese di febbraio la rassegna propone tre appuntamenti con la proiezione di “Dove bisogna stare”, film-documentario con soggetto di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli, prodotto da ZaLab in collaborazione con Medici Senza Frontiere e recentemente uscito nelle sale cinematografiche con il racconto di quattro storie di accoglienza e solidarietà nei confronti dei migranti ad opera di quattro donne, di cui una residente in Valle di Susa, territorio in cui è sorto da circa un anno un nuovo fronte di migrazione attraverso le montagne.
Le proiezioni vengono proposte con ingresso a offerta libera, si svolgono tutte alle ore 21 e, dopo la prima di venerdì 1° febbraio nella Sala Consiliare di Oulx, sono ancora in programma le presentazioni di venerdì 22 Febbraio al Salone Polivalente Borgata VIII Dicembre di Venaus e giovedì 28 febbraio al cinema di Condove.

Nuove occasioni di riflessione sulle migrazioni umane e sull’accoglienza, temi quanto mai attuali in tutta Europa e particolarmente nel nostro Paese.

Nelle note di regia Daniele Gaglianone dice che “questo documentario racconta di una possibile risposta a questi tempi cupi. Non racconta l’immigrazione dal punto di vista di chi sceglie di partire o è costretto a farlo: è innanzitutto un film su di noi, sulla nostra capacità di confrontarci con il mondo e di condividerne il destino”.

Note di produzione del film
C’è un paese raccontato come terrorizzato dalle migrazioni e violentemente ostile nei confronti dei migranti. Su questa narrazione, una parte del ceto politico continua a costruire la propria identità e le proprie fortune elettorali. Un’altra parte del ceto politico sembra invece incapace di parlare ad un paese spaventato e sempre più aggressivo.
Ma esiste anche un altro paese, che pratica solidarietà e lotta per i diritti ogni giorno, in maniera spesso informale e non strutturata. Non è professionismo, e a volte non è nemmeno esattamente militanza.
Dove bisogna stare racconta quattro donne, di età diverse, che in luoghi diversi sono impegnate in attività a prima vista assurde al senso comune o quello spacciato come tale. Donne che appaiono fuori luogo rispetto alla narrazione dominante, quasi incomprensibili. Ascoltando i loro racconti e restituendo il loro quotidiano scopriamo, invece, discorsi e gesti lineari, straordinari nella loro semplicità. Scopriamo che non stanno fuori luogo, ma in un luogo molto reale, nel luogo in cui sentono di avere bisogno di stare.
In opposizione alla retorica folle dell’invasione e della chiusura, e a quella dei raffinati ragionamenti dei benpensanti per mestiere, sono persone come Elena, Georgia, Jessica, Lorena la speranza per provare ad uscire assieme dai problemi e dalle tensioni causate da un fenomeno epocale come le migrazioni, fenomeno che fa emergere con forza le contraddizioni e le ingiustizie della nostra società.


Elena Pozzallo, una delle protagoniste residente in Valle di Susa
Una delle quattro protagoniste del film-documentario è Elena Pozzallo, donna che vive ad Oulx, in alta Valle di Susa, figlia di questa valle e della sua cultura.
Ultimo lembo della Valle nella parte italiana, in questo tratto della frontiera occidentale dall’inizio dello scorso inverno, uno degli inverni più gelidi e innevati degli ultimi dieci anni, molti migranti che non trovano la possibilità di attraversare il confine blindato di Ventimiglia/Menton si sono riversati a Bardonecchia per tentare di giungere in Francia passando per le montagne. Ma su quei colli a quasi duemila metri d’altezza, con delle scarpe da tennis e un abbigliamento assolutamente inadeguato al rigido clima, la morte è un destino quasi sicuro.
Come per molte altre persone, per Elena occuparsi del nuovo fronte di immigrazione aperto a Bardonecchia è fisiologico.
Elena lavora presso un istituto superiore che si occupa di formazione, e conduce una vita intensa e impegnata, ma nonostante tutto non si è tirata indietro quando si è trattato di affrontare forse uno dei casi più difficili: un giovane camerunense salvato in extremis da alcuni volontari sulle montagne ha corso il rischio dell’amputazione dei piedi per congelamento e dopo una degenza in ospedale, che non poteva protrarsi ancora, occorreva trovare una soluzione temporanea ma stabile.
Elena ha aperto la sua piccola casa a questo ragazzo decidendo di ospitarlo e seguirlo fino a quando non riuscirà a trovare almeno una sua autonomia di movimento.
Elena non è sola in questo perché può contare sulla rete presente in valle, ma il suo gesto è tanto straordinario quanto normale, come quello di Georgia e Lorena: decidere di fare in prima persona una cosa grande e semplice cioè guardare l’altro negli occhi e riconoscere in lui quella parte di umanità che dovrebbe renderci tutti simili.



IL VALSUSA FILMFEST E IL SUO CONCORSO
23 anni di storia dedicati al confronto culturale e alle nuove generazioni

Il Valsusa Filmfest dal 1997 anima la Valle di Susa e la caratterizza come un luogo aperto all'incontro e al confronto culturale attraverso concorsi cinematografici, proiezioni fuori concorso e numerosi eventi a cavallo tra letteratura, cinema, musica, teatro, arte e impegno civile.
Un festival itinerante che si svolge in numerosi comuni della Valle di Susa e che coinvolge scuole, associazioni, cooperative e tante singole persone grazie al suo profondo radicamento nel territorio.
In 23 anni di storia il festival è diventato un importante presidio culturale con una macchina organizzativa sempre più complessa e basata quasi esclusivamente sul volontariato. L’obiettivo principale del festival è sempre stato quello di promuovere cultura dando ampio spazio alle nuove generazioni e a eventi in grado di far riflettere e cogliere i cambiamenti sociali, culturali e politici della contemporaneità.
È attualmente online nel sito www.valsusafilmfest.it il bando di concorso cinematografico della XXIII edizione con deadline fissata al 5 marzo 2019.
Con 5 sezioni di concorso - Cortometraggi, Workshop Laboratorio Valsusa, Fare Memoria, Videoclip e Le Alpi - da quest’anno l’iscrizione si effettua totalmente online nel sito del filmfest grazie al nuovo form in cui è possibile inserire tutte le informazioni richieste e caricare il file digitale della propria opera.



LA CAMPAGNA IO STO CON IL VALSUSA FILMFEST

Da quattro anni è nata la campagna IO STO CON IL VALSUSA FILMFEST, una sfida volta a rafforzare la sostenibilità del Festival e che si pone l’obiettivo di mobilitare, oltre a diverse competenze presenti sul territorio, anche risorse economiche con fondi raccolti direttamente tra i sostenitori, attraverso l’organizzazione di eventi di avvicinamento al festival. Chiunque sia interessato a dare un contributo diretto all’organizzazione può farlo con una donazione all’IBAN IT87B0501801000000000119186



Ufficio stampa Lp Press
Luigi Piga
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