IO PARTECIPO

24/mar/2009 22:33:37 rialtosantambrogio Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

                                                SONO ILLEGALE E SENZA LICENZA SOMMINISTRO CULTURA INDIPENDENTE

Evvero questa volta la questura, grazie ai potenti mezzi investigativi e a un blitz ben organizzato in collaborazione al “personale delle unità cinofile, del reparto mobile della polizia di stato, del battaglione dei carabinieri, della polizia municipale e della asl”, ha trovato al rialto “delle lattine o bicchieri contenenti birra, e una sala attrezzata con strumenti idonei alla diffusione di musica”.
Evvero sono colpevole perché da oltre dieci anni impegno il mio tempo a sviluppare un luogo di democrazia sostanziale e di partecipazione che si chiama Rialto sempre in bilico fra legalità e illegalità.
Confesso che il reato è associativo perchè dalla metà degli anni ottanta, in un contesto determinato dal riflusso e dall’arretramento,  molti  di noi hanno  riconvertito la loro militanza politica in queste esperienze  dando l’avvio ad una pratica di occupazione di edifici “improduttivi”. Così abbiamo occupato scuole, fabbriche, magazzini svuotati delle loro funzioni e li abbiamo riempiti di nuovi sensi e contenuti per costituire una tra le più importanti sacche di resistenza giovanile alla normalizzazione imperante: una parte della città rifunzionalizzata non da strategie economico-urbanistiche, ma grazie alla determinazione e alla creatività delle persone che la hanno rianimata dando vita ad una grossa fetta di cultura contemporanea a Roma. Luoghi di sedimentazione di identità antagoniste di un giovane proletariato urbano, condannato alla precarizzazione e alla frammentazione, che nel tempo si innervano nel territorio e nelle sue contraddizioni,  trasformandosi in presidi sociali, laboratori politici, ma anche in luoghi dove  “produrre” cultura ,  socializzare i saperi, sperimentare altri linguaggi: dalla musica, all’uso delle nuove tecnologie informatiche, alle arti performative e visive.
Confesso anche di aver creduto che, con il riconoscimento politico culturale messo in atto con le assegnazioni tramite delibera di iniziativa popolare 26 del 1995, si potesse iniziare un percorso di legittimazione e di avanzamento culturale in questa città. Invece tutto si è tradotto in un misero traslare del confronto dialettico dal livello politico a quello tecnico-amministrativo (fatto di uffici bandi, vigili urbani, asl, permessi per la somministrazione, commissione per il pubblico spettacolo e vigili del fuoco) che non poteva che portare a cavilli procedurali e poi ai sequestri preventivi e probatori.
Mi sento anche reo di aver rifiutato facili appartenenze e semplici sudditanze per questo insensato disgusto alla subalternità.
Ma non mi pento di tutto ciò, perchè prevale la volontà di dare  senso e corpo ad ogni forma di sperimentazione, di rifiutare il vincolo delle formule collaudate, di non limitarsi alla mera testimonianza o alla trasgressione, ma partecipare e riscattare le  intelligenze e creatività diffuse dal  ruolo di fattore economico, assumendole a risorse capaci  di incidere e non solo di resistere.

NON SI FERMANO LE INNOVAZIONI

Rialtoccupato

VENERDI 27 MARZO dalle ore 18:00
e
SABATO 28 MARZO dalle ore 20:30

presso gli spazi ancora liberi dal sequestro, in via di sant'ambrogio 4, giornate di teatro, danza, musica, video, arte, dibattito.

IO PARTECIPO:
Luigi Tamborrino
Maria Luisa Severi
Veronica Della Scala
Graziano Graziani
Francesca Donnini
Chiara Fallavollita
Ciro Pesacane

per adesioni a questo documento scrivete a info@rialtosantambrogio.org con oggetto IO PARTECIPO

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl