PIACENZA 1547: COME AMMAZZARE UN DUCA (Pizzighettone, 25 agosto 2018)

15/ago/2018 14:33:03 74nemrac Contatta l'autore

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PIACENZA 1547:
COME AMMAZZARE UN DUCA

 

Sabato sera 25 agosto 2018 si svolgerà a Pizzighettone l’iniziativa Piacenza 1547: come ammazzare un duca: una narrazione storica basata sull’uccisione del duca di Piacenza e Parma Pier Luigi Farnese, avvenuta nel 1547.
A condurre l’iniziativa Davide Tansini, che rievocherà by night questo episodio avvenuto nella Valpadana alla metà del XVI secolo.
La narrazione di Tansini porrà al centro dell’attenzione gli antefatti e le vicende di una congiura che scosse la politica dell’Italia di metà Cinquecento e che coinvolse casate dai nomi tuttora noti: Asburgo, Gonzaga, Landi, Pallavicino e ovviamente Farnese.
Attorno alla cronistoria prenderà corpo un più ampio discorso sul periodo fra tardo Rinascimento e prima Età Moderna e sui suoi multiformi aspetti storici.
A partire dal 1521 i territori di Parma e Piacenza (a seguito di un accordo tra il pontefice e il re di Francia), divennero parte degli Stati Pontifici. Una porzione periferica dei territori soggetti al papa, più vicina a Milano e alla Lombardia che a Roma.
Una situazione destinata a cambiare con l’elezione alla Cattedra di San Pietro di Paolo III (1534), al secolo Alessandro Farnese: personaggio dall’intelligenza brillante e vivace, oltre che amante del vino e delle donne, interessato a preservare gli interessi della sua casata.
Nella sua ascesa politica Alessandro Farnese portò con sé numerosi figli. Fra questi il primogenito e prediletto: Pier Luigi, che aveva intrapreso il mestiere delle armi.
Nel corso della narrazione Tansini tratteggerà la figura di questo rampollo dal carattere difficile: anch’egli intelligente come il padre, ma anche irrequieto, stravagante, prepotente, brutale, addirittura efferato nelle sue azioni militari, tanto da comandare una parte delle truppe dell’imperatore Carlo V d’Asburgo che nel 1527 invasero e saccheggiarono Roma.
Nonostante anatemi e vituperi che le sue azioni gli fruttarono, l’elezione del padre a papa incrementò il ruolo politico che Pier Luigi era chiamato a ricoprire: gonfaloniere della Chiesa, duca di Castro (1537) e finalmente duca di Piacenza e Parma (1545).
Basandosi su ricerche personali, Tansini descriverà gli atti compiuti da Pier Luigi durante il suo breve ducato: riparazione di strade e ponti, canalizzazione delle acque, abbassamento delle tasse, abolizione di privilegi ingiustificati. Atti che non riuscirono però a conquistare il favore della popolazione, avversa alla costruzione delle nuove fortificazioni e all’aumento delle truppe con cui Pier Luigi aveva deciso di munire il suo nuovo stato.
Soprattutto, non era gradita la presenza di un vero e proprio sovrano, considerato troppo risoluto ed energico dal notabilato di Parma e Piacenza.
A questo punto Davide Tansini narrerà passo passo la pianificazione della congiura da parte di quattro famiglie nobili: Anguissola, Confalonieri, Landi e Pallavicino. Un complotto che vide il coinvolgimento di molti soggetti: il partito imperiale di Milano (infastidito e preoccupato dalla vicinanza alla Lombardia di un sovrano considerato troppo turbolento); il governatore di Milano Ferrante Gonzaga (acerrimo nemico di Pier Luigi); piccoli e grandi feudatari emiliani spodestati o danneggiati dalle ordinanze di Pier Luigi.
La trappola scattò il 10 settembre 1547: quattro sicari riuscirono a entrare nella Cittadella Viscontea di Piacenza, uccisero a pugnalate il duca e ne gettarono il cadavere nel fossato della fortezza. A un segnale convenuto Ferrante Gonzaga, appostatosi oltre il fiume Po con un nutrito contingente armato, penetrò nella città e la occupò in nome dell’imperatore.
Complesso l’intreccio di guerre, intrighi, trattative, alleanze e rovesciamenti che costituiscono la coinvolgente trama della vicenda e che Davide Tansini ricostruirà con il suo stile colloquiale, vivace e ironico lungo un percorso a tappe nelle mura pizzighettonesi, illuminate con torce e fiaccole.
Il racconto di Tansini non si limiterà alla cronistoria: fornirà lo spunto per conoscere aspetti sociali, economici e culturali fra tardo Rinascimento e prima Età Moderna (in Valpadana e non soltanto). Oltre all’arte, alle credenze, agli usi e alle curiosità, ci saranno le vicende politiche, con il loro seguito di speranze e delusioni; le personalità più in vista dell’epoca, veri e propri VIP del Cinquecento; le questioni più sentite e dibattute, come le tasse (tema sempre d’attualità) e i timori per un futuro incerto. Difficile non ritrovare anche nell’attuale vita quotidiana punti di contatto con questo passato soltanto in apparenza lontano.
Piacenza 1547: come ammazzare un duca sarà una vivace e coinvolgente occasione per conoscere e rivivere la storia.

Lo spettacolo di narrazione storica con percorso guidato Piacenza 1547: come ammazzare un duca è in programma a Pizzighettone (Cremona, Lombardia) sabato 25 agosto 2018 alle ore 21:30 presso la cerchia muraria (partenza dall’Ufficio Informazioni di Piazza d’Armi). Il percorso della narrazione si svolge a piedi, in parte entro ambienti coperti. Lo spettacolo si tiene anche in caso di maltempo. Non è richiesta la prenotazione. L’evento è organizzato dal «Gruppo Volontari Mura». Il contributo per la partecipazione è di 5 (il contributo è riscosso dal «Gruppo Volontari Mura»). L’evento è ideato e condotto da Davide Tansini, che detiene la paternità creativa e ogni diritto sullo spettacolo. L’evento fa parte della serie itinerante «Racconti d’estate». L’iniziativa non ha scopo di lucro. Informazioni: cellulare 349 2203693; Facebook www.facebook.com/piacenza1547; e-mail e v e n t i @ t a n s i n i . i t; Web www.tansini.it/it/piacenza-1547-come-ammazzare-un-duca.html.

RCS
15 agosto 2018

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