Al FuoriSalone 2013 riflettori puntati sullo storico marchio di illuminazione Stilnovo

03/mag/2013 11:59:29 Ghenos srl Contatta l'autore

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Alla Galvanotecnica Bugatti in mostra i pezzi iconici dell'Azienda degli anni 60 e 70.

Fuorisalone 2013 - Milano, 16 aprile - Ha chiuso domenica, con un entusiasmante successo e consenso da parte del popolo della design week milanese, la mostra Stilnovo che, nella magica cornice della Galvanotecnica Bugatti, ha accolto i progetti iconici di illuminazione realizzati da alcuni tra i designer più importanti del Made in Italy che hanno reso Stilnovo famosa nel mondo.

Noto per essere uno dei più prestigiosi marchi di illuminazione, oggi Stilnovo viene rilanciato grazie a una nuova avventura imprenditoriale fortemente voluta e guidata da Massimo Anselmi, AD di Stilnovo, con il contributo di un Comitato Scientifico composto da nomi illustri quali Decio Giulio Riccardo Carugati, scrittore e giornalista di testate di design e arte, Roberto Fiorato, designer e art director del Gruppo Performance in Lighting, Francesco Morace, sociologo, scrittore e fondatore di Future Concept Lab, Franco Pagliarini, designer di apparecchi  per l’illuminazione, e Danilo Premoli, architetto milanese. Il team di lavoro ha già prodotto un vero e proprio Manifesto con la definizione delle linee guida e i criteri necessari per le future creazioni, indicando anche i tratti somatici di un marchio che non dimentica le sue radici storiche ma, al contrario, le esalta.

A incuriosire e stupire i numerosi visitatori della Tortona Desig Week, i pezzi originali che hanno fatto tornare alla mente i ricordi legati a queste icone dell'illuminazione: a fare da protagnisti sono stati i modelli "Topo" e "Triedro" disegnati da Joe Colombo, la "Lucetta" di Cini Boeri, la "Valigia" di Ettore Sottsass nella finitura rosso e nero, il "Periscopio" di Danilo e Corrado Airoldi e ancora "Alfiere" e "Lampiatta" di Jonathan De Pas, Donato D'urbino e Paolo Lomazzi e il "Paralume" firmato da Antonio Macchi Cassia con Roberto Beretta. All' interno dello spazio sono state proiettate anche le videointerviste fatte ai progettisti coinvolti che hanno raccontato la collaborazione con l'azienda e il concept dei pezzi che hanno realizzato. Ne sono usciti racconti che testimoniano quanto la passione per il loro lavoro sia prevalsa sulle leve commerciali spesso insite nelle dinamiche della progettazione e della produzione odierne.

"Rieditare questi pezzi", afferma Massimo Anselmi "vuole essere il tentativo di affremare cosa è il design per noi, lo stiamo facendo soprattutto per un piacere nostro, per trasmettere la tradizione di un marchio che ha scritto la storia dell'illuminazione. Siamo convinti che tutte le lampade esposte abbiano un disegno attualissimo e quindi ci attendiamo che il mercato risponderà positivamente alle riedizioni che vogliamo proporre".

Il coinvolgimento di nuove leve del design italiano e internazionale nello sviluppo di idee inedite oltre alla riedizione di alcuni modelli iconici sono alcuni dei progetti in agenda, per portare novità e sviluppo aziendale ulteriore, oltre a stimolare uno scambio tra artigiani e progettisti garantendo ancora un prodotto 100% made in Italy. Stare al passo dei tempi, mantenendo l'identità aziendale e la riconoscibilità, operando allo stesso tempo un fresco aggiornamento, è lo slancio che contraddistingue il volto nuovo di Stilnovo.

Nata nel 1946 dall'intuizione di Bruno Gatta, Stilnovo ha caratterizzato la prima ondata delle aziende italiane del dopoguerra, dedicate alla produzione di elementi innovativi e funzionali per l'illuminazione, in un momento in cui la sperimentazione combinava funzione e nuovi materiali per produrre nuovi tipi di forme.


Electa Editore e Stilnovo S.r.l., presenteranno il prossimo autunno, la pubblicazione dedicata a Stilnovo, nella collana Industria & Design, diretta da Decio G. R. Carugati. 

I 10 punti del Manifesto Stilnovo

1. Partire da un nome - Stilnovo - che è una promessa per il futuro, ma anche una garanzia dal passato: dal Dolce Stil Novo di Dante, Guinizelli, Cavalcanti fino al design di Joe Colombo e Sottsass degli anni 60. Proponendo prodotti unici, universali, attrattivi, portatori di pregio essenziale e assoluta originalità.

2. Ricostruire una storia dimenticata, attraverso la rigenerazione di progetti “illuminanti” (il Topo, la Valigia, l’Alfiere, la Bugia, la Piega, il Triedro....) che hanno rappresentato episodi eccellenti e memorabili di incontro felice tra invenzione di design e innovazione imprenditoriale, tra versatilità ed eccellenza.

3. Utilizzare la propria storia di talento e creatività, fondata sulla collaborazione con alcuni maestri del design italiano (Aulenti, Colombo, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, Sottsass...) -, per rilanciare progetti senza tempo, intergenerazionali, unici e universali. Un progetto culturale con una forte vocazione commerciale, distintivo ma anche inclusivo.

4. Lavorare a tutto campo sul tema dell’invenzione e delle occasioni felici di vita, registrando la convergenza tra ingegno, tecnologia, estetica e semplicità, e individuando designer di nuova generazione come partner per il futuro.

5. Trasferire la practical grace tipica dello Stil Novo e dell’italian design - la qualità delle finiture e del saper fare, la perfezione dei dettagli e l’eccellenza dei materiali - a nuovi straordinari prodotti per “illuminare” la vita quotidiana.

6. Immaginare una attività di collection - sostenuta da una mostra itinerante - raggiungendo Paesi particolarmente interessati all’italian way of life, in Russia, in Asia, in Brasile.

7. Impegnarsi nella dimensione Educational insegnando e trasferendo l’italian way attraverso convegni e conferenze in tutto il mondo, e lanciando partnership con Università e altri luoghi formativi, orientandosi alle giovani generazioni.

8. Individuare nuovi temi a cavallo tra analogico e digitale, per estendere la propria capacità di intervento e di progetto, coinvolgendo partner in dimensioni avanzate e inaspettate.

9. Lavorare intensamente nella dimensione internazionale, presentandosi con un ventaglio di prodotti e progetti che raccontino l’unicità del design italiano, della sua genesi, della sua affermazione universale. Stilnovo diventa laboratorio avanzato e stimolo culturale: facilitatore e testimone del design italiano nel mondo.

10. Infine considerare al centro dell’esperienza Stilnovo il tema del design thinking, della conoscenza e dell’esperienza del sapere. La sapienza ma anche ogni singolo prodotto come “piatto saporito”, espressione del sàpere, cioè del gusto italiano

Il comitato scientifico:

Decio G.R. Carugati, Roberto Fiorato, Francesco Morace, Danilo Premoli, Franco Pagliarini

 

 

Milano, Aprile 2013

 

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