Dal Tribunale ok a Raffaele Nicotra per salvare i propri Bar

21/set/2019 13:10:21 Gabriele Russo Contatta l'autore

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Portizza, Cremcaffè, Volo, Tea Room e Roma4 al triestino Ritossa alla guida del colosso Sarafin, che conta di investire nella “partita” due milioni di euro

 

Versione media immagine È confermato: il concordato preventivo, avanzato lo scorso agosto da Erre Ristorazione srl nel tentativo di “salvare” il bar Portizza e altri cinque locali in Friuli Venezia Giulia, è stato approvato definitivamente dal Tribunale di Trieste. La Sezione civile fallimentare presieduta dal giudice Riccardo Merluzzi ha infatti emesso il decreto di omologazione del concordato preventivo della società guidata dall’ex “re dei locali” Raffaele Nicotra finita sull’orlo del fallimento a causa di un debito di quasi nove milioni di euro. Si apre così la vera e propria fase di esecuzione del piano proposto dalla società stessa, cui subentrerà in toto Sarafin spa. 

 

 

Quest’ultima - holding del 47enne triestino Gabriele Ritossa, amministratore unico di 34 società che operano in tutta Italia nei settori delle case di riposo, dell’immobiliare, dell’edilizia ma anche della gastronomia attraverso delle gelaterie - si è incaricata infatti dell’onere di portare avanti l’intero parterre di locali, tra cui compaiono a Trieste anche Cremcaffè, Volo, Tea Room e Roma4, e a Pordenone il Weest. Non fanno più parte del gruppo invece il ristorante di piazza Ponterosso 6 - che nell’ultimo periodo si chiamava “Officine dei sapori” - e il Caffè Ottelio di Udine. L’atto avvallato a Palazzo di giustizia è stato emesso anche grazie all’approvazione della maggioranza dei creditori e all’assenza di opposizioni. Un presupposto, questo, fondamentale per la riuscita dell’accordo, assieme al fatto che è stata ribadita la sussistenza degli elementi di ammissibilità alla procedura, valutati con favore ancora con un primo decreto dello scorso ottobre. 

 

Per rimpinguare le casse e procedere ai pagamenti finora rimasti insoluti, Sarafin spa ha previsto, tra il capitale già iniettato e quello che sborserà, di investire nei locali circa due milioni di euro. L’impegno diretto di Sarafin - si legge nel decreto - mirato a consentire il superamento delle significative criticità messe in rilievo nel parere ha indotto alla fine il commissario giudiziale Massimo Simeon a formulare parere positivo. Per capire la reale entità del debito – i nove milioni al momento sono un dato approssimativo – e per comprendere nel contempo in che cosa consisterà il piano di liquidazione, con l’indicazione delle relative modalità e dei tempi, bisognerà attendere 30 giorni dalla pubblicazione del decreto di omologazione.

 

A redarre il cronoprogramma sarà il liquidatore giudiziale, individuato dal debitore nel commercialista Paolo Taverna, sempre dopo il placet del giudice e del comitato dei creditori. In linea generale, da quel che è emerso negli scorsi mesi, i debiti verranno ripianati attraverso una serie di interventi concomitanti: le attività dei fori commerciali, il nuovo capitale messo a disposizione da Sarafin spa, la cessione delle quote di Erre ristorazione srl relative a una struttura alberghiera a Venezia e la vendita di un’azienda agricola nel Goriziano.

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