Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Cucina Mon, 20 Aug 2018 16:50:42 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/1 Esaltazione di sapori autentici e nostrani a Il Cormorano Wed, 08 Aug 2018 05:51:34 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488356.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488356.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Il ristorante di Agropoli presenta un eccellente nuovo menù

Con un invito rivolto alla stampa specializzata del settore enogastronomico, il ristorante “Il Cormorano” di Agropoli, ha presentato il menù che proporrà alla clientela nel periodo estate/autunno c.a.. All’evento, oltre a qualificati e competenti giornalisti, sono intervenuti anche il Gran Maestro della Ristorazione cav. Giuseppe Di Napoli ed il vice fiduciario della sezione Napoli-Campania dell’Associazione Maître Ristoranti e Alberghi, Dario Duro. Un menù, quello presentato da Il Cormorano, tutto da provare, per gustare i prodotti naturali, sinceri ed autentici in tutto, anche nei sapori realizzati da uno chef modesto, ma con grandi qualità, che afferma: “Non sono ambizioso nel raggiungere le Stelle, ma desidero conquistare, sempre più, i clienti vogliosi del mangiare cibo autentico, con sapori e gusti autentici, cosa che noi in particolare con il nostro territorio ricco di materie prime per elaborarli, possiamo e ci sentiamo in obbligo di offrire”. Situato proprio sul porto di Agropoli, in un palazzo del cinquecento, il ristorante “Il Cormorano”, con la visione sottostante del molo dei pescatori, dominata dalla stupenda visione della montagna sulla quale vive la cittadina cilentana, si impone con una stupenda visione dell’intera Acropolis (città alta) che ha dato il nome ad Agropoli e che domina con la Madonna di Costantinopoli che è la protettrice dei marinai, una delle più belle insenature del golfo cilentano.  Con i suoi circa venti anni di attività ristorativa, avendo aperto Il Cormorano nel ‘2000, il titolare Gianluca Ruocco, ci racconta: ”Con mio padre Giovanni Ruocco, abbiamo aperto questa attività che conduciamo con successi, unitamente a tutta la mia famiglia.  La nostra location è particolarmente gradita alla clientela perché propone il terrazzo del ristorante, fresco anche d’estate perché con tanto verde attorno e la diretta visione di un panorama unico costituito dall’intera visione dell’Acropoli dal basso, e la spiaggia sottostante su uno dei più puliti mari d’Italia, in una zona non contaminata da traffico automobilistico. Una suggestiva visione sia con la luce del giorno che con le fantasmagoriche luci della sera. La bandiera blu che sventola proprio davanti al ristorante che garantisce la qualità delle acque del mare ed anche dei servizi turistici è altra cosa che ci onora insieme alle altre 10 bandiere blu che vanta il Cilento. Il pesce che serviamo ai nostri clienti è di assoluta freschezza e garantito dalle acque incontaminate e pulitissime che abbiamo davanti ai nostri occhi. Il ristorante, aperto mattina e sera, tutti i giorni, con chiusura solo nel periodo invernale il mercoledì per riposo settimanale e in novembre per una decina di giorni di ferie, possiede 45 coperti esterni e 35 nella sala interna, tutta in pietra perché questo palazzo del ‘500 era un posto di vedetta del castello e della torre di San Francesco, quando arrivavano gli assalti dei turchi e le navi con le bandiere li segnalavano e questa vedetta, permetteva a sua volta, la segnalazione al castello che è di fronte”. Nasce spontanea la domanda: quale è il motivo portante della ristorazione che ha spinto questa famiglia ad aprire un ristorante in un posto di tanta bellezza?, Gianluca subito risponde dicendo: “Avevo 19 anni quando su questo terrazzo trovai con il mio papà un nido di cormorani, comunemente visibili nelle loro migrazioni. Due di questi uccelli stavano mangiando, con un pesce in bocca appena sottratto al nostro mare ed io mi espressi dicendo che era bellissimo mangiare del pesce, che più fresco di così non poteva essere gustato in altri luoghi, esprimendo anche il desiderio di realizzare, in questo posto, un ristorante ed il mio papà volle accontentarmi e rinunciando ad un’auto importante o una imbarcazione che lui avrebbe in quel momento forse più certamente gradito acquistare, e così mettemmo su il ristorante con appena cinque tavoli ottenendo poi i successi che hanno portato all’ampliamento, anche perché il Cilento possiede la naturalezza di abbinamento dei tanti prodotti agroalimentari e vinicoli alla bontà del pesce fresco”. Per realizzare successi in un ristorante, però, non bastano solo prodotti eccellenti abbinati a posto e location invidiabile, che Il Cormorano è in grado di offrire anche con la sua perfetta accoglienza che quotidianamente attua attraverso l’operatività di Anna Rita Ingenito, con la sua grande professionalità e signorile modo di porsi alla clientela, ma occorre avere uno chef che porti i clienti a conquistare un cibo che sia di gran gradimento. Rispondendo pienamente a questi obiettivi, lo chef della struttura Pietro Annunziata, ci dice: “Ho 28 anni e la mia passione per la cucina è nata sin dall’età di 8 anni, ed a 18 anni, frequentando il ristorante di un mio parente, quasi per gioco è nato questo trasporto per l’Arte culinaria.  Ho iniziato dapprima preparando gli ingredienti per guarnire le pizze e poi mi ha attratto l’Arte bianca e ho espresso al meglio le mie capacità per alcuni anni. Successivamente, mi ha attirato il desiderio di applicarmi alla cucina e ad un bivio di scelta per approfondire la mia professionalità futura, tra pizzaiuolo o chef, ho optato per la seconda. Quando sono in cucina cerco di riproporre i ricordi dell’infanzia, nel senso che anche una pasta e fagioli come la faceva mia nonna, ma alleggerita è un piatto che segna il successo di uno chef; ad esempio, destrutturandola, scomponendo gli elementi che la costituiscono con l’abbinamento di un pesce, arricchendola con polvere aromatica, roba che costituisce una tecnica innovativa, ma che non stravolge i sapori. Sono in definitiva, per la tradizione innovata, perché prima il ragù, la carne o pesce in molte famiglie si mangiava uno o massimo due giorni a settimana, mentre ora quasi quotidianamente ci vengono proposti piatti con ricette tradizionali d’una volta ed allora occorre per farli gustare, senza gravare sulle diete che ormai quasi tutti fanno, offrirli elaborati con tecniche rispondenti al fabbisogno odierno, cercando di conservare il più possibile i sapori storici del piatto. Approfondisco dunque, la conoscenza delle proprietà dei prodotti che utilizzo per dare spazio ai valori nutrizionali occorrenti oggi senza perdere la saporosità, gustosità, squisitezza, espressività, piacevolezza e mordente che il piatto che presento deve conquistare nel momento che viene assaporato dal cliente. Facendo un esempio, sulla pasta e fagioli che prima trovava l’impego di quel che si aveva a portata di mano, oggi io ne curo la scelta della pasta mista, non utilizzando quella dei pacchi confezionati, ma quella che mi resta come rimasugli dei vari formati di pasta che tengo in linea e dando una cottura che richiedono le varie tipologie, stessa attenzione applico per i fagioli mettendo anche quelli freschi ed almeno tre tipologie (Controne, Borlotto, fagiolini verdi freschi). Occorre oggi per garantire qualità e gusti al cliente, evitare gli sprechi per non avere, come avviene per realizzare i piatti gourmet senza guadare al food cost, che i costi dei piatti determinano poi conti salati o costosissimi, cosa che certo nessuno gradisce. Ho frequentato l’alberghiero di San Marco di Castellabate ed ho lavorato con grandi maestri dell’Arte culinaria che mi hanno dato importanti e validi insegnamenti, come l’executive chef di anni addietro del Jolly hotel di Napoli, ma anche Pasquale Torrente e tre anni fa ho conosciuto, proprio qui a Il Cormorano, lo chef Paolo Barrale del ristorante Marennà a Sorbo Serpico, che mi ha alleggerito la mano in termini di tecniche e cotture e mi ha insegnato a pensare un piatto con un occhio nuovo”.

L’interessante menù, oltre a tante altre proposte, prevede i piatti gustati e apprezzati dai particolari ospiti de Il Cormorano, come per

Entrée : triglia ripiena di ricotta, fritta in tempura, una crocchette di spigola e un’insalata di pomodori.

Antipasto: Una composizione di quattro antipasti costituita da: Un quadrato di tonno, con fagioli di Controne maionese di soia, ed una sfoglia triangolare di cipolla di tropea in agrodolce; Seguendo con una crema di ceci di Cicerale, gamberi rosa e polvere di alghe; Poi ancora, seppie, con crema di zucchine e zucchine fritte sopra; e per concludere il rettangolare piatto, un polpo con peperone arrosto, senape e polvere di olive nere.

1° Primo piatto: Misto di fagioli (con varie tipologie di fagioli bianchi, borlotti e fagiolini), pasta (mista: mafalda, cavatello, pacchero, bucatini e spaghetti) e frutti di mare (cozze e vongole).

2° Primo piatto: Linguina con peperoni arrosto, menta e gamberoni.

Secondo piatto: Pesce spada gratinato, con caponatina in agrodolce e marmellata di fichi bianchi.

Dessert: Profiteroles ripieno di panna, con sopra un cremoso al limone.

Frutta: Macedonia di frutta, con misto di fichi d’india, melone bianco, cocomero, fico, ananas e kiwi.

Per chiudere con: un Tiramisù servito in tazza da caffè.

Giuseppe De Girolamo

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Un nuovo shop online dedicato ai sapori del Cilento Tue, 07 Aug 2018 17:03:04 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488321.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488321.html Chiara Sorrentino Chiara Sorrentino Masilicò: questo è il nome del nuovo progetto online dedicato alle eccellenze di quest’area della Campania. Uno shop virtuale nel quale acquistare con un click i più prelibati prodotti tipici del Cilento.

La nuova frontiera del gusto online prende il nome di Masilicò, il nuovo shop online interamente dedicato alla vendita delle eccellenze gastronomiche del Cilento.

La nuova piattaforma nasce con l’obiettivo di rendere disponibili e a portata di click i sapori unici di questa terra, celebre in tutto il mondo per la genuinità e l’incredibile varietà dei suoi prodotti. Lo store digitale è online all’indirizzo www.masilico.com: al suo interno è possibile passare in rassegna il meglio dei sapori del Cilento, attraverso una navigazione suddivisa in diverse categorie. Si va dalla pasta artigianale all’olio extravergine di oliva, passando per le conserve di mare e di terra, i sottoli e i legumi secchi, fino ad arrivare alle confetture, al miele e ai dolci tipici di questa zona.

Attraverso un’interfaccia grafica semplice e pulita, l’utente può ottenere in pochi click dettagliate informazioni su ciascuno dei prodotti in vendita, e completare il proprio ordine online attraverso semplici passaggi. Un design fresco ma al tempo stesso ricercato valorizza l’offerta di prodotti tipici del Cilento disponibili sullo shop, enfatizzando il concetto di artigianalità che è alla base di ogni produzione firmata Masilicò.

Diffondere nel mondo un messaggio culturale prima ancora che alimentare: questa appare essere la mission di Masilicò, azienda che si fa fiera portavoce dei valori che da sempre contraddistinguono la cultura enogastronomica cilentana, basata su concetti cardine tra cui quelli di artigianalità, genuinità, tradizione, rispetto del passato e lavorazione slow.

Un ponte tra il passato e il futuro: è questo lo spirito che anima il progetto Masilicò, una nuova iniziativa che vuole mettere in contatto la più antica tradizione alimentare del Cilento con l’innovazione e la capillarità offerti dal web, uno strumento in grado di portare su qualunque tavola del mondo le eccellenze tipiche di questa parte della Campania. Già dal nome, lo shop online vuole essere un tributo alla cultura cilentana: “masilicoje”, infatti, è il termine dialettale che designa la pianta di basilico, sostantivo a sua volta di origine greca, che sta a indicare una spezia regale, degna cioè del pasto di un re.

Per quanto riguarda i prodotti in vendita, si tratta di vere e proprie specialità tipiche realizzate secondo tecniche lavorative di altissimo livello che si inseriscono a pieno titolo nella tradizione artigianale e contadina di questi luoghi. Con Masilicò si è certi di portare in tavola alimenti di qualità elevatissima, ricercati e difficilmente reperibili nei negozi fisici. L’antica lavorazione della terra viene rispettata in tutti i suoi canoni, seguendo e assecondando i ritmi della natura. Il risultato finale è una produzione di eccellenza, sana e genuina, perfettamente conforme ai dettami della classica dieta mediterranea.

La storia millenaria del Cilento a portata di click: potrebbe essere questa la frase che meglio sintetizza l’esperienza di navigazione offerta da Masilicò; più di un semplice shop online, un viaggio alla scoperta dei sapori più autentici di una terra che ancora oggi rappresenta una sorta di unicum in tutto il mondo.

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Un nuovo shop online dedicato ai sapori del Cilento Tue, 07 Aug 2018 16:59:06 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488320.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488320.html Chiara Sorrentino Chiara Sorrentino Masilicò: questo è il nome del nuovo progetto online dedicato alle eccellenze di quest’area della Campania. Uno shop virtuale nel quale acquistare con un click i più prelibati prodotti tipici del Cilento.

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Per quanto riguarda i prodotti in vendita, si tratta di vere e proprie specialità tipiche realizzate secondo tecniche lavorative di altissimo livello che si inseriscono a pieno titolo nella tradizione artigianale e contadina di questi luoghi. Con Masilicò si è certi di portare in tavola alimenti di qualità elevatissima, ricercati e difficilmente reperibili nei negozi fisici. L’antica lavorazione della terra viene rispettata in tutti i suoi canoni, seguendo e assecondando i ritmi della natura. Il risultato finale è una produzione di eccellenza, sana e genuina, perfettamente conforme ai dettami della classica dieta mediterranea.

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Un nuovo shop online dedicato ai sapori del Cilento Tue, 07 Aug 2018 16:58:52 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488319.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488319.html Chiara Sorrentino Chiara Sorrentino Masilicò: questo è il nome del nuovo progetto online dedicato alle eccellenze di quest’area della Campania. Uno shop virtuale nel quale acquistare con un click i più prelibati prodotti tipici del Cilento.

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Un nuovo shop online dedicato ai sapori del Cilento Tue, 07 Aug 2018 16:58:33 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488318.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/488318.html Chiara Sorrentino Chiara Sorrentino Masilicò: questo è il nome del nuovo progetto online dedicato alle eccellenze di quest’area della Campania. Uno shop virtuale nel quale acquistare con un click i più prelibati prodotti tipici del Cilento.

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Il boom della vendita online di vino italiano Fri, 06 Jul 2018 15:18:50 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485486.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485486.html Metalpoint Srls Metalpoint Srls  

Secondo alcuni dati il fatturato delle imprese che si dedicano alla vendita di vino arrivano a toccare la ragguardevole cifra di 10,1 miliardi di euro. Si stima che la vendita online di vini italiani rappresenti il 2% di questo fatturato totale.

Questo successo è dovuto ad alcune aziende che nel corso degli anni si sono dimostrate particolarmente solide ed affidabili, caratteristica molto apprezzata dall’italiano medio ancora poco avvezzo agli acquisti online, e ad alcune start-up innovative che hanno portato una nuova ventata di ottimismo ed innovazione nel settore.

Sul grande potenziale della vendita di vino online hanno messo gli occhi anche diverse importanti cantine come Zenato, celeberrimo produttore di Amarone della Valpolicella, che ha individuato in questo settore la chiave per aumentare ulteriormente le proprie esportazioni. Ma non solo, ormai è possibile acquistare online tantissime tipologie di vini italiani anche tra i più pregiati, tutte le migliori cantine ed aziende produttrici di vino hanno capito che con questo sviluppo tecnologico bisogna evolversi e stare al passo con i tempi sfruttando in questo modo anche i nuovi mezzi per incrementare i propri guadagni.

La vendita di vino italiano verso i mercati esteri rappresenta infatti il 56% del volume d’affari del commercio totale, pari a 5,6 miliardi di euro nel 2016. Gli spumanti, trainati dal prosecco, sono il prodotto più esportato per una cifra record di 1,2 miliardi di euro di vendite. Sarebbe interessante riuscire a vendere questi prodotti all'estero tramite e-commerce, questo darebbe la possibilità a persone di altri stati di acquistare un prodotto che tutto il mondo invidia all'Italia poiché i vini italiani sono tra i più ricercati del mondo. La grande varietà dei vitigni, la bontà del clima e la comprovata maestria nella cura e nella selezione delle uve fanno del Bel Paese una vera e propria terra d'elezione per quello che una volta veniva chiamato il nettare di Bacco., questo porterebbe un forte incremento dei guadagni.

 

 

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Inaugurato a Pianura il ristorante – pizzeria “Mastunicola” Thu, 05 Jul 2018 11:38:10 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485332.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485332.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione  

Un successo di presenze di giornalisti ed invitati

Si ritiene soddisfatta, per la grande affluenza di giornalisti ed invitati al taglio del nastro di partenza dell’attività, la società costituita da imprenditori napoletani che ha rilevato il già esistente ristorante “Magnifica”, in via in via Pallucci, 160 a Pianura, e dandogli il nome “Mastunicola”,  con Luigi Errico contitolare e ideatore del marchio, ora intende sviluppare questa insegna in franchising, dopo i successi che il Mastunicola spera di ottenere in notorietà con la sua prima sede pilota. Errico ci dice, “Gradiremmo che altri imprenditori volenterosi, pensino di volersi affiliare a noi, anche investendo, per poter raggiungere obiettivi di sviluppo che questo marchio, intende portare avanti con successo sin da questo locale che si inaugura questa sera con la benedizione impartita dal locale Parroco. Parole significative quelle del ministro di Cristo che nella sua omelia ha spronato tutti augurando: - Fa che osservino sempre la giustizia e la carità e così concorrano al bene di tutti, lieti di operare per la crescita della società -.  Il nostro progetto prevede come motto fondamentale l’”Accoglienza”, al di là dei sapori dei nostri piatti che devono essere fondamentali per la scelta degli ingredienti di grande qualità, che possa dar vita ad un piatto unico e singolare, fatto dai nostri chef. Ma l’Accoglienza, è primaria su tutto perché il cliente deve sentirsi a casa, in modo da star bene e meglio gustare quello che proponiamo attraverso i nostri menù o anche che questi chiede di elaborargli secondo suoi gusti, il tutto perché possa portare l’avventore a tornare da Mastunicola. Utilizzeremo materie prime prevalentemente del territorio ed abbiamo aziende che già ci affiancano come il ”molino Caputo”, per i pomodori “La Torrente”, per i latticini l’azienda casearia “La Sorrentina”.  I vini sono una bella realtà del nostro territorio, apprezzati molto anche oltre confine ed anche all’estero, come quelli delle “Cantine Astroni” e cantine “Varchetta” che proporremo, ai nostri clienti, per far sentire il sapore delle nostre uve vinificate con passione da queste aziende. Per meglio lanciare questa struttura ristorativa ci siamo impegnati a farla trovare aperta tutto l’anno, dalle ore 12.00 alle 24.00, con i suoi 150 coperti, anche senza giornata di riposo settimanale, che ovviamente il personale farà a turno. Sono stato da sempre un passionario della pizza e quindi ecco il nome della prima pizza nata nella nostra regione che ho scelto da assegnare a questa attività nascente, con la speranza e l’augurio che possa divenire primo per successi anche il Mastunicola che non è solo pizzeria, ma anche un ristorante con la cucina napoletana, tradizionale campana, per intenderci quella dei Monzù, anche se povera ma molto ricca di sapori, dalla “frittura di paranza”, alla “genovese”, al “polpettone”, alla parmigiana di melanzane ed  al “ragù” classico, quello pippiato, quello che decantava Eduardo de Filippo, sostenendo per questo piatto istituzionale della cucina napoletana: 'O rraù ca me piace a me, m' 'o ffaceva sulo mammà. Abbiamo scelto una location abbastanza pratica, sembra un’oasi felice, sia per il raggiungimento in auto che per il parcheggio delle stesse vetture, che per le ampie sale che ci permetteranno anche di poter organizzare serate di intrattenimento per gli ospiti, con spettacoli mirati, ospitando personaggi che ci daranno la possibilità di essere partecipi alle nostre iniziative”. Fra gli artefici dell’operatività di questo nuovo locale incontriamo il pizzaiolo Salvatore Gamardella, che esercita questo mestiere da 22 anni e che vanta l’apprendimento dagli insegnamenti di grandi maestri in primis dal suo suocero il noto pizzaiuolo Gaetano Esposito. Lo chef della struttura, il 48enne Gennaro Criscuolo, con una esperienza lavorativa di circa 20 anni nel settore sia in Italia che all’estero, il quale rientrato in patria, ci dice: “intendo presentare la cucina tipica napoletana, quella di vecchie tradizioni, dal ragù che cuoce sette/otto ore, alla genovese che richiede circa due giornate di preparazione e tutti quei cibi realizzati con materie povere, ma ricchi di sapori da soddisfare in pieno i gusti dei palati più esigenti”. L’augurio che le aspirazioni del pizzaiolo con il suo aiuto Davide Criscuolo, dello chef con il suo aiuto Roberta Russolillo, del direttore di sala Raffele Chianese, di Alberto Errico segretario di direzione, di Patrizia Guazzo e di Luigi Errico cofondatore di Mastunicola, insieme a tutto il gruppo societario possano realizzarsi per un successo ed una buona immagine del territorio è anche il desiderio che da conterranei e da amanti della nostra Italia ed ancor più della nostra Napoli desideriamo esprimere anche come comunicatori e giornalisti. Una bella serata con la degustazione di varie pizze a cominciare dalle più note come appunto la Mastunicola, la Marinara e la Margherita, mozzarelline, bruschette, friggitoria varia, primi e secondi piatti della tradizione, per terminare con macedonia di frutta di stagione, sfogliatelle, babà ed una torta in tema tagliata dai protagonisti della serata con la loro ospitalità, sono stati i momenti salienti di un’aspirazione a più grandi ed importanti successi per il Mastunicola. A cogliere ed immortalare i momenti clou, non poteva ovviamente mancare O Mast d’a Pizza al secolo Gennaro D’Aria, affiancato da un altro passionario della fotografia Fortunato Alovisi figlio del past president direttore dell’ADA Alberto Alovisi giornalista e direttore della testata “Terroniam”, presente anche lui all’evento con la moglie Elena. Fra i circa cento ospiti della serata, tra i quali tantissimi giornalisti del settore, anche per la presenza di Diego Paura, coordinatore capo delle pagine spettacolo del quotidiano “Roma”, non poteva mancare la partecipazione della consorte Anna Capasso, apprezzatissima attrice- cantante del panorama dei grandi artisti campani.

Giuseppe De Girolamo

 

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Una ricerca dell’Istituto Ixè resa nota dal Gruppo Restalia – The Good Burger (TGB) Wed, 04 Jul 2018 17:03:47 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485232.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485232.html Rosa Rosa L’amore per la buona cucina è … soprattutto trattorie, locali tipici, ma anche paninoteche, bar, pasticcerie (il 31% degli italiani li frequentano almeno una volta al mese). Quello che conta sono le materie prime, ben cucinate e digeribili.

Secondo una ricerca dell’Istituto Ixè resa nota da The Good Burger – Gruppo Restalia, questi locali sono frequentati abitualmente da circa 1/6 degli italiani, soprattutto dai giovani - in particolare 18 - 34enni, con un picco tra i 25 - 34 anni – ma negli ultimi anni, la frequentazione abituale si sta anagraficamente amplificando, abbracciando soggetti fino ai 44 anni.

http://www.istitutoixe.it/2018/06/lamore-per-la-buona-cucina-e-trattorie-osterie-e-ristoranti-tipici/

I ristoranti etnici, i pub, le paninoteche e lo street food sono alcune tipologie di ristorazione che, più di altre, sono caratterizzate da una clientela anagraficamente omogenea.

“In fatto di cibo – spiega Margherita Sartorio Mengotti, ad dell’Istituto Ixè - gli italiani sembrano badare più alla sostanza che alla forma: l’81% ritiene che sia fondamentale la qualità delle materie prime usate per comporre ciò che mangia, siano pietanze o panini, mentre l’arte dell’”impiattare” e l’estetica del locale sembrano interessare molto meno. Ma è la relazione positiva, amicale con il gestore il primo criterio con cui scegliere un locale dove mangiare, a dimostrare quanto per noi italiani la tavola si sposi con la socialità, le relazioni umane gradevoli, il relax, l’accoglienza”.

“Se però ci concentriamo su fenomeno al giorno d’oggi largamente diffuso, quello del pranzo fuori casa – continua Margherita Sartorio - si aggiungono altri due fattori: la rapidità del servizio e la leggerezza del pasto. Per questo bar, pub, paninoteche sono frequentate da un target anagraficamente ampio alla ricerca di un pasto veloce e il più possibile sano e digeribile”.

Dati importanti per definire la strategia del Gruppo Restalia, che in Italia conta più di 50 ristoranti con il brand 100 Montaditos e che a Roma, vicino a piazza Barberini, ha aperto il primo The Good Burger (TGB), locale dove si mangiano hamburger soprattutto con carne 100% bovina, cotta sulla piastra al momento e uno speciale pane brevettato, unico in Europa.

La nostra nuova proposta – afferma Andrea Cutispoto, Country Manager Italia – punta a rispettare le esigenze di un cliente sempre più attento alla qualità dei prodotti e alla loro origine. Non vogliamo confonderci con i fast food anche se il menù principale è composto da panini con hamburger serviti con i ritmi adeguati alla vita di oggi”.

TGB porta in Italia una ventata nuova nell’offerta gastronomica nazionale, abbinando i concetti di operatività rapida e self-service alla qualità e ad un ambiente da ristorante con uno stile unico e urbano, diventando così un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano mangiare un hamburger di qualità in un ambiente informale, moderno e di tendenza.

 Ne è un esempio “Slim” che, in sole 290 Kcal, combina petto di pollo arrosto, mix di lattuga, cipolla rossa in salamoia, salsa leggera affumicata e funghi saltati. Tutto racchiuso in un delizioso pane di cristallo, tipico della regione di Barcellona, cotto su pietra per ottenere una particolare alveolatura interna e una grande leggerezza e digeribilità. Una proposta gustosa e leggera, per coloro che vogliono mantenersi in forma senza rinunciare al piacere del buon cibo.  

 

 Slim è nato infatti con l'intenzione di creare un piatto sano ma che, allo stesso tempo, risultasse appetitoso. In questo modo, l'etichetta più giovane di Restalia propone quindi il prodotto meno calorico sul mercato, concentrandosi su tutti coloro che vogliono prendersi cura sia della linea che del gusto.  
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Aperitivo con degustazione di hamburger e taglio di capelli, tutto gratis Wed, 04 Jul 2018 16:34:42 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485227.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485227.html Rosa Rosa Cibo e hairstyling si incontrano, giovedì 5 luglio, grazie alla collaborazione tra The Good Burger, l’etichetta più giovane di Restalia (Gruppo Spagnolo leader nel settore della ristorazione organizzata) e Machete Barber Shop (https://www.macheteshop.it/). Lo shop di via degli Zingari 18, dalle ore 19 alle 21.30, aprirà le porte ai propri clienti offrendo hamburger, appetizers e tagli gratuiti, il tutto accompagnato da un’ottima musica.

Al Centro e Nord Italia (da una ventina d’anni), la professione del barbiere si è praticamente persa. Hanno messo radici i parrucchieri unisex dove, sulle poltrone, si alternano signore che devono far la piega e ragazzi che vogliono provare tagli particolari. Machete Barber shop, invece, è ormai diventato un punto di riferimento per chi a Roma non vuole rinunciare alla “bottega di una volta”.

Una giornata da dedicare a sé stessi quindi, prima con un buon hamburger e poi affidandosi a chi fa delle forbici e rasoi la propria arte.

Il Gruppo Restalia è approdato in Italia nel 2013 con la cervecería spagnola e tapas bar 100 Montaditos e, quest’anno, ha aperto la sua prima hamburgeria, The Good Burger, a Roma (via delle Quattro Fontane 174, vicino a Piazza Barberini).

TGB ha sicuramente portato in Italia una ventata nuova nell’offerta gastronomica nazionale: ingredienti di altissima qualità combinati con una divertente varietà di preparazione delle pietanze servite.
TGB propone, infatti, hamburger di carne bovina al 100%, cotto sulla piastra al momento e con un particolare pane leggermente dolce realizzato con ricetta brevettata e unica in Europa; le birre inoltre possono essere servite in boccale ghiacciato.

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Parte da Mastunicola la proposta del buon cibo Tue, 03 Jul 2018 11:15:50 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485043.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/485043.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Una insegna che vuole far provare ai suoi clienti il buon cibo a 360 gradi

 

Nel ricordo del primo tipo di pizza nato a Napoli, prende il nome la risto-pizzeria “Mastunicola”, che domani 4 luglio 2018, alle ore 20:30, aprirà i battenti in via Pallucci, 160 a Pianura. Il momento per riproporre il cibo partenopeo storico, genuino e rappresentativo d’ogni bontà , è certamente il migliore dato che, vivaddio, anche e soprattutto i giovani stanno diminuendo fortemente la volontà di cibarsi affidandosi a locali che non hanno una identità della nostra cucina autentica, ma al massimo solo improvvisata, con il desiderio di riscoprire o in alcuni casi addirittura scoprire quanto di buono, spontaneo, gustoso e salutare, esiste e si possa provare in una cucina fatta di storia, passione, impegno che i nostri cuochi hanno la possibilità di realizzare, anche e prioritariamente, con gli elementi fondamentali della Dieta Mediterranea. L’insegna, data al nuovo ed accogliente locale ”Mastunicola”, vuole rappresentare il buon cibo napoletano, con la sua buona cucina di tutto il territorio napoletano, con una riscoperta di quella pizza che realizzò per i napoletani il primo impasto di farina lievitata, con l’aggiunta del lievito, importante segreto della pizza napoletana, sul quale posero i più naturali e poveri ingredienti che possedevano per farcirla: lardo, cigoli, scaglie di formaggio di pecora, pepe e basilico. Fu proprio quest’ultimo ingrediente denominato, dai napoletani “vasunicola”, che modificato nella pronuncia fece scaturire il nome della pizza che divenne famosissima. Questo anche perché il nome pizza che deriva da pitta, una specie di panetto di farina ed acqua lievitato ed appiattito che veniva utilizzato per tastare la temperatura del forno prima di infornare il pane, da sempre ha dato origine a forme di focacce o altro già nel Medioevo, ma erano tutt’altro che la pizza come la Mastunicola, che fu la vera prima pizza. Per alternare il condimento, un po’ più invernale, con qualcosa di più estivo nacque poi la seconda tipologia di pizza napoletana quella condita con solo “cecinielli”, definizione napoletana de novellame di pesce: i bianchetti. Di seguito con l’arrivo del pomodoro in Europa nel 1540 ed in Italia nel 1596 nacquero le pizze condite con il Pomo d’Oro, quelle pizze che intorno al 1830 con un acquisito processo di lavorazione del frutto d’oltre Oceano diedero vita a quelle poi cantate da Aurelio Fierro, ‘a pizza cu ‘a pummarola ‘ncoppa, che già dal Settecento sono state l’emblema di Napoli nel mondo. Un emblema che ha permesso di riscoprire ed evidenziare, che se la pizza napoletana ha successo, è perché è anche diversa per l’Arte che i nostri pizzaiuoli si trasmettono da generazioni, tramandandosi alcuni segreti di lavoro per l’impasto, pur seguendo con continua voglia di aggiornamento le innovazioni che possono essere inserite nella loro Arte, al fine di migliorarne la storicità che comunque è cosa ben salda che intendono mantenere perché è quell’”Arte del pizzaiuolo napoletano” che è  stata a loro riconosciuta anche dall’Unesco quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità”. Successivamente alla Mastunicola, alla Cecinielli, alla Marinara con pomodoro, aglio, origano, sale e olio (senza basilico) come ora usano mettere, nacquero poco dopo il 1861 anno dell’unità d’Italia pizze inneggianti i colori della nostra bandiera: verde (basilico), bianco (mozzarella) e rosso (pomodoro), quella pizza che poi anni dopo nell’estate del 1889 si racconta che il pizzaiolo, Raffaele Esposito, in occasione della visita a Napoli della regina Margherita di Savoia, volle dedicare alla sovrana cuocendola nel forno a legna che era nella reggia di Capodimonte dove appunto la Regina era ospitata. E se la pizza ha tanta storia a Napoli, non dimentichiamo anche la cucina che questo nuovo locale della periferia partenopea intende proporre ai pianuresi e non solo, con la attenta e più possibile rispondente storicità all’elaborazione di quella gastronomia che ha dato vita ai piatti che elaboravano i Monsù – o anche Monzù, nell’ottocento a Napoli, quando il cuoco era in grado di riuscire a creare piatti d’eccellenza anche utilizzando ingredienti poveri. La rivoluzione culinaria del regno dei Borbone. Quando per salvare capre e cavoli, tra Ferdinando IV di Borbone, il “Re Lazzarone”, e l’altezzosa Maria Carolina d’Austria, Lui lo scugnizzo dei vicoli di Napoli, predisposto più alla caccia ed allo sport che ai lustri nobiliari e facilmente spinto a scherzi e giochi poco consoni ad un sovrano; Lei, orgogliosa personalità della casata asburgica, abituata a lussi ed onori d’ogni genere, vennero chiamati a corte alcuni dei più quotati cuochi francesi per educare i colleghi delle nostre terre ai gusti più apprezzati del tempo. Gli insegnamenti dei francesi ai napoletani trovavano però non troppa confacenza con le tecniche nostrane, infatti la cucina napoletana, era troppo particolare per essere assorbita da quella d’oltralpe, e la nuova generazione di chef partenopei creò una cucina completamente nuova, arricchendo quella nostra tradizionale con le creme ed altre novità apprese dai francesi dando vita ai nuovi maestri della cucina che presero il titolo di Monsieur, “signore” in francese. I monsieur divennero in tutto il Regno di Napoli, i “monsù”, poi “monzù”. Una etimologia confermata anche dall’Enciclopedia Gastronomica Italiana, che definisce in questo modo il termine: “traduzione dialettale napoletana e siciliana della parola francese monsieur. Monzù erano chiamati nei secoli XVIII e XIX i capocuochi delle case aristocratiche in Campania e in Sicilia perché, in epoca di influenza gastronomica francese, niente più di un titolo francesizzante pareva premiare l’eccellenza, anche se essi di solito francesi non erano”. Sono proprio quei piatti nati dai Monzù, definiti Chef al termine degli anni 50, che il neonato locale di Pianura, intende proporre ai suoi avventori oltre la pizza, come: il sartù di riso, il gattò di patate, i crocchè, la genovese, il ragù, i babbà ed altro che i famosi maghi dei fornelli: Gesualdo Carbone, Antonio Allocca, Alfonso Cascella, Giovanni Starace ed altri erano soliti proporre alla Corte dei Borbone. Lo staff del locale  “Mastunicola” composto da Luigi Errico (fondatore e titolare),  Raffaele Chiaiese (direttore), Gennaro Criscuolo (capo chef ), Roberta Russolillo (aiuto chef), Salvatore Gambardella (maestro pizzaiolo), Davide Criscuolo (aiuto pizzaiolo), Alberto Errico (segretario di direzione), Patrizia Guazzo (ordine pubblico), promette di impegnarsi a mantenere vive tutte quelle tradizioni che ci appartengono, per regalare agli ospiti la sensazione di esplorare i  sapori di una volta in una chiave tutta moderna, offrendo una cucina tipica, regolare in ogni suo aspetto, ma ricca di quei sapori lontanissimi ancora oggi presenti sulle nostre tavole. Quei sapori che oggi caratterizzano le nostre domeniche e che tengono felicemente unite le nostre famiglie. 

Giuseppe De Girolamo

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BIRROFORUM 2018 Mon, 25 Jun 2018 14:48:48 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/484106.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/484106.html luca pagni luca pagni

 

DA GIOVEDI’ 28 GIUGNO A DOMENICA 1 LUGLIO, LUNGOTEVERE MARESCIALLO DIAZ (ZONA FARNESINA)

BIRRÒFORUM 2018:

A ROMA LA PIÙ GRANDE FESTA DELLA BIRRA ARTIGIANALE

E DEL CIBO DA STRADA

 

Sesta edizione all’insegna di grandi birre e dello street food firmato Fritto Misto.

Ma anche di laboratori didattici e aree dedicate al tempo libero,

con musica, giochi per tutti e spazi dogfriendly



Quattro giornate di gusto e divertimento, con birra artigianale, cibo da strada, laboratori didattici, musica e giochi di tutti i tipi, anche per gli amici a quattro zampe. Si presenta così Birròforum 2018, in scena a Roma, da giovedì 28 giugno a domenica 1 luglio, all’ombra della pineta antistante la Farnesina, nel grande spazio di oltre 6mila quadrati in Lungotevere Maresciallo Diaz.

Protagonisti assoluti saranno i birrifici artigianali selezionati per l’evento, provenienti da Nord a Sud dello Stivale e rappresentanti di un movimento in continua espansione e crescita qualitativa. Accanto a loro ci saranno le perle birrarie estere scelte per da attivissime e appassionate realtà del mondo della distribuzione. Nel complesso un ventaglio di etichette ampio e variegato, in grado di soddisfare ogni esigenza in termini di gusto e abbinamenti.

Ecco dunque la lista dei partecipanti:

BIRRA 100 VENTI - Borgomanero (Novara); BIRRA DEI VESPRI - Altavilla Milicia (Palermo); MANTO BIANCO - Quarto d'Altino (Venezia); MALTOVIVO - Ponte (Benevento); BIRRA LOSA – Latina; CHINASCHI - Salemi (Trapani); LE SPRINGO – Cagliari; IBEER - Fabriano (Ancona); BRUNZ - Vinci (Firenze); BIRRA SALENTO - Leverano (Lecce); BIRRIFICIO L'OLMAIA - Montepulciano (Siena); ALTA QUOTA – Cittareale (Rieti); GORGONZINER – Milano; BEER FELLAS – Roma;
BREWRISE - Carmignano di Brenta (Padova) con una selezione di birre estere, FERMENTO MARSO – L’Aquila; EAST SIDE BREWING - Latina

Sul versante street food, prosegue anche per questa edizione, dopo il successo dello scorso anno, il “gemellaggio” con Fritto Misto, la più grande manifestazione italiana dedicata alla frittura che si svolge ogni anno nel centro storico di Ascoli Piceno. E la carta del cibo si fa ancora più ricca e golosa: oltre ai tanti e fragranti fritti provenienti dalla storia gastronomica regionale tricolore, sarà infatti possibile assaporare gustose ricette di pasta e succulenti carni della tradizione.

Questo il menu di Birròforum 2018:

LO SPAZIO DEL BACCALÀ FRITTO – Lazio; LA GRICIA – Lazio; LO SPAZIO DEGLI ARANCINI E CANNOLI – Sicilia; LO SPAZIO DELLE OLIVE ALL'ASCOLANA – Marche; LO SPAZIO DEI PANZEROTTI FRITTI – Puglia; RAVIOLI DI RICOTTA CON TARTUFO ESTIVO DEI MONTI SIBILLINI – Marche; LO SPAZIO DELLO GNOCCO FRITTO - Emilia Romagna; ARROSTICINI DI PECORA – Abruzzo; LO STINCO DI  MAIALE – Germania.

Neofiti e appassionati potranno inoltre partecipare agli incontri di “Quattro chiacchiere con il mastro birraio”. Ogni sera infatti, con la collaborazione di UDB - Unione Degustatori Birre, andranno in scena tre laboratori con degustazioni guidate e approfondimenti sulle tecniche e i processi di birrificazione. Un modo per rimanere sempre aggiornati sulle tante novità del mondo della birra.

Infine per tutti saranno a disposizione tantissimi giochi, vintage, di strategia, tattica e di ruolo: dal Soccer Club al Basketball Match, passando per La ruota della fortuna, lo Skee Balls e molti altri ancora.

Porte aperte anche agli amici a quattro zampe. L’associazione “A tu per tu con il cane” metterà a disposizione infatti, in uno stand attrezzato, i propri istruttori cinofili ed educatori cinofili CSEN Tante le attività che si svolgeranno in loco: educazione, sport con i cani, utilità e difesa sportivi, recupero di soggetti con problemi comportamentali.

“Birròforum sarà anche quest’anno - sottolinea Emiliano De Venuti, ideatore e organizzatore della manifestazione – una grande festa. Birra artigianale di qualità in primis, ovviamente, ma anche street food, musica e giochi per grandi, bambini e amici a quattro zampe. Un’iniziativa in grado di coinvolgere appassionati e semplici curiosi, con quell’anima giocosa che è tipica della birra. Fondamentali i laboratori didattici per approfondire la conoscenza di un mondo in continua e costante crescita”.

Birròforum| Lungotevere Maresciallo Diaz - Zona Farnesina, Roma | 28 giugno-1 luglio, dalle ore 19:00 alle 02:00. Biglietto di ingresso €8 comprensivo di bicchiere da degustazione, sacchetta portabicchiere e partecipazione gratuita agli eventi. Per la birra 1 gettone = 1 euro. Info su www.birroforum.it

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Turismo eno-gastronomico in Valpolicella Fri, 22 Jun 2018 15:06:16 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/483944.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/483944.html Metalpoint Srls Metalpoint Srls  

In tutto il mondo la Valpolicella, zona situata a 15 chilometri a nord di Verona, è famosa come un territorio patria di grandi vini: il Valpolicella Classico, il Ripasso, il Recioto e soprattutto quel vino Amarone tanto apprezzato nel mondo e che traina la locomotiva enologica dell’Italia negli ultimi tempi. L’85% circa delle vendite di Amarone, infatti, avviene all’estero.

 

Apprezzato anche dai più giovani tra i 25 e i 35 anni e dalle donne, grazie al suo gusto robusto ma morbido e rotondo al palato, sta vivendo oggi la sua fase di piena maturazione e affermazione grazie al lavoro svolto negli anni dalle aziende famigliari che in Valpolicella lo producono. La grande vocazione famigliare della zona si riflette anche nel nome del consorzio creato a tutela di questo vino, le “Famiglie dell’Amarone”.

Ma, come detto, questo territorio è vocato alla produzione vinicola di qualità da ben prima che, grazie a un errore, si scoprisse come produrre Amarone. Il vino Amarone, infatti, nacque da un prolungato appassimento delle uve con cui doveva essere prodotto il Recioto, a inizio Novecento il vino più ricercato della zona.

 

Per tutti questi motivi, con l’evolversi di nuove forme di turismo meno tradizionali, è in forte ascesa il numero di persone che scelgono la Valpolicella come meta per una vacanza eno-gastronomica.

La posizione privilegiata, vicina sia a Verona che al lago di Garda che alle montagne della Lessinia, è sicuramente uno dei punti di forza, oltre ovviamente a tutti i winelovers attirati qui dalle eccellenze enologiche.

La zona è ricca, inoltre, di ville storiche e di paesaggi adatti a vacanze rilassanti immersi nel verde dei vigneti. Negli ultimi anni, poi, la tradizione agricola veneta, e quella veronese in particolare, ha subito un forte rinnovamento nelle tecniche di coltura per offrire prodotti a chilometro zero di gran qualità. La Lessinia si è specializzata come terra di produzione di carni adatte proprio all’abbinamento con i vini della zona, nonché il gran numero di salumi prodotti in tutta la provincia. Da queste zone montuose, poi, proviene il formaggio Monte Veronese, non così famoso tra il grande pubblico ma già ben noto ad alcuni chef rinomati per via del suo gusto adattabile a molti piatti.

Da non dimenticare, infine, la vicina Isola della Scala da cui proviene il riso vialone nano e dove viene prodotto quel risotto all’isolana che, grazie ad alcuni produttori, si sta facendo conoscere anche a New York.

 

Che dite, non vi è venuta subito voglia di prenotare un vacanza qui?

 

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A «Il Cielo in terrazza»: Naike, la stella della consolle Wed, 20 Jun 2018 09:38:43 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/483579.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/483579.html Redaclem Redaclem È in arrivo una nuova, imperdibile, serata, de «Il Cielo in Terrazza», l’esclusivo format di aperitivi gourmet dedicati a cucina e mixology ospitati ogni giovedì sera dalle 18 sulla terrazza del Ristorante Ezio Gritti e guidati dallo chef e da Giovanni De Lorenzi e Luigi Arcuri, i due bartender di Cielo cocktail bar di Dalmine. Ospite speciale della serata di giovedì 21 giugno sarà la dj e modella Naike.

Eclettica dj e producer internazionale nata a Brescia, Naike è stata allieva del noto dj e docente di sound design Dario Piana, suona nei principali locali italiani, svizzeri, francesi e spagnoli, portando in console oltre al suo indiscusso fascino un sound internazionale inconfondibile. La sua carriera musicale prende il volo nel 2013 dopo una stagione estiva come dj ufficiale per il famoso stilista italiano Roberto Cavalli al Roberto Cavalli Club Cafè di St. Tropez. Da allora, è stata guest dj nelle migliori discoteche italiane ed europee, come: il Privilege di Ibiza, il Nikki Beach Club a St.Tropez, il Tito’s Club di Palma de Mallorca, il Seven Club di Lugano, il PinetaClub di Milano Marittima, il Baia Imperiale di Gabicce Mare e il Number One di Cortefranca. Il suo sound ha conquistato anche l’MTV Club Italia per il noto Sunbreak Malta 2017, evento durante il quale è stata l’unica donna ad esibirsi.

Non solo, Naike è stata dj ufficiale per il 67esimo Festival di Sanremo 2017, per il 72esimo Festival del Cinema di Venezia 2015 e dj ufficiale per il noto brand italiano di gioielli Stroili Oro durante la Vogue Fashion Night's Out Milano 2016.  Tra i suoi ultimi successi come producer si ricordano "Wanna Move", traccia dalle sonorità house, sulla piattaforma Beatport con l’etichetta italiana Casa Rossa Label e il singolo "Hundred" che figura nella Pacha Ibiza Compilation. Naike inoltre è stata finalista a Miss Italia 2005 e testimonial di noti brand italiani di gioielli e abbigliamento.

Le sue note accompagneranno la serata che vedrà, come da prassi, le straordinarie proposte gastronomiche del cuoco Ezio Gritti, patron dell’omonimo ristorante affacciato su piazza Vittorio Veneto a Bergamo, e le creazioni dei fuoriclasse della mixology Giovanni De Lorenzie Luigi Arcuridi Cielo Cocktail Bar, il locale – laboratorio che ha reso la miscelazione una vera e propria arte.

Gli Aperitivi Gourmet, con il connubio tra mangiar bene e bere bene miscelato, stanno diventando un appuntamento sempre più apprezzato annoverando Bergamo tra le città più glamour d’Italia e d’Europa. Il tutto, grazie alle esperienze gustative uniche che lo “scieff” - semplice, concreto, impegnato, elegante, fantasioso - Ezio Gritti regala ai suoi ospiti e alle incredibili creazioni dei mixologist che con la drink list pensata appositamente per le serate al Ristorante Ezio Gritti contribuiscono a rendere l’atmosfera assolutamente unica. Per gli Aperitivi, infatti, sono proposti in via esclusiva 15 signature cocktail ricreati con distillati premium etecniche di mixology avanzate, e tra questi anche l’«EG», cocktail dedicato a Ezio Gritti a base di Carpano antica formula, Campari Bitter, Cynar, China e oli essenziali di agrumi.

Ma non è tutto: secondo quanto previsto dall’apprezzato format, chi vorrà potrà intrattenersi anche per la cena e per un piacevole after dinner, godendo del panorama mozzafiato offerto dalla terrazza del ristorante, che domina l’elegante Piazza Vittorio Veneto, con uno scorcio sulle mura di Città Alta. E, per finire, eleganza e glamour si ritrovano anche nelle raffinate proposte della Gioielleria Cornali, a testimonianza di come la cucina pulita, diretta, schietta e mirata, semplice e mai banale di Ezio Gritti sia capace di ricercare sublimi sinergie.

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comunicato stampa ferroefarina Wed, 13 Jun 2018 17:03:59 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482880.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482880.html FERRO&FARINA FERRO&FARINA



Ferro&Farina: al via il nuovo format di ristorazione a Nola, che ridà vita allo storico “Bar Franzese” di Via Variante 7Bis!


La nuova generazione della famiglia Franzese, storici proprietari del bar, che è stato punto di riferimento della 7bis sin dagli anni “70, con un grande evento gastronomico il 14 giugno 2018 a Nola inaugurano ”Ferro&Farina un nuovo format di ristorazione che attraverso la qualità dei prodotti e il design riporterà in auge i valori e le tradizioni che hanno segnato l’epoca della location.

Nei giorni in cui a Nola l’allegria fa da protagonista, in occasione della tradizionale “Festa dei Gigli”, in una delle strade principali del paese : “Via Variante 7Bis” apre le porte un luogo in cui innovazione e tradizione s’incontrano per raccontare e far vivere una vera “storia di gusto”.


Viaggio, formazione, esperienza, tradizione
 e soprattutto, PASSIONE sono le parole chiave e i punti di partenza di “Ferro&Farina”.

Un progetto nato cinque anni fa da un’idea di Anna Franzese e suo marito Carmine Marone, che per anni hanno coltivato la loro passione dedicandosi ad una costante
formazione.

Lo sviluppo del piano di branding del format nella sua interezza è stato affidato dai coniugi all’agenzia To Do Lab ,specializzata in branding e comunicazione,
la cura del design all’interior designer Onofrio Giordano , e per il “Food “
un’altra  eccellenza a fare da guida , lo Chef Pietro Parisi.

La scelta del nome “Ferro&Farina” è frutto dell’unione delle passioni di Carmine e Anna : quella di lui per la lavorazione del Ferro e quella di lei per il food.
Insieme sviluppano un amore verso la farina e i prodotti biologici, che li motiva a specializzarsi nei migliori forni e nelle migliori cucine d’Italia.

In occasione dell’evento inaugurale 
Per food influencer e giornalisti è previsto un pranzo unico ed esclusivo.

Sarà poi aperto al pubblico dalle 19:30. 
Gli ospiti avranno “ la possibilità degustare in anteprima ufficiale una selezione di pizze tradizionali e pizze gourmet. 
Il tutto accompagnato dall’intrattenimento musicale della cover band di “Pino Daniele”: “Nero a metà”, scelta non casuale visto il grande tributo tenutosi nel mese corrente. 

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I primi momenti di gloria per Villa Vittoria a Sessa Aurunca Fri, 08 Jun 2018 06:56:52 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482181.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/482181.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Una serata vissuta tra bellezza di territorio e originalità creativa

Oltre 500 invitati, hanno partecipato all’inaugurazione di “Tenuta Vittoria”, la realtà della ristorazione d’élite circondata da un enorme area di verde. L’imprenditorialità di Rosangela Menna figlia di uno dei più noti artefici di successi nel campo della ristorazione campana e la genialità di uno dei più quotati chef che la Campania possiede Nicola Di Filippo, Delegato per la nostra regione dell’Associazione internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier, hanno dato vita a Villa Vittoria, che nella sua giornata inaugurale si è presentata agli intervenuti, mostrando tutte le sue potenzialità e bellezze che intende esprimere ed offrire a coloro che intendono sceglierla per qualsiasi tipo di evento. Situata alle porte di Sessa Aurunca, nome che si presume possa derivare dalla felice posizione “sessio” cioè sedile, dolce collina, dal clima mite del territorio denominato dai Romani Campania Felix, in via Travata Km.3100, percorrendo la SS. 7 che porta a Cellole e di li alla SS. Domitiana, troviamo in uno dei più bei punti di Terra di Lavoro, immersa nella meravigliosa e naturale cornice dei Monti Tifatini, l’incantevole realtà di Tenuta Vittoria. Quanto di più bello esteticamente, organizzato in modo funzionale, per vivere una giornata da sogno circondati da 30.000 mq. di terreno, anche con varie coltivazioni. La possibilità di usufruire, in primis, di un elegante ristorante tutto in cristalli, con la visione sconfinante del verde che giunge ad offrire la visione del mare del litorale Domizio, l’ospitalità che può offrire a 250 persone, con ampi spazi fra i tavoli, una elegante hotellerie e la rinomata cucina territoriale diretta dall’executive chef Nicola Di Filippo, l’utilizzo di piscine per momenti di completo relax ed anche per i più piccoli un parco divertimenti, in una giornata di evento, con una continuazione del distacco dalla vita quotidiana anche attraverso un palco spettacoli che ospiterà grandi artisti, è  Villa Vittoria, con il suo enorme parcheggio auto fornito di auto elettriche che accompagnano gli ospiti al centro della struttura. A queste potenzialità si aggiunge una ulteriore sala ristorante attigua dove vengono serviti i pre pranzo, una fornitissima ed eccellente cantina ricca di numerose etichette, un chiostro con un secolare albero d’ulivo che, come gli altri che sono nella tenuta, offre le particolari olive di una terra unica per i suoi sapori, inoltre tre camere assicurano l’ospitalità agli posi o anche ai protagonisti di altri eventi, come convegni per i quali è attiva una sala conferenze con 250 posti. Il tutto con uno spazio anteriore ricco di vivibilità rilassante con poltrone e divani di fronte ad un enorme fungo che con le sue cascate di acqua rigenera le piscine in un modo di frescura e naturalità. Una naturalezza che troviamo anche nel cibo che la cucina di questa tenuta elabora, direttamente su indicazioni del grande chef  Di Filippo, che oltre a far prevalere l’utilizzo quasi totalitario di prodotti primari e di eccellenza del territorio, ha come prerogativa il portare a tavola piatti elaborati con prodotti, questa volta possiamo dire non a Km.0, come si suol dire al girono d’oggi per indicare materie da poco raccolte, ma addirittura  colto e mangiato perché Tenuta Vittoria, non offre solo come visione distensiva i suoi 30.000  metri che la circondano, ma li coltiva con prodotti che appena raccolti ed utilizzati portano, con i piatti serviti, ad una full immersion nel luogo dove ci si trova. Subito dopo la benedizione della struttura, con la presenza di Menna e Di Filippo, contornati dai tanti invitati accorsi, impartita dal padre spirituale degli chef della Campania Don Alfonso D’Errico, che fra l’atro sta organizzando una visita per i Discepoli di Auguste Escoffier da Santo Padre Papa Francesco, è stato possibile gustare una infinità di leccornie che con un grandioso buffet sono tate proposte alle degustazioni del pubblico. Tutto questo mentre L’orchestra della Rai diretta dal maestro Enzo Campagnoli suonava sul palco, richiamando il plauso di tutti i presenti che nel momento nel quale Valentina Stella, ha voluto regalare l’interpretazione di suoi classici e noti brani alla famiglia Menna che l’ha invitata alla festa sono diventati grandi e scroscianti applausi per una cantante che non solo il popolo napoletano ama come, anche Gloriana anch’essa presente alla serata ospite dei Menna. Questo per citare solo alcuni dei tantissimi personaggi che danno lustro alla Campania come Giulio Tarro, anche lui presente all’evento ed ancora l’attrice Susanna Mendoza, giunta appositamente da Roma, Antonio Starita presidente dell’Associazione Pizzerie “Le Centenarie”, Salvatore Varriale Titolare del ristorante Rosiello a Posillipo e per il ristorante D’Angelo Santa Caterina la presenza del suo patron chef Gianni Morra. A dar man forte al rinomato chef e conduttore, insieme a Rosangela Menna, della struttura sono giunti altri elementi maschili e femminili dei Discepoli di Auguste Escoffier, come Nicola Ricci, Canò Maria Rosaria, la pluricampionessa mondiale di pizza fritta Raffaella Gallifuoco che con la sorella, hanno dato vita dal vivo alla frittura di specialità napoletane come paste cresciute, melanzane pastellate, scagliozzi ed altro. Un semicerchio di delizie che attorno alla piscina è continuato con degustazioni di pizze fatte preparate de visu da esperti pizzaiuoli e cotte nel tradizionale forno a legna, e poi il baccalà fritto al momento e servito nel cuppetiello di carta.  Continuando con la l’inimitabile porchetta tagliata dal porchettaro D’Alterio e gustata dai golosoni, per non citare i tanti salumi, formaggi e latticini del caseificio Gallo di Mondragone, primi piatti e secondi, cucinati dagli chef di Tenuta Vittoria e portati sul buffet tempestivamente. Il tutto per non far dimenticare una sublime serata terminata con un maestoso carro pieno di frutta d’ogni genere, dolci del maestro pasticciere Raffele Capparelli che anche a Napoli in via Carbonara 39, con la sua pasticceria “Capriccio” attare i passanti proponendo i suoi mega Babà ed in fine tavolette di cioccolato e confetti pralinati Papa – Dolceamaro Srl di Monteroduni accompagnati da caffè espresso o liquori di pregio a volontà. Una inaugurazione resa possibile, in modo egregio, anche grazie a CocaCola, Feudi di San Gregorio, Villa Matilde, Rinaldi Importatori dal 1957, Goeldlin Collection, Azienda Agricola Nugnes, Le Gemme del Vesuvio, Capriccio pasticceria - cioccolateria, La Masseria di Sessa, Locanda del Baccalà, Vini Mazzella, Antica pizzeria e ristorante da Pasqualino, Pizzeria La Vita è Bella, Dolce Pane di Sant’Anastasia, Caseificio Gallo, Carni D’Ausilio, Porchetta D’Alterio dal 1983, Biancobaccalà, Vitis Aurunca, Papa confetti e cioccolato e Azienda Vinicola Annarumma. Tutto questo per presentare uno scenario idilliaco, con l’accoglienza e l’eleganza di altri tempi, impreziosita dalla modernità e dalla cura nel mettere al centro gli sposi o altri protagonisti di un evento, accompagnandoli nel realizzare quello che hanno nella mente e nel cuore, un evento in esclusiva perché la tenuta ospiterà di volta in volta un solo evento. Una presentazione che, per la serata inaugurale, ha visto anche la presenza di attraenti Hostess venezuelane, cubane ed ovviante italiane, quasi a voler far immaginare, ma senza dubbio sperare, che Tenuta Vittoria avrà come obiettivo una espansione di fascino, interesse e seduzione verso, oltre che tutta la Campania ed il meridione d’Italia, anche per più larghi confini portando i nostri valori ad una conoscenza planetaria.

Giuseppe De Girolamo

 

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A Vico Equense la grande festa Mon, 04 Jun 2018 21:02:50 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/481724.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/481724.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione  

50 anni e più di successi per Pizza a metro

L’attraente Festa a Vico, una delle più belle feste che la Campania ed in particolare la nostra costiera organizza da anni, è giunta alla sua sedicesima edizione con un momento veramente storico perché, per festeggiare i 50 anni di attività de “l’Università della Pizza – pizzeria e ristorante da Gigino Pizza a metro”, la cittadina di Vico Equense si è resa ancor più protagonista di solidarietà attraverso una particolare cena dedicata appunto ai festeggiamenti di questo anniversario. Questo evento di beneficenza, per tre giorni, oltre a promuovere il territorio, accoglie tanti turisti che giungono da vicino e lontano ed organizza momenti degustativi che pongono in bella vista ed attenzione la nostra cucina, raccogliendo così fondi di beneficenza devoluti interamente a progetti onlus, attraverso l’acquisto di tagliandi partecipativi a la “Repubblica del Cibo”, oppure prenotando la partecipazione ad una delle due cene “Cena delle Stelle” e “Cammino di Seiano” o ancora a quella sopra accennata “Professori all’Università”. Una cena, quella all’Università della Pizza, che ha visto coinvolti ben 50 chef, stellati e non, capitanati da due grandi del mondo dell’arte culinaria, nati proprio a Vico, che corrispondono ai nomi di Antonio Cannavacciuolo e Gennarino Esposito. Dal ricchissimo antipasto, elaborato da questi grandi chef per la serata di festeggiamenti, completo d’ogni leccornia, con la degustazione nel giardino del ristorante, coloro che hanno prenotato per godersi la festa al completo, sono passati nelle grandi sale che la particolare Università vanta, dove con un eccellente servizio curato da un attento esperto del settore Giovanni Rivieccio, F&B della struttura, unitamente ai suoi maîtres, ha permesso di gustare i piatti elaborati dai noti nomi del gusto, accompagnati da eccellenti vini, serviti da un servizio di sommelier curato dall’Ais, per terminare con un mare di dolci e dulcis in fundo il caffè Kimbo, preparato con la “cuccumella”, antica caffettiera napoletana col cuppetiello. Il tanto successo, sin qui ottenuto da questa pizzeria-ristorante, trae origini dall’idea che il panettiere degli anni ’40 Luigi Dell’Amura, ebbe nel suo negozio creando a termine guerra, negli anni ’50 del novecento, con l’impasto del pane, una pizza lunga alla quale, un giornalista che ebbe l’opportunità di notarla, diede nome Pizza a metro. Poi il Dell’Amura, per tutti Gigino, cominciò a produrla nel suo locale che ingrandì fino ad ampliarlo con una più ampia zona con pagliarella, adibendolo anche a ristorante con alcuni piatti cucinati, oltre alla pizza che richiamava sempre più avventori. Il 19 dicembre 1960, Gigino decise di registrare il marchio e nel 1968 si sviluppò la necessità di aprire un locale molto più grande, iniziativa che venne concretizzata dai figli: Antonio, Mario, Francesco, Carlo, Giulio e due sorelle Rosa e Lucia, creando “l’Università della Pizza – pizzeria e ristorante da Gigino Pizza a metro”.Uno dei titolari, Mario, ci racconta: “Ricordo che avevo 10 anni, quando partecipavo già all’attività di pizzeria cerata da mio padre nel 1955, partita come piccolo ristorante, aperto dapprima solo in estate e poi sviluppatosi con una attività giornaliera continua per l’intero anno. Conservando anche l’attività di panetteria e salumeria che mio papà aveva creato, noi figli ci interessammo a questa continuità di lavoro fino al 1968, quando Antonio in primis, ebbe l’idea di chiudere le precedenti attività per aprire e sviluppare questo esercizio commerciale ristorativo che ha ampliato fortemente le note di merito conquistare da mio padre. Erano gli anni della -Dolce Vita- e con la scelta di ottimi chef, che mettemmo in atto sin dall’apertura, il locale ebbe una notorietà passando i confini regionali e da tutt’Italia cominciarono a giungere avventori in particolare da Napoli e da Roma, da dove partivano in serata per venire a gustare la nostra pizza o il maestoso carrello, ricchissimo di tante prelibatezze culinarie. Non avevamo orari di chiusura perché giungevano ospiti, anche alle 3 del mattino, quando stavamo per chiudere e ci chiedevano di accontentarli nel servire loro del cibo o la nostra famosa pizza, cosa che noi abbiamo sempre fatto. Sono felicissimo della mia vita vissuta e fra i tantissimi personaggi di grande notorietà che ci hanno visitato in particolare ricordo Marcello Mastroianni. Sono molto felice anche perché diamo opportunità di lavoro, attualmente a 50 dipendenti, con l’ampliamento nei giorni festivi di altre 20/25 unità occasionali. Ad esempio, nelle giornate del sabato, produciamo oltre un Km. di pizza, con 4 forni”. Certamente non poteva mancare una vista a questo tempio della pizza, ed a condurci in un tour alla scoperta dei segreti della Pizza a metro è stato proprio Raimondo Cinque, Responsabile dell’Università della pizza, che con 12 pizzaioli manda avanti il reparto pizza e che può con cognizioni di cause, essere definito un gran maestro di quest’Arte. Cinque afferma: “le mie pizze possono variare, a richiesta del cliente, dai 30 cm. ai 2 metri di lunghezza e questo tipo di pizza  può essere farcito anche con quattro tipologie di gusto. Questo, comporta il contemporaneo vantaggio di far conoscere meglio i nostri prodotti tipici regionali a cominciare dal pomodoro che, come quelli del marchio “La Fiammmante”, vengono apprezzati da tutti per il loro particolare, autentico gusto e poi il nostro fiordilatte, locale, dei Monti Lattari. La particolarità delle nostra pizza, a parte la misure, è costituita dall’impasto non con lunghe lievitazioni e frigo, ma diretto a 6 ore con un minimo di lievito, poi dal posizionamento sulla pasta stesa sopra la pala, prima del fiordilatte e dopo del pomodoro. Quindi contrariamente alle tradizionali pizze margherite, per far meglio gustare i prodotti, anche perché un tipo di impasto che non sopporta una grande quantità di liquido, poi ancora il formaggio parmigiano un eccellente olio EVO ed in tanti casi, a chi ce lo gradisce e ce lo chiede utilizziamo lo Strutto di maiali selezionati da pascoli di aziende di nostra conoscenza, un prodotto che per diete o altro la gente chiede sempre meno, ma che veniva utilizzato prima molto di più perchè caratterizzava il prodotto finale con un gusto inconfondibile di grande bontà. Il successo di questo tipo di pizze ci porta a produrre, in giornate di maggior lavoro come il sabato, circa pizze 1200 pizze, in media da 1 metro, con l’utilizzo di tre quintali di farina. Questa sera sono particolarmente felice perché per il primo anno, nel corso dell’annuale Festa a Vico, sono presenti anche i miei genitori Colomba Ferrara e Vincenzo Cinque accompagnati da mio figlio Vincenzo come il nonno”.

Anche lo stellato Gennaro Esposito, ha espresso sue opinioni dicendo: “La pizza la fa da padrona anche perché il pizzaiolo si è evoluto e riesce a dare un prodotto che premia autenticità, immediatezza e gusto attraverso i prodotti utilizzati per farcirla. Però questa pizza a metro è cosa un po’ diversa perché è nata dalla panificazione, da Gigino, che un bel giorno a steso l’impasto del pane, quindi anche con una forte idratazione e l’ha condito per fare qualcosa da dare a mangiare ai propri figli. Attualmente rappresenta un gioco meraviglioso che abbiamo a Vico, dove l’arte del pizzaiolo viene completata da quella del fornaio, che deve saper gestire, come richiede questo tipo di pizza, un’abilità ed esperienza del tutto originale e particolare. Tutto al fine di poter offrire un prodotto unico che è un inno alla convivialità, in quanto permette di servire 10 persone contemporaneamente”. Alla richiesta di darci un suo parere sul nascere di tante pizzerie, anche abbinandole a ristorante, perché la pizzeria una volta era sempre solo pizzeria, come il ristorante era solo ristorante, Gennarino risponde: ”Personalmente sono nato in un’epoca dove già esisteva la fusione in molti casi della pizzeria al ristorante, ed appena 4 o 5 in tutta la penisola sorrentina, erano quelli che non avevano anche la pizza, di conseguenza questi restavano un po penalizzati per il non proporre il disco di pasta lievita, farcito e cotto in forno. Ora l’abbinamento risto e pizza, rispetto a 24/25 anni fa che ho aperto il mio ristorante, è fortemente aumentato. Attualmente rappresenta un mercato diverso perché la pizza sta scoprendo una terza via che è quella della pizza un po ricercata. Io detesto la parola Gourmet, ma gourmet in francese vuol dire ricercata e questo mi sta bene quando sono pizze dove su c’è il condensato del meglio delle produzioni agroalimentari e costano come un gran piatto di ristorante perché esprimono il meglio dei prodotti eccellenti che l’Italia possiede”. Andando a scoprire l’azienda nominataci ed apprezzata da Cinque, cioè “La Fiammante”, notiamo che rappresenta sul mercato nazionale, la quarta azienda per consumo di pelati e seconda per consumo di pomodorini. Francesco Franzese amministratore de La Fiammante ci dice: ”Siamo una delle poche aziende che rispetta delle formule etiche rispettando otre il lavoratore della propria azienda, anche quello esterno come il contadino, tanto che ci è stata conferita la certificazione Social Footprint, che ha come ultimo scopo di filiera il coinvolgere il consumatore in scelte di acquisto più consapevoli e supportare le Organizzazioni nella comunicazione trasparente al mercato. Certifica il benessere degli attori della filiera, in pratica noi diamo il giusto prezzo al produttore agricolo, cacciandoci dalle speculazioni che ci sono all’interno delle nostre economie, e fissando prezzi fissi ed irremovibili, non attaccati dalla grande speculazione. Quindi il nostro produttore agricolo, sta bene ed ha la possibilità di produrre il buon cibo. Produciamo dal semplice pomodoro tondo per succo, passato e polpa, al tipo Roma coltivato in Puglia, e negli ultimi 10 anni ci stiamo concentrando su semi autoctoni del nostro grande ed invidiabile San Marzano Dop, del Piennolo e del Corbarino. Per un periodo di tempo 6/7 anni non si è potuto produrre il nostro pomodoro dell’agro nocerino sarnese che è stato attaccato dalla virosi, ma ora per fortuna un po per i terreni e le condizioni climatiche, un po con la professionalità dei contadini stiamo riportando in auge il San Marzano, quell’antico pomodoro che ha fatto la storia di questo prodotto. Il San Marzano però ha un gusto un po acidulo e ad esempio io ho un palato allenato ad usarlo per qualsiasi piatto, ma dovendo dare un consiglio tipo per un classico ragù, consigliere di utilizzare i pelati. Per una pizza Margherita utilizzerei invece il pomodoro pelato, mentre per una Marinara il San Marzano necessariamente perché fa sentire al massimo il profumo del pomodoro. Devo dire che ”La fiammante” esiste dagli anni ’50, e rappresentava una azienda di famiglia che lavorava con tanti altri marchi, ma io l’ho rilevata nel 2005 e su questa azienda sto puntando tutto me stesso ed in particolare per il San Marzano ci sto mettendo l’anima”. 

Giuseppe De Girolamo 

 

 

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Una piacevole serata al PalaPizza di Frattamaggiore Thu, 17 May 2018 12:33:06 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/479668.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/479668.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione  

 Arte e gastronomia, il successo portante per Enrico Di Pietro

 Ha ottenuto un meritato successo, il maestro pizzaiolo Enrico Di Pietro, che ha voluto presentare ai mass media dell’informazione, ad esponenti di spicco del settore dell’alimentazione ed alle autorità cittadine di Frattamaggiore, il ristrutturato “PalaPizza”, in via Vittoria, n. 36, a Frattamaggiore, dove dal 2009, ha scelto di porre la sede della propria attività lavorativa che lo ha portato al ,successo già anni addietro, quando si è trasferito da Napoli sua città originaria. La  prima soddisfazione per Enrico è quella che, nato con questa passione per la pizza, acquisita già nel grembo materno ed espressa immediatamente sin dai suoi primi anni di vita nel ristorante del papà, dopo anni di intenso lavoro e con tanto impegno, non solo è riuscito a realizzare numerosi successi con tanti trofei vinti in competizioni nei vari campionati di pizza, ma quella di poter abbellire quella prestigiosa sede di palazzo del Vicario (fine XVI secolo), uno degli storici stabili, vanto delle belle arti che Frattamaggiore possiede, creando in questa struttura la possibilità per lui dapprima ed ora anche per il figlio Claudio, che lo segue con passione nella professione di pizzaiolo, di poter accogliere i suoi avventori ed offrire loro un sempre migliore servizio, accompagnato da ospitalità e gusto. Per realizzare un evento di tale importanza, che ha dato vita a qualcosa di veramente originale e spettacolare nelle varie visioni che vanno dalla location alla qualità dei prodotti culinari che Di Pietro offre alla sua clientela, c’era bisogno di qualcuno veramente esperto e valido del mondo della comunicazione nel territorio campano, ma riconosciuto tale anche oltre i nostri confini regionali, ed ecco l’impegno della “BC Communication Services Srl” della quale è titolare la giornalista Brunella Cimadomo che con la sua grande professionalità si è consolidata nel garantire successi a coloro che si rivolgono al suo operato.

Anche in questa occasione, infatti, si è riscontrata una affluenza di giornalisti e professionisti altamente qualificati del settore, che intervenendo alla serata hanno promosso la struttura dando merito all’iniziativa creata dalla Cimadomo e concordemente messa in atto da Di Pietro, con la collaborazione nella scelta dei palazzi, affidata a Francesco Montanaro, di realizzare nel Palazzo della Pizza la kermesse dal titolo: “Quattro Pizze per quattro Palazzi”. Una manifestazione che come affermato dal sindaco di Frattamaggiore “Ha unito utile a dilettevole, da un lato la rivitalizzazione dei palazzi storici che rappresentano la storia della città e delle nostre tradizioni, da un altro lato c’è la piacevole tradizione della pizza, ed avere come minimo comune denominatore un alimento così famoso, ma soprattutto così gustoso, che ci permette di ricordare la nostra storia, sicuramente è una cosa piacevole e che può giovare a tutti. Oltretutto il fatto che questo imprenditore non è frattese, ma di adozione sta a significare che lo abbiamo accolto bene e che la nostra cittadina gli è piaciuta così tanto da valorizzarla”.

 

Dopo l’introduzione all’evento con il saluto portato da Brunella Cimadomo e Enrico Di Pietro, le motivazioni tema della serata, sono state oggetto di intervento del prof. Francesco Montanaro presidente dell’Istituto di Studi Atellani, di Vincenzo Peretti direttore del Consorzio del Provolone del Monaco Dop, che ha voluto per l’occasione consegnare un attestato “Premio Fedeltà” firmato personalmente con l’interesse della stampa e di tanti fotografi come Gennaro D’Aria, meglio conosciuto come ‘O Masto d’ ‘a Pizza, che con i suoi scatti ha immortalato i vari momenti della serata e ci ha offerto gratuitamente anche alcune delle foto che pubblichiamo, e del sindaco di Frattamaggiore Marco Antonio Del Prete. Mentre i primi due interventi sono stati di grande interesse per il lato gastronomico che ha interessato le quattro pizze presentate in abbinamento ad altrettanti palazzi storici che la città possiede, il primo cittadino frattese ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa che ha accomunato arte, storia e buon cibo che Frattamaggiore vanta e che promuove interesse turistico, un interesse che deve  sempre più aumentare, magari con altre iniziative come questa dato che ci sono a Fratta altri palazzi storici ed altre bellezze che, anche loro, meritano una promozione. Le quattro pizze create per la serata, con i nomi di quattro monumenti importanti del paese, alle quali sono stati abbinati come farcitura prodotti tipici delle varie epoche storiche di questi palazzi, sono state realizzate con i latticini Iovine ed accompagnate dalla nuova birra Peroni Cruda e sono state alternate da varie specialità gastronomiche che la pizzeria in oggetto è solita offrire ai suoi clienti. La denominazione delle pizze, per le quali Di Pietro ha espresso nelle interviste fattegli una altissima competenza e conoscenza delle materie prime utilizzate, con anche la loro storia e il loro perfetto abbinamento nella gastronomia che lo portano ad essere tanto apprezzato da tutti, è: “Pizza del Vicario” a base di nzogna e pepe (una sugna di particolare qualità e gusto che Di Pietro ricerca nell’ambito di pregiate produzioni super selezionate che trovano vita nel casertano), “Pizza del Vescovo” (palazzo settecentesco), con pomodorino giallo e provolone del Monaco Dop, “Pizza del Cannavaro” con farina di canapa, (un prodotto quello della canapa del quale Frattamaggiore detiene meriti di alta produzione, e come affermato dal sindaco va dato merito a Di Pietro di promuoverla anche attraverso la gastronomia) salsiccia di maialino nero casertano e provola di Agerola e “Pizza del Borghese” (palazzo del novecento), una sfoglia di pizza con impasto, doppia cottura con aggiunta di bocconcini di bufala, pomodoro ciliegino basilico e parmigiano. La chiusura della luculliana cena, prioritariamente a base di pizze, è stata onorata con successo dal particolare dolce, anch’esso creativo, del maestro pizzaiolo Enrico Di Pietro.

Giuseppe De Girolamo

 

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Come preparare i sott'oli pugliesi Mon, 07 May 2018 16:42:03 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478320.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478320.html marketing-seo.it marketing-seo.it Quando si decide di fare una conserva di verdure sott’olio l’elemento più importante è, appunto, un olio di qualità come lo sono quelli pugliesi, ancor meglio se viene acquistato direttamente in frantoio dopo la spremitura e imbottigliatura, perché si ha certezza della provenienza e della qualità.

L’olio pregiato di frantoio è alla base per una perfetta conservazione delle verdure, nonché protagonista delle ricette di tradizione pugliese più conosciute al mondo.

Sono diverse le verdure che possono essere conservate sott’olio, di seguito ve ne proponiamo alcune.

Le melenzane sott’olio

Le melanzane sott’olio sono il contorno di tante portate come antipasti, primi e secondi, solitamente vengono raccolte in estate ma consumate spesso durante il periodo invernale.

Per realizzare le melenzane sott’olio in casa dovete sbucciarle e affettarle e disporle a strani, condendole con aglio, mentuccia e sale, poi si devono spremere per bene facendo uscire l’acqua amara che contengono al loro interno.

Quando le melanzane pressate e spremute hanno assunto una colorazione molto bianca, allora si può dire che sono pronte per il passaggio successivo.

Dopo averle fatte riposare, si possono conservare nei vasetti, per insaporirle si aggiunge peperoncino fresco e origano e si ricopre tutto con l’olio fino all’orlo.

I vasetti devono rimanere aperti fin quando le melanzane non avranno eliminato le bolle d’aria, e poi dovranno essere chiusi ermeticamente; prima di assaggiarle far passare qualche mese.

Peperoni sott’olio

Prendere del prezzemolo e dell’aglio e tritarli in modo grossolano; lavare i peperoni ed eliminare i semi, poi tagliarli in senso verticale, lo spessore va scelto in base al gusto personale.

Mettete l’aceto in una pentola e salatelo e fate cuocere fino ad ebollizione per circa 10 minuti, poi scolate con cura le verdure e mettetele ad asciugare su un panno asciutto finché non si raffreddano.

Dopo che si saranno asciugati riporli in vasetti a strati, alternando ai peperoni uno strato di capperi, pezzi di acciuga, aglio, prezzemolo tritato e basilico, alla fine riempire con l’olio fino all’orlo e aspettare qualche giorno prima di consumarli.

I vasetti vanno chiusi ermeticamente in modo da non far entrare aria e vanno tenuto in un luogo asciutto e riparato.

I peperoni sott’olio possono essere consumati, così come le melenzane, durante aperitivi o come antipasto; se non avete tempo di prepararli in casa, c’è un sito che si occupa di vendita online sott'oli pugliesi, vengono proposte le melanzane, i peperoni e altri ortaggi sott’olio.

All’interno del sito trovate tantissimi prodotti tipici della regione Puglia, tutti di qualità superiore, non mancano vini, paté, ripieni, sughi, prodotti da forno, essiccati e molto altro per gustare l’essenza della vera cucina pugliese.

Il successo dei sott’oli pugliesi sta nella genuinità dei prodotti utilizzati, partendo dagli ortaggi fino all’olio extra vergine di oliva pugliese, famoso per essere uno dei migliori nel mondo.

I sott’oli sono anche un ottimo contorno, vengono utilizzati spesso per accompagnare secondi piatti a base di carne rossa e bianca; inoltre, alcuni ristoranti e locande li propongono anche sul pane per fare delle bruschette sfiziose e gustose, diverse dalle classiche con il pane e pomodoro.

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Gran fervore ha suscitato InFermento Fri, 04 May 2018 19:35:01 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478138.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/478138.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione I mass media, attratti dall’originale e propositiva struttura

Ha riscontrato grande interesse per la stampa, l’attraente locale “InFermento” recentemente aperto a Nocera inferiore, in via Vescovado18, che ha voluto, dopo qualche mese di successi concretizzati, presentarsi ai mass media con una cena, denominata “Serata clou di Cultura e Gastronomia”, per pubblicizzare le sue concrete realtà che l’hanno già portato ad essere uno dei più gettonati locali dell’agro nocerino sarnese e di tutta la provincia salernitana, ma anche più ampiamente campana. Questa nuova ed innovativa location InFermento, punto di riferimento per chi ama qualcosa di diverso ed al tempo stesso tradizionale nei prodotti che offre, quasi tutti della nostra Campania Felix, serviti in una ambientazione che anch’essa tocca il moderno, conservando l’antico e storico spirito campano, raggiunge menti e sensi dei frequentatori, tanto da farlo emergere, in soli pochi mesi, a struttura amata da un pubblico che spazia da elementi più giovanili a senior, riunendo tutti in un piacevole ed unico desiderio di riscoprire le proprie terre, le proprie origini, i propri gusti e sapori, per conservarli e espanderne la loro reale bontà. Il suddetto locale, vanta come Direttore del servizio di sala il maître Dario Duro, Vice Presidente della sezione Napoli dell’Associazione Maître Italiani Ristoranti e Alberghi, e che ha quindi scelto come suoi collaboratori uno staff di ottima professionalità.

Il pomeriggio vissuto dagli invitati alla kermesse, è iniziato con una descrizione dei prodotti di eccellenza della Campania che questo locale utilizza, fatta dagli stessi produttori: Caseificio Roberta – Fisciano SA; Caseificio Aurora - Sant’Egidio del Monte Albino SA; Pastificio Del Prete - Cesa CE; Sorrentino Salumi Italiani - Pagani SA; Sa Lu Pesca SRL Gruppo Rea 8 (Ref. Emanuele Sansone); Linea Verde di Giulio Contento – Nocera Inferiore SA; D&G Food Service distribuzione ortofrutta – Volla NA; Pomodori San Marzano Solania Srl – San Valentino Torio SA; Aziende vinicole: Azienda Vinicola Castelle – Castelvenere BN; Giuseppa Filadoro Az. Agricola - Lapio AV; Tenuta Macellaro - Postiglione SA; Cardosa - Castel San Lorenzo SA; Azienda Votino Srl – Bonea BN; Regina Viarum Sas - Falciano del Massico CE; Mièr Vini - Taurasi AV; Az. Agricola Adelina Molettieri – Montemarano AV; Caffè Toraldo; Pasticceria Carrelli – Pagani SA; Il Bosco degli 0Alburni, Marroni IGP di Roccadaspide aromatizzati – Sicignano; Distilleria Russo – Mercato San Severino SA; Baroneserio Srls Cantine – Siano SA.

E’ seguito un momento di incontro con la stampa, con la presentazione della struttura fatta dagli stessi titolari e conduttori, per poi passare alla cena nel corso della quale i giornalisti e pochi altri invitati hanno potuto degustare i deliziosi piatti elaborati dallo chef della struttura Angelo Arrichiello.

 InFermento, sorge nel Palazzo Milano situato nel borgo vescovile di Nocera Inferiore, un borgo storicamente importante ed il titolare di questo Palazzo Nicola Milano, ci dice: “è qui che abbiamo impiantato una nuova attività. Il motore portante di questo nuovo tipo di ristorazione è il promuovere le eccellenze del nostro territorio perché molte volte si tende ad elogiare e lodare tutto quello che giunge qui da terre che sono oltre il fiume Garigliano, vini francesi, piemontesi e toscani, dando poca importanza invece alle nostre eccellenze. InFermento, nasce proprio per promuovere quello che abbiamo di buono sul nostro territorio e lo fa partendo dal mattino con una serie di caffè alquanto speciali dall’espresso al molecolare, accompagnati magari da dolci della casa, per continuare nel pomeriggio ed a sera offrendo prodotti della nostra salumeria che vanta, ovviamente, salumi tipici e formaggi nostrani ed ottimi vini campani, continuando poi la sera con il nostro Bistrot. Il nostro intento non è quello di creare semplicemente una ristorazione, ma più che altro attirare la clientela divenendo un punto di aggregazione. Quindi iniziare con un calice di vino, che accompagni uno stuzzichino, per giungere al momento cena con lo chef napoletano Angelo Arrichiello che propone un suo menù.

Questo locale InFermento, è composto da una caffetteria nella parte d’ingresso, con un attiguo salotto per soddisfare una tranquilla e rilassante degustazione, prosegue con la salumeria dove è ben visibile in una vetrinetta l’ampia esposizione di salumi e formaggi, continuando con una cantinetta con esposizione di vini d’alta qualità e una serie di sale dove l’avventore può godere il piacere di assaporare un pranzo o cena, in pratica una sala è riservata al lounge bar e caffè e due sale sono dedicate al bistrot. In Fermento, nasce nei cellari di Palazzo Milano, rivisitati, ma che riflettono quella che è la struttura originale dei locali d’una volta con pavimenti battuto in cemento, con parti d’epoca con archi e tutto ripreso secondo l’originalità della primaria costruzione, spazi dove abbiamo realizzato il percorso che parte dal bar per raggiungere le due sale adibite a bistrot, una un po’ riservata, idonea anche per eventi privati e l’altra aperta ad accogliere il pubblico, in totale circa 50 coperti. Il locale, è raggiungibile comodamente in auto percorrendo l’autostrada A3 ed uscendo a Nocera Inferiore, oppure percorrendo l’A30 uscendo a Castel San Giorgio, oppure a Nocera-Pagani e comunque raggiungendo poi il non distante centro della cittadina del salernitano. Dal portone centrale di Palazzo Milano si accede a InFermento, che possiede un parcheggio utile ad ospitare 30/40 auto, e che è aperto dalle ore 7:30 alle 23 circa, orario che nelle giornate di sabato o festive si prolunga di qualche ora”.

Lucia Attanasio, contitolare di InFermento soggiunge: “Il nostro obiettivo è quello di rendere questo locale un raccoglitore di tutte le eccellenze campane, intendo dire non solo quelle gastronomiche e culinarie, ma anche a livello artistico e musicale. Infatti stiamo ospitando, tutti i venerdì, musica dal vivo con cantanti e gruppi del territorio e col tempo vogliamo aprire anche più ampiamente ad Arte e Cultura, ospitando altre forme d’arte che siano attori di teatro, scrittori, scultori, maestri di pittura ed altre proposte inerenti al tema. Un vero e proprio raccoglitore, che faccia divenire InFermento, un luogo di spettacolo particolare come vuole il nome, che vuole che sia un fermento a 360 gradi e quindi anche culturale oltre al ricordo della fermentazione del vino dal quale più specificamente trae origine. Il nostro pubblico che ospitiamo, non è ben definito, infatti sono nostri graditi clienti tutti coloro che hanno voglia di riscoprire i sapori dei prodotti che offriamo, dei piatti che proponiamo, delle tradizioni che cerchiamo sempre più di recuperare e mettere in luce, quelle che sono nei nostri ricordi, che proponiamo con passione e con un tocco di originalità. Potremmo definire il nostro cliente, un avventore del gusto e delle tipicità campane in senso lato”.

Nicola continua dicendo: “sin dai miei anni più giovanili mi sono sentito spinto a scoprire punti di ristorazione, non quelli commerciali, ma quelli qualificanti dei prodotti tipici d’Italia ed andando in giro in altre regioni mi sono accorto che tendono a mettere prioritariamente, se non esclusivamente, in attenzione e degustazione i prodotti della propria regione. Di qui, la mia riflessione sulla nostra cucina eccellente, molte volte più ricca di proposte gastronomiche, nostre ed uniche, con prodotti che la Campania possiede in numero maggiore rispetto ad altre zone dello Stivale, che mi ha portato a desiderare la nascita di una struttura rispecchiante la mia volontà di portare, con gusto e cultura dello stesso, in evidenza quanto di meglio la Campania possiede. Il mio lavoro prioritario di medico, specializzato in Endocrinologia, mi porta a girare molto in Campania e quindi visitando le varie provincie, mi sono soffermato in aziende che producono prodotti enogastronomici. Piccole realtà produttive della nostra regione, che offrono prodotti invidiabili per la loro originalità, naturalezza, genuinità, profumi, sapori e gusti inconfondibili ed unici. Visitando, anche appassionatamente, eventi di promozione dei menzionati prodotti, ho scelto le aziende a mio avviso più valide, per promuovere al meglio queste pregevolezze gastronomiche ed ho dato vita, insieme alla mia socia Lucia, a questa realtà di InFermento, che trova spazio in Palazzo Milano, dove da anni sono all’attenzione del pubblico per l’ottima ospitalità che questa struttura è in grado di offrire per eventi vari, da convegni a feste di compleanni , matrimoni ed altro, arricchendolo ulteriormente.

La volontà di realizzazione di InFermento, è stata una combinazione fortuita, nata dal fatto che Lucia venne a Palazzo Milano per un evento, ed all’epoca l’intera struttura era dedicata esclusivamente a questo. Ci siamo poi rivisti altre volte e le dissi che avrei voluto creare uno spazio serale di degustazione per vino accompagnato da qualche stuzzicheria e Lucia mi propose di creare un locale più completo che partisse dal caffè del mattino, fino a sprigionare l’interesse del cliente alle altre ore della giornata. Abbiamo sviluppato l’idea, ampliandola ad un locale che non avesse la semplice gastronomia ed il successo si è subito riscontrato, divenendo un punto di aggregazione che dà la possibilità di gustare, oltre i prodotti campani e l’ottima cucina nostrana, anche della buona musica trasformandolo in un contenitore anche di eventi culturali. Un locale diverso da un ristorante qualsiasi, perché pensato con le finalità di offrire uno street food, piatti semplici non elaborati, quei piatti che sia per la frenetica vita che viviamo, sia per altri motivi, stanno cadendo un po’ nel dimenticatoio e stiamo così recuperando attraverso InFermento quelle tradizioni legate alla cucina nostrana”.

Alla serata sono intervenuti, oltre a numerosi giornalisti, con in primis Salvatore Campitiello Consigliere regionale Ordine Giornalisti Campania, nonchè Presidente “Assostampa Campania - Valle del Sarno”, l’Assessore alla Cultura del Comune di Nocera Inferiore Federica Fortino, il Presidente Associazione Culturale Neos Nuk Eugenio Sangianantoni, che ha presentato le finalità dell’associazione da lui presieduta e la mostra d’arte “Art Vision”, che con l’esposizione nelle varie sale di InFermento delle opere di vari artisti, ha dato il via a “Arte In Fermento” obiettivo dei titolari del locale in oggetto che intendono farlo divenire un polo di promozione culturale, oltre che della gastronomia, unendo a quest’ultima anche altre forme d’arte che le nostre terre vantano. Hanno partecipato all’evento anche il Presidente campano dell’Associazione Internazionale dei Discepoli di Auguste Escoffier Nicola Di Filippo, il Presidente campano dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani Arturo Fusco, il Gran Maestro della ristorazione Giuseppe Di Napoli, il tesoriere della sezione Salerno dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino Massimiliano Cosenza, il Maestro violinista Antonio Ruocco che si è anche esibito allietando la serata fra gradi applausi, ed altri personaggi esperti del settore oltre a numerosi imprenditori di prodotti tipici locali e più ampiamente campani.

Giuseppe De Girolamo

 

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Serata briosa con chef d’eccezione Tue, 24 Apr 2018 06:19:40 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/477068.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/cucina/477068.html Miss Italia 71a edizione Miss Italia 71a edizione Al Vomero da “Olio & Pomodoro”, in via Scarlatti

Una iniziativa volta ad accogliere simpaticamente la propria clientela è stata organizzata da Salvatore Grasso, figlio d’Arte (il papà, anche lui Salvatore Grasso, è titolare della non distante centenaria Pizzeria Gorizia a piazza Vanvitelli al Vomero - Napoli). Il giovane Salvatore, comproprietario insieme a tre amici del brand “Olio & Pomodoro”, di concerto con gli altri due soci, ha deciso di realizzare ogni due mesi circa un evento con qualche chef importante e qualche maison di vini prestigiosi come quella che qualche giorno addietro ha ottenuto un gran successo con lo chef Fabrizio Sepe e lo Champagne Boizel. Grasso ha affermato che l’iniziativa messa in atto sta riscuotendo sempre più l’interesse del pubblico d’élite e si è soffermato a dire. “Il nostro brand, vanta già tre anni di successi, sia con questo locale aperto da circa 14 mesi, che con altri due locali uno in Italia ed uno in Francia, in particolare questo di Napoli in via Alessandro Scarlatti, 40, conta 65/70 coperti. Nella serata con Sepe e Boizel, si è voluto fare un gioco a quattro mani tra lo chef e pizzaiolo di Napoli e quello romano con elaborazione di pizze in varie versioni, il risotto cacio e pepe che è stato volutamente stravolto dai gamberi eccellenti del nostro mare di Napoli, il tutto accompagnato da varie tipologie di Campagne”. Sepe ci ha detto che, nonostante la sua giovane età, dopo la scuola alberghiera ha fatto, tante esperienze in giro per l’Italia, a Montalcino in Toscana, Zurigo, Hong Hong: “poi con due amici ho aperto nel 2006, il ristorante -Le tre zucche-, dove ora sono divenuto unico titolare, in via Gugliemo Mengarini, zona Portuense a Roma, che propone una cucina legata al territorio laziale ed accanto ho un bistrot, una bottega con un concept più moderno e semplice, dove vengono venduti sia prodotti al dettaglio che consumazione di piatti tipici sempre legati alla tradizione italiana”

La serata è stata caratterizzata da un menù contaminato da Lazio e Campania con una bella pizza con baccalà alla romana, risotto cacio e pepe con gamberi crudi, lime e menta. Pizza fritta, con spuma di bufala, colatura di alici di Cetara e fiore di zucca per ricordare il fiore di zucca romano ripieno di mozzarella e alici.

Il tutto abbinato alle varie versioni di Champagne, come il Brut Réserve con l’assemblaggio di tre viti, metodo Champenois, un blend di 55% di Pinot nero, 30% di Chardonnay e 15 % di Pinot Meunier, con un affinamento di almeno 36 mesi, fruttato e generoso che con la finezza e purezza delle sue bollicine che lo rende molto godibile ad ogni sorso proposto. O il gustoso, armonioso e fruttato “Blanc de Noirs”, con sboccatura 2016, elaborato unicamente con uve Pinot nero.

Alessandro Palmieri, responsabile rete vendita Italia di “Feudi di San Gregorio” ha presentato il 22enne sommelier, autore di 7 importanti libri di vini, Federico Graziani, Top Wine Manager che si occupa del descrivere i grandi vini distribuiti dall’azienda vinicola irpina e per la serata gli Champagne serviti agli ospiti.

Oltre le particolarità dei prodotti in degustazione, Graziani ha raccontato un po’ la storia della famiglia Boizel, che dalla sua nascita ha prodotto esclusivamente Champagne e gestisce un centinaio di ettari che producono circa un milione di bottiglie di Champagne, con il marchio Boizel, dalle quali ne escono la metà gestite direttamente dalla famiglia.

L’azienda di Champagne “Boizel”, maison fondata nel 1834 a Epernay da una storica famiglia nel cuore di Avenue Champagne, nel territorio della Regione Champagne patrimonio dell’Unesco dal 2015, produce Champagne dai tratti fini ed eleganti per l’aroma, la freschezza, l’accurata scelta delle uve, la raffinata personalità con la potenza ed eleganza che esprimono la tipicità dei grandi Pinot neri, l’invecchiamento nelle cantine, i blend di grandi annate, quelli vinificati in barriques secondo la tradizione del XIX° secolo.

Alla particolare cena hanno partecipato anche i più storici pizzaiuoli di Napoli, con il vertice direttivo dell’associazione “Le Centenarie” rappresentato da Alessandro Condurro, e dai presidente e vice presidente rispettivamente Antonio Starita e Salvatore Grasso senior con le consorti.

Giuseppe De Girolamo

 

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