Microchip per il cane ed anagrafe canina, cosa sapere

18/set/2018 11:48:58 Veterinario Aleandri Contatta l'autore

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Il microchip del cane è quel dispositivo che ne permette la facile individuazione mediante lettura con apposito scanner.

E' stato introdotto nel nostro Paese nel 2004 e finora l'Italia è uno dei pochi Paesi europei in cui è obbligatorio.

Da allora, chiunque abbia un cane (ma anche un gatto) è obbligato a dotarlo di microchip sottocutaneo, che viene inserito da un medico veterinario mediante iniezione con un ago leggermente più grande del normale.

Il cane sente un piccolo fastidio iniziale dovuto proprio all'iniziezione e nei giorni successivo potrebbe continuare ad avere un leggero indolenzimento della parte interessata ma in poco tempo non sente più nulla.

Per favorire la lettura, è stato stabilito che tutti i microchip debbano essere inseriti sul lato destro del collo del cane, così chi è incaricato alla lettura può individuarlo con più facilità.

Il microchip può essere inserito sia dai medici che lavorano privatamente sia da quelli in forze alla ASL locale: il costo, in entrambi i casi, è equiparato ed è compreso tra i 20 e i 30 € a seconda che il costo della registrazione presso l'anagrafe canina sia incluso o escluso dalla tariffa.

Microchip per il cane ed anagrafe canina, cosa sapere

E' il prezzo di una comune visita veterinaria, una scelta dovuta per permettere a tutti di adempiere agli obblighi di legge.

Nel microchip vengono registrati i dati dell'animale utili per un suo riconoscimento, quindi il colore del pelo, il sesso e la razza eventuale.

Oltre a questi dati, però, non devono mai mancare nemmeno quelli del proprietario del momento dell'animale: i suoi estremi anagrafici, compresi quelli di residenza e di contatto, sono fondamentali per un migliore rintracciamento nel caso in cui il cane venga trovato da solo per strada.

Le guardie zoofile presenti in alcune città, così come i medici veterinari (nella maggior parte) sono dotati di uno scanner per la lettura del chip e questa è la prima operazione che viene fatta quando viene rinvenuto un cane.

A sinistra siringa per l'inoculo del microchip; a destro un lettore; in alto adesivi che riportano il numero di microchip.

In ragione di ciò, appare evidente che l'inserimento del chip nell'animale sia un deterrente molto forte contro il fenomeno del randagismo purtroppo dilagante nel nostro Paese, anche se negli ultimi anni sembra che la situazione stia leggermente migliorando.

Il microchip è sempre obbligatorio e stando alle disposizioni normative dev'essere inserito entro il compimento del secondo mese di vita, sia che l'animale sia già con il suo padrone, sia che l'animale si trovi ancora nell'allevamento in cui è nato.

In questo caso è un onere dell'allevatore, che deve comunque provvedere all'inserimento prima che il cane venga ceduto a terzi a qualsiasi titolo. In questi casi è necessario fare un passaggio di titolarità presso l'anagrafe canina, al costo di 8 € circa.

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