Sul Cementificio ”inceneritore” di Bassano Romano (VT)

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30/apr/2013 10:45:27 luca pagni Contatta l'autore

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Sul Cementificio ”inceneritore”
il Comune di Bassano Romano interroga Regione e Provincia di Viterbo

L'osservatorio nazionale amianto
si oppone con fermezza alla realizzazione del cementificio


TESTO e FOTO (c) Luca Pagni, Bassano Romano, 30 aprile 2013

 

Nell’ambito del Festival di cultura digitale Medioera
sabato
4 maggio 2013 alle ore 17
nella Sala Regia di palazzo dei Priori
in piazza del Plebiscito a Viterbo
,
si svolgerà un dibatto dal titolo “Obiettivo rifiuti zero”.

Interverrà Massimo Piras, presidente dell’associazione Zero Waste Lazio.
 

Il coordinamento dell’evento sarà affidato al giornalista Francesco Ciaraffo.


Si parlerà della proposta di legge d’iniziativa popolare denominata “Rifiuti zero”, a sostegno della quale un comitato nazionale sta raccogliendo le firme necessarie per la presentazione al parlamento nazionale. Per tutta la durata del festival, dal 30 aprile fino al 4 maggio 2013, sarà allestito un tavolo dove i cittadini potranno sottoscrivere la proposta di legge.

DOMENICA 5 MAGGIO 2013 alle ore 10
nel CINEMA QUANTESTORIE MANZIANA
in VIA IV NOVEMBRE 66 a Manziana

Convegno Pubblico dal titolo: IL BIOGAS E GLI SCENARI FUTURI

interverranno:

Prof. MICHELE CORTI
docente dell’Università di Milano e Presidente del Comitato Terre Nostre No Biogas No Biomasse
Dott. Mauro Mocci, medico dell’ISDE (medici per l’ambiente)

Prof. Avv. Michele Greco, legale che ha efficacemente contribuito a sventare la centrale a biogas di Capalbio, con un intervento dal titolo ”Il ruolo dei cittadini, del Comune e del Sindaco nel procedimento di autorizzazione unica per gli impianti a biogas/biomasse”

L’appuntamento è organizzato dal MoVimento 5 Stelle di Manziana e dai Gruppi Movimento 5 Stelle del Lago – Bracciano, Anguillara, Manziana, Trevignano. Per saperne di più sullo scenario futuro nel nostro Paese e nel nostro territorio e per promuovere la difesa della salute e dell’ambiente dagli attacchi della speculazione, dall’immobilismo delle amministrazioni, dalla vergogna dei Decreti Legge fatti per proteggere l’interesse di pochi a spese di tutti.  Questo convegno segue quello del 24 novembre 2012 intitolato “Centrali a biogas e biomasse: scelta ecologica o ecotruffa ?”


A Tarquinia l’assemblea comunale del 30 aprile 2013 ha approvato all’unanimità la proposta del presidente consiglio Armando Palmini di esprimere la più ferma contrarietà all’uso del combustibile da rifiuti e del combustibile solido secondario alle centrali di Torre Valdaliga Nord e Torre Valdaliga Sud. Da queste centrali potrebbe giungere "ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose" in Loc. Stazione scalo a Bassano Romano (VT).

«Di fronte a una situazione complessa e in continua evoluzione, com’è quella dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Lazio, abbiamo voluto dare un segnale forte contro questa ipotesi assurda.  – dichiara il presidente PalminiIl polo energetico di Civitavecchia è il più grande d’Italia e d’Europa. Senza dimenticare il porto, uno dei più importanti del bacino del Mediterraneo. Bruciare i rifiuti per produrre energia creerebbe quindi un ulteriore problema ambientale per il nostro territorio».

L’amministrazione comunale di Bassano Romano (VT) ha incontrato la cittadinanza presso la Biblioteca Comunale, allo scopo di tranquillizzare la cittadinanza circa il RICORSO AL T.A.R. che intendono fare insieme con l’Avv. Vanessa Ranieri (Presidente del W.W.F. LAZIO) che è intervenuta in diretta Skype. 

 

Il Comune di Bassano Romano
ha dato mandato all’Avv. Vanessa Ranieri
con DELIBERA DI GIUNTA n. 27 del 30/04/2013.

 Al prossimo consiglio comunale, forse martedì 7 maggio 2013, il Comune di Bassano Romano presenterà una INTERROGAZIONE all’Assessore alle Infrastrutture alle Politiche abitative e all’Ambiente ed all’Assessore alle Politiche del territorio della Mobilità e dei Rifiuti  “per conoscere: se non ritenga necessario il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale di Bassano Romano e dei soggetti operanti nel territorio, nella valutazione complessiva del progetto di cui in questione e, di conseguenza, la sospensione dell’iter per l’autorizzazione e la rivalutazione del parere di esclusione dello stesso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale”.

Il comune di Bassano Romano ha un regolamento che disciplina la gestione e lo smaltimento dei rifiuti anche pericolosi, in cui nell’art. 35 (Divieto di miscelazione di rifiuti pericolosi) si legge che “E' vietato miscelare categorie diverse di rifiuti pericolosi ovvero rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi, cosa prevista nel progetto.

La gestione dei rifiuti costituisce attività di pubblico interesse ed è disciplinata dal presente decreto al fine di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente e controlli efficaci, tenendo conto della specificità dei rifiuti pericolosi. I rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell'uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente ed in particolare senza determinare rischi per l'acqua, per l'aria, per il suolo e per la fauna e la flora, senza causare inconvenienti da rumori o odori.

L’ex cementificio si trova sopra  diversi affluenti del fiume Mignone, ed è confinante con B&B, allevamenti e con un ambiente boschivo protetto da vincoli “Lago di Vico e di Bracciano”, Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale Il cui ecosistema, nella faggeta monumentale, si regge su un microclima che va da 7 gradi d’inverso a 27 gradi d’estate.

Il Coordinatore della Sezione Tutela Ambientale della PROCIV-ARCI di Bassano Romano ha presentato alla PROCURA DELLA REPUBBLICA DEL TRIBUNALE DI VITERBO ritenendo la Regione Lazio colpevole di “Omissioni in atti d’ufficio” rendendo il progetto attuabile senza nessuna considerazione dell’ambiente naturale ed umano situato in Località Stazione Scalo a Bassano Romano , dove tale progetto avrebbe dovuto attuarsi nel vecchio cementificio, chiusi negli anni ’70/’80 dal Ministero della Sanità.

La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale oltre al danno alla salute pubblica creerebbe DANNO IRREVERSIBILE ad una realtà di imprenditori agricoli, allevatori ed albergatori vicini al capannone che TUSCIA PREFABBRICATI pare oggi abbia solo in affitto dalla COLACEM.

Nella Determinazione della Regione Lazio n. A01445 del 27/02/2013 si parla di PROGETTO "RECUPERO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI PER LA PRODUZIONE DI MANUFATTI EDILIZI IN CLS", SITO NELLA PROVINCIA DI VITERBO, COMUNE DI BASSANO ROMANO, LOC. STAZIONE SCALO", proponente TUSCIA PREFABBRICATI srl Registro elenco progetti n. 37/2012. Alla pagina 7 dello stesso documento “si riportano le attività sui rifiuti non pericolosi previste” presentando il codice CER 19 01 11 come concernente solo “ceneri pesanti e scorie” OMETTENDO di INDICARE che  il vero significato dello stesso  CODICE CER 19 01 11* ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose ed omettendo altresì di indicare che la tipologia di rifiuto classificata con codice CER 19 01 riguarda “Rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti”.

Ai fini della presente decisione per “sostanza pericolosa” si intende qualsiasi sostanza che è o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE e successive modifiche; per “metallo pesante” si intende qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio, tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche classificate come pericolose.

Il Sindaco di Corchiano, Dott. Bengasi Battisti (Chirurgo d'urgenza all'Ospedale Belcolle di Viterbo),  ha allertato ieri la cittadinanza di Bassano Romano che l’inspirazione di microparticelle di ceneri e scorie è POTENZIALMENTE CANCEROGENA PER TUTTI GLI ORGANI UMANI.

Il Comune di Bassano Romano sostiene di aver ricevuto la determina regionale dal 7 marzo 2013, pur essendone entrato a conoscenza con la pubblicazione sul B.U.R., mentre il progetto preliminare dell’azienda proponente lo hanno acquisito il giorno 8 maggio 2012 con Prot. 4363.  

Come già documentato su L’osservatore laziale del 25 e 26 aprile 2013,  

a Bassano Romano (VT) nella zona di Loc. Stazione Scalo, c’è il rischio di un potenziale pericolo per la salute e per l'imprenditoria agricola e turistica, oltre che per le falde acquifere e per l'atmosfera, qualora fosse avvalorata la Determina regionale n. A01445 del 27/02/2013 che ha escluso il progetto di "Recupero di rifiuti non pericolosi per la produzione di manufatti edilizi in cls" presentato dalla procedura di Valutazione d'Impatto Ambientale (V.I.A. e S.M.I.).

Il termine ultimo per opporsi alla Delibera regionale
scade il prossimo 6 maggio 2013.


...le amministrazioni comunali di Bassano Romano e di Oriolo Romano hanno inviato alla Provincia di Viterbo una richiesta formale di coinvolgimento nell'eventuale percorso autorizzativo a cui la Provincia è chiamata oltre che all’accesso a tutti gli atti relativi al procedimento. Questo almeno da quanto ha dichiarato il Vicesindaco di Oriolo Italo Carones sul suo diario Facebook. L’Assessore all’ambiente bassanese Ugo Pierallini ha invece annunciato che l’amministrazione farà interrogazione alla REGIONE LAZIO per accedere agli atti e per contestarli sia politicamente che formalmente.

 Prima che la Regione Lazio diventi il Far West,

si mobilita anche il W.W.F. 

 

“Ciò che avevamo ipotizzato come un probabile scenario a seguito dell’entrata in vigore dei Decreti Clini si sta invece rivelando, se possibile, una realtà ancor più disastrosa – dichiara l'Avv. Vanessa Ranieri Presidente del WWF Lazio - La nostra Regione rischia di diventare rapidamente un inceneritore a cielo aperto. Chiediamo al Presidente Zingaretti un incontro urgente ed un immediato impegno a bloccare tutte le istruttorie relativamente alle richieste di realizzazione di impianti di trattamento di rifiuti inerti e non pericolosi e di dare disposizioni affinché vengano avviate le più corrette procedure di valutazione di impatto ambientale su tutti i procedimenti in corso che sono stati invece inspiegabilmente esclusi dall’assoggettabilità. Il noto principio precauzionale comunitario impone al Governatore della Regione Lazio di tutelare in via preventiva l’ambiente e la salute umana, evitando che il territorio regionale possa essere rapidamente danneggiato da una dissennata produzione di ceneri da combustione, nonché dall’incremento del trasporto di sottoprodotti esclusi dalla definizione di rifiuto, che rischia di favorire così un’ipotizzabile maggiore presenza di investimenti della criminalità organizzata” 

Intanto il 6 maggio 2013 si avvicina e sarà opportuno valutare la possibilità che il TAR,
tenendo  ben presente che la legittimazione processuale
spetta oltre che agli enti pubblici, per i profili di carattere generale,

anche ai privati, titolari di diritti soggettivi, per i quali solo il titolare può agire.

Con questo presupposto giuridico, tutti coloro che vorranno far verificare la legittimità di queste procedure della Regione Lazio e tutelare i loro diritti individuali, potranno e dovranno agire singolarmente, in modo parallelo con il Comune di Bassano Romano che, a quanto sembra, pare voler agire per il controllo di legittimità.


Eventuali lesioni ambientali potrebbero determinare oltre al pregiudizio per la salute e la salubrità della vita, da vantarsi come DIRITTO A VIVERE IN UN AMBIENTE SANO EVITANDO IMMISSIONI MOLESTE (Art. 8 C.E.D.U.), oltre ad una svalutazione delle attività agricole ed imprenditoriali e delle proprietà immobiliari.  

La faccenda più preoccupante è che l’azienda proponente ha OMESSO DI INDICARE
che il codice CER
19 01 indica “Rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti”
e che lo specifico
19 01 11* indica “ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose” 

 La stessa azienda proponente ha OMESSO DI INDICARE
che il codice CER
10 01 indica  “Rifiuti prodotti da centrali termiche ed altri impianti termici”
e che lo specifico  10 01 01 indica  “Ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04)”

I rifiuti contrassegnati nell’elenco con un asterisco “*” sono rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi

e ad essi si applicano le disposizioni della medesima direttiva, a condizione che non trovi applicazione l’articolo 1, paragrafo 5.

Ai fini della presente decisione per “sostanza pericolosa” si intende qualsiasi sostanza che è o sarà classificata come pericolosa ai sensi della direttiva 67/548/CEE
e successive modifiche; per “metallo pesante” si intende qualunque composto di antimonio, arsenico, cadmio, cromo (VI), rame, piombo, mercurio, nichel, selenio,
tellurio, tallio e stagno, anche quando tali metalli appaiono in forme metalliche classificate come pericolose.



 

 
Molte le sentenze a sostegno del ricorso al TAR in materia di inquinamento:

 

Già nel 2006 la Corte Europea ha confermato il DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA E FAMILIARE contro le IMMISSIONI INQUINANTI DA STABILIMENTO INDUSTRIALE situato vicino ad abitazioni AUTORIZZATO DALLA REGIONE LAZIO.

 

La salute (bene tutelato dagli artt. 32 Cost. e 2059 c.c.) va intesa come stato di benessere psicofisico la cui lesione viene determinata da ogni immissione idonea a provocare stress, esasperazione e tensione psicologica anche a rescindere dalla prova dell'esistenza di patologie (sentenza del Tribunale di Mantova del 5 novembre 2004).

 

Per aversi inquinamento atmosferico è sufficiente che l'alterazione dell'atmosfera incida negativamente sui beni naturali o anche semplicemente sull'uso di essi mentre NON E’ necessario il pericolo di danno alla salute dell'uomo per la presenza di sostanze inquinanti o tossiche o nocive (Cassazione penale sez. III, 11 dicembre 1991. Il D.P.R. 24 maggio 1988 n. 203")

 

Quindi può costituire molestia anche il semplice arrecare alle persone generalizzata preoccupazione ed allarme circa eventuali danni alla salute da esposizione a emissioni atmosferiche inquinanti (Cass. del 7 aprile 1994, n. 6598).

Le emissioni odorifere moleste alle persone possono integrare, con gli altri presupposti di legge, il reato di cui all’art. 674 del codice penale.

 

Forte è il rischio di lesione dell’ambiente e della salute pubblica, beni e diritti fondamentali,
rispetto ai quali deve essere in ogni caso rispettato il principio di precauzione (art. 191 TFUE).

La determina della Regione Lazio n. A01445 del 27.02.2013 ha escluso il progetto di “Recupero di rifiuti non pericolosi per la produzione di manufatti edilizi in cls”
dalla procedura di valutazione di impatto ambientale, sul presupposto che detti rifiuti non sarebbero pericolosi, mentre invece si ritiene che dovendo l’impianto lavorare anche con sostanze pericolose, la valutazione di impatto ambientale sia doverosa e necessaria, quantomeno sotto il profilo dell’applicazione del principio di precauzione.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, Associazione, ha ricevuto diverse segnalazioni da cittadini, i quali chiedono una attenzione su questi problemi, e non escludono di dover ricorrere al TAR, peraltro avendo conferito mandato al Presidente Nazionale l’Avv. Ezio Bonanni, e all’Avv. Barbara Costa, al fine di chiedere tutela nei modi e termini di legge, ai sensi di quanto stabilisce l’art. 8 Cedu e di cui agli artt. 32 e 41, II comma, della Costituzione e ogni altra norma applicabile.

I legali saranno a Bassano Romano, domani 2 maggio 2013 in via Leonardo Da Vinci  35 dalle 15 alle 17, su richiesta del cittadino ed imprenditore agricolo Carlo Leoni che proporrà ricorso al T.A.R., forse  con anche l’associazione Zero Waste Lazio, entro la data ultima del 6 maggio 2013.




La struttura della TUSCIA PREFABBRICATI si trova davanti alla Stazione F.S. della linea FL3

 

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