C. St. Adiconsum Toscana: RIMBORSI INTRODOTTI DAL D. L. “RILANCIO”: CHE FINE HA FATTO IL DIRITTO DI SCELTA DEI CONSUMATORI?

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01/giu/2020 15:52:11 MRComunicazione Contatta l'autore

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RIMBORSI INTRODOTTI DAL D. L. “RILANCIO”: CHE FINE HA FATTO IL DIRITTO DI SCELTA DEI CONSUMATORI?

 

 

Il Decreto Rilancio, seppure presentato come provvedimento che avrebbe dovuto “semplificare” le procedure di accesso ai benefici in parte già previsti dal Decreto “Cura Italia”, con i suoi 266 articoli e circa 110 decreti attuativi previsti, nonché con il rinvio a norme risalenti, addirittura, al Regno d’Italia, ha finito, evidentemente, col “tradire” le intenzioni iniziali.

Nel “mare magnum” di questo maxi-provvedimento, spiccano certamente, per quanto concerne le problematiche di interesse consumeristico, le disposizioni contenute negli artt. 215 e 216, che disciplinano, rispettivamente, i rimborsi per abbonamenti al TPL, non usufruiti durante il lockdown, e per quelli a palestre, piscine e impianti sportivi in generale.

L’art. 215 si pone in linea con quanto era già nelle intenzioni della Regione Toscana, con riferimento alla proroga degli abbonamenti del TPL. Tuttavia, è evidente la contraddizione nascente dalla previsione, nel dettato normativo, di un diritto al “rimborso”, che, dal punto di vista dell’interpretazione letterale, certamente configura la possibilità di richiedere un ristoro in denaro, e la definizione delle modalità con le quali lo stesso viene configurato, che si sostanziano, invece, nella previsione di un prolungamento della validità del titolo o nella emissione, da parte dei gestori del trasporto pubblico locale, di un voucher spendibile entro un anno.

Inoltre, non è indicato alcun termine per la presentazione delle richieste, il che potrebbe avere come conseguenza l’insorgere di comportamenti arbitrari da parte dei vettori.

E’ auspicabile, dunque, che le iniziative che la Regione Toscana assumerà nei prossimi giorni, come annunciato dall’Assessore Ceccarelli, facciano chiarezza e si pongano nell’ottica di tutelare gli utenti.

Per quanto riguarda, invece, i rimborsi previsti dal quarto comma dell’art. 216, a differenza di quanto previsto dall’articolo precedente, viene fissato un termine per l’inoltro delle relative domande ai gestori di palestre, piscine e impianti sportivi.

Non si comprende, tuttavia, perché la decorrenza di tale termine sia stata rimandata all’entrata in vigore della legge di conversione del d. l., che, come è noto, deve avvenire entro 60 gg. dalla pubblicazione in G. U. .

Dunque, i consumatori non potranno esercitare immediatamente il proprio diritto al rimborso, ma dovranno attendere ancora, il che appare del tutto irragionevole, viste la difficile situazione economica che investe anche le famiglie e non soltanto le imprese.

A ciò si aggiungano le prime segnalazioni dei consumatori, che già lamentano il comportamento di alcuni gestori, i quali, in sostanza, anziché provvedere ai rimborsi con le modalità previste dalla normativa, stanno proponendo ai propri clienti la sottoscrizione di nuovi abbonamenti.

Altra questione di rilievo, è quella che riguarda l’alternatività tra il ristoro in denaro e la facoltà, per il gestore, di emettere un voucher, spendibile entro un anno dalla ripresa della propria attività, senza alcuna facoltà di scelta per il consumatore.

La Commissione UE, lo scorso 13 maggio, ha inviato agli Stati membri, compresa l’Italia, proprie raccomandazioni sul punto, che, in linea con la normativa europea, andavano nel senso di prevedere la facoltà di scelta della modalità di rimborso, rimessa al consumatore, ovvero la previsione di una cedibilità del voucher, nel caso della impossibilità di un suo utilizzo entro il termine di validità, o, ancora, il rimborso in denaro del voucher non usufruito alla scadenza.

Tali raccomandazioni, però, non sono state recepite in sede di approvazione del Decreto “Rilancio” ed anche l’Antitrust è intervenuta con una propria segnalazione al Parlamento e al Governo, affinché intervengano con una sostanziale modifica della obbligatorietà dei voucher, introdotta, in materia di turismo, dall’art. 88-bis del Cura Italia convertito in legge, e di concerti ed eventi culturali, dall’art. 88.

E’, dunque, auspicabile che il legislatore, in sede di conversione in legge del Decreto “Rilancio”,  allinei la normativa nazionale a quella europea, a tutela dei diritti dei consumatori.  

 

 

 

    Avv. Antonello Simone

                                                                                                                               Adiconsum Toscana

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