Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Ernani Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Ernani Sun, 20 Sep 2020 08:12:00 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/110/1 L'Academia Montis Regalis Sun, 10 Oct 2004 22:39:41 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/8730.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/8730.html Ernani Ernani


Orchestra Barocca e Classica
con strumenti originali

orchestra 

Nel 1994, la Fondazione Academia Montis Regalis diede vita a Mondovì ai Corsi di Formazione Orchestrale Barocca e Classica, con la finalità di offrire a giovani musicisti italiani e stranieri la possibilità di fare un'esperienza, unica nel suo genere in Italia, nel campo della musica antica secondo criteri storici e con l'utilizzo di strumenti originali. Nacque così l'orchestra Academia Montis Regalis, che dall'anno della sua fondazione è stata regolarmente diretta dai più importanti specialisti internazionali nel campo della musica antica: Ton Koopman, Jordi Savall, Christopher Hogwood, Reinhardt Goebel, Monica Huggett, Lucy van Dael, Luigi Mangiocavallo, Enrico Gatti, Chiara Banchini, Alessandro De Marchi, a cui da alcuni anni è stato affidato l'incarico di direttore principale dell'orchestra.
Fin dall'inizio, l'Academia Montis Regalis all'attività formativa ha affiancato quella concertistica riscuotendo lusinghieri consensi e negli anni successivi è stata invitata dall'Unione Musicale di Torino a collaborare alla realizzazione della rassegna l'Altro Suono dedicata interamente alla musica sei-settecentesca.
Attualmente l'Academia Montis Regalis è diventata un'orchestra professionale e oltre ai concerti programmati all'interno della rassegna torinese, si esibisce con regolarità presso importanti Istituzioni concertistiche e Festival quali: l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, la rassegna Musica e Poesia a San Maurizio di Milano, gli Amici della Musica di Perugia, di Firenze e di Padova, la Giovine Orchestra Genovese, Settembre Musica di Torino, l'Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il Teatro dell'Opera di Lille, il Conservatorio Reale di Bruxelles, il Teatro Municipale di Losanna, il Festival di Montreux. Da alcuni anni l'Academia Montis Regalis collabora con il Teatro Regio di Torino con cui ha realizzato nel marzo del 2001 la Passione secondo San Giovanni di Bach, ottenendo significativi consensi; con il Coro del Teatro ha inoltre avviato un progetto pluriennale che prevede l'esecuzione di alcune tra le più rappresentative cantate di Bach nell'ambito dei concerti dell'Unione Musicale di Torino. Nel corso delle prossime stagioni sono previsti gli allestimenti di alcune opere teatrali settecentesche di autori quali: Vivaldi, Haendel, Pergolesi, Rossini, con conseguenti incisioni discografiche e concerti presso alcuni dei più importanti Teatri d'opera d'Europa: il Teatro Regio e il Teatro Carignano di Torino, il Teatro degli Champs-Elysées di Parigi, il Teatro de La Monnaie di Bruxelles, il Teatro dell'Opera di Halle.
Grazie alla collaborazione con l'Istituto per i Beni Musicali in Piemonte presieduto da Alberto Basso, l'orchestra ha iniziato un importante progetto con la casa discografica francese OPUS 111, con la quale ha fino ad oggi registrato dieci CD che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali. Questo progetto vede inoltre l'orchestra impegnata nell'incisione di molti manoscritti vivaldiani conservati presso la Biblioteca Nazionale di Torino fra cui alcune opere teatrali. Il primo CD di questa Vivaldi Edition contenente l'Oratorio Juditha Triumphans, ha riscosso un successo straordinario in tutto il mondo.



Mondovì (CN)
Italia




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L'ACUTO & LA STECCA Mon, 01 Mar 2004 11:31:23 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6116.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6116.html Ernani Ernani

Verdi ricevette per il "Simon Boccanegra" la cittadinanza onoraria
da parte della città di Genova, città dove affittò un appartamento
che tenne fino a poco prima della morte. Nessuna occasione poteva
essere migliore dell'anno in cui Genova è capitale europea della
cultura per mettere in scena questo capolavoro.
Pochi i riferimenti concreti dell'allestimento di Pier' Alli (regista
e scenografo, o meglio scenografo e regista come spesso in Italia
succede), molte invece le buone allusioni con forte effetto: su tutte
la nave che salpa al momento della morte di Simone, quasi a concretizzare
il sogno del Doge di trovare una tomba in mare aperto.

Roberto Frontali è ben presente come Boccanegra, e Roberto Scandiuzzi
convince vocalmente nel ruolo di Fiesco, anche se non sempre a propio
agio nell'interpretazione scenica. Bene anche Alberto Cupido (Gabriele)
e Micaela Carosi (Amelia) possiede ottime vocalità.
Sul podio saliva Nicola Luisotti che ha mostrato ottime intuizioni
fallendo talvolta i ricchi particolari della partitura. La miglior
cosa ci è apparsa la scena del Gran Consiglio.

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L'ACUTO & LA STECCA Sat, 14 Feb 2004 07:25:14 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6004.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6004.html Ernani Ernani

Al Royal Opera House è andata in scena "The Tempest" di Thomas Ades
La bellezza di alcune pagine danno una idea  del mondo di suoni
al quale Ades si ispira, ma senza continuità.
Una scrittura vocale radicalmente strumentale e molto legata al testo
impone ai cantanti acrobazie vocali, mentre le regia visivamente povera
di Tom Cairns e le scene di Moritz Junge non hanno dato una mano decisiva
alla buona riuscita.

La scelta del soggetto, nel confuso mondo dell'opera contemporanea,
implica scelte estetiche e stilistiche. Quindi la scelta del compositore
di ricorrere al capolavoro di Shakespeare "La Tempesta" lasciava capire
che non si sarebbe trattato di qualche lavoro di critica sociale o di
argomento politico, ma piuttosto di una riflessione filosofica o meglio
di metafora fantastica. E' proprio questo che, a nostro modesto avviso,
è mancato nel lavoro di Ades. Anche la rima baciata del testo finisce per
scandire, in assonanza con le note, un ritmo talvolta monotono. Tutto
perde spessore e la musica diventa un guanto manierista ispirato vagamente
al mondo potentemente fantastico del modello.

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VOCI DAL PALCOSCENICO Sat, 14 Feb 2004 07:24:03 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6003.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/6003.html Ernani Ernani

"L'Italia è l'unico paese della Comunità Europea escluso
dal canale televisivo Arte, che costituisce uno dei
migliori strumenti di vita culturale in Europa. Tutti gli
italiani, in quanto europei, dovrebbero avere la possibilità
di accedervi. E' un diritto democratico e d'informazione che
ci viene negato". E ancora "è una battaglia importantissima,
sono sicuro che molte migliaia di italiani sarebbero pronti
a sottoscrivere la mia protesta". In questo modo, mentre è
impegnato a Ferrara nelle prove di "Così fan tutte" Claudio
Abbado attacca "il monopolio dell'informazione televisiva
in Italia: un controllo che ci priva di seguire la sola rete
europea senza pubblicità, ricca di trasmissioni culturalmente
di alto livello". E aggiunge: "non è una questione politica,
non c'entrano la destra e la sinistra: è una questione di
libertà di scelta. Per questo credo che la Comunità Europea
dovrebbe pronunciarsi sulla diffusione di Arte anche in Italia".

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L'ACUTO & LA STECCA Sat, 07 Feb 2004 10:51:05 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5967.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5967.html Ernani Ernani

Al Regio di Parma si rappresenta l'opera "Les contes
d'Hoffmann"di Hoffenbach.
Chi scrive era presente nel febbraio del 1988 quando
lo stesso spettacolo firmato da Beppe De Tomasi andò
in scena: allora piacque al pubblico e rimase nella
storia, anche grazie all'interpretazione di Alfredo
Kraus nel ruolo protagonista. De Tomasi ricre bene
l'atmosfera ottocentesca dando coerenza ai luoghi e
ai personaggi di Olimpya (ben interpretata da Desirèe
Rancatore) di Giulietta (Una Patrizia Orciani non in
splendida forma) e di Antonia (Raffaella Angeletti).
Negli stessi spazi Michele Pertusi, vocalmente molto
esatto, si trova a suo agio indossando i diversi abiti
demoniaci mentre Aquiles Machado, che regge vocalmente
bene una difficile parte offrendo anche buon lirismo,
resta scenicamente sempre piuttosto avulso dalla
complessa psicologia del personaggio. Sul podio Daniele
Callegari è imp egnatissimo a tenere l'unità del tutto:
cosa che gli riesce, trascurando forse un pò qualche
affondo. Insomma dopo 16 anni la direzione del Teatro Regio
ripropone uno spettacolo tradizionale ben fatto e
incontra ancora l'approvazione di un pubblico che
teme atavicamente il nuovo, si entusiasma comunque a
fatica. Il problema però è che adesso, con l'Authority
in arrivo, il pubblico sarà anche in gran parte europeo
e le cose si complicano...forse per fortuna.

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VOCI DAL PALCOSCENICO Sat, 07 Feb 2004 10:49:47 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5966.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5966.html Ernani Ernani

Il Regio di Parma diventa Ente Lirico? Un disegno di legge
presentato dal senatore di Forza Italia Guasti intenderebbe
equiparare il Teatro Regio di Parma ai quattordici maggiori
teatri italiani che godono di questo riconoscimento.
La sollecitazione a cambiare status è arrivata dalla stessa
Fondazione del Teatro Regio."La tradizione-sostiene Guasti-
storica e culturale del nostro teatro merita di essere riconosciuta
a livello nazionale ed internazionale, anche alla luce della
assegnazione della sede dell'Authority europea della sicurezza
alimentare. Il disegno di legge si propone quindi di dare un
ruolo istituzionale più prestigioso e meno restrittivo dell'
attuale e obsoleto teatro di tradizione". Per fare questo
come ha spiegato il segretario generale della Fondazione
Gianfranco Carra occorre "adeguare l'intera struttura, dare
stabilità al complesso orchestrale e corale in modo da
assicurare la produttività per l'intero anno". Vedremo.

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L'ACUTO & LA STECCA Sat, 31 Jan 2004 11:40:49 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5786.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5786.html Ernani Ernani

A Genova si è potuto assistere ad una vera regia lirica.
Le "Nozze di Figaro" messe in scena dieci anni fa a Bordeaux
da Robert Carsen sono arrivate anche in Italia: geometrie sceniche
precise e di effetto, scarsità di oggetti colmi però di
significato; ma soprattutto recitazione di grande comunicativa
e di vivacissima fluidità. Quando il gesto e la parola assumono
pieno significato e vanno a braccetto (o talvolta si contrappongono
sapientemente) il teatro lirico diventa veramente coinvolgente,
alla faccia dell' imperversante decorativismo.
Anche i tempi della direttrice Julia Jones hanno il merito di
convivere ottimamente con la vitalità del palcoscenico.
Benissimo anche il cast con tre eccellenze: Patrizia Ciofi (Susanna),
Nicola Ulivieri (Figaro) e Marco Vinco (Conte).

 

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Fw: L'ACUTO & LA STECCA Mon, 26 Jan 2004 16:42:24 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5602.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5602.html Ernani Ernani  
----- Original Message -----
Sent: Saturday, January 24, 2004 7:33 AM
Subject: L'ACUTO & LA STECCA

 

Sul bel prato del primo atto di "Werther", andato in scena al
Comunale di Bologna, si avverte quel senso della Natura che pervade
l'opera di Massenet; anche se l'ambientazione nella Repubblica di
Weimer sembra poco congeniale al romanticismo di quest'opera. Il
dramma si chiude però con un'ottima intuizione: la scena finale
si svolge in una fumosa sala cinematografica di inizio secolo scorso.
Intensissima la "Charlotte" di Julia Gerseva, mentre Magali Leger
ci ha offerto una "Sophie" non stereotipata come spesso avviene.
Anche la conduzione sobria di Ives Abel completa uno spettaccolo
compiuto.

Spettacolo dal quale però resta escluso Andrea Bocelli, il quale
presentandosi sul palcoscenico quale tenore di una partitura certo
non tra le più facili, da tenore viene quindi anche giudicato. La
voce è bella nel registro medio grave ma poi salendo in alto non
è sorretta dalla tecnica e talvolta da risultati imbarazzanti.
La cosa migliore offerta da Bocelli è stata sicuramente il terzo atto,
più che dignitoso.

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Fw: L'ACUTO & LA STECCA Sat, 24 Jan 2004 17:10:58 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5578.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5578.html Ernani Ernani  
----- Original Message -----
Sent: Monday, January 12, 2004 7:59 AM
Subject: L'ACUTO & LA STECCA

"Don Carlo" pur non essendo tra le opere più popolari di Verdi resta
comunque uno dei suoi capolavori più alti. Al Massimo di Palermo hanno
pensato bene di farlo andare in scena in un allestimento del 1965,
firmato Luchino Visconti: pur datato lo spettacolo regge ancora in
modo straodinario. Il cast pure regge bene: Giacomo Prestia autorevole
Filippo II, Fabio Sartori con freschezza nel ruolo del protagonista,
Giovanna Cassolla esperta Eboli; mentre convince meno Elisabete
Matos come Elisabetta e appare un pò affaticato Renato Bruson come
Rodrigo.
Renato Palumbo, avviato ormai ad affrontare sempre più il grande
repertorio, dirige con naturalezza e grande istinto musicale, anche
se talvolta dalle note non traspariva quello spessore drammatico e
quel pathos che contraddistingue questo capolavoro del Verdi maturo.

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VOCI DAL PALCOSCENICO Sat, 24 Jan 2004 09:35:22 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5565.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5565.html Ernani Ernani

Mentre i conservatori languono e la cultura musicale tra i giovani
italiani raggiunge i suoi minimi storici, (collocandosi al penultimo
posto dell'Europa "allargata"), il Ministero, con la sua ultima
circolare del 13 gennaio scorso, ha pensato bene di scrivere in questi
termini: "specifica menzione merita l'insegnamento dello strumento
musicale non rientrante secondo la previsione del più volte richiamato
decreto legislativo, tra le discipline della quota oraria obbligatoria e,
pertanto, da collocare, ove siano presenti richieste delle famiglie in
tal senso, nelle attività opzionali e facoltative".Tempo fa però era stato
proprio il Ministero della Pubblica Istruzione ha precisare che la riforma
avrebbe previsto la musica in tutti gli  ordini e gradi di insegnamento!

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L'ACUTO & LA STECCA Sat, 24 Jan 2004 09:34:02 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5564.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5564.html Ernani Ernani

 

Sul bel prato del primo atto di "Werther", andato in scena al
Comunale di Bologna, si avverte quel senso della Natura che pervade
l'opera di Massenet; anche se l'ambientazione nella Repubblica di
Weimer sembra poco congeniale al romanticismo di quest'opera. Il
dramma si chiude però con un'ottima intuizione: la scena finale
si svolge in una fumosa sala cinematografica di inizio secolo scorso.
Intensissima la "Charlotte" di Julia Gerseva, mentre Magali Leger
ci ha offerto una "Sophie" non stereotipata come spesso avviene.
Anche la conduzione sobria di Ives Abel completa uno spettaccolo
compiuto.

Spettacolo dal quale però resta escluso Andrea Bocelli, il quale
presentandosi sul palcoscenico quale tenore di una partitura certo
non tra le più facili, da tenore viene quindi anche giudicato. La
voce è bella nel registro medio grave ma poi salendo in alto non
è sorretta dalla tecnica e talvolta da risultati imbarazzanti.
La cosa migliore offerta da Bocelli è stata sicuramente il terzo atto,
più che dignitoso.

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L'ACUTO & LA STECCA Mon, 12 Jan 2004 10:00:18 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5276.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5276.html Ernani Ernani

"Don Carlo" pur non essendo tra le opere più popolari di Verdi resta
comunque uno dei suoi capolavori più alti. Al Massimo di Palermo hanno
pensato bene di farlo andare in scena in un allestimento del 1965,
firmato Luchino Visconti: pur datato lo spettacolo regge ancora in
modo straodinario. Il cast pure regge bene: Giacomo Prestia autorevole
Filippo II, Fabio Sartori con freschezza nel ruolo del protagonista,
Giovanna Cassolla esperta Eboli; mentre convince meno Elisabete
Matos come Elisabetta e appare un pò affaticato Renato Bruson come
Rodrigo.
Renato Palumbo, avviato ormai ad affrontare sempre più il grande
repertorio, dirige con naturalezza e grande istinto musicale, anche
se talvolta dalle note non traspariva quello spessore drammatico e
quel pathos che contraddistingue questo capolavoro del Verdi maturo.

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VOCI DAL PALCOSCENICO Thu, 01 Jan 2004 15:59:52 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5093.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5093.html Ernani Ernani Restaurato a tempo di record, un anno o poco piu', anticipando di mesi
l'attesa rinascita della Fenice, il Comunale di Treviso e' stato inaugurato
dopo una chiusura di anni. Dino De Poli, presidente della Fondazione
Cassamarca, e' il mecenate che ha finanziato con 20 milioni di euro il restauro
in cambio della gestione per trent'anni del teatro. Si tratta
dell'unico caso in Italia di tetro finanziato solamente da privati. De Poli
parla con entusiasmo di ottimizzare gli spettacoli e ridurre i costi e parla
di vocazione sociale e culturale. Infatti parla schietto: " C'e' chi vuole
l'orchestra stabile? Noi vogliamo il caviale e creare qualita'. La cultura
non e' quella di sinistra e non voglio quella di destra, ma investire
sull'uomo, primo capitale con solide radici". Il compito e' affidato
al direttore artistico Gabriele Gandini che annuncia le "Nozze di Figaro"
per il 2004 e la commissione di lavori a compositori contemporanei
per il 2005!
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L'ACUTO & LA STECCA Thu, 01 Jan 2004 15:57:09 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5092.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5092.html Ernani Ernani Al Teatro delle Muse di Ancona sinceri applausi hanno salutato la
rappresentazione di "Il re pastore", opera poco conosciuta di un
Mozart diciannovenne, autore di una musica astratta, pervasa di
metafisica, ancora molto lontana dallo scorrere convulso della
vita frenetica di Figaro e compagnia.
Ebbene, e' proprio la limpida metafisica e la trasparenza delle
note ad essere state valorizzate dal direttore Corrado Rovaris,
a capo di una Filarmonica Marchigiana che dimostra di saper
raggiungere ottimi risultati. Piuttosto bene anche gli interpreti:
Raffaela Milanesi (re pastore) ha una voce limpida con tecnica talvolta incerta,
stessa cosa per la sorella gemella Giorgia. Stefano Ferrari (Alessandro
Magno) esce nel complesso a testa alta dal confronto con un ruolo arduo,
mentre Cinzia Forte si dimostra musicale e tenace come sempre. Convincente
anche Bruno Lazzaretti nel ruolo minore di Agenore.
Considerata la quasi totale assenza dell'azione teatrale risultava
particolarmente difficile l'operato del regista. Daniele Abbado,
sull'impianto scenico sapientemente astratto di Silvano Cova, ha
scelto di non rischiare: ha organizzato uscite ed entrate tra
qualche movimento altrettanto astratto.
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VOCI DAL PALCOSCENICO: "La Vergine della Tangenziale. La Maurizia è la Vergine. Thu, 01 Jan 2004 15:55:50 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/5091.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/5091.html Ernani Ernani Al CineTeatro Baratti di Torino e' nata l'idea di "La Vergine della
Tangenziale", opera che, facendo riferimento alla grande stagione italiana
di fine Cinquecento (quando tra la Camerata de' Bardi e Monteverdi nacque
l'Opera), racconta una vicenda di prostituzione minorile nel degrado di
una periferia metropolitana. La musica e' di Andrea Chenna mentre il
libretto e' stato scritto a sei mani da: Davide Livermore, anche regista,
Silvio Cocco e Sergio Ricursi, mentre Botto & Bruno firmano scene e costumi.
Protagonista sara' Maurizia Paradiso la "televenditrice" di cassette ed
atrezzi erotici di Magic America su numerose tv private. Coprodotta dal
Piccolo Regio di Torino, dove ha esordito il 20 e 21 novembre, "La Vergine
della Tangenziale" è stat inoltre al Baratti il 24 e il 25 ed infine il 28 al Teatro
Giacosa di Ivrea. Livermore, regista dell'opera, teme che alcune recensioni
"intenderanno scorgere nella presenza di Maurizia la solita operazione furbina
del regista-demiurgo" della serie sbatti il mostro in prima pagina";
ma assicura che in realta' non e' cosi'"Maurizia e' un mostro di bravura".
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Una Traviata molto per bene - Regio di Parma Fri, 26 Dec 2003 09:51:43 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5005.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5005.html Ernani Ernani

Un mio amico, figlio di gente di teatro, dice che, quando era bambino, suo padre gli raccontava le trame d’opera modificando i finali tragici per non spaventarlo. Come questa ragazzina degli anni ’50, che entra ed esce dalle scene della Traviata, sfiorando con infantile meraviglia la più bella signora della festa, - perché ora è così sola e infelice? -.
Annina la prende per mano e la porta via, la morte non è spettacolo per fanciulli. La morte è un cupo prestigiatore che, dopo aver costruito illusioni durante le sontuose feste parigine, sbaglia l’ultima magia e lascia cadere a terra le carte della vita. E’ la fine: la bella cornice che aveva racchiuso il breve sogno d’amore è rotta. Con fatica, respiro dopo respiro, l’anima arranca sugli ultimi brandelli di vita e scivola via.
La regia di Giuseppe Bertolucci, ripresa dopo il debutto del Verdi Festival 2001, racconta, con pochi simboli forti, la vicenda dell’inganno e del disinganno, di un sogno di felicità appena sfiorato, ma bisogna svegliarsi in fretta, non è questa la vita.
Contrasti che pare aver cercato, in modo molto meno leggibile, la direzione musicale di Renato Palumbo, vivacemente contestata dal loggione in apertura del terzo atto. Scelte poco chiare e incoerenti che hanno in effetti creato non poco sconcerto, non aiutando sicuramente a costruire la sottile e indefinibile alchimia che caratterizza uno spettacolo ben riuscito. Non basta uno dei migliori cast che sia possibile mettere insieme di questi tempi, a far decollare una serata che termina con frettolosi applausi e poca soddisfazione: nemmeno una chiamata dopo la chiusura del sipario. Poteva andare meglio. Si parla delle singole prestazioni e si scopre che l’unica sorpresa è l’ottimo Germont di Vladimir Stoyanov che ha disegnato un personaggio di altissimo profilo, conducendo il duetto del secondo atto con fermezza e senza compromessi: significativo il gesto evidente che allontana Violetta in “qual figlia mi abbracciate forte”: l’ipocrita pietà di superficie che la inganna, per un attimo, non smentisce le crudeli certezze della morale piccolo borghese. Ovazioni per Mariella Devia alla fine del primo atto, interpretato con la sicurezza di mezzi e la bravura belcantistica che sempre contraddistinguono le sue prestazioni: mai sentita questa scena cantata con tanta perfezione. Poi però è mancato il pathos, e se una certa “perfettina” freddezza di accenti ha contribuito a rendere più formale e crudo il duetto con Germont, che l’asciutto stile interpretativo e l’allestimento rendevano attualissimo, - come non pensare alla volontà di Verdi di ambientare la vicenda in epoca contemporanea -, non ha giovato più oltre, quando Violetta comincia a rinunciare e a morire.
Marcelo Alvarez parte con cautela e sembra leggermente sotto tono; del resto si sa che il primo atto è tutto di Violetta, e con tale Violetta c’è poco da fare. Dal secondo in poi il bel timbro caldo e l’interpretazione tutta sul filo delle emozioni hanno la meglio sulla perfezione della sua algida innamorata. Pronunciando con rabbia il fatidico “che qui pagata io l’ho” si permette, con coraggio, un focoso finale alla Di Stefano che provoca applausi. Finalmente una emozione.
Ottimo, come al solito, il contributo del coro, anche se i tempi blandi staccati da Palumbo gli hanno sottratto un po’ della consueta incisività. Non troppo brillante la Flora di Tiziana Tramonti, mentre perfetti, nelle rispettive parti, sono l’Annina di Milena Storti, il Visconte di Emanuele Giannino e il Marchese del disinvolto Andrea Patucelli. Una perla rara il Dottor Grenvil del basso Franco Federici, bel canto legato trasudante umana pietà. Sono poche frasi, non è facile lasciare un segno, ma quando c’è classe e professionalità vera possono bastare.

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Bergamo: Roberto Devereux Fri, 26 Dec 2003 09:47:42 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5004.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/5004.html Ernani Ernani A Bergamo, sabato sera, è andata in scena in forma di concerto con Raffaella Angeletti nel ruolo di Elisabetta. Voce particolare, la Angeletti, ha risolto, a mio parere in modo brillante il difficile ruolo. Una performance (culminata in un drammaticissimo finale) in crescendo per il soprano torinese che ha figurato una Elisabetta risoluta ma anche emotivamente fragile con voce perentoria ma capace di sfumature e colori. Il tenore Valter Borin ha voce di timbro gradevole, ma ha mostrato alcune incertezze vocali che, in ogni caso, non hanno inficiato in modo particolare la sua prova.
Note dolenti provengono dal Duca di Nottingham di Giancarlo Pasquetto (forse indisposto) che ha evidenziato grossi problemi in termini di tenuta vocale e di piattezza nella resa del personaggio.
Corretta la Sara di Angela Bonfitto.
Appena sufficienti gli artisti che hanno interpretato gli altri ruoli e discreto il coro. Di routine la direzione di Elio Boncompagni. ]]>
Traviata recensione di Franca Maroni sul Resto del Carlino Sat, 20 Dec 2003 21:55:17 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4911.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4911.html Ernani Ernani  L’opera lirica di Verdi, con la regia di Tonino Simonetti, sarà replicata stasera a teatro

Violetta si prende molti applausi

 ASCOLI - «La Traviata» di Tonino Simonetti non ha deluso gli ascolani che puntuali hanno affollato il Ventidio per rincontrare Alfredo e Violetta. Giorni e giorni di fatica e di prove e l’intramontabile fascino del drammone d’amore hanno decretato il successo della rappresentazione, nell’insieme ben costruita ed efficace. Lo spettacolo, di stampo classico, scandito in tre atti con una breve interruzione al secondo (veloce cambio di scena), è fluito velocemente sul ritmo delle note verdiane, restituendo le emozioni e le sorprese del testo di Dumas. Il romanzo del narratore francese, rispettato nella sua essenza, non ha subito stravolgimenti o attualizzazioni. L’allestimento scenico è apparso semplice ma storicamente fedele (pochi mobili ma tutti ottocenteschi) così come sono apparsi fedeli i costumi, sia preziosi (abit da ballo) sia dimessi (vesti di casa). La scena (nell’intenzione di Simonetti) si è aperta con Violetta Valery, sola e stremata dalla tisi, persa nel ricordo dei giorni belli e tristi del suo amore e si è chiusa con la sua morte, tra le braccia del riconquistato Alfredo. Cantanti stranieri, coristi e ballerini locali, si sono alternati e fusi in scena con armonia, scandendo con efficacia, situazioni e stati d’animo. Il pubblico ha apprezzato le voci soliste e in particolare dei protagonisti, Rena Granieri (Violetta), Marco Di Felice (padre di Alfredo) e Warren Mok (Alfredo). Il baritono Marco Di Felice è apparso in scena sicuro e collaudato. Rena Granieri,  ha offerto l’immagine di una delicata Violetta dalla splendida voce. Applausi particolari sono andati ai ballerini e al Coro del Teatro Ventidio Basso, diretto dal maestro José Maria Scutto. Con questa bella esibizione i coristi ascolani hanno riconfermato le loro potenzialità canore e lontani i giorni del debutto in un’opera lirica del Teatro Ventidio Basso, si sono mossi in scena con scioltezza e disinvoltura, ben integranti col resto della compagnia. Simonetti visibilmente commosso, è salito sul palcoscenico per i saluti finali, mescolandosi coi cantanti. Per lui tanti applausi e tanti ringraziamenti. La sua «Traviata» (come da cartellone) sarà replicata questa sera alle ore 20,30.

Franca Maroni

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Traviata: Ognuno dice la sua. Sat, 20 Dec 2003 21:09:35 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4908.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4908.html Ernani Ernani Preludio vocale" del sindaco Celani. Si salva il coro diretto da Sciutto.
Il richiamo che in qualsiasi teatro occidentale può fare la vicenda della sfortunata Violetta è garanzia di folta presenza di melomani o comunque appassionati di lirica. E al Ventidio le cose non sono andate diversamente. Dovendo dare un giudizio assai sintetico diremmo che la recita ha ottenuto una sufficienza. Le scene erano di Pugliese e quindi di buona "stagionatura". Ma veniamo subito agli interpreti. Soprattutto Giorgio Germont, il baritono impersonato da Marco Di Felice indubbiamente dotato di ottime vocalità, pienezza della scena e certamente non nuovo al ruolo. Ha ottenuto un lungo e meritato applauso. Segue il soprano, la giovane Rena Granieri, una Violetta piena di buona volontà con un'apprezzata gamma vocale ma forse ancora da crescere, le doti le avrebbe. Il tenore Alfredo, interpretato da Warren Mok, uno dei tanti esempi di buon canto e di buona scuola degli orientali che si formano in Italia. Tutti gli altri artigianali ma sufficienti. Dell'orchestra Internazionale d'Italia diretta dal Maestro Dejan Savic, non c'è molto da dire; sempre a causa dello scarso golfo mistico i suoni escono spesso strillati e l'opera verdiana avrebbe bisogno di più pacate romanticherie. Diciamo certamente bene del coro diretto da Josè Maria Sciutto, una realtà locale che sempre più si innalza alla migliore professionalità. Pulita la regia di Tonino Simonetti. La recita ha avuto un rispettoso preludio da parte del sindaco Celani. All'intervallo buffet nel foyer.
ps. si evince la recensione autoctona e non competente
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Su: Il resto del Carlino.Violetta si prende molti applausi. Recensiona pag.24 Sat, 20 Dec 2003 20:46:11 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4907.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/lirica/4907.html Ernani Ernani
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AGGIORNATO AL 20 Dic 2003 06:05   
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