Comunicati.net - Comunicati pubblicati - UffStampaMilano Comunicati.net - Comunicati pubblicati - UffStampaMilano Mon, 23 Nov 2020 18:18:34 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/16915/1 L’artista Puccio al Tgcom24, l’intervista di Spoleto Arte Thu, 25 Jun 2020 15:15:30 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647595.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647595.html UffStampaMilano UffStampaMilano Valentina Puccio, giovane artista di origini siciliane, ha visto le sue creazioni protagoniste di un servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena e così ne abbiamo approfittato per saperne di più. Artista della scuderia di Spoleto Arte, ha voluto spiegarci la sua Cyber Art.

 

 

Al Tgcom24 per il format Arte in quarantena troviamo un contributo a lei dedicato. Le piace l’iniziativa di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante l’isolamento?

Assolutamente sì, è stata un' iniziativa eccellente!
A causa del lockdown gli Italiani sono rimasti a lungo chiusi in casa. Questo programma ha regalato loro un momento di svago giornaliero. È stata l’occasione per avvicinare sempre più persone al mondo della pittura e dell’arte contemporanea.

Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte digitale e come vi si è approcciata?

Amo utilizzare i Social (Instagram sopratutto) e proprio lì ho scoperto per caso la pittura su Tablet.
Il passaggio dalle tecniche pittoriche tradizionali alla pittura digitale è complesso. Quando ci si approccia per la prima volta a questo tipo di tecnica, occorre “pensare” in digitale.
La classica tavolozza di colori, viene sostituita con colori intangibili e i pennelli sono tutti racchiusi in un’unica pencil. La pittura digitale, spesso si sviluppa su livelli sovrapposti e un buon disegno può richiedere dai 2 ai 4 mesi di lavorazione.

Quali sono le differenze tra un disegno digitale ed un disegno “tradizionale”?

Le differenze sono tantissime. Probabilmente quella più evidente è il "tratto", in digitale si dipinge con l’utilizzo dei Pixel! Sì, proprio così. Piccoli quadratini che posti uno accanto all’altro creano il disegno e la pittura.
Io nello specifico lavoro su più livelli. Un livello sovrapposto all’altro. Nel momento in cui salvo il progetto in formato Jpeg, con un semplice click unisco tutti i livelli che compongono l’opera finale, così per come la vedete voi.

Da cosa deriva il suo nome d’arte Vally in the sea word?

Vally in the sea world è il nome della mia pagina Instagram, una pagina che nacque alcuni anni fa per caso. Ferma alla fermata dell’autobus, sotto una pioggia battente, dopo una classica giornata di lavoro in ufficio, decisi di creare il profilo, con la volontà di dare vita a un account contenente tutte le mie foto estive. Un angolo di paradiso, con paesaggi e ricordi fantastici!
Così facendo ovunque andassi le avrei potute visualizzare con un semplice click ... regalandomi un sorriso. Non avrei mai creduto di raggiungere quasi 600mila seguaci!
Sono una sub Open Water, inizialmente mi divertiva l’idea di condividere le immagini delle mie immersioni. Nel corso del tempo ho iniziato a condividere la mia vita, la mia arte.
Lì poi qualcosa è cambiato. Sempre più persone interessate al mondo dell'arte, hanno iniziato a seguire la mia pagina, interagendo con commenti e like. Molti frequentano le Accademie di Belle Arti Italiane, altri sono autodidatti o semplici appassionati del settore.
Quasi per caso ho dato vita a una grande Community di Artisti, di lì a poco sono nati il Blog e l'Ebook Amazon. Il nome delle successive pagine Social rimandano quindi alla mia pagina Instagram. Questo nick mi rappresenta pienamente.
Amo il mare e l’oceano. Sono molto sensibile a tutte le iniziative che si pongono l’obiettivo della salvaguardia del mondo marino.

Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legata?

Le immagini dei miei dipinti rappresentano momenti di vita vissuta fra Miami e Los Angeles. Paesaggi urbani e marini dedicati a due città che, in qualche modo, hanno cambiato la mia vita.
Finite le restrizioni dovute al Covid-19, vorrei tornare in USA...

Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes?

Nel 2019 per caso ricevetti l’invito per partecipare come artista ad una mostra. Quella volta non riuscii a partecipare. Dopo tempo ripresi i contatti e da quel momento è un susseguirsi di grandi successi. Credo che a volte nascano dei legami di rispetto e affetto che vanno ben oltre la frequentazione giornaliera.
Abito a Palermo, città ben lontana da Milano, ma grazie agli eventi, grazie ai Social, alle mail e alle telefonate, il team di Spoleto Arte riesce a farmi sentire parte di una grande famiglia.
Artisti, critici, giornalisti, tutti uniti con lo scopo di portare avanti un nutrito gruppo di Artisti Italiani di Arte Contemporanea. Non potrei chiedere di più.
E’ l’inizio di un percorso … che dura tutta una vita. Dipingo e disegno da quando sono nata, non potrei farne a meno.
Il Presidente Nugnes è un eccellente Regista, coordina gli eventi, curando ogni minimo dettaglio. Non lascia nulla al caso, credo che il segreto del successo degli eventi, sia proprio lui.
Nell’arco di un anno io sono passata da Youtuber e Instagrammer ad “Artista di Arte Contemporanea”, devo il mio successo a tutto il team di Spoleto Arte. Un sogno che diventa realtà.
Hanno creduto in me e nelle mie potenzialità.

Qual è il suo prossimo progetto?

Dal 23 Luglio al 7 Agosto parteciperò alla fantastica Mostra di Arte Contemporanea “Pro Biennale” presentata da Vittorio Sgarbi, che si terrà a Venezia con il contributo di tantissimi personaggi illustri.
Nel corso dell’estate porterò a termine un progetto molto interessante. In collaborazione con un’azienda Inglese, le mie pitture digitali saranno stampate su un particolare tipo di tessuto cangiante. L’effetto visivo è assolutamente innovativo. Molte opere raggiungono la dimensione di quasi due metri di altezza. Una sorta di Arazzo in chiave moderna.
La mia Arte è caratterizzata dalla continua ricerca di materiali e dalla continua sperimentazione.
La mia è una tecnica in continua evoluzione.

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L’artista Puccio al Tgcom24, l’intervista di Spoleto Arte Thu, 25 Jun 2020 15:14:45 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647593.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647593.html UffStampaMilano UffStampaMilano Valentina Puccio, giovane artista di origini siciliane, ha visto le sue creazioni protagoniste di un servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena e così ne abbiamo approfittato per saperne di più. Artista della scuderia di Spoleto Arte, ha voluto spiegarci la sua Cyber Art.

 

 

Al Tgcom24 per il format Arte in quarantena troviamo un contributo a lei dedicato. Le piace l’iniziativa di portare direttamente a casa l’arte contemporanea durante l’isolamento?

Assolutamente sì, è stata un' iniziativa eccellente!
A causa del lockdown gli Italiani sono rimasti a lungo chiusi in casa. Questo programma ha regalato loro un momento di svago giornaliero. È stata l’occasione per avvicinare sempre più persone al mondo della pittura e dell’arte contemporanea.

Quand’è cominciata la sua attrazione per il mondo dell’arte digitale e come vi si è approcciata?

Amo utilizzare i Social (Instagram sopratutto) e proprio lì ho scoperto per caso la pittura su Tablet.
Il passaggio dalle tecniche pittoriche tradizionali alla pittura digitale è complesso. Quando ci si approccia per la prima volta a questo tipo di tecnica, occorre “pensare” in digitale.
La classica tavolozza di colori, viene sostituita con colori intangibili e i pennelli sono tutti racchiusi in un’unica pencil. La pittura digitale, spesso si sviluppa su livelli sovrapposti e un buon disegno può richiedere dai 2 ai 4 mesi di lavorazione.

Quali sono le differenze tra un disegno digitale ed un disegno “tradizionale”?

Le differenze sono tantissime. Probabilmente quella più evidente è il "tratto", in digitale si dipinge con l’utilizzo dei Pixel! Sì, proprio così. Piccoli quadratini che posti uno accanto all’altro creano il disegno e la pittura.
Io nello specifico lavoro su più livelli. Un livello sovrapposto all’altro. Nel momento in cui salvo il progetto in formato Jpeg, con un semplice click unisco tutti i livelli che compongono l’opera finale, così per come la vedete voi.

Da cosa deriva il suo nome d’arte Vally in the sea word?

Vally in the sea world è il nome della mia pagina Instagram, una pagina che nacque alcuni anni fa per caso. Ferma alla fermata dell’autobus, sotto una pioggia battente, dopo una classica giornata di lavoro in ufficio, decisi di creare il profilo, con la volontà di dare vita a un account contenente tutte le mie foto estive. Un angolo di paradiso, con paesaggi e ricordi fantastici!
Così facendo ovunque andassi le avrei potute visualizzare con un semplice click ... regalandomi un sorriso. Non avrei mai creduto di raggiungere quasi 600mila seguaci!
Sono una sub Open Water, inizialmente mi divertiva l’idea di condividere le immagini delle mie immersioni. Nel corso del tempo ho iniziato a condividere la mia vita, la mia arte.
Lì poi qualcosa è cambiato. Sempre più persone interessate al mondo dell'arte, hanno iniziato a seguire la mia pagina, interagendo con commenti e like. Molti frequentano le Accademie di Belle Arti Italiane, altri sono autodidatti o semplici appassionati del settore.
Quasi per caso ho dato vita a una grande Community di Artisti, di lì a poco sono nati il Blog e l'Ebook Amazon. Il nome delle successive pagine Social rimandano quindi alla mia pagina Instagram. Questo nick mi rappresenta pienamente.
Amo il mare e l’oceano. Sono molto sensibile a tutte le iniziative che si pongono l’obiettivo della salvaguardia del mondo marino.

Ci sono dei soggetti a cui è particolarmente legata?

Le immagini dei miei dipinti rappresentano momenti di vita vissuta fra Miami e Los Angeles. Paesaggi urbani e marini dedicati a due città che, in qualche modo, hanno cambiato la mia vita.
Finite le restrizioni dovute al Covid-19, vorrei tornare in USA...

Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes?

Nel 2019 per caso ricevetti l’invito per partecipare come artista ad una mostra. Quella volta non riuscii a partecipare. Dopo tempo ripresi i contatti e da quel momento è un susseguirsi di grandi successi. Credo che a volte nascano dei legami di rispetto e affetto che vanno ben oltre la frequentazione giornaliera.
Abito a Palermo, città ben lontana da Milano, ma grazie agli eventi, grazie ai Social, alle mail e alle telefonate, il team di Spoleto Arte riesce a farmi sentire parte di una grande famiglia.
Artisti, critici, giornalisti, tutti uniti con lo scopo di portare avanti un nutrito gruppo di Artisti Italiani di Arte Contemporanea. Non potrei chiedere di più.
E’ l’inizio di un percorso … che dura tutta una vita. Dipingo e disegno da quando sono nata, non potrei farne a meno.
Il Presidente Nugnes è un eccellente Regista, coordina gli eventi, curando ogni minimo dettaglio. Non lascia nulla al caso, credo che il segreto del successo degli eventi, sia proprio lui.
Nell’arco di un anno io sono passata da Youtuber e Instagrammer ad “Artista di Arte Contemporanea”, devo il mio successo a tutto il team di Spoleto Arte. Un sogno che diventa realtà.
Hanno creduto in me e nelle mie potenzialità.

Qual è il suo prossimo progetto?

Dal 23 Luglio al 7 Agosto parteciperò alla fantastica Mostra di Arte Contemporanea “Pro Biennale” presentata da Vittorio Sgarbi, che si terrà a Venezia con il contributo di tantissimi personaggi illustri.
Nel corso dell’estate porterò a termine un progetto molto interessante. In collaborazione con un’azienda Inglese, le mie pitture digitali saranno stampate su un particolare tipo di tessuto cangiante. L’effetto visivo è assolutamente innovativo. Molte opere raggiungono la dimensione di quasi due metri di altezza. Una sorta di Arazzo in chiave moderna.
La mia Arte è caratterizzata dalla continua ricerca di materiali e dalla continua sperimentazione.
La mia è una tecnica in continua evoluzione.

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Spoleto Arte: l’artista Maria Petrucci in un’intervista Wed, 24 Jun 2020 14:51:50 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647333.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647333.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

È originaria di Toffia, dove tuttora risiede, l’artista Maria Petrucci. Con un video pubblicato sulla piattaforma del Tgcom24 per il format Arte in quarantena, la pittrice e scultrice della scuderia di Spoleto Arte risponde così alle nostre domande. Nata sul finire degli anni Trenta, Maria Petrucci intende ora lasciare al suo comune, in regalo ai suoi concittadini, il suo museo.

 

A breve uscirà il servizio a lei dedicato del Tgcom24 per il format “Arte in quarantena”. Cosa ne pensa di quest’iniziativa?

In questo momento in cui sembrano esistere solamente dolore e incertezze, portare  nelle case della gente l’arte che viene dall’inconscio è un buona cosa, dà speranza.

 

Nel suo percorso artistico si è dedicata tanto alla pittura quanto alla scultura. C’è un’opera a cui è particolarmente legata?

L'estro non privilegia l’una o l’altra forma artistica, fa emergere spontaneamente quello che in quel momento ho in mente e nell’inconscio, infatti non faccio disegni o bozzetti preparatori. Chiedermi se privilegio in particolare un’opera è come dire a una mamma quale figlio preferisce: per me sono tutte uguali.

 

Quanto c’è di Toffia e della sua gente nei suoi lavori?

I soggetti non li penso, vengono,  sono fine a se stessi e sono stati realizzati quasi tutti quando vivevo nei pressi di Mantova. Di Toffia probabilmente c'è la nostalgia. Una volta tornata, più che altro mi sono dedicata al paese che amo e donerò al Comune di Toffia, per i concittadini, il mio Museo.

 

Ci sono degli artisti che l’hanno particolarmente influenzata?

Faccio una premessa: ho molta fede in Dio, mi sono appellata sempre a Lui con tutte le forze e Lui mi ha aiutata a superare ogni dolore. Dio e l’arte non mi hanno mai tradito. Stranamente, sono entrata nel mondo dell’arte che non avevo mai sfogliato un catalogo o visitato una galleria. Cominciai con l’ambizione di fare dei quadri per la mia casa. Andando avanti, supportata da una spinta interiore, non mi è venuto in mente che potevo guardare a qualche pittore o scultore.

 

Nella sua vita ha assaporato molte soddisfazioni e tanti dispiaceri, tuttavia si è dimostrata sempre molto forte di fronte alle avversità. Che cosa si prova quando un critico le viene a dire di “cambiare mestiere”, cioè di passare dalla pittura alla scultura?

Ero così ignorante per capire… Con la pittura ero lanciata a livello nazionale, mentre avevo fatto solamente una scultura, quella esposta nella mostra a cui si fa riferimento quando mi venne detto questo. A me andava bene passare da un’espressione all’altra, ma costui dettava legge, mentre io desideravo continuare così, non avendo grandi pretese.

 

Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

Nel 2014 mi arrivò un’email dall’associazione Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, per una mostra a Palazzo Leti Sansi, a Spoleto e aderii. Un mio amico mi accompagnò, portavo in mostra una scultura.

Non sapevo allora che il signore che presentava l’evento ‒ mi sembra portasse una camicia azzurra ‒ fosse il Presidente. Apprezzai il suo modo di fare, nacque in me un’immediata simpatia che si è consolidata a Maranello e quando gentilmente venne a trovarmi nel museo a Toffia.

 

 

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Spoleto Arte: l’artista Maria Petrucci in un’intervista Wed, 24 Jun 2020 14:51:17 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647332.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/647332.html UffStampaMilano UffStampaMilano È originaria di Toffia, dove tuttora risiede, l’artista Maria Petrucci. Con un video pubblicato sulla piattaforma del Tgcom24 per il format Arte in quarantena, la pittrice e scultrice della scuderia di Spoleto Arte risponde così alle nostre domande. Nata sul finire degli anni Trenta, Maria Petrucci intende ora lasciare al suo comune, in regalo ai suoi concittadini, il suo museo.

 

A breve uscirà il servizio a lei dedicato del Tgcom24 per il format “Arte in quarantena”. Cosa ne pensa di quest’iniziativa?

In questo momento in cui sembrano esistere solamente dolore e incertezze, portare  nelle case della gente l’arte che viene dall’inconscio è un buona cosa, dà speranza.

 

Nel suo percorso artistico si è dedicata tanto alla pittura quanto alla scultura. C’è un’opera a cui è particolarmente legata?

L'estro non privilegia l’una o l’altra forma artistica, fa emergere spontaneamente quello che in quel momento ho in mente e nell’inconscio, infatti non faccio disegni o bozzetti preparatori. Chiedermi se privilegio in particolare un’opera è come dire a una mamma quale figlio preferisce: per me sono tutte uguali.

 

Quanto c’è di Toffia e della sua gente nei suoi lavori?

I soggetti non li penso, vengono,  sono fine a se stessi e sono stati realizzati quasi tutti quando vivevo nei pressi di Mantova. Di Toffia probabilmente c'è la nostalgia. Una volta tornata, più che altro mi sono dedicata al paese che amo e donerò al Comune di Toffia, per i concittadini, il mio Museo.

 

Ci sono degli artisti che l’hanno particolarmente influenzata?

Faccio una premessa: ho molta fede in Dio, mi sono appellata sempre a Lui con tutte le forze e Lui mi ha aiutata a superare ogni dolore. Dio e l’arte non mi hanno mai tradito. Stranamente, sono entrata nel mondo dell’arte che non avevo mai sfogliato un catalogo o visitato una galleria. Cominciai con l’ambizione di fare dei quadri per la mia casa. Andando avanti, supportata da una spinta interiore, non mi è venuto in mente che potevo guardare a qualche pittore o scultore.

 

Nella sua vita ha assaporato molte soddisfazioni e tanti dispiaceri, tuttavia si è dimostrata sempre molto forte di fronte alle avversità. Che cosa si prova quando un critico le viene a dire di “cambiare mestiere”, cioè di passare dalla pittura alla scultura?

Ero così ignorante per capire… Con la pittura ero lanciata a livello nazionale, mentre avevo fatto solamente una scultura, quella esposta nella mostra a cui si fa riferimento quando mi venne detto questo. A me andava bene passare da un’espressione all’altra, ma costui dettava legge, mentre io desideravo continuare così, non avendo grandi pretese.

 

Come ha conosciuto Spoleto Arte e il suo presidente?

Nel 2014 mi arrivò un’email dall’associazione Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, per una mostra a Palazzo Leti Sansi, a Spoleto e aderii. Un mio amico mi accompagnò, portavo in mostra una scultura.

Non sapevo allora che il signore che presentava l’evento ‒ mi sembra portasse una camicia azzurra ‒ fosse il Presidente. Apprezzai il suo modo di fare, nacque in me un’immediata simpatia che si è consolidata a Maranello e quando gentilmente venne a trovarmi nel museo a Toffia.

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Spoleto Arte intervista l’artista Giuliana Maddalena Fusari Tue, 23 Jun 2020 11:18:10 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646897.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646897.html UffStampaMilano UffStampaMilano Di recente, il format Arte in quarantena del Tgcom24 ha portando in primo piano l’arte di Giuliana Maddalena Fusari. Artista di Spoleto Arte, la Fusari ha un interessante percorso alle spalle. Tale da rendere il suo stile riconoscibile e fuori dal comune. Abbiamo voluto farle qualche domanda in merito.

 

Il TGcom24 ha dato il via alla piattaforma Arte in Quarantena, su cui compare un servizio a lei dedicato. Che ne pensa dell’iniziativa di portare l’arte direttamente nelle case degli spettatori proprio quando non si poteva uscire?

Penso che sia una cosa meravigliosa e molto azzeccata. Assolutamente necessaria sia per gli artisti e ancor di più per i fruitori.

 

Con il passare del tempo e l’evolversi del suo stile, le sue opere trovano dimora in diverse correnti artistiche. L’ultima è l’Informale Femmina. Di cosa si tratta?

Posso riassumere l'evolversi del mio stile con il Figurativo Post Moderno che pratico dagli anni '80. Dal 2014 a questo si è affiancato l'Estetica Paradisiaca. Anno dopo anno mi sono immersa sempre di più in questo movimento artistico basato su un informale essenziale e spirituale. Posso dire che ho contribuito con le mie opere a determinare la poetica del movimento.

In quanto all'Informale Femmina è una cosa tutta mia. Partendo dall'Estetica Paradisiaca, che per auto definizione punta sul bianco, ho iniziato a desiderare di fare queste opere con tutti gli altri colori, privilegiando la pittura materica, l'uso del colore "grasso", con un volume paragonabile al basso-rilievo. Prima dipingevo con il dito, poi, nell'Informale Femmina, direttamente con il tubo dei colori, lasciandomi trascinare, per non dire travolgere, dall'impulso emotivo. E un giorno ho pensato "guarda come queste opere sono così concettualmente e psicologicamente diverse, addirittura di segno opposto, alle opere informali, che pure sono così materiche, dei miei colleghi uomini!"

E perché? Perché loro sono maschi e io sono femmina! Sembra una banalità e invece è una differenza sostanziale. 

Il prendere atto di questa cosa mi fece venire l'idea di aggiungere una o più perle naturali alle mie opere, per sottolinearne la Grazia e l' Eleganza. 

 

Quali funzioni ricoprono il colore e il tessuto nei suoi lavori?

Il colore e il tessuto sono fondamentali nelle mie opere. Potrei dire che il colore è la mia Anima e il tessuto, la tela, il raso, le carte o comunque il supporto, sono la mia pelle. L'anno scorso una nota giornalista d'arte di Verona, Vera Meneguzzo, è venuta a visitare la mia Personale A.M.A.C.I. per la giornata del Contemporaneo. Alcune opere attraverso dei tagli esibivano il legno del telaio. Mi chiese il perché. Le ho risposto "Sono le mie ossa".

Ed è così. Il colore è la mia Anima, il tessuto è la mia pelle, il telaio a vista sono le mie ossa.

 

 

In quale delle sue creazioni si riconosce di più?

In tutte ! Certamente ci sono delle opere particolarmente ben riuscite, che mi piacciono di più, a cui tengo particolarmente, ma sono così tante che è impossibile dire quante e quali sono.

 

Ritiene che scegliere di fare arte e di affermarsi in questo campo sia più difficile per una donna?

Sicuramente si. Immensamente si! E non è un'opinione. Lo dicono fatti.

Tutte le donne artiste veramente famose o sono figlie o mogli o amanti di uomini famosi, artisti e non. Fino a vent'anni fa nelle mostre importanti c'era una donna ogni 20 /30 uomini, e nelle mostre importantissime, una ogni 50. Adesso la presenza delle donne è pari o anche superiore a quella degli uomini. Ma sono convinta che siamo come di contorno. Il piatto forte è l'artista maschio. E chi compra l'Arte certamente si fida di più di acquistare un'opera fatta da un uomo che da una donna. Negli anni '90 il gallerista della Galleria Ferrari, pioniere dell' Arte Contemporanea in Verona, mi ha fatto questo discorso "Mi piacciono le tue opere ma non posso farti fare una mostra nella mia galleria. Perché per vivere io devo vendere e le tue opere, pur così belle, non le comprerà nessuno. E sai perché? Perché non sono adatte agli uomini. E sono gli uomini che comprano l'Arte. Le donne se hanno soldi si comprano una pelliccia o un bel gioiello, ma non comprano l' Arte Contemporanea. Forse quella antica, ma non l'Arte Contemporanea."

Temo che sia così ancora adesso. 

 

Tra i suoi sostenitori troviamo Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes. In che occasione vi siete conosciuti?

Anni fa ho iniziato a ricevere le mail di Spoleto Arte, e dopo un po' ho accettato di partecipare. La prima mostra insieme è stata la Biennale di Milano 2015 presso la Milano Art Gallery a Milano. Conoscerci, nel senso di conoscerci personalmente, è stato nel 2018 alla Pro Biennale per il compleanno di Vittorio Sgarbi.

 

Anche per lei la quarantena ha riservato un lato creativo? A cosa sta lavorando al momento?

Stare in casa è la mia normalità. Durante la quarantena ho fatto le cose che avrei fatto comunque. Ho dipinto, cucito e fotografato.

L'unica cosa è che mi è successa una cosa insolita che non mi era mai capitata. Ho dato il colore di fondo a una tela. Giorni dopo, guardandolo, vi ho visto il profilo di un uomo. Poi, nei giorni successivi, ho visto un'altra faccia e poi un'altra. Ho deciso di cambiare progetto per quel quadro e anziché farne un Informale Femmina con la sua perla, di lasciare questi volti e forse di evidenziarli per renderli più visibili. Eravamo nel momento più buio della pandemia, l'inizio, quando il solo pensare a questa epidemia di feroce polmonite sembrava un incubo. E anche, almeno a me, una cosa a cui non riuscivo a credere.

Ero così sotto shock da aver dipinto, senza accorgermene, dei volti angosciati e allucinati. Questo quadro, così diverso dai miei, non sembra neppure dipinto da me! Ma invece l'ho fatto io.

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Spoleto Arte intervista l’artista Giuliana Maddalena Fusari Tue, 23 Jun 2020 11:17:47 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646896.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646896.html UffStampaMilano UffStampaMilano Di recente, il format Arte in quarantena del Tgcom24 ha portando in primo piano l’arte di Giuliana Maddalena Fusari. Artista di Spoleto Arte, la Fusari ha un interessante percorso alle spalle. Tale da rendere il suo stile riconoscibile e fuori dal comune. Abbiamo voluto farle qualche domanda in merito.

 

Il TGcom24 ha dato il via alla piattaforma Arte in Quarantena, su cui compare un servizio a lei dedicato. Che ne pensa dell’iniziativa di portare l’arte direttamente nelle case degli spettatori proprio quando non si poteva uscire?

Penso che sia una cosa meravigliosa e molto azzeccata. Assolutamente necessaria sia per gli artisti e ancor di più per i fruitori.

 

Con il passare del tempo e l’evolversi del suo stile, le sue opere trovano dimora in diverse correnti artistiche. L’ultima è l’Informale Femmina. Di cosa si tratta?

Posso riassumere l'evolversi del mio stile con il Figurativo Post Moderno che pratico dagli anni '80. Dal 2014 a questo si è affiancato l'Estetica Paradisiaca. Anno dopo anno mi sono immersa sempre di più in questo movimento artistico basato su un informale essenziale e spirituale. Posso dire che ho contribuito con le mie opere a determinare la poetica del movimento.

In quanto all'Informale Femmina è una cosa tutta mia. Partendo dall'Estetica Paradisiaca, che per auto definizione punta sul bianco, ho iniziato a desiderare di fare queste opere con tutti gli altri colori, privilegiando la pittura materica, l'uso del colore "grasso", con un volume paragonabile al basso-rilievo. Prima dipingevo con il dito, poi, nell'Informale Femmina, direttamente con il tubo dei colori, lasciandomi trascinare, per non dire travolgere, dall'impulso emotivo. E un giorno ho pensato "guarda come queste opere sono così concettualmente e psicologicamente diverse, addirittura di segno opposto, alle opere informali, che pure sono così materiche, dei miei colleghi uomini!"

E perché? Perché loro sono maschi e io sono femmina! Sembra una banalità e invece è una differenza sostanziale. 

Il prendere atto di questa cosa mi fece venire l'idea di aggiungere una o più perle naturali alle mie opere, per sottolinearne la Grazia e l' Eleganza. 

 

Quali funzioni ricoprono il colore e il tessuto nei suoi lavori?

Il colore e il tessuto sono fondamentali nelle mie opere. Potrei dire che il colore è la mia Anima e il tessuto, la tela, il raso, le carte o comunque il supporto, sono la mia pelle. L'anno scorso una nota giornalista d'arte di Verona, Vera Meneguzzo, è venuta a visitare la mia Personale A.M.A.C.I. per la giornata del Contemporaneo. Alcune opere attraverso dei tagli esibivano il legno del telaio. Mi chiese il perché. Le ho risposto "Sono le mie ossa".

Ed è così. Il colore è la mia Anima, il tessuto è la mia pelle, il telaio a vista sono le mie ossa.

 

 

In quale delle sue creazioni si riconosce di più?

In tutte ! Certamente ci sono delle opere particolarmente ben riuscite, che mi piacciono di più, a cui tengo particolarmente, ma sono così tante che è impossibile dire quante e quali sono.

 

Ritiene che scegliere di fare arte e di affermarsi in questo campo sia più difficile per una donna?

Sicuramente si. Immensamente si! E non è un'opinione. Lo dicono fatti.

Tutte le donne artiste veramente famose o sono figlie o mogli o amanti di uomini famosi, artisti e non. Fino a vent'anni fa nelle mostre importanti c'era una donna ogni 20 /30 uomini, e nelle mostre importantissime, una ogni 50. Adesso la presenza delle donne è pari o anche superiore a quella degli uomini. Ma sono convinta che siamo come di contorno. Il piatto forte è l'artista maschio. E chi compra l'Arte certamente si fida di più di acquistare un'opera fatta da un uomo che da una donna. Negli anni '90 il gallerista della Galleria Ferrari, pioniere dell' Arte Contemporanea in Verona, mi ha fatto questo discorso "Mi piacciono le tue opere ma non posso farti fare una mostra nella mia galleria. Perché per vivere io devo vendere e le tue opere, pur così belle, non le comprerà nessuno. E sai perché? Perché non sono adatte agli uomini. E sono gli uomini che comprano l'Arte. Le donne se hanno soldi si comprano una pelliccia o un bel gioiello, ma non comprano l' Arte Contemporanea. Forse quella antica, ma non l'Arte Contemporanea."

Temo che sia così ancora adesso. 

 

Tra i suoi sostenitori troviamo Spoleto Arte e il suo presidente Salvo Nugnes. In che occasione vi siete conosciuti?

Anni fa ho iniziato a ricevere le mail di Spoleto Arte, e dopo un po' ho accettato di partecipare. La prima mostra insieme è stata la Biennale di Milano 2015 presso la Milano Art Gallery a Milano. Conoscerci, nel senso di conoscerci personalmente, è stato nel 2018 alla Pro Biennale per il compleanno di Vittorio Sgarbi.

 

Anche per lei la quarantena ha riservato un lato creativo? A cosa sta lavorando al momento?

Stare in casa è la mia normalità. Durante la quarantena ho fatto le cose che avrei fatto comunque. Ho dipinto, cucito e fotografato.

L'unica cosa è che mi è successa una cosa insolita che non mi era mai capitata. Ho dato il colore di fondo a una tela. Giorni dopo, guardandolo, vi ho visto il profilo di un uomo. Poi, nei giorni successivi, ho visto un'altra faccia e poi un'altra. Ho deciso di cambiare progetto per quel quadro e anziché farne un Informale Femmina con la sua perla, di lasciare questi volti e forse di evidenziarli per renderli più visibili. Eravamo nel momento più buio della pandemia, l'inizio, quando il solo pensare a questa epidemia di feroce polmonite sembrava un incubo. E anche, almeno a me, una cosa a cui non riuscivo a credere.

Ero così sotto shock da aver dipinto, senza accorgermene, dei volti angosciati e allucinati. Questo quadro, così diverso dai miei, non sembra neppure dipinto da me! Ma invece l'ho fatto io.

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Valentina Puccio di Spoleto Arte al Tgcom24: la Cyber Art e l’iperrealismo Fri, 19 Jun 2020 16:51:20 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646329.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646329.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Valentina Puccio è una forza della natura. L’artista di Spoleto Arte porta il sole della sua Sicilia dentro e lo trasmette con una creatività contagiosa. Il suo percorso artistico è un insieme di sfumature che il Tgcom24 ha voluto raccontare per il format Arte in quarantena.

 

Selezionata per l’International Art Prize Frida Kahlo tenutosi alla Milano Art Gallery (dal 14 al 27 febbraio 2020) e successivamente per la Pro Biennale che sarà presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia quest’estate, l’esperienza di Valentina Puccio insegna come da una cosa possa nascerne un’altra e, lasciandosi guidare dalle proprie passioni con le giuste idee, si possa arrivare al successo.

 

Nata a Palermo nel 1982, l’artista è cresciuta con una mentalità cosmopolita tra Messina, Milano e Bilbao. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Palermo, la Universidad del Paìs Vasco e l’Istituto di Moda Burgo, la tesi di laurea “Marketing non convenzionale” è il primo passo verso il suo futuro. È il 2010 quando prende parte, come esperta di Marketing legato ai social, al cast del programma televisivo Social King, in onda su Rai 2. Dopo una breve parentesi nel campo dell’insegnamento, la svolta. Avviene nel 2019, quando visualizza alcune opere fra le pagine di Instagram: si approccia per la prima volta alla Cyber Art.

 

Apre così una pagina Instagram e da allora ha raggiunto 600 mila follower. Un successo che si spiega per la qualità dei contenuti. Tutorial di disegno digitale, una collana di ebook dedicati a questa tecnica e una community virtuale sempre più crescente. Tutto questo è Vally in the sea world.

 

Grazie a una tela virtuale, a una tavolozza di colori intangibile e a una gamma di pennelli digitali, Valentina crea dei quadri che, una volta stampati, sembrano delle vere e proprie foto. Il tempo di realizzazione varia dai due ai quattro mesi e il livello di perfezione raggiunto viene da lei definito “disegno iperrealista digitale”. Tra le sue principali fonti di ispirazione troviamo Miami in tutta la sua luce colorata, nel suo eclettismo affascinante.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:29:11 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646323.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646323.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:28:48 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646322.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646322.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:28:26 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646321.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646321.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:28:04 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646320.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646320.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:27:42 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646319.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646319.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Tgcom24 presenta Gli Artisti di Spoleto Arte Fri, 19 Jun 2020 14:27:19 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646318.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/646318.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Continuano i video del format Arte in Quarantena del Tgcom24, nato dall’idea del direttore Paolo Liguori e di Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, che hanno voluto portare l’arte e la cultura a casa degli Italiani in un periodo difficile.

 

L’ultimo pubblicato è stato il video Gli Artisti di Spoleto Arte, che ha mostrato e dato risalto ad alcuni degli artisti che fanno parte della scuderia della grande organizzazione artistica internazionale Spoleto Arte. Questa si prefigge come intento quello di promuovere e diffondere in maniera capillare l’arte e la cultura a livello nazionale ed internazionale. Un prezioso osservatorio sull’arte contemporanea di tutto il mondo, dove espongono artisti italiani e stranieri, già conosciuti o emergenti, che meritano particolare attenzione e considerazione.

 

Il motto trainante del manager Nugnes è quello di rendere l’arte e la cultura accessibili e alla portata di tutti, e da qui nasce l’idea di una sinergia con il Tgcom24 volta a dare il massimo risalto agli artisti partecipanti che hanno avuto così l’occasione di avere un’efficace risonanza mediatica.

 

Gli artisti che hanno visto pubblicate le loro opere nel video sono: Nino Camardo, Graziano Cossu, Rosa d’Angelo, Alma Fassio, Lorenzo Meneghel, Giorgio Pace, Giuseppe Persia, Maria Carla Prevedello, Arduino Rossi, Donatella Saladino, Fabrizio Sanna, Piero Tani.

    

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Presentata da Vittorio Sgarbi, la Pro Biennale nel cuore di Venezia Wed, 27 May 2020 11:54:45 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/640934.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/640934.html UffStampaMilano UffStampaMilano Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui Pro Biennale provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Così l’appuntamento, ma non l’intenzione di offrire l’arte democratica, è stato posticipato da maggio a luglio. Con la stessa scaletta. Presentata a Venezia dal prof. Vittorio Sgarbi, raccoglierà le opere di artisti italiani e stranieri contemporanei degni di essere notati e annotati.

Da segnare intanto il giorno dell’inaugurazione: giovedì 23 luglio 2020. Doppio il vernissage, che comincerà alle 13 con l’apertura dello Spoleto Pavilion, altrimenti conosciuto come Palazzo Ivancich a 300 metri da piazza San Marco, l’evento continuerà alle 15.30 alla Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.

La rassegna porta i contributi di importanti personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. A partire da Vittorio Sgarbi e dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di Pro Biennale, troviamo: il soprano Katia Ricciarelli, Morgan, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori. Ma anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore al Turismo Paola Mar, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia e il fotografo internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Fino ad arrivare al Premio Oscar Gianni Quaranta, a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Patrick, vincitore morale del Grande Fratello Vip e inviato speciale di Striscia la Notizia, e la giornalista di Rete Veneta Angelica Montagna.

Rendere l’arte e la cultura fruibili per tutti e far conoscere a un pubblico il più vasto possibile gli artisti contemporanei è la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice. Lodandone l’intento, Vittorio Sgarbi ritorna sul problema delle selezioni commentando: «Quanti sono gli artisti oggi nel mondo? Forse un milione, forse due milioni. E in Italia quanti sono? Almeno cinquantamila. Se io fossi stato Vittorio Pica, famoso critico d’arte della prima metà del secolo scorso, o se fossi stato un critico come Ugo Ojetti, insomma, fino al 1950 avrei potuto avere una piantina con tutti gli artisti regione per regione. Perché essere artisti voleva dire qualcosa di distinguibile. Non c’era, per esempio, il mondo femminile: era del tutto esterno all’arte fino alla seconda metà del secolo scorso. Quindi un critico poteva dominare l’Italia con un panorama di forse mille artisti, conoscendoli tutti. Io come faccio, come fa un critico a conoscerli tutti? Con quale possibilità, con quale verosimiglianza e con quale rispetto della loro ricerca?»

Pro Biennale è la risposta di Venezia a una questione sempre più pressante nel mondo dell’arte. Il diritto alla creatività tuttora non è contemplato dalla Costituzione italiana, sebbene il mondo sia cambiato rispetto a settant’anni fa. Ci sono la democrazia, l’alfabetizzazione e c’è finalmente l’attività creativa femminile. C’è, paradossalmente, un eccesso di creatività che viene ignorata. «La creatività ‒ continua il critico d’arte ‒ non è più per pochi. Ora, cosa deriva da questo? Un progresso per i creativi, una difficoltà per i critici. Oggi non posso più scegliere perché non so quanti sono gli artisti. Posso solo osservarli». E per farlo Pro Biennale diventa vitale.

A valorizzare maggiormente l’esposizione, due cornici storiche nel cuore di Venezia. Il Palazzo Ivancich, secolare dimora nobile sita a Castello 4421, e la Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810). Qui le opere resteranno esposte dal 23 luglio al 7 agosto 2020, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare il 388 7338297.

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Spoleto Arte: l’artista Marcello Vandelli si racconta in un’intervista Tue, 26 May 2020 10:25:02 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/640541.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/640541.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Marcello Vandelli, artista di origini modenesi, sa come farsi riconoscere. La sua arte questa settimana è entrata negli schermi degli italiani grazie a un servizio del Tgcom24. Il pittore di Spoleto Arte, con il suo stile inconfondibile, ha ammaliato il pubblico del format Arte in quarantena ed è pronto a conquistare anche noi con la sua filosofia artistica.

  Di recente il Tgcom24 ha rilasciato un servizio su di lei. Come si sente?

 Sono grato di questa possibilità. Da anni investo tempo e spirito in questo mio percorso artistico. La pittura è totalizzante, riempie ogni istante della mia vita, è un sacrificio enorme, ma la considero un privilegio. Curo nei dettagli ciò che può aumentare la visibilità dei miei lavori e il servizio all’interno della rubrica Arte in quarantena è assolutamente un ottimo risultato. In modo particolare, nell’attuale contesto che tutti stiamo vivendo, ritengo che l’arte possa diventare una medicina per l’anima.

 Cosa significa fare arte oggi?

L’arte è principalmente una segreta premeditazione, nasce da un accumulo silenzioso di idee e da una costante attività di critica selezione. Il risultato che ne consegue si basa sulla pura sperimentazione, volta a ricercare un equilibrio tra forma e colore in grado di saper esprimere il senso di ciò che voglio comunicare.

Nelle sue opere trovano spazio l’autobiografico e l’anonimità. Da cosa nasce questa fusione così particolare?

Le mie intuizioni artistiche sono l’espressione di uno spirito tormentato che vuole esplodere in un grido liberatorio. Sono ossessionato dalle problematiche della vita e della morte, i pensieri si trasformano in colori e forme, rappresentando la condizione esistenziale dell’uomo moderno, afflitto dalla solitudine, dall’incomunicabilità, dall’angoscia. In fondo, rappresento me stesso, quel bambino cresciuto in un mondo che non mi apparteneva, che mi faceva sentire estraneo. E al contempo rappresento il vissuto di ogni individuo, dipingendo una realtà fatta di sagome che si librano in una realtà onirica che ha oltrepassato il materiale, ma ha lasciato inalterata l’esigenza del silenzio e della solitudine.

Quanto c’è della sua terra nei suoi lavori?

La mia vita, fin dalla giovinezza, è stata intrisa di esperienze, avventure ed imprevisti che hanno permesso alla mia indole artistica di uscire allo scoperto e crescere. Dopo aver viaggiato per il mondo, sono ritornato alle mie origini, a cui sono indissolubilmente legato, con una maturata consapevolezza.

Nella primavera del 2012 è accaduto, però, un qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la mia vita, così come quella di molti altri. Il dolore nel vedere la mia terra lacerata dal terremoto… Questo evento brutale e inatteso, assolutamente incontrollabile, ha reso fragili le vite di molti, distrutto in pochi secondi gli equilibri della vita, lacerando ogni stabilità fisica ma soprattutto emotiva. In questa situazione di enorme incertezza si sono risvegliati i sentimenti, la necessità di ricercare, seppur con difficoltà, una nuova pace attraverso la condivisione con gli altri. Racchiuso nel mio piccolo mondo, per la prima volta, ho avvertito l’esigenza di palesare ciò che fino a quel momento avevo celato con tanto riguardo.

Spesso le è stato fatto notare che il suo stile si ispira alla Pop Art italiana. Che cosa l’ha spinta a seguire questa corrente?

È impossibile non essere influenzati dal passato, nel mio caso, artistico. Esiste certamente una correlazione, e in alcuni casi mi sento collegato come da un filo invisibile. In genere, mi affascinano e colpiscono tutti quegli artisti che, attraverso cose apparentemente banali, riescono a esprimere emozioni profonde. Mi riferisco in primis agli artisti che hanno segnato un’epoca nella Roma degli anni Sessanta. In loro riconosco un’analogia con il mio vissuto, un’affinità elettiva. Una generazione, la loro, ambientata nel provvisorio benessere o nella provvisoria miseria del miracolo economico. La loro esigenza di dipingere, di stabilire dei rapporti e delle proporzioni, non è alienabile dalla condizione di vuoto in cui si sentono immersi e, proprio in questo vuoto, si sforzano di operare tracciando nuovi punti di riferimento. Ti porto l’esempio di Tano Festa con i suoi Coriandoli, di Mario Schifano con i suoi Campi di pane, di Cesare Tacchi e Giosetta Fioroni, la cui semplice eleganza riesce sempre a emozionarmi delicatamente, e il tormento interiore di Emilio Vedova che scolpisce le tonalità come a rappresentare i giorni drammaticamente vissuti nel periodo della guerra.

Allo stesso modo, utilizzo l’arte come forma di comunicazione e al contempo di “purificazione”. Attraverso essa fisso il mio passato, mi faccio domande e mi do delle risposte. L’arte diventa il tramite verso la liberazione e la ritrovata consapevolezza.

Come ha conosciuto Spoleto Arte?

“Il destino mescola le carte e noi giochiamo”, diceva Schopenhauer. Capita a volte di essere nel posto giusto al momento giusto. E così è stato.

C’è un’opera a cui è particolarmente legato?

In realtà, direi di no. Ogni mia opera trova origine nei più profondi meandri del mio Io, è parte inscindibile del mio essere. La mia mente è in continua evoluzione. Non si placa, nemmeno quando dormo. Ogni mia opera è una rappresentazione onirica, un racconto introspettivo, indissolubilmente legato al precedente e a quello che ancora non ha trovato forma, condizionato dal momento, ma soprattutto dai ricordi, che troppo spesso riaffiorano, riconducendo i pensieri verso amore, dolore, passione e solitudine.

 

 

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Spoleto Arte: intervista alla pittrice Benedetta Trudesti Thu, 21 May 2020 17:50:53 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639623.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639623.html UffStampaMilano UffStampaMilano È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

Che cosa cerca nei suoi ritratti?

Questa è una bella domanda!

Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

Come ha conosciuto Spoleto Arte?

Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

Qual è il suo prossimo progetto?

Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.

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Il pittore Marcello Vandelli di Spoleto Arte al Tgcom24 con “Segrete premeditazioni” Wed, 20 May 2020 14:35:25 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639188.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639188.html UffStampaMilano UffStampaMilano  

Sull’innovativa piattaforma del Tgcom24 siede il carismatico artista Marcello Vandelli di Spoleto Arte. Il format è quello di Arte in quarantena, lanciato dal direttore Liguori per sopperire all’impossibilità momentanea di visitare mostre e musei fisicamente. A entrare oggi nelle case degli italiani è la volta dell’accattivante espressività creativa di questo pittore.

Nato a San Felice sul Panaro (Mo) nel 1958, l’autore si lascia positivamente influenzare dalla Pop Art italiana. La sua pittura risulta “modernissima, estremamente mobile e duttile, poco prevedibile” per il noto critico Vittorio Sgarbi. Assomiglia “a volte al Licini più angelico o allo Schifano più liquido”. Lo stile cattura immediatamente il nostro interesse per la forte scelta cromatica. I colori rivelano infatti il carattere audace del Vandelli, sempre attento ad assorbire quanto avviene attorno a lui e a connotarlo in decise tonalità. È proprio questa particolare interiorizzazione delle esperienze ad affascinare. Il Vandelli è autobiografico, raffigura ciò che vede e lo colpisce. Ma lo riveste di una simbologia onirica facilmente deducibile, quasi attingesse a una matrice di sogni universale. In questo modo il suo linguaggio sfiora le vette dell’informale, proteggendo l’identità dei suoi soggetti.

Il fatto che i personaggi siano anonimi, non abbiano un volto, sembrerebbe rifarsi al detto “si dice il peccato, ma non il peccatore”. In realtà Vandelli ha ben assimilato il concetto che le azioni e i fatti finiscono per reiterarsi nel tempo. Ne interrompe tuttavia la ciclicità fermando spesso su tavole di grandi dimensioni un istante decisivo, l’epifania della realtà, l’atto di “denuncia” nei confronti dell’umanità. Sgarbi spiega il motivo di questa scelta: tra l’artista e l’opera c’è un vero corpo a corpo, per questo servono grandi dimensioni. È una lotta per cui il pittore vuole investire l’osservatore con la propria creatività. Andando oltre l’ideale dunque, perché nei lavori di Vandelli c’è pittura. E c’è anche un’assenza.

Vittorio Sgarbi la interpreta così: «Io, che ho per la pittura di ritratto una particolare predilezione perché è lì che senti, nel volto, l’anima dell’artista, mi chiedo che cosa abbia tenuto Vandelli così lontano dal volersi specchiare in un volto o specchiare il suo volto in quello di una persona ritratta.

È un’umanità senza volto, è un’umanità dove sono tutti uguali, fatta di persone distinte, ma che lui riserva solo per la sua dimensione interiore, le tiene per sé, non le mostra agli altri.

È questa la cosa che mi ha colpito di più, diciamo l’idea di vedere spazi, di vedere sagome, di vedere forme umane… C’è un rapporto tra la figura e lo spazio, ma quella figura potrebbe essere chiunque di noi. L’uomo nella sua identità democratica, cioè quella per cui non c’è un popolo di gente che non è nessuno e invece alcuni che sono tutto».

 

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Spoleto Arte: l’artista Benedetta Trudesti in un servizio del Tgcom24 Wed, 20 May 2020 10:27:33 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639036.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/639036.html UffStampaMilano UffStampaMilano Siamo ormai in un punto chiave della fase 2. Al limite tra chiusura e riapertura. Su questo limite, tutto interiore, danza a ritmo di pennellate Benedetta Trudesti, artista di spicco di Spoleto Arte. Su di lei il Tgcom24 ha pubblicato il nuovo servizio per il format Arte in quarantena: “l’Essere Materico”.

Benedetta Trudesti intuisce già in tenera età la forza travolgente dell’arte riconoscendola come propria e sviluppandola nel corso del tempo in un linguaggio incredibilmente affascinante. Dopo aver intrapreso il percorso artistico all’istituto d’Arte per il Mosaico di Monreale e aver frequentato i corsi di Arte e Iconografia Cristiana a Palermo, diviene allieva del maestro Mazzotta. Nel corso degli anni partecipa a importanti mostre e concorsi, riscontrando un notevole successo di pubblico e critica. Nel 2015 partecipa alle selezioni, superandole, della Biennale di Roma e, sempre nello stesso anno, espone ad Arte Padova.

Cercando di rendere tangibili i moti dell’anima, Benedetta Trudesti incanta l’osservatore per la particolare scelta dei suoi sfondi rossi. Simbolo di un percorso che riporta l’essenza dell’io in una distesa di colore e di passione, il rosso indica la maturazione di un io che si ritrova forte nelle proprie debolezze, nella consapevolezza che il cammino che lo attende non è facile. Diventa dunque inevitabile ritrovarsi nei ritratti di Benedetta Trudesti, rispecchiarvisi come davanti a ricordi ed emozioni vere, possedute in passato e finalmente ritrovate.

Ciò che l’artista dipinge infatti è la propria indagine che, partendo dal reale, scende tra le spire dell’inconscio, facendo luce come all’interno del ventre materno per ritrovarvi il palpito della vita. Partendo dal presupposto che ogni quadro prende forma dall’interiorità, Benedetta Trudesti ritrae l’essenza in divenire di ciò che ci è più caro: noi stessi, la nostra vita. Osservarne un’opera è una vera epifania, quell’esperienza catartica che uno dovrebbe provare per ritrovare se stesso, per riscoprirsi diamante.

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Tgcom24: l’artista Laura Bruno di Spoleto Arte incanta con “Gocce di pensieri” Tue, 19 May 2020 16:26:51 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/638875.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/638875.html UffStampaMilano UffStampaMilano Si muovono le più svariate forme di consapevolezza nell’arte di Laura Bruno. Pittrice e scultrice della rosa di Spoleto Arte, è protagonista del nuovo servizio di Tgcom24 per il format Arte in quarantena con “Gocce di pensieri”.

Con oltre vent’anni di esperienza artistica internazionale, Laura Bruno continua ad affascinare il pubblico per l’intensità e la misteriosità delle sue opere. Nelle sue sculture, così come per i suoi dipinti, si può infatti rimirare un nucleo, un concetto attorno al quale si stratificano i pensieri, materializzandosi sotto forma di volti, segno e colore.

Laureata in Lettere moderne, Laura Bruno dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli comincia a esporre in Italia e all’estero. Tra gli eventi a cui ha preso parte vi è la mostra “Grazie Italia”, tenutasi nel 2015 al Padiglione Guatemala della 56° Biennale di Venezia. Musei e chiese, italiane e straniere ospitano diverse sue creazioni.

I quadri di Laura Bruno sono riconoscibili per le sue escursioni in campo surrealista e iperrealista. Dimostrano con coinvolgimento l’interesse per la vita, valore portato in risalto da una tavolozza irrequieta e dai ritratti simbolici. Dietro ogni volto si cela sempre un’umanità che spesso viene ferita, ma che emana una forza magnetica. La sua attenzione per il dettaglio inoltre apre le porte a un continuo andirivieni tra conscio e inconscio, a una metamorfosi tra realtà e finzione che svela il nocciolo di una questione esistenziale. Un’analisi, quella di Laura Bruno, che non si sofferma sull’apparenza, ma va a fondo, per portare a galla quanto c’è di apparentemente sconcertante nell’animo umano: il suo profondo attaccamento a una natura ancora primitiva.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi scrive: «Emblematiche e significative. Visioni modificate che si affidano a una sorta di compenetrazione metamorfica fra uomo e animale […] di sapore surrealista. Un ritratto virile, quasi iperrealistico. L’opera artisticamente più evoluta fra quelle a me note dell’artista[…] anche in ragione della solidità del disegno e delle esibite capacità di calibratura compositiva. […] È questa la strada espressiva che più rappresenta l’arte della Bruno e verso la quale consiglio di proseguire».

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Salvo Nugnes al Sole 24 Ore: l’arte terapia durante la quarantena Tue, 19 May 2020 10:46:09 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/638692.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/638692.html UffStampaMilano UffStampaMilano Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna. L’arte ha bisogno del suo pubblico e, come l’acqua, si spiana la strada per trovarlo anche quando sembra impossibile. A notarlo è stato Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, presidente di Spoleto Arte e grande gallerista. Nella lucida analisi sulla realtà in cui versa il settore artistico, piegato dagli effetti del Coronavirus, c’è una possibilità di redenzione. L’ha rivelata a «Il Sole 24 Ore» il primo maggio, festa dei lavoratori, una data simbolica e di buon auspicio.

Il manager Nugnes, come tutti, ha risentito degli effetti di questo blocco necessario ed è stato costretto a chiudere temporaneamente le sue gallerie d’arte a Milano. Come lui, anche i suoi artisti sono stati colpiti direttamente. L’annullamento o il posticipo di tutti gli eventi in presenza ha infatti interrotto bruscamente l’intimità che veniva a crearsi con il visitatore proprio attraverso l’opera. Ma l’arte ha trovato il modo, per prima, di comunicare con il suo pubblico. Diversi musei hanno offerto tour virtuali e molti artisti hanno ritrovato l’ispirazione e la necessità di raccontare questi tempi anomali.

C’è però un risvolto da tenere sotto controllo. Se il mondo dell’arte dimostra di essere il primo a reinventarsi e a coinvolgere tutto il paese, è anche vero che “le perdite economiche saranno ingenti” e che “molti, purtroppo, non ce la faranno”. Come fare dunque a risollevare il settore? Per Nugnes la risposta è una: partendo esattamente dall’arte. Meglio, dalle sue proprietà terapeutiche.

Lo sostiene proprio chi da più di trent’anni si occupa di personaggi illustri, tra cui Margherita Hack, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi. Ma anche di donne che hanno fatto la storia dello spettacolo come Romina Power, Katia Ricciarelli, Amanda Lear e Silvana Giacobini. Lo crede chi ha visto le enormi potenzialità di arte e cultura e ha deciso di investirci tempo, passione e denaro. Per questo motivo ha iniziato una collaborazione con il direttore del Tgcom24 Paolo Liguori. Un progetto che si è consolidato nel format Arte in quarantena e che ora porta nelle case degli italiani il respiro vitale dell’arte contemporanea. Un’interessante iniziativa che punta ad ampliare il pubblico fisico delle mostre. Chi normalmente non è un “frequentatore abitudinario” potrà così appassionarsi agli autori che animano il panorama artistico italiano. L’artista troverà un modo innovativo per dare vita al proprio sentire e lo spettatore guarirà dalla monotonia con la forza dirompente dell’arte. Benessere in tutte le sue forme, dalla pittura al teatro, dalla fotografia al cinema, dalla scultura alla danza. Un nuovo orizzonte che finalmente include la soluzione al bisogno di stare bene dandogli voce e visibilità.

Per leggere l’intervista integrale: https://alleyoop.ilsole24ore.com/2020/05/01/salvo-nuges/

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