Comunicati.net - Comunicati pubblicati - BioEnergyItaly_Blog Comunicati.net - Comunicati pubblicati - BioEnergyItaly_Blog Tue, 22 Sep 2020 23:01:10 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/17066/1 Tecniche di coaching Fri, 25 Jul 2014 10:00:57 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325777.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325777.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Nel coaching esistono una molteplicità di approcci, che partono da presupposti diversi e utilizzano metodiche e tecniche di coaching fra loro differenti. Ogni coach mette a punto tecniche di coaching specifiche.

Tutte le tecniche di coaching utilizzano la tecnica dell’ascolto attivo delle problematiche riportate dal cliente. È attraverso la tecnica dell’ascolto e della domanda, che il coach giunge alle conclusioni per lui più adeguate,  comprendendo ciò che il cliente intende con le sue affermazioni. In ogni momento dell’attuazione di qualsiasi tecnica di coaching è importante l’ascolto che fornisce il modo migliore per comprendere ciò che il cliente vuole. Come anche attraverso l’analisi di ciò che non dice, con la comunicazione non verbale e para verbale, che il coach esperto deve essere in condizione di cogliere.

Molte tecniche di coaching derivano dal campo della Programmazione Neuro-Linguistica, lo studio della struttura dell’esperienza soggettiva che ha avuto origine, negli anni ’70, dal lavoro di  ricerca di R.Bandler e Jhon Grindler.

Tecniche di coaching basate sulla Programmazione Neuro-Linguistica (PNL):

Tale approccio consente di osservare l’insieme dei pensieri, delle sensazioni e dei sentimenti delle persone attraverso l’osservazione della comunicazione linguistica e comportamentale. È un insieme di tecniche linguistiche usate al fine di aiutare le persone a mettere in atto dei cambiamenti. Per queste ragione la PNL ben si presta come metodologia ed insieme di tecniche da applicare al coaching. Il coach guida il cochee nel proprio processo di cambiamento, attraverso tecniche che gli consentano di esaminare e di definire l’obiettivo su cui si andrà a lavorare. Tali tecniche di coaching consentono di modellare il proprio comportamento in funzione di obiettivi desiderati per sviluppare il proprio potenziale scoprendo ed usando al meglio l’insieme delle proprie risorse.

Tecniche di coaching basate sull’approccio Self-Empowerment (SE):

Nel coaching la metodologia del Self-Empowerment si occupa dell’analisi del processo di crescita della persona per migliorare la capacità di incidere sulla realtà sia dal punto di vista oggettivo (in termini di obiettivi da raggiungere) che da quello soggettivo (in termini di benessere personale). Le tecniche di coaching basate su questo approccio aiutano a focalizzare e raggiungere in maniera più efficace e sistematica i traguardi prefissati.

Questi due approcci sono essenziali e tra loro complementari per realizzare prestazioni ottimali in qualsiasi area della vita personale e professionale, in quanto formano un circolo virtuoso di tecniche di coaching che chiariscono ciò che è necessario fare per implementare un solido percorso di sviluppo personale e come farlo.

Al di la degli approcci che sono la base culturale delle diverse tecniche di coaching, tutte presentano degli strumenti e metodologie comuni:

·         stabilire obiettivi ben formati;

·         gestire gli stati interiori;

·         assumere diverse posizioni percettive;

·         modellare e identificare momenti d’eccellenza;

·         mappare le risorse;

·         procurarsi feedback di alta qualità.  

 

 

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quale coach scegliere Thu, 24 Jul 2014 10:36:46 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325654.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325654.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Quale coach scegliere: Come riconoscere un coach professionale, di cui ci si può fidare? La scelta del coach è un momento delicato e decisivo. Il coach è colui che accompagna il proprio allievo in un coinvolgente percorso di crescita e sviluppo. L’allievo si fida e affida completamente al coach per il proprio miglioramento personale e dunque bisogna porre molta attenzione agli elementi che aiutano a decidere quale coach scegliere.

La professionalità è certamente un aspetto sostanziale per decidere quale coach scegliere.  Per verificare la professionalità di un coach bisogna considerare diversi aspetti della figura e vita professionale del coach che decidiamo di scegliere.

È importante valutare:

·         la formazione del coach

·         l’esperienza del coach

·         le referenze dei clienti

·         i principi etici e professionali del coach

·         le credenziali del coach

·         gli strumenti e le tecniche di coaching utilizzate

·         l’atteggiamento del coach nei confronti dell’allievo  

 

Professionalità e personalità: il coach deve avere una sua personalità, deve in qualche modo essere in grado di convincere che è quello giusto.

Se il coach appare incoerente rispetto alle sue specializzazioni e non offre sufficienti garanzie di serietà è meglio non sceglierlo. Prima di scegliere il coach è opportuno fare una sessione di prova. Molti coach offrono una prima sessione gratuita proprio per dare questa opportunità. Nella prima sessione è possibile avere ulteriori chiarimenti in merito al metodo e tecniche utilizzate.

Altro elemento fondamentale da valutare per decidere quale coach scegliere è il feeling che si avverte nel momento dell’incontro con il coach. Prima di decidere definitivamente se il coach è quello giusto è importante parlarci. La voce, il tono, la professionalità che si percepisce attraverso la conversazione possono già aiutare a capire se con quel coach si è a proprio agio. È molto importante che si possa costruire un rapporto basato sulla fiducia. Il feeling deve essere positivo poiché contribuisce molto all’esito del programma di coaching. Instaurando un clima di complicità e fiducia  il coach può dare il massimo e aiutare l’allievo a raggiungere tutti gli obiettivi stabiliti. Nel  momento in cui ci si incontra con il coach ciò che conta è il rapporto che è in grado di creare, le sensazioni che la sua presenza provocano.

Nel momento in cui si deve decidere quale coach scegliere uno strumento di grande aiuto è il web. Il coach che utilizza il suo nome per essere presente nel web, nei social e confrontarsi con le persone dimostra professionalità e serietà: non ha paura delle critiche che può ricevere; è disposto ad alimentare discussioni professionali; non teme di raccontare la propria storia professionale. Da evitare i coach che non accettano critiche nelle piattaforme online e non vogliono utilizzarle come un modo per migliorare il proprio lavoro. Il web può essere utilizzato per leggere ciò che il coach scrive e chiedersi cosa suscita la lettura dei scuoi scritti: che tipo di emozioni e sensazioni si provano nel leggere testi scritti dal coach.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Percorso di coaching Thu, 24 Jul 2014 10:09:30 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325641.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325641.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Il percorso di coaching è il cammino verso la conquista dello sviluppo e del benessere personale.

Il Coaching è un metodo finalizzato al miglioramento delle performance e al raggiungimento di obiettivi di maggior valore attraverso la scoperta e lo sviluppo delle potenzialità personali.

La filosofia del coaching si basa sul conseguimento dei risultati attraverso un’esplorazione adeguata delle realtà e delle risorse in nostro possesso. Il coaching è un processo interattivo che va alla ricerca di soluzioni per raggiungere gli obiettivi concordati.

Il percorso di coaching deve essere implementato sulla base delle diverse situazioni che coach e cochee devono affrontare. Ogni processo di coaching è personalizzato e progettato in base alle esigenze e aspettative del cliente. In ogni caso è giusto che il percorso di coaching segua una procedura più o meno standardizzata: deve svilupparsi su percorsi strutturati che assicurano il raggiungimento degli obiettivi. La caratteristica fondamentale del percorso di coaching è la struttura razionale che deve avere per poter seguire tutte le fasi in cui è organizzata.

La definizione di un percorso di coaching è una fase necessaria per includere nel piano di sviluppo tutti gli elementi di completezza e razionalità che appartengono a qualsiasi progetto. La descrizione e pianificazione lo rende maggiormente gestibile e controllabile.

Le fasi del percorso di coaching sono definite dal coach considerando come valuta e cosa si aspetta il cochee dall’attività di coaching, e soprattutto quanta energia vuole investire nel progetto.

Il primo passo del percorso di coaching è l’analisi della situazione attuale. È la fase in cui il cochee si racconta e ci si conosce. È un momento molto importante per capire se la relazione di coaching può avere una base solida. Il coach pone le domande pertinenti per capire chi è il cochee, qual è la situazione in cui si trova rispetto alla situazione che vuole raggiungere.

La fase successiva del percorso di coaching è la definizione dell’obiettivo. L’obiettivo deve essere raggiungibile, non devono esserci ostacoli insormontabili. In questa fase si devono considerare anche gli ostacoli che potrebbero incontrarsi nel percorso di sviluppo e le metodologie da adottare per eliminare tali ostacoli.

Dopo aver definito l’obiettivo, si devono vagliare le possibili alternative e stabilire il percorso ottimale per raggiungere il fine ultimo, scartando le alternative non valide.

La fase più intensa del percorso di coaching è la definizione del piano. È fondamentale stabilire tutti gli step del percorso, in modo che sia chiaro al coach e al cochee cosa fare per passare dalla situazione attuale a quella desiderata.

La definizione degli step è la fase preliminare all’esecuzione del piano. Per raggiungere gli obiettivi stabiliti le fasi tracciate devono essere eseguite. È compito del coach vigilare sull’esecuzione di ogni singola fase per evitare che il cochee possa perdere la motivazione o essere distratto.

 Un momento del processo di coaching molto importante è il feedback del piano. Periodicamente si devono rivedere i risultati parziali, evidenziare le azioni che funzionano meglio e i comportamenti che vanno rafforzati perché più adatti allo scopo. Il feedback deve essere un meccanismo costruttivo per apportare modifiche al percorso, stabilire le fasi di successo e quelle fallimentari.

Il percorso di coaching non è rigido e immutabile, anzi è un percorso flessibile e poiché costruito su misura del cochee può essere soggetto a revisioni e cambiamenti per migliorarne l’efficacia.

 

 

 

 

 

 

 

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Coachee definizione Wed, 23 Jul 2014 14:34:22 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325544.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325544.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Il coachee (è il cliente del coach), ovvero colui che viene guidato dal coach a disporre in modo più efficace le risorse personali e le competenze professionali che già possiede per definire e realizzare i suoi obiettivi.

Coachee definizione nell’ambito della Programmazione Neuro-Linguistica:

Il Coachee è il cliente del coach che possiede al suo interno tutte le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi ma non ne è consapevole. Il coachee si impegna in prima persona per il raggiungimento degli obiettivi: all’inizio del percorso di coaching è prevista una sessione informativa e di reciproca conoscenza, durante la quale il Coachee viene informato della propria responsabilità nel raggiungimento dell’obiettivo. Sarà infatti egli stesso a definire il proprio obiettivo, che si realizza solo attraverso il suo impegno e la sua voglia di arrivare alla meta. Tra una sessione e l’altra il Coach dà le mansioni da svolgere per la volta successiva, è responsabilità del Coachee eseguirli.

Come si evince chiaramente dalla coachee definizione sopra riportata, il coachee non deve essere indirizzato unicamente dal suo coach. Il coachee ha una personale responsabilità nello svolgimento delle mansioni che gli vengono assegnate. Il Coach non dà consigli, ma analizza approfonditamente la vita presente del Coachee ed assieme iniziano un percorso di scoperta delle potenzialità, definizione degli obiettivi e del piano d’azione per raggiungerli. Il Coach accoglie, utilizza l’ascolto empatico, crea un rapporto di fiducia e costruisce con il Coachee una alleanza di lavoro. Attraverso un rapporto aperto, trasparente e di fiducia e rispetto la coppia Coach- Coachee lavora concretamente sul comportamento del Coachee, sui piani di azione per definire nuovi comportamenti e quindi raggiungere nuovi obiettivi concreti. All’inizio di ogni percorso di Coaching c’è sempre la definizione degli obiettivi che il Coachee vuole raggiungere. Un percorso di Coaching inizia sempre con una relazione forte tra Coach e Coachee.

Nel delineare la definizione di coachee non si può identificare la figura del  coachee solo come colui che è “guidato” dal coach, bisogna porre l’enfasi sul ruolo attivo del coachee.

È il coachee in prima persona a mettersi in moto e ad agire seguendo il proprio percorso di sviluppo:  il coachee individua i propri obiettivi (ambire ad una posizione migliore lavorativa, acquisire maggiore sicurezza, cambiare lavoro, organizzare il passaggio gestionale della propria azienda, cambiare lavoro, mettersi in proprio, trovare strategie per migliorare l’efficienza sul lavoro). Il lavoro del coach è quello di aiutare il coachee a definire e chiarire i propri obiettivi nel modo giusto:

·         individuare le variabili interne (relative alle caratteristiche del coachee) ed esterne (relative al mondo esterno) da considerare per raggiungere gli obiettivi.

·         esplorare  le possibili varianti o alternative definendo le necessarie risorse, interne ed esterne al coachee così come i tempi di attuazione.

·         stabilire un criterio di valutazione dei risultati (quando si potrà definire e cosa deve accadere affinché il risultato possa essere considerato  raggiunto). 

 

·         ricapitolare tutti i passi e le decisioni prese, chiedendo al coachee quale consapevolezza ha ottenuto attraverso la sessione di coaching.

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Lavorare come coach Wed, 23 Jul 2014 12:30:46 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325518.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325518.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Negli ultimi anni la figura del coach ha assunto notevole importanza nell’ambito della formazione e della crescita personale: Lavorare come coach è un’ottima opportunità per avviare un lavoro stimolante e indipendente.

Per lavorare come coach è necessario possedere un bagaglio formativo molto solido. Un’ottima formazione deve prevedere un percorso personale basato sulle tecniche del coaching e possibilità di fare pratica sia come cochee sia come coach. Il cochee è colui che si lascia guidare dal coach nel percorso di sviluppo personale.

Se si vuole lavorare come coach bisogna innanzitutto delineare la propria nicchia di riferimento nella quale specializzarsi. È importante definire il proprio campo di azione per identificare i clienti ai quali offrire le proprie competenze.

Lavorare come coach non significa essere psicologi. Spesso si identifica erroneamente la figura del coach con lo psicologo. Il coach si rivolge a persone che non presentano disagi e disturbi psicologici ma a persone che hanno bisogno di un supporto per stabilire e raggiungere obiettivi di crescita personale. Chi lavora come coach fa sì che le persone siano nelle condizioni ottimali per sfruttare al meglio le potenzialità a loro disposizione al fine di migliorare la qualità della loro vita.

Il coach promuovere e gestisce la crescita del cliente rispettando aspettative e caratteristiche individuali. Lavorare come coach significa essere un professionista nello sviluppo delle potenzialità al fine di raggiungere uno specifico obiettivo. Il coach promuove l’auto sviluppo del cochee. Il coach accompagna il suo cochee nel processo di presa di coscienza, ricerca e sviluppo delle proprie potenzialità personali.

Lavorare come coach significa essere una risorsa per gli altri. Il coach non deve sostituirsi al cochee; attraverso la sua tecnica e le sue competenze, diviene il tramite mediante il quale il cochee viene posto nelle condizioni per esplorare le situazioni ed individuare e realizzare i piani di azione per raggiungere i propri obiettivi.
Il coach non somministra soluzioni, non ha obbiettivi preordinati da proporre al cliente, non insegna ne' trasmette nozioni, non manipola la libertà di scelta, non propone un proprio modello di comportamento ne' un proprio stile di vita. Egli piuttosto mira a favorire, nel proprio cliente, un incremento di autoconsapevolezza rispetto alle sue competenze, alle esperienze, ai suoi punti di forza.
Il coach è colui che stimola il cliente a individuare e chiarire i propri obiettivi, sostenendolo nel redigere ed a attuare un piano di azione che gli permetta di realizzarli nei tempi che ha stabilito.

Il coach fa tutto questo tramite l'accoglienza e l'ascolto attivo, costruendo con il suo cliente un rapporto di fiducia, una vera e propria alleanza. Un rapporto fondato sul confronto aperto, rispettoso, costruttivo.

Lavorare come coach è essere un esperto nell'arte della comunicazione, poiché il linguaggio è uno strumento fondamentale del suo lavoro. Egli deve avere esperienza, una buona dose di intuito, deve saper porre domande in modo incisivo e autorevole, deve fornire feedback mirati e continui, deve motivare e responsabilizzare il cliente nel passaggio dal pensiero all'azione, deve supportarne la concentrazione affinché non perda di vista gli obiettivi stabiliti.

Lavorare come coach comporta anche l'essere creativi, innovatori, intraprendenti poiché il coach non cerca lavoro ma lo crea, lo costruisce giorno dopo giorno, aprendo nuovi sbocchi professionali, intercettando la domanda di una clientela potenzialmente vastissima.

 

 

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Osservare attivamente per conoscere i propri atleti Fri, 18 Jul 2014 11:59:01 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/pallavolo/325111.html http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/pallavolo/325111.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog L’ascolto e l’osservazione partecipante sono due caratteristiche che un professionista che ha ottenuto la specializzazione di sport coach deve possedere per conoscere profondamente i propri atleti e pianificare le tecniche di allenamento adeguate.

 

Un ottimo mental coach sa innanzitutto ascoltare gli altri. L’ascolto è una competenza che fa parte delle qualità professionali di un certified mental coach. Grazie alla capacità di ascoltare e osservare attivamente e in modo partecipativo il metodo di allenamento degli atleti, è poi possibile pianificare programmi e sessioni di coaching personali. È l’elemento base per costruire una buona relazione di coaching nella quale l’atleta può esprimere le sue potenzialità, trovando la sua direzione e riconoscendo ciò che lo rende quello che vuole diventare. L’ascolto diventa ancora più efficace nel momento in cui si utilizza la curiosità che ci fa vedere chi è il nostro atleta e che ci fa vivere quel momento insieme a lui. Grazie alla curiosità nell’ascoltare, si accede a tutte le peculiarità di chi abbiamo di fronte anche se non espressamente manifestate. L’osservazione attiva offre molte possibilità di conoscere a fondo l’atleta e i suoi bisogni. Oggi ascoltare e osservare attivamente è diventato molto difficile, è più facile sostituire l’ascolto con e-mail, messaggi e chat. In questo modo ci priviamo dell’osservazione attiva basata su gesti, sguardi e comportamenti. I coach devono stare molto attenti ad ascoltare e osservare i loro atleti che in quel momento si stanno concedendo a loro, raccontando il loro vissuto, le loro esperienze e il loro essere. La prima cosa da fare è rispettare il loro spazio, evitando qualsiasi commento, parola e giudizio che passa per la mente in quel momento. È importante predisporsi con la curiosità di chi vuole scoprire qualcosa di nuovo. L’atteggiamento migliore è quello di chi vuole continuare a scoprire qualcosa di nuovo che non ha ancora trovato. Solo ascoltando e osservando attivamente possiamo scoprire cosa è davvero importante per i nostri atleti. L’ascolto e l’osservazione curiosa devono essere in un coach come il bambino che sta esplorando per la prima volta il suo territorio. 

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Nuove tecniche di rilassamento: I consigli di un esperto Fri, 18 Jul 2014 10:30:37 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325097.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325097.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Un professionista che ha ottenuto la specializzazione di life coach conosce bene la mente umana e la sua capacità di rilassamento e abbandono delle situazioni di stress. Nello specifico del benessere individuale,un mental coach può aiutarci a capire come rilassarci attraverso l’utilizzo delle immagini mentali, illustrando nuove tecniche di rilassamento. Le immagini si rivelano potenti strumenti di benessere e cambiamento interiore. Nel nostro cervello, le rappresentazioni immaginative, di qualunque modalità sensoriale, sono percepite mediante le stesse aree corticali deputate alla percezione di immagini esterne e inducono potenzialmente gli stessi schemi di risposta psicofisiologici. Se immaginate un fiore di loto questa immagine visualizzata col vostro “occhio della mente” verrà processata dalla medesima area corticale deputata alla percezione di un fiore reale. Allo stesso modo se immaginiamo mentalmente il nostro cibo preferito, il corpo risponde a tale immagine come se avessimo davanti a noi il cibo e stessimo per mangiarlo.

Molti certified mental coach hanno sperimentato l’influenza  delle immagini mentali sui processi e riflessi fisici del corpo. Molti utilizzano le immagini mentali nelle tecniche di rilassamento e immaginazione guidata dove è il conduttore a guidare le produzioni immaginative dei partecipanti attraverso i più vari scenari allo scopo di favorire la distensione e il rilassamento. Sono tecniche che riducono il campo della coscienza umana focalizzando l’attenzione su specifiche immagini mentali. Le immagini mentali sono utilizzate come tecniche di rilassamento anche per i bambini e gli adolescenti, dato che per loro natura sono più spontanei e meno prevenuti nell’utilizzo della fantasia. Concentrando l’attenzione sull’immagine proiettata nella mente, si abbandonano le distrazioni mentali e il corpo entra in uno stato di totale rilassamento e abbandono. Lo stato di rilassamento mentale libera il corpo da qualsiasi tensione muscolare. La mente è libera da pensieri e può in tal modo controllare e dominare l’ormone dello stress.

 

 

 

 

 

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I consigli di un esperto per dedicare le vacanze alla propria crescita personale Fri, 18 Jul 2014 10:29:15 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325096.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325096.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Le vacanze rappresentano sicuramente il momento migliore per prendersi un po’ di tempo per se stessi e per la propria crescita interiore e spirituale. Dopo un periodo fitto di impegni, tempo dedicato al lavoro e ai figli, la prospettiva di passare due settimane da dedicare a se stessi e alla propria crescita personale può spaventare ma non se si seguono i consigli di un esperto del benessere personale che ha ottenuto la specializzazione di life coach.

Ecco l'elenco dei consigli di un mental coach esperto:

1. Prima di scegliere la vacanza è importante chiarire con molta calma cosa si vuole trovare in quel posto e cosa ci si aspetta. Fate in modo di scegliere una destinazione e una sistemazione che possa incontrare i bisogni di serenità e stabilità mentale. La serenità mentale è molto importante per ritrovare l’equilibrio e il tempo da dedicare a se stessi. Come suggerisce il certified mental coach, la mente domina ogni cosa.

2. Mettere in conto le difficoltà: qualche intoppo potrebbe verificarsi, proprio per la diversa velocità che ognuno ha di adattarsi a situazioni nuove, è necessario mettere in conto che i primi giorni di vacanza sono frequentemente quelli più difficili: cambiare ritmo, abbandonare lo stress e le corse del quotidiano, non è sempre cosa immediata né facile.

3. Partire con una bella dose di autoironia che permetta di cogliere con leggerezza alcuni aspetti del proprio carattere, della vacanza e che se presi troppo sul serio potrebbero alimentare delusione e tensioni: la perfezione non esiste. Del resto non è ciò che accade, ma è il significato che diamo agli eventi e come ce li raccontiamo che determina il loro effetto su di noi e il nostro essere.

4. Lasciare il lavoro, i colleghi e gli amici a casa per dedicarsi a se stessi: è il momento di dedicarsi alla propria crescita, senza intrusioni o terzi incomodi che potrebbero alimentare gelosie o sentimenti di solitudine. È importante sapersi ascoltare nei proprio bisogni e concedersi spazi individuali: stare sempre insieme, condividendo ritmi e interessi tutto il giorno può risultare soffocante.

5. Sperimentare cose nuove per se: fare cose diverse ed esperienze nuove che arricchiscano l’esperienza della vacanza.

6. Fare buon uso dell’ultimo e tecnologico strumento appena comprato: fotografare i momenti più belli, riguardare le foto aiuterà a recuperare quelle emozioni e a ricordare chi siamo e come possiamo stare bene, anche nei momenti più grigi.

 

Ultimo, ma forse primo fra tutti, pensate che la vacanza è sì un momento di svago e di leggerezza, ma anche e soprattutto un’occasione per ritrovare se stessi e migliorarsi. 

 

 

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Il coaching nella vita di un atleta Thu, 17 Jul 2014 16:25:05 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325033.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325033.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog La vita di un atleta è tempestata da duro allenamento e impegno fisico. Un atleta che ha conseguito la specializzazione di sport coach può spiegare perché non bisogna trascurare il processo di coaching. Il coaching è un processo di sodalizio con gli atleti che stimola la riflessione ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. Grazie all’attività svolta dai professionisti mental coach, gli atleti sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare le performance.

La metodologia di un certified mental coach prevede che l’atleta sia prima di tutto rispettato, sia dal punto di vista personale che professionale, e venga considerato in grado di gestire efficacemente la propria carriera ed il proprio ambito lavorativo. Ogni atleta viene visto come una persona creativa e piena di risorse.

Il coaching deve:

  1. scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che l’atleta vuole raggiungere;
  2. guidare l’atleta  in una scoperta personale di tali obiettivi;
  3. far in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dall’atleta stesso;
  4. lasciare piena autonomia e responsabilità all’atleta.

Il coaching include un approccio celebrativo che si fonda sul riconoscimento di ciò che è giusto, di ciò che funziona, di ciò che è desiderato, di ciò che è necessario per arrivare all’obiettivo. L’approccio prevede domande basate sulla scoperta, una modalità proattiva nella gestione delle sfide e delle opportunità personali, una formulazione costruttiva di osservazioni e feedback finalizzati ad ottenere reazioni positive dagli altri.

Durante ciascun incontro è l’atleta a scegliere l’argomento della conversazione, mentre il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza ed persuade l’atleta a divenire proattivo. Nel coaching si esamina quale sia la situazione attuale di partenza, e si definisce, in comune accordo, ciò che egli è disposto a fare per raggiungere la meta prefissata.

 

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Volontà e determinazione per migliorare se stessi Thu, 17 Jul 2014 16:01:06 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325030.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/325030.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Il miglioramento di se stessi è volto a superare quelle tendenze innate che rappresentano dei limiti per la crescita personale. Il superamento dei limiti innati del nostro essere richiede moltissima volontà e determinazione.  Un atleta che ha ottenuto la specializzazione di sport coach è esperto degli strumenti di crescita personale. Spesso si legge di crescita personale come di processi che possono in modo quasi miracoloso creare dei cambiamenti importanti e duraturi. I mental coach che si occupano della crescita personale sanno che il cambiamento non è facile e tanto meno miracoloso. Lo sport è la metafora ideale della crescita personale e i certified mental coach conoscono tutti gli strumenti per superare i limiti e  rendere gli atleti determinati e motivati.  Il lavoro del coach è ancora più importante quando è in grado di agire su queste variabili mentali dell’atleta.  Un ottimo coach deve saper liberare la forza interiore dell’atleta che in quel momento è prigioniera dei limiti creati dalla mente dell’atleta. Speso si sente dire che è impossibile cambiare, in realtà qualsiasi cambiamento è possibile ma può essere molto difficile. Bisogna credere che il cambiamento sia possibile. William James ad Harward disse: “Ciò che si crede crea i fatti reali”. In altri termini: noi non crediamo necessariamente a ciò che vediamo, quanto piuttosto vediamo ciò che crediamo. Questo è uno dei principi su cui si fonda il mondo della crescita personale. La legge delle aspettative dice che qualsiasi cosa ci si aspetti, con fiducia, diventa la profezia auto realizzante. In altre parole, quello che si ottiene non è necessariamente ciò che si vuole, ma piuttosto ciò che ci si aspetta. Le persone di successo hanno un atteggiamento caratterizzato da auto-aspettative fiduciose e positive. Si aspettano successo, ammirazione e felicità; e raramente vengono delusi. Gli uomini e le donne di non successo hanno un atteggiamento caratterizzato da aspettative negative e pessimismo che fa si che le situazioni vadano proprio come si aspettano. 


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La definizione di coaching Wed, 16 Jul 2014 10:13:24 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/calcio/324833.html http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/calcio/324833.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog ICF definisce il coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

 

Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti (i cosiddetti coachee) sono in grado di apprendere ed elaborare le tecniche e le strategie di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.

Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell'individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi.

 

Un coach che abbia raggiunto il certified mental coach offre al cliente strumenti che gli permettano di elaborare e identificare i propri obiettivi e rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione.

 

Il Coaching può essere rivolto a imprenditori, manager, insegnanti, atleti (pertanto è stata creata una adeguata terminologia: life coach, business coach, sport coach, ecc) e a tutti coloro che desiderano migliorare le performance e raggiungere obiettivi particolarmente impegnativi.

Il cliente è prima di tutto rispettato, sia dal punto di vista personale che professionale, e viene considerato in grado di gestire efficacemente la propria vita ed il proprio ambito lavorativo in quanto persona creativa e piena di risorse.

 

Sulla base di ciò, le responsabilità del coach sono:

1.    scoprire, rendere chiari ed allineare gli obiettivi che il cliente desidera raggiungere;

2.    guidare il cliente in una scoperta personale di tali obiettivi;

3.    far in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal cliente stesso;

4.    lasciare piena autonomia e responsabilità al cliente.

 

Durante ciascun incontro è il cliente stesso a scegliere l’argomento della conversazione, mentre il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande. Questa interazione contribuisce a creare maggiore chiarezza ed induce il cliente a divenire proattivo.

 

Il mental sport coach aiuta nelle scelte se accompagna il cliente in un processo così importante e delicato sapendo muoversi con estrema cautela, senza spingerlo verso una decisione ma stimolandone la maturazione della scelta con delle domande. 

 

 

Il valore di un percorso di coaching è proprio nel favorire il processo decisionale grazie al raggiungimento della consapevolezza dell’apprendimento maturato. Per poter raggiungere risultati bisogna avere chiarezza, focalizzazione sull’obiettivo, metodo e costanza.

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Evitare la crisi grazie ai manager mental coach Wed, 16 Jul 2014 10:11:53 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/324832.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/324832.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog La crisi economica di questi ultimi anni ha portato alla chiusura di molte aziende o alla drastica riduzione del personale. Soluzioni spesso ritenute indispensabili, ma che sono invece penalizzanti sia nell’immediato che nel medio e lungo periodo.

Le aziende di eccellenza non hanno effettuato licenziamenti. Non perché non abbiano risentito della crisi, ma perché hanno investito e investono sulle persone. Un recente studio ha infatti evidenziato che ottocentocinquanta aziende presenti in settanta paesi hanno riconosciuto l’enorme forza e importanza degli investimenti sui dipendenti.

La maggior parte di queste aziende ha puntato sui cervelli interni, li ha gestiti riconoscendo il valore dei talenti e dando loro l’importanza che meritano. Li ha considerati un patrimonio e ha fatto in modo che i manager fossero in grado di coinvolgere, ascoltare, promuovere la collaborazione di tutti i dipendenti.

Questo è stato possibile grazie all’aiuto di coach, meglio se hanno ottenuto il certified mental coach, coinvolti in una percentuale maggiore all’estero rispetto all’Italia, che hanno formato i manager in modo che diventino modelli di riferimento, che sappiano trasmettere esperienza, e che soprattutto stimolino i collaboratori, che li coinvolgano, che li riescano a gestire creando un team produttivo.

Un manager mental coach sa comunicare in modo efficace, offre feedback migliorativi, si fida del proprio team che pertanto si sente stimolato, motivato e si espone proponendo nuove idee.

Proprio in un momento di grave crisi economica la decisione delle società di affidarsi ad esperti e capaci life e business coach è la soluzione non solo e non tanto per non chiudere, ma addirittura per crescere coinvolgendo tutte le persone che fanno parte dell’azienda dando loro forza e fiducia al tempo stesso. Una visione allargata, positiva e lungimirante che porta al successo grazie a manager che interagiscono con tutti i livelli della produzione.

  

 

 

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L’atteggiamento mentale influenza il raggiungimento degli obiettivi Wed, 16 Jul 2014 10:04:46 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/324831.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/324831.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog La definizione degli obiettivi da raggiungere è la prima fase del processo di sviluppo di un atleta. Non si raggiunge nessun obiettivo se non si è predisposto un piano di sviluppo e di azione. Un allenatore che ha ottenuto la specializzazione di sport coach è esperto di decisione e pianificazione degli obiettivi di sviluppo.  Accanto alla predisposizione di un piano bisogna però considerare che anche la vita di un mental coach può essere influenzata da quei meccanismi mentali che fanno in modo che le aspettative si avverino. Quel meccanismo meglio conosciuto come la “profezia che si auto avvera”.  Molti certified mental coach credono che il raggiungimento degli obiettivi sia anche frutto dell’atteggiamento che si ha nella specifica situazione. Se si adotta un atteggiamento negativo  e poco determinato quasi sicuramente il traguardo è più difficile da raggiungere e la strada è tutta in salita.

Un famoso esperimento sulla profezia che si autoavvera è quello di Robert Rosenthal (1974) anche noto come "effetto Pigmalione". Egli propose a delle maestre di una scuola elementare di effettuare una serie di test preliminari all’inizio dell’anno scolastico agli studenti del primo anno. Consegnò quindi loro dei falsi risultati in cui assegnò causalmente metà studenti al gruppo X e metà al gruppo Y. Alle insegnanti fu detto che i bambini del primo gruppo erano più intelligenti e più diligenti nello studio, favorendo l’insorgere di specifiche aspettative nei loro confronti. Alla conclusione dell’anno scolastico le votazioni del gruppo X furono effettivamente migliori. Rosenthal concluse che le aspettative degli insegnanti si riflettevano in un diverso atteggiamento che favorì l’avverarsi della profezia.

Ciò per dire che se l’atteggiamento mentale è negativo, ci comportiamo come se fosse davvero tutto negativo e siamo la causa dei nostri fallimenti e ostacoliamo in tal modo il raggiungimento dei nostri obiettivi.

 

 

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Allenare la mente dell’atleta Wed, 16 Jul 2014 09:31:51 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/324828.html http://zend.comunicati.net/comunicati/hobby_e_tempo_libero/varie/324828.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog  

L’aspetto mentale dell’atleta è senza dubbio la prima variabile sulla quale lavorare per migliorare le sue performance. Un coach che ha ottenuto la specializzazione di sport coach conosce molto bene le tecniche di controllo mentale per essere vincente e determinato sul campo.  Un mental coach sa quanto pesa l’aspetto mentale e psicologico sulle prestazioni dell’atleta. Nell’ambito sportivo la sfera mentale è una componente essenziale. Molti sono i casi di atleti che pur essendo preparati fisicamente hanno fallito i loro obiettivi perché sono crollati psicologicamente. Perché la loro mente non era allenata adeguatamente per reggere la situazione tensiva così come lo era il loro corpo.

Negli ultimi tempi nello sport molti campioni hanno ritagliato nelle loro intense giornate di allenamento uno spazio da trascorrere in compagnia del certified mental coach: specialisti della preparazione mentale.  Il mental coach può essere utile all’atleta per:  gestire l’ansia prima e durante la prestazione; migliorare la propria performance tecnica;  migliorare la propria performance tattica;  migliorare e allenare l’approccio all’incontro; curare, in allenamento, aspetti tecnici, ma che devono essere adeguati mentalmente alla situazione da affrontare durante la prestazione agonistica. L’aspetto mentale, che troppe volte viene sottovalutato, dovrebbe collocarsi all’interno dell’allenamento del campione, così come di qualunque atleta, accanto ad aspetti più propriamente tecnici e fisici, senza sostituirli. Il ruolo del mental coach è certamente diverso da colui che “guarisce” i malesseri della mente dello sportivo, ma è colui che contribuisce ad affrontare situazioni (in allenamento e in partita) che devono essere lette e rielaborate anche dal punto di vista psicologico. il ruolo dell’Allenatore Mentale è semplicemente quello di consentire all’atleta, ad ogni livello, di dare il meglio di sé, facendosi trovare sempre pronto ad affrontare e superare ogni tipo di difficoltà che può presentarsi durante la sua prestazione.

 

 

 

 



 

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Non più allenatori di calcio ma mental coach Tue, 15 Jul 2014 17:16:49 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/calcio/324754.html http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/calcio/324754.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Se ne parlava spesso già tra la metà degli 80 e i 90. Non più semplici allenatori, conoscitori della tecnica di gioco, reduci da anni di gavetta ed esperienza, ma veri e propri analisti del gioco e dei giocatori. Gli antesignani dei coach, insomma.

In un primo momento li chiamavano i motivatori e uno dei primi fu Julio Velasco, che portò la nazionale di pallavolo maschile sul tetto del mondo.


Stiamo parlando di persone che unendo la propria esperienza di calciatori con quella di mental coach, grazie all’acquisizione del
Certified Mental Coach, hanno dato un nuovo volto al mondo dello sport.

 

Nel calcio ci fu Sacchi, il vero pioniere del calcio attuale, che prese spunto dal calcio totale e dall'applicazione tedesca per produrre con il Milan degli olandesi il calcio più imponente che abbia mai visto in pratica. Sacchi riuscì anche in un mezzo capolavoro, portando quasi al titolo mondiale una nazionale di calcio, che a parte Roberto Baggio, aveva un tasso tecnico piuttosto basso. Ma uno sport coach come Sacchi ha fatto la differenza.


Negli Stati Uniti poi venne il momento di Phil Jackson che in NBA vinse in continuazione titoli prima con i BULLS e poi con I LAKERS...

 

Anche in Italia, seguendo le orme di Sacchi, ha preso piede questa mezza rivoluzione nello sport più amato. Ha iniziato l'Inter con Mourinho, poi la Lazio con Petkovic e visti i buoni risultati si è continuato con Benitez e Garcia.


Il ruolo del mister non è più solo quello del tecnico ma si è evoluto studiando non solo le tematiche di gioco ma anche le varie componenti psicologiche che si sviluppano nel corso di una stagione e che animano spesso la vita di protagonisti così esposti mediaticamente. La trasformazione dell’allenatore in uno
sport mental coach è stata effettuata ed è ormai chiaro che non chi si adeguerà al cambio, inevitabilmente sarà tagliato fuori.

 

 

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Come si diventa coach Tue, 15 Jul 2014 17:15:02 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/324753.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/324753.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Per poter svolgere questa professione la prima tappa fondamentale è il conseguimento del diploma in coaching rilasciato da una scuola di formazione. Esistono scuole di coaching, come ad esempio la CMC di Milano che rilascia il Certified Mental Coach, che offrono corsi di diverso livello (introduttivi e specialistici) come anche associazioni di categoria a livello nazionale. Tra chi sceglie di diventare mental coach ci sono professionisti della relazione d’aiuto, come psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali; operatori dell’ambito socio educativo e psicopedagogico quali insegnanti, formatori, religiosi, genitori, educatori, volontari; manager ed esperti delle risorse umane. Una volta che si è diventati mental coach è opportuno un aggiornamento costante per tutta la durata della vita professionale tramite master, seminari, convegni e corsi di specializzazione nelle varie discipline del coaching.

Il coach svolge la propria professione con singoli individui, coppie e gruppi all’interno di aziende o società sportive. E a tal proposito è indispensabile una specializzazione quale  life e business coach, life coach o sport coach in modo da poter dare al cliente la massima competenza.

Il tipico cliente del coach è la persona che attraversa un periodo di transizione (nuovo lavoro, nuove abitudini, nuove responsabilità) o sente il bisogno di rafforzare la propria autostima e la fiducia in se stesso. Il coach promuove la crescita del cliente nel rispetto della sua unicità e delle sue caratteristiche individuali.

Il coach stabilisce con il cliente una relazione collaborativa e paritaria. Opera per promuovere l’autorealizzazione del coachee, stimola il cliente a individuare il punto in cui si trova per definire i propri obiettivi personali e a mettere in atto le risorse necessarie per raggiungerli. Gli strumenti di intervento del coach sono l’ascolto attivo, le domande e un feedback costante.

Il 
coach non cura un paziente, ma assiste un cliente a perseguire obiettivi pratici, concreti e ben delineati, la sua azione si concentra sul presente e sul futuro, non sul passato.

 

 

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MIGLIORARE LE COMPETENZE PROFESSIONALI ATTRAVERSO L’ESPERIENZA DI COACHING Tue, 15 Jul 2014 16:41:59 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/324750.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/varie/324750.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog La specializzazione di sport coach è senza dubbio la strada maestra per migliorare le performance di un mental coach. Come spiega un esperto sport coach, Il processo  pianificato ha l’obiettivo di aiutare le persone a migliorare le competenze attraverso l’esperienza quotidiana facendo ricorso a un’attività di sostegno individuale e a programmi specifici. Il certified mental coach vuole rendere la persona consapevole delle risorse a sua disposizione e dei suoi punti di forza. Per arrivare a tale consapevolezza il percorso di coaching focalizza l’attenzione su piani personali e specifici di sviluppo.

L’approccio di coaching fornisce agli atleti gli strumenti per acquisire consapevolezza, identificando i punti di forza in contrasto con quelli suscettibili di miglioramento, lavorando in maniera mirata e pianificata per raggiungere l’obiettivo di coaching proposto. Il coaching, come strumento di sviluppo, velocizza i progressi della persona, perché la aiuta a coordinare e pianificare lo sviluppo delle proprie competenze per ottenere risultati significativi e specifici. È un percorso progettato in una serie di step partendo dal riconoscimento delle potenzialità e successiva pianificazione degli obiettivi.

Il coaching aiuta a:  

·         acquisire autonomia e consapevolezza

·         avere un maggior coinvolgimento nelle attività di sviluppo personale

·         migliorare la propria motivazione

·         aumentare le proprie responsabilità

 

Lo sviluppo delle performance degli atleti avviene solo se si segue un  approccio sistematico veloce e coerente con le competenze principali e le caratteristiche dell’atleta. Per far sì che questo approccio sistematico diventi una realtà è necessario che i coach agiscano concretamente considerando il coaching una priorità. Per affrontare con successo la sfida continua del cambiamento, le squadre hanno bisogno di persone capaci di apprendere e adattarsi molto rapidamente. Il coaching è un aiuto prezioso per aiutare gli atleti ad apprendere e crescere nella loro professione. È fondamentale per raggiungere gli obiettivi individuali e rafforzare il team.

 

 

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nuove aziende sul mercato: aziende energie rinnovabili Mon, 27 May 2013 11:49:30 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/281047.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/281047.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Aziende energie rinnovabili: sono piccole, medie e grandi aziende che producono l’energia da fonti rinnovabili.

L’energia rinnovabile può rappresentare per un’azienda un valido investimento.

Le energie rinnovabili:

Le energie rinnovabili sono prodotte da fonti di energia derivanti da particolari risorse naturali che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano almeno alla stessa velocità con cui vengono consumate o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le stesse risorse naturali per le generazioni future.

  • BIOMASSA: con il termine biomassa s’intende la frazione biodegradabile dei prodotti, dei rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.
  • BIOGAS:Con il termine biogas si intende una miscela di vari tipi di gas (per la maggior parte, 50% – 80%,metano) prodotto dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o fanghi di depurazione, scarti dell’agro-industria. L’intero processo vede la decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi di batteri, producendo anidride carbonica, idrogeno molecolare e metano(metanizzazione dei composti organici ).
  • ENERGIA SOLARE:E’ la fonte primaria di energie rinnovabili sulla Terra,e rende possibile la vita. Viene normalmente utilizzata dagli organismi che eseguono la fotosintesi, detti anche “vegetali” . Dal sole derivano più o meno direttamente quasi tutte le altre fonti energetiche disponibili all’uomo quali i combustibili fossili, l’energia eolica, l’energia del moto ondoso, l’energia idroelettrica, l’energia da biomassa con le sole eccezioni dell’energia nucleare, dell’energia geotermica e dell’energia delle maree.

L’energia solare può essere utilizzata per generare elettricità (fotovoltaico) o per generare calore (solare termico).

  • ENERGIA GEOTERMICA: Viene generata per mezzo di fonti geologiche di calore e può essere considerata una forma di energia alternativa e rinnovabile, se valutata in tempi brevi. Si basa sullo sfruttamento del calore naturale della Terra (Gradiente geotermico) dovuto all’energia termica rilasciata in processi di decadimento nucleare naturale di elementi radioattivi quali l’uranio, il torio e il potassio, contenuti naturalmente all’interno della terra. Studi specifici hanno dimostrato che con il solo geotermico si potrebbe soddisfare il fabbisogno energico planetario per i prossimi 4000 anni.
  • ENERGIA EOLICA: l’energia eolica è il prodotto della conversionedell’energia cinetica del vento in altre forme di energia,elettrica o meccanica.Abbondante, rinnovabile, ampiamente distribuita, pulita, non produce gas a effetto serra. E nonostante sia intermittente, in quanto dipende dalla presenza di un’adeguata quantità di vento, la sua diffusione in termini di kilowattora prodotti al mondo sta comunque crescendo continuamente nel tempo.

Maggiori aziende e paesi produttori di energia nel mondo:

Aziende energie rinnovabili nel mondo:

I maggiori produttori di energia nel mondo sono USA, Francia, Giappone, Germania.

Negli USA le più importanti aziende produttrici di energia sono la General Electric Company e la Enron.

Le più importanti aziende produttrici di energia Francesi sono EDFe GDF SUEZ.

La più importante azienda produttrice di energia Giapponese è la Japan Power Atomic.

La più importante azienda produttrice di energia Tedesca è la RWE AG.

Nel mondo ci sono molteaziende energie rinnovabili.

La francese EDF con la sezione “Energies Nouvelle du Monde” (ENM)che produce energie rinnovabili.ENM è presente soprattutto neiPaesi europeicon un più forte potenziale di sviluppo per le energie rinnovabili,in particolare per quella eolica. EDF possiede il più grande parco eolico d’Europa, a Ventominho, in Portogallo(con una capacità di 240 MW).Oltre all’eolico e al solare, il gruppo si è sviluppato anche nei comparti della biomassa e dei piccoli progetti idroelettrici.

GDF SUEZ RINNOVABILI:

GDF SUEZ Rinnovabili è la società del Gruppo in Francia che si occupa della costruzione, gestione e manutenzione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Come EDF ancheGDF SUEZ è specializzata nell’energia eolica ma si espande anche nei settori fotovoltaico ed idroelettrico

ASSOCIAZIONI ITALIANE ENERGIA RINNOVABILE

APER ( Associazione Produttori Energia Rinnovabile)

L’ APER riunisce e rappresenta le aziende energie rinnovabili e i produttori di energia da fonti rinnovabili, offrendo assistenza tecnica e normativa ai suoi associati riguardo al processo di realizzazione e gestione degli impianti.

APER contribuisce alla promozione dell’energia rinnovabile nel nostro paese, nel rispetto del principio di sostenibilità. In qualità di associazione dei produttori tutela gli interessi dei produttori da fonti rinnovabili e partecipa al processo di definizione della normativa di settore. Fornisce assistenza agli associati, con la preparazione di iniziative orientate alla formazione e le collaborazioni strette con enti ed istituzioni nazionali e comunitarie.

FIPER ( Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile )

Dalla sua costituzione, FIPER è diventata punto di riferimento per leaziende energie rinnovabili che avviano e gestiscono impianti di teleriscaldamento a biomassa in Italia,grazie alla tenacia e alla perseveranza propri della cultura montana.

Gli impianti FIPER sono progetti “su misura” basati sulla reale domanda di energia locale e sulla disponibilità di biomassa in filiera corta,derivante dalla manutenzione dei boschi, dagli avanzi di segheria, dalla potature agricole e forestali.

Attualmente FIPER riunisce 78 impianti di teleriscaldamento e 26 impianti a biogas agricolo.

AZIENDE ENERGIE RINNOVABILI ITALIANE:

“Sebigas”

In linea con l’attenzione che oggi viene rivolta alle fonti rinnovabili di energia, la produzione di biogas centra l’obiettivo primario di ridurre le emissioni di CO2 conciliando i benefici economici con quelli ecologici. SEBIGAS offre soluzioni più idonee alle molteplici e specifiche esigenze di ogni realtà.

TCVVV: azienda di energie rinnovabili che si occupa di teleriscaldamento in Valtellina, Valchiavenna e Valcamonica.

Ecotermica piemontese: teleriscaldamento e cogenerazione; risparmio energetico; innovazione e ricerca in campo energetico; energie alternative e rinnovabili.

Bioenergia Fiemme: Azienda con sede a Cavalese che opera nel settore del teleriscaldamento.

Se telefonare significa parlare a distanza,teleriscaldare significa riscaldare a distanza.

L’utilizzo del teleriscaldamento permette di usufruire di notevoli vantaggi rispetto alle forme tradizionali di riscaldamento (metano, gpl, gasolio). L’acqua surriscaldata non è combustibile, la caldaia è costituita da uno scambiatore di calore. Quindi assenza di fiamma e maggior sicurezza per l’edificio, nessun vincolo di normativa antincendio da parte dei Vigili del fuoco (vedi legge n. 46 del 1990), con conseguente maggior libertà di posizionamento della centrale termica e possibilità di migliorare la distribuzione interna ai locali abitativi.

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biogas: nuovi incentivi Fri, 24 May 2013 10:48:12 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/280691.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/280691.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog L’installazione di impianti a biogas è sottoposta ad un meccanismo di incentivi biogas che rende più conveniente la conversione a questo tipo di produzione di energia e calore che sfrutta il biogas.

Gli incentivi biogas vengono visti di buon occhio soprattutto dalle imprese agricole che vedono nella produzione di tale fonte di energia una nuova forma di diversificazione del reddito e un modo per ottenere possibilità di guadagno e di risparmio a lungo termine.

Lo Stato italiano dà ancora dei grandi incentivi sul biogas.

  • Gli impianti che godono di incentivi biogas sono quelli piccoli impianti biogas da 100 a 300 Kw , in particolare se alimentati con reflui zootecnici.
  • Altri impianti che ricevono importanti incentivi biogas sono quelli da 300 kW che esprimono il massimo rapporto potenza/incentivo.
  • Gli impianti da 600 kW, la massima potenza incentivata ancora con una tariffa base di un certo rilievo.
  • Le potenze superiori invece hanno ricevuto sostanziosi incentivi biogas in passato, ora ridotti, pur permanendo un certo vantaggio nel poterne usufruire.

LE NORMATIVE SUGLI INCENTIVI BIOGAS

Un passo avanti in direzione degli incentivi biogas è avvenuto attraverso ilTesto unico ambientale(decreto legislativo numero 152 del 2006) e successivamente attraverso il decreto legislativo numero 4 del 2008.

Tale decreto punta proprio sugli incentivi biogas e biomasse e sulla loro produzione attraverso materiale organico da raccogliere entro 70 chilometri dall’impianto di produzione stesso. È dunque possibile il conto energia anche per il biogas. La norma prevede che nei casi di impianti con potenza inferiore al MW l’incentivo biogas sia di 0,30 euro/Kwh.

Il quadro degli incentivi biogas messi in esercizio nel 2013

Le novità principali sono:

  • individuazione di tariffe onnicomprensive decrescenti al crescere della taglia dell’impianto
  • istituzione del registro nazionale a cui iscriversi per acquisire il diretto di accesso agli incentivi biogas fino al raggiungimento di un quantitativo contingentato
  • priorità agli impianti di aziende agricole alimentati da biomasse e sottoprodotti fino a 600 Kw di potenza elettrica (quindi incentivazione a impianti di piccola taglia)
  • il costo massimo cumulato di tutte le tipologie di incentivo (ad esclusione del fotovoltaico) è fissato a 5,8 miliardi di euro l’anno
  • gli incentivi biogas e biomasse sono erogati in modo diverso in funzione dell’utilizzo di prodotti, sottoprodotti o rifiuti.

Il nuovo sistema di incentivi biogas, in vigore dal 1 gennaio 2013, prevede la limitazione della somma annuale incentivante le energie rinnovabili a certi valori.
Chi vorrà accedere a questi incentivibiogas dovrà, per i piccoli impianti bioenergetici sotto i 5 MW,iscriversi a un registro aperto fino al raggiungimento della cifra predefinita annuale (nel 2013 sono 170 MW). Una serie di criteri selezionerà le richieste d’iscrizione e il requisito privilegiato è la proprietà dell’impianto di aziende agricole, singole o associate, alimentate a biomasse o biogas e potenza inferiore a 600 MW. Al secondo posto, per gli impianti agro energetici, l’alimentazione degli stessi con sottoprodotti di origine biologica ben definiti in una tabella del decreto.

Gli incentivi biogas stessi per la produzione di energia elettrica sono poi differenziati per potenza (più euro per impianti piccoli) e vedono poi premi ulteriori se la tecnologia usata è capace di abbattere le emissioni in atmosfera a valori minimi prefissati, se operano in regime di cogenerazione ad alto rendimento (produzione di energia elettrica e calore utile), se utilizzano biomasse provenienti da una filiera. Gli impianti alimentati a biomassa fino a 200 KW e quelli a biogas fino a 100 KW non sono soggetti all’iscrizione al registro e ottengono direttamente l’incentivo per la potenza che hanno (biogas 18 €/MWh).

Tariffe Incentivanti

Gli incentivi biogas vengono erogati dal GSE ed hanno una durata di 20 anni. L’incentivo ha una formula di calcolo diversa a seconda che l’impianto abbia potenza elettrica nominale inferiore o superiore ad 1 MW (1.000 kW). Gli impianti di potenza superiore a 5 MW, inoltre, accedono al sistema di incentivazione a seguito di una partecipazione a procedure competitive di aste al ribasso.

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green energy: nuovi benefici per l'ambiente Thu, 23 May 2013 12:05:54 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/280556.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/280556.html BioEnergyItaly_Blog BioEnergyItaly_Blog Green energy è un tipo di produzione ed utilizzazione dell’energia che permette lo sviluppo sostenibile. Il concetto di green energy comprende tre punti fondamentali:

  • Dal punto di vista della produzione,green energy è legata al concetto di produzione di energia rinnovabile;
  • Dal punto di vista dell’utilizzazione,green energy significa efficienza e risparmio energetico;
  • Dal punto di vista dell’impatto ambientale,green energy implica minor inquinamento

Si tratta quindi di un approccio ampio che non riguarda solo la produzione energetica, ma anche il suo utilizzo, inserendosi pertanto in un’ottica complessiva di sviluppo sostenibile e di green energy.

Alcune definizioni di green energy:

  • Green Energy: approvvigionamento energetico che raggiunge le necessità del futuro senza compromettere la capacità delle generazioni future di raggiungere le loro necessità. La green energy ha due componenti chiave:energia rinnovabile e efficienza energetica.
  • Green Energy: Energia che è rigenerabile nella durata di una generazione e non causa danni a lungo termine all’ambiente

Sul fronte della produzione della green energy,cioè energia sostenibile, il riferimento principale sono ovviamente le energie rinnovabili cioè quelle fonti che per loro natura non sono “esauribili” sulla scala dei tempi umani, come ad esempio l’energia idroelettrica,l’energia solare,l’energia eolica,l’energia del moto ondoso,l’energia geotermicael’energia mareomotrice.

Punto cardine riguardante la modalità di produzione della green energy è che prevede un approccio su scale più piccole,maggiormente sostenibili dall’uomo e dall’ambiente, preferendo dunque reti di produzione “distribuite”che facciano perno sulla microgenerazione e cogenerazione, invece dei grandi impianti centralizzati.

Sul fronte dell’impatto ambientale l’interesse per la green energy nasce sicuramente da necessità ambientali quali:

  • riduzione dell’emissioni delle principali sostanze nocive, frutto dei tradizionali utilizzi dei combustibili fossili di origine organica (petrolio e derivati, gas, carbone etc…) che hanno caratterizzato per gran parte del Novecento la principale fonte di energia;
  • riduzione degli inquinanti dell’atmosfera, dell’idrosfera (a causa delle sostanze che vengono riversate illegalmente nelle falde acquifere, fiumi, laghi e mari)

Green Energy: energia sostenibile

  • Il passaggio verso la green energy richiederà cambiamenti non solo nei modi in cui viene fornita l’energia, ma anche in quelli in cui è usata e la riduzione della quantità di energia richiesta per la consegna di vari beni o servizi è essenziale.
  • La green energy e l’uso energetico efficiente sono detti i “pilastri gemelli” della politica sull’energia sostenibile.
  • La green energy e l’efficienza energetica non sono più settori di nicchia promossi soltanto da governi e ambientalisti.

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