Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Seo Guru Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Seo Guru Wed, 05 Aug 2020 07:08:24 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/17721/1 Come gestire i file musicali su Mac Wed, 20 Apr 2016 14:22:57 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/varie/390106.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/varie/390106.html Seo Guru Seo Guru Adoro la musica. E' una parte della mia vita e non posso vivere senza. Da utente Mac, uso iTunes per gestire la mia collezione di musica e non credo di aver trovato mai un altro music player migliore di iTunes. Sono sicuro che la raccolta musicale della maggior parte delle persone proviene da molteplici artisti e con diversi standard. Alcune tracce, ad esempio, hanno tutti i campi del tag ID3 (ovvero i metadati della canzone, come artista, durata, album, anno etc etc…) riempiti altri invece completamente vuoti. Se potete vivere tranquillamente con "Traccia 01-02-03…" nella vostra libreria musicale, allora potete anche completamente ignorare questo articolo. Ma se siete il tipo di persona che ama cantare mentre si gusta la belle copertine della vostra collezione, credo di avere una buona soluzione da darvi.

"Datemi un po di musica"

Ogni volta che si utilizza iTunes per copiare CD musicali in MP3, si può notare che iTunes cercherà di acquisire i dati delle canzoni da Gracenote. Già solo questa funzione renderà la vita di ogni amante della musica molto più facile. Riuscite a immaginare di dover inserire a mano migliaia di titoli di brani, nomi di artisti e titoli di album, genere, numerazione, uno per uno? Se la vostra collezione è composta di dieci o venti brani, digitare a mano le informazione può anche avere senso, ma io personalmente non conosco nessuno con meno di alcune centinaia di brani nella loro libreria. La mia libreria - anche dopo una buona sistemata - contiene ancora circa 2400 canzoni. Anche con l'aiuto di Gracenote, i brani della libreria sono ancora privi di molte informazioni. Il servizio infatti non mi ha potuto aiutare con le immagini delle copertine e i testi. Per questo motivo abbiamo bisogno dell'aiuto di GimmeSomeTunes!

I Testi e le Copertine

Non tutti, forse, sanno che iTunes è in grado di aggiungere automaticamente le CoverArts mancanti, scaricandole dallo store musicale. È possibile farlo facendo clic destro sulla canzone interessata, alla quale manchi l'immagine di copertina, e scegliere "Ottieni illustrazioni album".

Il sistema di tagging di iTunes permette inoltre agli utenti di aggiungere il testo di una canzone ai dati di quella canzone stessa; questa procedura risulta utile nel caso volessimo consultare il testo di una determinata canzone quando ci troviamo all'interno di iTunes, ma è anche altrettanto interessante se si considera che qualora fossimo in possesso di altri prodotti Apple, come un iPhone, iPod o iPad, su questi verranno sincronizzati anche i testi delle canzoni. Se facciamo clic destro su una canzone e scegliamo "Informazioni" (o selezionate un brano e premete cmd+I), si aprirà la finestra di informazioni della relativa canzone. Qui selezioniamo la scheda "Testi" e incolliamo l'eventuale testo lì.

Lo svantaggio di questa caratteristica è che si deve fare tutto manualmente, e risulta abbastanza noioso, anche in proporzione al numero di brani da "sistemare" (ad esempio: un testo bisognerà cercarlo su internet, copiarlo e poi incollarlo nelle informazioni della canzone). Non c'è da stupirsi quindi se chi ama la musica apprezza in particolar modo l'automazione fornita da GimmeSomeTunes. Dopo l'installazione, GimmeSomeTunes si posizionerà nella barra di stato e si avvierà in automatico ogni volta che aprirete iTunes (quasi non vi accorgerete di lui). Per un livello base di utilizzo, non dovrete fare nulla. Basterà non pensarci, riprodurre le vostre canzoni su iTunes e attivare la connessione a internet, e il gioco è fatto! All'inizio di ogni canzone, GimmeSomeTunes scaricarà automaticamente i testi e le copertine della canzone che in quel momento stai ascoltando. Dopo alcune prove e con una connessione internet decente, risulta che per il processo di recupero ci vorranno circa 3-6 secondi per canzoni molto famose, mentre si può arrivare a circa 20 secondi, o anche nessun risultato, per una canzone "difficile" (per esempio: canzoni popolari o molto antiche). Non bisogna scoraggiarsi se, come a volte può capitare, GimmeSomeTune non riesce a trovare e scaricare un testo o una copertina di un album, poiché è probabile che o questi non abbiano i relativi dati su internet (improbabile) oppure che il titolo della canzone sia stato scritto male, o il nome dell'artista, in questo caso infatti sarà sufficiente controllare questi dati, prima di tentare di nuovo o passare ad un'altra traccia.

Uso GimmeSomeTune da parecchio tempo e sono rimasto sempre molto soddisfatto dei risultati ottenuti, ovviamente non ci si può aspettare il miracolo di San Gennaro, che con un click (anzi neanche quello, poiché come detto prima non bisogna dare input al programma ma pensa a tutto lui) si possa trasformare la nostra libreria musicale nella vetrina di Ricordi (per chi non lo sapesse: noto negozio di musica nel centro di Roma), ma quello che fa lo fa bene, ed essendo anche free, non gli si può dire proprio nulla. Finalmente ora ha un senso sfogliare la libreria musicale in stile CoverFlow!

p.s. Vale la pena notare come GimmeSomeTunes fornisce buoni risultati anche per le canzoni non in lingua inglese. p.p.s. Funzione che a mio parere non deve andare snobbata è la finestrella di informazione che ci appare quando inizia un nuovo brano, molto bella, ma anche utile se ci troviamo con iTunes ridimensionato o su un altra scrivania per tenere sott'occhio le informazione della canzone corrente.

]]>
Due particolari maestri di ballo: Stanlio e Ollio Thu, 08 Oct 2015 00:04:48 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/varie/370439.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/musica/varie/370439.html Seo Guru Seo Guru Stanlio e Ollio, il celebre duo di comici inglesi composto da Stan Lauren e Oliver Hardy, sono i protagonisti della commedia “Maestri di Ballo”, un film del 1943, diretto dal regista Malcom St. Clair.

La pellicola, il cui titolo originale è “The Dancing Masters”, racconta le vicende che accadono dentro e fuori la scuola di ballo femminile di cui Stanlio e Ollio sono i proprietari e i maestri. Tutto inizia quando una delle allieve della scuola, Trudy Marshall, la figlia di un ricco industriale (interpretata da Trudy Harlan), si innamora di Grant Lawrence (Robert Bailey).

Il giovane è un operaio che da poco ha inventato un ordigno bellico che non riesce a realizzare per mancanza di fondi e di finanziamenti. Vista la differenza di classe sociale fra i due innamorati, il padre di Trudy cerca di convincerla a sposare il suo socio in affari, con il quale crede che la figlia potrà vivere una vita felice e senza problemi economici, ma l’uomo si rivela ben presto per quello che è, ossia un truffatore e un poco di buono.

Il padre di Trudy, quindi, smette di ostacolare l’amore fra la figlia e il suo amato e decide di supportare l’impresa di Grant. Stanlio e Ollio, ignari della scelta del padre di Trudy e molto preoccupati per la situazione di Grant, cercano in tutti i modi di trovare i soldi per aiutare il giovane a realizzare la sua invenzione.

Nella scuola arrivano due loschi personaggi, dei finti assicuratori che convincono, senza tanti sforzi, Stanlio e Ollio a stipulare un polizza antinfortunistica, il cui premio ammonta a ben mille dollari. Ollio decide di “giocare contro le regole”, cercando in tutte le maniere di rompere la gamba al povero socio Stanlio, in modo tale da ottenere il denaro dall’assicurazione e donarlo a Grant per aiutarlo nella sua impresa.

Le situazioni che si vengono a creare sono buffe ed estremamente esilaranti: più i due si impegnano per raggiungere il loro obiettivo, più la sorte si prende gioco di loro. Infatti, Stanlio riesce incredibilmente ad uscire illeso da tutti gli incidenti provocati da Ollio, il quale – all’ennesimo tentativo di ferire il compare - finisce per rompersi una gamba.

Maestri di Ballo regala 61 minuti di risate e di allegria, grazie alla particolare comicità tutta inglese di Stan e Oliver, sempre impegnati a mettersi nei guai e a cercare, poi, di risolvere ogni situazione in modo a dir poco maldestro.

Ciò che ha reso e che ancora oggi rende unico questo duo è la loro capacità di far ridere a crepapelle chiunque, grandi e piccini.

]]>
Come evitare scoperti e sconfinamenti Mon, 24 Nov 2014 21:22:49 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/338927.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/338927.html Seo Guru Seo Guru  

Nell’ambito della terminologia bancaria, si definisce “scoperto” quella specifica situazione in cui l’ammontare degli addebiti sul conto corrente supera quello degli accrediti. In questi casi, la banca può offrire un tipo di finanziamento particolare per consentire al correntista di coprire delle spese anche in assenza di liquidità immediata. Com’è facile immaginare, si tratta di uno strumento molto diffuso, al quale ricorrere per tamponare crisi finanziarie temporanee. Soprattutto in questi tempi di crisi economica, può capitare a tutti di avere delle spese imminenti e non previste da sostenere e non avere sul proprio conto la somma necessaria. L’espressione “andare in rosso” è sicuramente nota a tutti e si riferisce proprio al caso in cui il saldo del correntista è in negativo.

 

Cosa può accadere in queste situazioni? È importante sapere che in caso di “affidamento” o “fido”, il titolare di conto corrente può continuare a usufruire dei normali servizi associati al conto corrente, come bonifici, prelievi e pagamenti entro un limite temporale che è variabile. Il fido può essere dunque a scadenza determinata o indeterminata. Ovviamente esistono dei costi e delle spese che il correntista è tenuto a sostenere per ricorrere a questo servizio in cui la banca di fatto si impegna ad anticipare la somma di cui il cliente necessita. La banca applica degli interessi sul credito concesso al cliente, per cui occorre essere ben informati su tutte le condizioni e le spese associate a questa operazione, elementi che vengono elencati nel contratto.

 

In cosa si distingue lo scoperto dallo sconfinamento? Si parla di “sconfinamento” qualora in un conto per cui è prevista la possibilità di andare in rosso entro una certa cifra, tale somma è anch’essa superata. Lo sconfinamento può verificarsi in presenza o in assenza di affidamento. Se anche in presenza di fido, la cifra pagata supera la soglia stabilita da contratto, si parla di sconfinamento extra fido. Si ricorda che oltre agli interessi stabiliti dal contratto, il cliente è tenuto a pagare un’altra somma chiamata Commissione di Istruttoria Veloce o CIV, una commissione specifica, di cui occorre tener conto all’interno di questo discorso. Esistono dunque diverse modalità in cui questa tassa viene applicata a seconda della banca a cui facciamo riferimento, ed è bene sottolineare che la tassa non va applicata se si sfora per meno di 500 euro e meno di sette giorni. Informarsi presso la propria banca è quindi una buona norma generale per evitare spiacevoli sorprese. Informiamoci dunque sulle modalità con cui questa commissione viene applicata, e ricordiamoci di tenere sotto controllo i propri estratti conto.

 

Vediamo inoltre qualche buona norma generale per evitare di andare in rosso sul proprio conto corrente, evitando scoperti e sconfinamenti. Come sempre, alcune situazioni possono essere evitate semplicemente prestando attenzione ad alcuni punti che riguardano anche l’apertura del conto e la sua gestione in modo da non ritrovarsi nella condizione di dover rimediare a errori di “disinformazione” o anche pigrizia.

Prima di aprire un conto corrente vige la buona regola di valutare i costi di gestione, dunque le spese relative al possesso di un conto corrente, i costi del bancomat, della carta di credito, e le spese previste per tutte le operazioni possibili. Per confrontare diverse opzioni prima di aprire un conto corrente ricorriamo anche all’Indicatore Sintetico di Costo, noto con la sigla Isc, un elemento che ci fornisce informazioni utili sulle offerte proposte da differenti istituti di credito. Inoltre, sempre più persone scelgono di affidarsi ai conti on line e alle possibilità che ormai il web offre nella gestione di differenti aspetti della nostra vita. Attraverso il web si tagliano una serie di costi di gestione, ragion per cui questa modalità risulta senza dubbio conveniente sotto il profilo economico. Occorre certamente avere un minimo di dimestichezza con il web dal momento in cui le varie operazioni vengono eseguite tramite internet e non attraverso uno sportello tradizionale, con un notevole risparmio in termini economici.

Teniamo dunque sotto controllo l’estratto conto, uno strumento fondamentale per tracciare i movimenti legati al nostro conto corrente. Controlliamo il saldo del nostro conto corrente in particolar modo se ci avviciniamo a date di scadenza che riguardano pagamenti come rate di mutui. Sempre attraverso servizi di Internet Banking è possibile monitorare il saldo del proprio conto e i movimenti connessi 24 ore su 24.

 

Ricapitolando, in un conto corrente, quando la somma dei debiti supera quella dei crediti, si parla di “rosso”, e dunque è possibile ricorrere all’intervento della banca che anticipa dunque la somma al titolare del conto. Occorre però considerare che la banca, erogando questo servizio al cliente, applica un certo tasso di interesse sinché il titolare del conto non recupera il debito. Lo sconfinamento può definirsi “autorizzato” qualora esista un contratto in cui vengono stabiliti ed espressi i costi e l’ammontare complessivo.

]]>
Le offerte di lavoro online: non solo LinkedIn Tue, 24 Dec 2013 06:00:33 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/304292.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/304292.html Seo Guru Seo Guru  

Per cercare lavoro online, avere un buon profilo su LinkedIn non basta: spesso i “biglietti da visita” su Internet possono essere altri. Il profilo LinkedIn dovrebbe essere la vetrina di qualcosa già presente in Rete. Per esempio, LinkedIn è ottimo se nel tuo sito hai una sezione Portfolio con le tue esperienze.

 

Come usi i social network per trovare lavoro?

A cosa serve avere un portfolio sul proprio blog? Fa contenuto duplicato, dato che le informazioni sono più o meno le stesse?

 

Facciamo un po' di chiarezza e facciamo riferimento a un eventuale datore di lavoro che vede il tuo profilo LinkedIn e approda da lì nel tuo sito.

 

Se il tuo blog non è ottimizzato per accoglierlo, il datore di lavoro cercherà nel tuo blog qualcosa che gli interessa e ti contatterà perdendo più tempo. Se, invece, inserisci un portfolio sul tuo sito, il datore di lavoro saprà qualcosa in più rispetto alla semplice indicazione su LinkedIn e avrà un modulo di contatto privilegiato rispetto all'utente che semplicemente legge il tuo blog.

 

In questo modo, potrai distinguere facilmente le e-mail di lavoro da quelle dei tuoi utenti e darai un primo e importante biglietto da visita. Se la prima impressione è quella che conta, anche i profili Facebook, Twitter e Google Plus vanno studiati per un possibile datore di lavoro.

 

Devi smettere di condividere il post di un amico o di mettere “Mi piace” a ciò che ami? No. Devi solo stare attento: mettere foto in pose ammiccanti rigorosamente in bagno non è proprio il modo migliore per presentarsi, così come mostrarsi fieramente in costume da bagno, oppure in piena sbronza del Sabato sera.

 

Stesso discorso vale per le frasi che spopolano su Facebook e Twitter: è importante condividere se sentiamo nostre quelle espressioni, ma se condividi una frase contro il capitalismo post-imperiale o se nelle frasi mostri instabilità per il lavoro in team, forse potresti pensarci un po' su.

 

Ricorda sempre che chi ti sta cercando non ha te come unico profilo disponibile e che basta pochissimo, soprattutto quando il lavoro non c'è, per influenzare positivamente o negativamente online un eventuale datore di lavoro.

]]>
La sicurezza nelle crociere in barca a vela Sat, 21 Dec 2013 06:02:30 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/vela/304150.html http://zend.comunicati.net/comunicati/sport/vela/304150.html Seo Guru Seo Guru  

Il primo suggerimento è di avere a bordo uno skipper professionista, che sappia riconoscere i segnali atmosferici e conosca le acque che sta attraversando. Uno skipper sa quando le corde devono essere cambiate e quali sono i percorsi migliori per una gita in barca senza incidenti.

 

Se la gita dura diversi giorni, è importante saper vivere le dinamiche di gruppo. In barca a vela si può ospitare solo un piccolo gruppo di turisti: per questo, chi viaggia da solo è spesso inserito in un gruppo più grande, per consentire una gita piacevole, dove ognuno aiuta l'altro in base a quello che sa fare e in una dinamica di reciproco rispetto.

 

Il rispetto si rende necessario proprio per il tipo di imbarcazione: le barche a vela non sono delle immense navi da crociera: c'è uno spazio per tutti, le cabine sono separate, ma ovviamente il tutto si deve adeguare alle dimensioni dell'imbarcazione.

 

Avere ordine e cura per le proprie cose è fondamentale, così come non disturbare gli altri durante la gita in barca a vela. Il mare non è sempre calmo e tranquillo, così come lo skipper non può fare tutto. Per questo, è importante sentirsi parte del gruppo ed evitare di lamentarsi se si sfora di qualche minuto. Siete in vacanza, no? Perché, allora, preoccuparsi dell'orario?

 

Se siete in barca a vela, è naturale che risorse come l'elettricità e l'acqua potabile siano limitate. Il consiglio è usare i saponi marini (così potrete sciacquarvi anche con acqua salata) e di tenere sotto controllo i consumi di energia, per consentire l'approvvigionamento solo quando avrete raggiunto la prossima tappa della gita in barca a vela.

 

Come ci si veste quando si fa una gita in barca a vela? È importante vestire sportivo, magari con borse facilmente piegabili: vestirsi a strati è ideale, mentre le salviettine vi aiuteranno durante il percorso. Immancabili sono la crema solare e gli oggetti personali (dal pettine al costume da bagno, così come gli abiti per il cambio).

]]>
Ottimizzare i costi di gestione di un impianto di riscaldamento Sat, 16 Nov 2013 06:06:06 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/300096.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/arredamento/300096.html Seo Guru Seo Guru  

I costi per un impianto di riscaldamento non sono certo uno scherzo, ma sono necessari per garantire affidabilità e sicurezza nel tempo. Così come si ottiene il rendimento acquistando un appartamento solo ad anni di distanza, anche l'impianto di riscaldamento (soprattutto in chiave ecologica) rende dopo un certo periodo.

 

Sicuramente, parte dei costi iniziali si recuperano con un risparmio in bolletta: aver isolato termicamente l'appartamento e aver creato una struttura che riscalda senza l'uso delle corrente elettrica mostra sin dalla prima bolletta la differenza di prezzo.

 

La parte più consistente delle spese si recupera, però, una volta rivenduto l'immobile. Se chiedete un mutuo per un appartamento che ha un impianto di riscaldamento da rifare, una volta risolto il problema impianto, la vostra casa varrà di più.

 

Un valore aggiunto che servirà sia a ripagarvi dalle vostre spese, sia per darvi una somma di denaro in più per trovare un nuovo appartamento, rifacendovi così del vostro investimento iniziale.

 

Spesso, per guadagnare e rientrare dai costi di un impianto di riscaldamento, basta un po' di attenzione: avere un controllo capillare sull'impianto, mantenendone la tenuta nel tempo e avendo cura di sottoporlo a revisione periodica e al relativo aggiornamento del Bollino Blu della caldaia. Conservare a portata di mano i documenti che garantiscono i pezzi utilizzati, per evitare imprevisti. Per non parlare della possibilità di detrarre le spese se il vostro impianto è ecologico.

 

Quanto tempo ci vuole per rientrare nell'investimento? Un impianto di riscaldamento rende dopo 5 anni, praticamente quando finite di pagare il prestito che avete utilizzato per la realizzazione dell'impianto stesso. Ovviamente, in questi cinque anni avrete già le bollette più leggere.

 

I finanziamenti per un impianto di riscaldamento sono disponibili in tutte le filiali, ma è importante tenere sempre a portata di mano i preventivi del lavoro svolto, anche per tenere sotto controllo i costi dell'impianto stesso.

 

I preventivi saranno utili successivamente anche per chiedere le detrazioni previste dalla legge per quest'anno. Se ci saranno riparazioni da fare, i preventivi serviranno alla ditta che si occupa della riparazione per sostituire eventuali pezzi in garanzia e per capire subito qual è il problema dell'impianto.

 

Cercate di conservare il preventivo quando lo avete: un motivo in più sono le due aliquote diverse per l'IVA. Il costo di manodopera ha una tassazione ridotta, mentre i materiali si pagano con l'IVA del 21%.

 

L'impianto di riscaldamento resta un modo unico e speciale per prendervi cura sia della vostra casa che della vostra famiglia: utilizzarlo e costruirlo a norma è un vantaggio che va oltre il semplice valore economico.

]]>
Ottenere un finanziamento per acquistare l'auto Sat, 12 Oct 2013 08:46:42 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/295969.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/295969.html Seo Guru Seo Guru Quando si acquista un veicolo sia nuovo che usato spesso è necessario fare ricorso ad un prestito per dilazionare la spesa in comode rate mensili.

I cosidetti prestiti auto si dividono in 2 categorie: i finanziamenti classici e quelli con maxi rata finale.

La differenza sostanziale è che i primi sono in tutto e per tutto dei semplici prestiti personali finalizzati, mentre con i secondi si va a finanziare solo una parte del valore del veicolo perchè il restante importo andrà a costituire la cosidetta maxi rata.

I prestiti Directafin rientrano nella prima categoria, ossia quella dei finanziamenti classici, è possono essere richiesti da chiunque purchè entro i 90 anni di età.

Con i prestiti Directafin è possibile finanziare fino a 80 mila euro rimborsabili in un massimo di 120 rate mensili e senza dover anticipare nessuna spesa di apertura pratica.

Per richiedere un prestito Directafin è sufficiente recarsi sul sito web della compagnia e richiedere un preventivo gratuito approfittando degli speciali tassi di interesse riservati ai clienti che richiedono un prestito via internet. Per chi risiede a Roma la società finanziaria può vantare diverse agenzie con professionisti del settore che sapranno offrire consulenza gratuita a tutti gli interessati.

]]>
Gli italiani chiedono i prestiti veloci senza busta paga Sat, 12 Oct 2013 08:43:06 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/295968.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/finanza/295968.html Seo Guru Seo Guru La crisi economica continua ancora a far sentire i propri effetti anche se gli esperti sostengono che l'economia sia ormai in ripresa.

Stà di fatto che si continua a perdere il posto del lavoro e i giovani stentano a trovare un'occupazione che non sia di scarso livello e con contratti a termine.

In questa situazione è evidente il perchè siano aumentate le richieste di finanziamenti che siano davvero veloci pervenuti alle banche tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013.

La sofferenza delle famiglie è ancora molta e con le spese in continuo aumento spesso non si riesce a far fronte a tutto potendo contare solo sul proprio budget familiare.

Ecco allora nascere l'esigenza di ottenere prestiti veloci con cui si possa tamponare una momentanea necessità di liquidità in attesa di tempi migliori.

I prestiti che rientrano nella categoria di quelli concessi in 24 ore, infatti, permettono di ottenere credito molto velocemente e rappresentano lo strumento migliore per ottenere liquidità senza dover attendere i lunghissimi tempi burocratici a cui sono soggette solitamente le banche.

Ovviamente si tratta di finanziamenti per importi di bassa entità, generalmente non superiori ai 5-10 mila euro per i quali gli istituti di credito prevedono dei controlli meno approfonditi rispetto alle normali pratiche.

Questi strumenti, quindi, permettono alle famiglie di tirare il fiato e di poter far fronte alle spese in attesa che si possa superare definitivamente la crisi economica e che l'economia torni a crescere.

 

]]>
Novità nel campo del fotovoltaico Sat, 12 Oct 2013 07:57:20 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/295966.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/295966.html Seo Guru Seo Guru Di recente, per quel che concerne l’energia verde, qualche modifica si è venuta a presentare per quel che riguarda il fotovoltaico. Corrado Clini, l’attuale ministro per l’Ambiente, ha di recente affermato che il piano nazionale che riguarda il settore energetico con il fotovoltaico come voce principale, sarà dedicato al settore edile ed industriale. Un netto freno sarà invece apportato agli impianti del medesimo tipo posti su terreni agricoli. L’incontro che ha avuto come tema la suddetta modalità di procedimento per quanto concerne l’immediato futuro dell’aspetto energetico della nostra penisola, è divenuta la situazione ottimale per tracciare un profilo generale inerente il futuro dell’energia definita ”verde” nel nostro paese. Il risultato è una necessità, la necessità di lavorare tutti quanti insieme, eseguire uno sforzo comune e continuativo per apportare un importante passo in avanti per mantenere al meglio la fruizione dei servizi e incrementare la sostenibilità. Imprescindibile lo sforzo congiunto tra le Regioni, il ministero e le imprese per aprire un tavolo tecnico specifico sul quale argomentare e pianificare lo sviluppo industriale e le politiche ad esso inerenti, impegnandosi nella strutturazioni di caratteristiche il più possibile a lungo termine per quel che riguarda le fonti di energia rinnovabili. Intelligenza, strategia e sviluppo rimangono le tre capacità fondamentali da porre in campo per avere successo in questa nuova operazione atta a migliorare le condizioni abitative in Italia.

]]>
Mettere in posa il laminato sul vecchio pavimento a piastrelle Thu, 19 Sep 2013 05:58:18 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/293201.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/edilizia/293201.html Seo Guru Seo Guru La scelta del pavimento in laminato si è molto diffusa tra i consumatori negli ultimi dieci anni.

Oltre al successo commerciale legato alla distribuzione, che ha permesso di abbattere i costi al consumo, il parquet in laminato deve alle sue caratteristiche peculiari quella fiducia crescente che gli viene riconosciuta dai proprietari di immobili, che sempre più spesso lo scelgono come alternativa economica al parquet tradizionale o anche alle pavimentazioni più costose, come quelle in piastrelle o peggio ancora in marmo.

Personalmente ho scelto di ricorrere al laminato in primo luogo per ragioni economiche, ma i bassi costi di realizzo non sono stati gli unici elementi che mi hanno fatto preferire questo tipo di soluzione.

Nel mio caso avevamo appena affrontato un'ampia ristrutturazione dell'appartamento, che aveva coinvolto ovviamente impianti elettrici e non solo.

I vecchi pavimenti in maioliche non erano stati toccati dai lavori di muratura, se non in alcuni piccoli punti.

Verso la fine dei lavori ci siamo resi conto che avevamo due possibilità tra cui scegliere:

- Rimuovere la vecchia pavimentazione, solo per ragioni estetiche, per poi ripristinare il pavimento con nuovi materiali.
- Mettere in posa un pavimento in laminato sopra la vecchia pavimentazione.

La prima soluzione sarebbe costata molto, e non solo per il costo fisico delle mattonelle che probabilmente avremmo scelto, come ovviamente avevamo già fatto per cucina e bagno.

Considerando la presenza di acqua in quelle stanze avevamo da subito escluso qualsiasi soluzione in legno per quegli ambienti.

D'altra parte anche la demolizione del vecchio pavimento e la posa del nuovo massetto avrebbero inciso sui costi.

D'altra parte l'idea di avere il 'parquet' non ci dispiaceva ma non avevamo comunque le possibilità per affrontare le spese per un 'vero' pavimento in legno.

Su suggerimento di un amico abbiamo visionato alcuni campionari di laminato e – facendo rapidamente un'analisi dei costi – ci siamo accorti che il parquet il laminato poteva essere la soluzione migliore per noi.

Almeno in quel momento, pensavamo; almeno temporaneamente.

Dopo 5 anni di convivenza possiamo dire di essere molto soddisfatti della nostra scelta, e personalmente inizio a pensare che il pavimento che abbiamo montato in quel momento, con una spesa veramente contenuta, ridicola rispetto agli altri costi affrontati per la ristrutturazione, sarà molto meno temporaneo di quanto credevo allora.

Non lo dico per autoconvincermi. Se faccio un confronto tra il  mio pavimento in 'finto parquet' con quello di casa di mia madre, fatto in vero teak e messo in posa solo un paio di anni prima di quello di casa mia, noto che il mio legno laminato ha resistito molto meglio agli acciacchi del tempo.

E' sempre solidissimo e stabile, quasi come se fosse cementato al terreno, nemmeno semplicemente 'incollato'. Eppure è solo appoggiato sulle vecchie mattonelle, senza colle, né malte o cementi di alcun tipo.

Con questa soluzione abbiamo infatti 'riciclato' la base della vecchia pavimentazione in piastrelle, perfettamente piana, assicurando inoltre all'appartamento un isolamento acustico supplementare, che si è rivelato prezioso per non disturbare i vicini del piano di sotto.

]]>