Comunicati.net - Comunicati pubblicati - RinnovabiliIT Comunicati.net - Comunicati pubblicati - RinnovabiliIT Mon, 15 Jul 2019 22:20:24 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/19122/1 Risparmio Energetico Trentino: Rinnovabili.it presenta Fingreen Tue, 23 Apr 2019 16:48:12 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/544876.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/544876.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Fingreen è un’azienda del Trentino Alto Adige specializzata in impiantistica per le energie rinnovabili, con una particolare qualificazione nel risparmio energetico e nell’efficientamento.


Il marchio Fingreen è una garanzia di qualità e competenza: l’azienda si avvale di oltre 15 anni di lavoro nella strutturazione di impianti e sistemi energetici eco-sostenibili ed ha acquisito il know how necessario ad operare in qualsiasi contesto e necessità, fornendo anche una consulenza finanziaria completa.

Fingreen opera prevalentemente in Trentino Alto Adige, ma collabora con molti partner in progetti nazionali. L’azienda offre sempre supporto ed assistenza completa, attenta alle esigenze del cliente, alla sicurezza e alla qualità dei dettagli.

Risparmio Energetico

Negli ultimi anni l’azienda ha deciso di specializzarsi nel risparmio energetico. Fingreen fornisce alle strutture già esistenti, tutto il necessario per abbattere i consumi e tagliare concretamente i costi energetici. Fingreen si sta dedicando in particolar modo e con grande successo, all’isolamento degli edifici con il cappotto termico in nanotecnologia, e alla protezione e isolazione dei vetri con il vetrocappotto Killglass.

Il Cappotto termico è un rivestimento termo-protettivo, pochi millimetri che vengono applicati come una vernice (ma non sono pitture termiche). Nano tecnologie: questa speciale prodotto, è in realtà un mix di microsfere di ceramica che contengono sottovuoto. Questa tecnologia innovativa si attesta come il primo vero rivestimento termico che è possibile applicare con un rullo speciale, spatola o a spruzzo e contribuisce attivamente ad isolare gli ambienti e diminuire gli scambi termici con l’esterno.

Il Vetrocappotto è un rivestimento avanzato e ultra performante, per vetro e superfici composite. La sua funzione è quella di ridurre i danni della luce del sole e limitare il surriscaldamento degli ambienti: blocca gli ultravioletti (99.9%) e gli infrarossi (90%), mentre riduce il calore sulla superficie fino al 50%. Il vetro cappotto Killglass contribuisce quindi attivamente a ridurre il riscaldamento degli ambienti in cui viene installato, lasciandoli più freschi durante il periodo estivo e preservando dallo sbiadimento e dal deterioramento le componenti esposte alla luce.

Scopri di più su Fingreen

Rinnovabili.it
Redazione
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FonteRinnovabili.it

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Riciclo accumulatori: COBAT, baricentro dell’economia circolare Thu, 28 Dec 2017 15:25:52 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/464059.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/464059.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Come funzione il sistema italiano per la gestione del fine vita di pile, accumulatori, RAEE e moduli fotovoltaici? Lo scopriamo con un viaggio a 360° nel mondo COBAT, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, guidati dal suo Presidente, Giancarlo Morandi. L’intervista di Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it

Intervista Giancarlo Morandi (Rinnovabili.it)

Presidente, il Consorzio che lei rappresenta ha un’attività particolarmente differenziata. Esattamente in quali settori operate?
Ormai il Cobat ha scelto di essere, nell’ambito dell’economia circolare, un attore a tutto campo. Noi riteniamo importante applicare integralmente il paradigma di questo nuovo approccio al sistema produttivo e quindi vorremmo potenzialmente trattare tutti i materiali che arrivano a fine vita utile recuperando le materie prime di cui sono costituiti o, addirittura, avviandoli a nuova vita per un riuso. In altre parole: attualmente il Cobat non si pone limiti merceologici. E questo anche perché la tipologia di prodotti che, obbligatoriamente, debbono essere riciclati è in continua implementazione. Ad esempio, il primo gennaio 2018 aumenterà ulteriormente l’elenco di categorie merceologiche che obbligatoriamente necessitano di essere raccolte e riciclate, e non sarà l’ultimo passaggio: la Comunità Europea integra periodicamente l’elenco, e l’Italia si adegua.

Di quali prodotti maggiormente vi occupate?
Il Consorzio, tradizionalmente, raccoglie e avvia al riciclo ogni tipo di accumulatore elettrico, dalle batterie al nichel-cadmio a quelle al litio, oltre a tutti i tipi di accumulatori da noi denominati “pile”, cioè quelle dell’uso domestico e delle piccole apparecchiature. Oltre a questa famiglia di accumulatori, ci occupiamo di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche, dall’asciugacapelli al frullatore, dal televisore al frigorifero e al computer. All’interno di questi prodotti vi sono materie prime importanti e costose, come l’oro, l’argento e il rame che, se vengono recuperate, possono essere di nuovo avviate sul mercato.

Nel 2018 si concluderà il progetto che avete commissionato al CNR, con il coordinamento del Politecnico di Milano, per la realizzazione di un impianto pilota con il quale sperimentare tecnologie di ultima generazione per il trattamento, ed il recupero, di accumulatori al litio. Di cosa si tratta?
Mentre per le batterie al piombo, nonostante siano state progettate 150 anni fa, è stato sempre possibile recuperare il piombo, la plastica e l’acido solforico, nelle batterie al litio, ancor oggi e a livello mondiale, non esiste una tecnologia matura e testata su scala industriale che consenta il recupero del prezioso elemento presente nell’accumulatore. Fino ad oggi le piccole batterie al litio che si recuperano dalle nostre apparecchiature elettroniche vengono portate in due grandi impianti in Francia e in Belgio dove vengono bruciate nei forni.

Noi stiamo studiando, insieme al CNR, un sistema per riuscire a recuperare il litio all’interno della batteria oltre, naturalmente, a tutti gli altri componenti. Siamo al secondo anno di attività e prevediamo, entro il 2018, di realizzare un impianto pilota per testare la nuova tecnologia per il recupero del litio e di altri materiali tra i quali anche il costosissimo cobalto. In particolare il recupero del litio assume una grande importanza in quanto si prevede un’esplosione di questa tipologia di batterie con lo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici. L’attuale produzione di litio nel mondo difficilmente riuscirà a far fronte, a lungo, al suo fabbisogno per cui è indispensabile trovare il modo di recuperarlo.

A proposito delle auto elettriche. Energy storage è un altro vostro progetto che mira a sviluppare la fattibilità del riutilizzo degli accumulatori delle auto elettriche per sistemi di accumulo stazionario. E’ davvero possibile immaginare che una batteria da un’autovettura vada a finire in una centrale di accumulo?
Si tratta di una intuizione che abbiamo condiviso con Enel e Class Onlus per garantire agli automobilisti, che desidereranno acquistare un’auto elettrica, il riutilizzo della loro batteria. Debbo premettere che parliamo di batterie non giunte a fine vita, bensì quelle che hanno perso la potenza necessaria allo spunto richiesto per una autovettura, e che al contempo sono ancora in grado di funzionare per accumulare energia elettrica. Il progetto prevede un sistema di raccolta di queste batterie, di ricondizionamento e di inserimento in impianti ENEL di stoccaggio.

 

Intervista integrale suRinnovabili.it

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Economia circolare: Paolo Tomasi, il CONOU è un modello vincente per l’UE Fri, 22 Dec 2017 14:32:51 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/463499.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/463499.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Mauro Spagnolo – direttore di Rinnovabili.it – intervista Paolo Tomasi presidente del CONOU, il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, unica realtà nazionale a difendere l’ambiente dal potenziale inquinamento generato dall’olio lubrificante usato.

CONOU

 

Attualmente in Italia si raccoglie e si avvia al riciclo ben il 98% dell’olio lubrificante usato, con 8 anni di anticipo rispetto ai limiti previsti dalla legge comunitaria. Il CONOU si colloca quindi come capofila e riferimento per tutta l’Unione Europea. Se ho ben capito voi esporterete il vostro modello in altri paesi UE?

In effetti l’Italia da tempo è considerata un modello per questo tipo di attività. Per prima cosa perché noi abbiamo una tradizione nel settore della raccolta dell’olio lubrificante usato, e della sua rigenerazione. La normativa di riferimento affonda le sue radici nei lontani anni ’40 quando, per problematiche di altra natura, cioè l’autarchia tipica di quel del periodo, si cercava di utilizzare al meglio tutte le materie prime, e tra queste anche i lubrificanti. S’iniziarono a creare, allora, delle aziende attrezzate per fare un trattamento, chiaramente ancora blando, per la rigenerazione di un elemento fino ad allora considerato unicamente un rifiuto. Poi si è immaginato che il sistema potesse essere industrializzato e quindi sia coloro che raccoglievano che quelli che rigeneravano, diventarono sempre più efficienti fino a motivare i grandi investimenti che consentirono di realizzare vere e proprie raffinerie.

Quali sono queste Aziende?

Attualmente in Italia ne abbiamo due importanti, la Viscolube e la Ramoil, legate a due tecnologie diverse, ma entrambe molto efficienti e stimolo per tante altre attività che oggi fanno parte della filiera del nostro modello consortile. Si tratta davvero di due eccellenze oggi stimate in tutto il mondo.

Facciamo un po’ di conti. Da quando è nato il Consorzio quanto si è risparmiato in termini di mancata importazione di petrolio?

Direi che i numeri sono davvero confortanti. Intanto vorrei spiegare come abbiamo fatto il calcolo. Partendo dal presupposto che dal trattamento, oltre all’olio base, si generano anche gasolio e bitumi, abbiamo inserito nella stima la produzione di tutti e tre i prodotti. Si arriva così a determinare un risparmio di tre miliardi di euro nei 35 anni di attività. Oltre a quello economico ci sono poi altri elementi di risparmio: la riduzione di emissione di CO2, la riduzione di occupazione del suolo con altri insediamenti produttivi, la riduzione di greggio importato e, fattore di grande importanza, il risparmio di acqua.

Qual è l’attuale limite di raccolta dell’olio usato imposto dalla normativa europea?

In realtà la normativa europea stabilisce degli obiettivi che per noi sarebbero francamente trascurabili in quanto siamo molto più avanti: basti pensare che noi trattiamo circa il 98% dell’olio lubrificante usato raccoglibile.

Ammesso che ci siano ancora margini di miglioramento per il lavoro del CONOU, cosa chiederebbe di fare, in più o meglio, agli attori del vostro sistema?

Ai cittadini chiederei di aumentare ancor di più la consapevolezza che stiamo trattano un rifiuto altamente pericoloso e che quindi bisogna evitare il “fai da te”, cioè il cambio dell’olio, ma affidarlo a chi lo fa di professione. Al Governo chiederei di migliorare una legge imperfetta, frutto di tante manipolazioni che mostrano una comprensione parziale dei reali problemi del settore. Ai produttori di rifiuti chiederei di non miscelare tra di loro le diverse tipologie di oli raccolti, oli che se fossero mantenuti separati, consentirebbero un coefficiente di recuperabilità molto più elevato.

E’ questo lo spazio che dobbiamo ancora recuperare per avere un ulteriore aumento di quella piccola percentuale di rigenerazione che ancora ci manca.

 

Intervista integraleRinnovabili.it

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Raccolta riciclo accumulatori: Cobat, 30 anni di eccellenza Thu, 21 Dec 2017 15:46:45 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/463393.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/463393.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Nel 2017 Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, ha compiuto 30 anni: un anniversario festeggiato all’insegna dei buoni risultati passati e della corsa al futuro

Cobat, 30 anni di eccellenza nel riciclo dei prodotti tecnologici

Trent’anni di attività capillare nella raccolta e riciclo dei prodotti tecnologici. Trent’anni di risultati concreti e ricerche continue che hanno portato l’Italia in prima fila in uno dei più ostici settori dell’economia circolare. Sono quelli compiuti in questo 2017 da Cobat, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo è più di una semplice ricorrenza e i numeri del Rapporto annuale presentato stamane a Roma lo dimostrano. Unico consorzio multifiliera operante in Italia nella seconda vita dei rifiuti pericolosi e non, Cobat ha lasciato che i dati 2016 parlassero per sé. Un anno, quello passato, in cui sono stati raccolti, e quindi trattati e trasformati in nuove risorse, ben 140 milioni di rifiuti hi-tech, tra pile, accumulatori, pannelli fotovoltaici e RAEE in genere. Nel dettaglio, il sistema Cobat, recupera e tratta oggi il 51% dell’immesso al consumo di accumulatori industriali e per veicoli e il 27% in quello delle pile e degli accumulatori portatili. Concentrando la lente solo sulle batterie al piombo, questo significa quasi 120 milioni di kg evitati alla discarica. La gestione dei RAEE, in cui rientrano anche i moduli fotovoltaici a fine vita, ha superato nel 2016 i 17 milioni di kg raccolti.

Il tutto attraverso una rete capillare di aziende che percorrono l’intero territorio italiano e che contano oggi di 70 Punti Cobat (le sezioni operative del Consorzio) e ben 26 impianti di trattamento e riciclo specializzati nel recupero di materia, gestisce l’intera filiera del rifiuto. “Il valore e la solidità del nostro modello di economia circolare” spiega Giancarlo Morandi, presidente di Cobat “sono stati riconosciuti anche dal Parlamento Europeo, dove siamo già stati invitati a raccontare la nostra storia”.
Ma la forza del sistema sta anche la capacità di guardare al futuro e anticiparne i bisogni di un mercato, quello dell’economia circolare, giovane e in continua evoluzione. “Nel futuro punteremo a una stabilizzazione di segmenti già maturi, come quello delle pile e degli accumulatori, e a un potenziamento delle filiere avviate recentemente, quella dei RAEE e degli PFU, le cui prospettive di crescita sono ampie”, commenta Michele Zilla, Direttore Generale di Cobat.

COBAT riciclo RAEE

Una delle prime mosse attuate dal Consorzio è stata quella di lavorato assieme all’ICCOM, l’Istituto di chimica dei composti organometallici del Cnr, sul recupero delle batterie al litio. L’obiettivo era trovare una tecnologia affidabile e ambientalmente sostenibile per trattare questo tipo di rifiuti. Le batterie al litio sono infatti ormai dovunque, dalle auto elettriche agli smartphone ma le loro caratteristiche tecniche le rendono oggi difficilmente riciclabili in sicurezza, economia e rispetto dell’ecosistema. Lo studio si è appena concluso fornendo risultati particolarmente incoraggianti, tanto da condurre Cobat alla decisione di affidare un altro studio al CNR-ITIA di Milano, sotto il coordinamento del Politecnico di Milano, per la progettazione di un impianto di macinazione da cui ottenere la componente attiva degli accumulatori (“black mass”) oggetto del trattamento idro-metallurgico definito da CNR-ICCOM. Dal 2018 pertanto, il Cobat sarà in possesso di un progetto completo per la realizzazione di un impianto pilota nel quale sperimentare tecnologie di ultima generazione per il trattamento e il recupero di queste batterie.

 

FonteCobat

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Nasce Parchi a Impatto Zero, luce verde ai finanziamenti per le rinnovabili Thu, 01 Dec 2016 17:04:25 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/413916.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/413916.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Utilizzo delle rinnovabili, efficienza energetica, tutela della biodiversità, mobilità sostenibile:
l’accordo tra Federparchi, FITS! e Rinnovabili.it crea un percorso facilitato per i progetti di sostenibilità ambientale e sociale. Primo obiettivo i Parchi e le Riserve naturali italiane

Nasce Parchi a Impatto Zero

 

Lunedi 5 dicembre 2016 alle 10.30 presso la Sede di Intesa Sanpaolo, in via Del Corso 226 – Roma, verrà firmata la Convenzione tra Federparchi – Federazione Italiana Parchi e riserve naturali,
FITS! – Fondazione per l’Innovazione del Terzo Settore e Rinnovabili.it – piattaforma multimediale e organo di informazione sulla sostenibilità ambientale.

I tre partner si fanno promotori di Parchi a Impatto Zero, nuovo progetto dedicato al supporto di iniziative di conservazione, sviluppo e tutela del patrimonio ambientale e territoriale. L’obiettivo della Convenzione è di creare un nuovo modello di sostegno tecnico e finanziario per gli interventi di sostenibilità ambientale e sociale nei Parchi e nelle aree protette.
In particolare Parchi a Impatto Zero promuoverà la costruzione di modelli di partenariato pubblico-privato basati sul Project Financing sostenendo i promotori di progetti di sostenibilità ambientale e sociale in tutte le fasi realizzative e finanziarie: progettazione, valutazione di fattibilità, studio dei meccanismi finanziari, snellimento dell’iter burocratico e reperimento di fondi. 

La Convenzione sarà siglata dal presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, dal Segretario Generale di FITS! Roberto Leonardi e dal Direttore di Rinnovabili.it Mauro Spagnolo.
E interesserà, per i prossimi due anni, i Parchi e le Riserve Naturali. Il modello di intervento si focalizzerà su nove aree: efficientamento energetico, impiego delle rinnovabili, abbattimento degli inquinanti, biodiversità, mobilità sostenibile, interventi edilizi a basso impatto, innovazione tecnologica, creazione di start up e nuovi modelli gestionali dei servizi, sostenibilità ambientale.

  • FITS! promuoverà la costruzione di modelli di partenariato pubblico-privato basati sul Project Financing e l’attivazione delle Comunità.
  • Federparchi segnalerà esigenze e possibili location degli interventi (aree protette, infrastrutture, edifici, etc.) e si occuperà della gestione amministrativa e autorizzativa degli interventi
  • Rinnovabili.it oltre a curare la promozione e la visibilità alle iniziative, offrirà un servizio di consulenza per l’individuazione degli interventi, valuterà preliminarmente le potenzialità e la fattibilità delle proposte, svilupperà o selezionerà i progetti, definendo costi e ritorni.

 Roberto Leonardi, segretario generale di FITS!: “Fondazione FITS! nasce su iniziativa di Banca prossima nel 2011 per sostenere e sviluppare modelli innovativi e di economia sociale. Il sistema dei Parchi Nazionali è un luogo privilegiato per sperimentare e implementare progetti di innovazione sociale che attraverso modelli finanziari, ambientali ed energetici sostenibili promuovano lo sviluppo delle comunità”.

“Partendo dall’accelerazione del processo di decarbonizzazione – afferma Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it – abbiamo avvertito la necessità di creare un meccanismo semplificato,
agile e operativo, in cui potessero convivere sinergicamente sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e finanza verde”.

 Sulla stessa lunghezza d’onda Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi: “Questa intesa, a cui lavoriamo da tempo, corona un lungo percorso e offre un’opportunità di incontro a tre mondi diversi, quello della finanza, quello dei parchi e quello dell’innovazione tecnologia e comunicazione. Si incontrano, infatti, pubblico e privato, con l’obiettivo di semplificare, risparmiare, ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Federparchi mette a disposizione il suo know how e offre così un ulteriore servizio ai propri associati”.

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Maker Faire Rome: Mauro Spagnolo, le nuove tecnologie legate ai trasporti urbani Wed, 12 Oct 2016 10:50:30 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/408176.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/408176.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Sabato 15 ottobre, alle ore 17.30, presso la Maker Faire Rome “The European Edition 4.0”, il direttore di Rinnovabili.it, Mauro Spagnolo, presenterà l’analisi sull’innovazione tecnologica legata alla mobilità.

Un appuntamento da non perdere per scoprire le nuove tecnologie che stanno ridisegnando i trasporti urbani e le nostre abitudini di vita

Mauro Spagnolo Maker Faire Rome_Muoversi nella città del futuro

La mobilità del futuro è pronta per i riflettori della “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”, il più grande evento europeo sull’innovazione. Il prossimo sabato 15 ottobre, all’interno dei padiglioni della Fiera Roma, uno spazio da protagonista sarà riservato per tratteggiare le tecnologie e le novità che caratterizzeranno i trasporti di domani. L’appuntamento è quello organizzato da Rinnovabili.it, quotidiano leader della comunicazione ambientale, che torna per il secondo anno consecutivo a Maker Faire, con l’obiettivo di ricostruire virtualmente corpo e cervello della mobilità 4.0.

Un evento unico durante il quale il direttore Mauro Spagnolo, partendo dalle ultime innovazioni raggiunte per i veicoli, così come per le infrastrutture, racconterà i nostri spostamenti futuri. La“ricostruzione” di Rinnovabili.it ha come punti fermi alcune delle ultime tendenze nate nel settore. A cominciare dalle driverless car, le auto senza pilota che si stanno già sperimentando oggi, con i dovuti limiti, in Europa e America. L’intelligenza sarà infatti uno degli elementi trainanti del comparto che è pronto ad evolversi dagli attuali mezzi semi automatici a veri e propri gioielli tecnologici in grado di adattarsi alle esigenze dell’utente, rimanendo costantemente connessi. D’altra parte molti dei dispositivi dei futuri veicoli senza conducente, sono già in commercio, dai sistemi di assistenza alla frenata d’emergenza a quelli per il cambio di corsia, dai fari adattivi, al parcheggio automatico.

Più si consoliderà la tendenza all’automatizzazione e alla connessione, più sarà facile scardinare la mobilità da una concezione che oggi favorisce nettamente l’auto privata a favore di un uso più collettivo e condiviso. Dal car sharing al car pooling, i trasporti stanno ampliando i propri confini di servizi on demand gestibili semplicemente attraverso app sul proprio smartphone o tablet.

Automatica, connessa, condivisa, ma soprattutto ecologica. Con le pressioni del nuovo Patto sul Clima – l’Accordo di Parigi – e gli scandali sulle emissioni che hanno investito l’automotive mondiale, l’imperativo è ora “muoversi inquinando il meno possibile”. Si parlerà dunque anche di mobilità elettrica, in tutte le sue taglie e declinazioni, dai veicoli plug-in a quelli a fuel cell alimentate con l’idrogeno, dalle auto ibride a quelle dotate di carrozzerie fotovoltaiche. Ma si discuterà anche di gestione intelligente delle flotte pubbliche e private, di logistica urbana smart e soluzioni infrastrutturali integrate.

Mauro Spagnolo_Muoversi nella città del Futuro_Maker Faire Rome 2016

“L’innovazione tecnologica nei sistemi di mobilità urbana sta cambiando radicalmente gli stili di vita dei cittadini – afferma Mauro Spagnolo – Una rivoluzione drastica di cui non percepiamo ancora la portata, ma che trasformerà le nostre modalità di spostamento rendendole, sicuramente, più efficienti, sicure e, specialmente, meno impattanti sull’ambiente”.

L’appuntamento è il prossimo sabato 15 ottobre, ore 17.30, a “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”. Fiera di Roma.

FonteMaker Faire Rome

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RicaricaLuce Invent, Cosa sono le “Ricariche Energetiche”? Thu, 07 Jul 2016 17:36:38 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/398392.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/398392.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Grazie a “RicaricaLuce”, Invent diventa fornitore anche di energia, oltre che di impianti fotovoltaici.
Realizzata una card che di fatto permette ai proprietari di fotovoltaico domestico di avere una sorta di “accumulo” virtuale, dimezzando i tempi di rientro dell’investimento

Invent ricariche energetiche nasce l’accumulo virtuale

L’autoconsumo e la generazione offgrid hanno da oggi un alleato in più. Nell’era post Conto Energia, c’è un’azienda che ha saputo cogliere la sfida dettata dalla fine degli incentivi al fotovoltaico, come un’occasione per reinventarsi e offrire ai consumatori una nuova via per tagliare il caro bolletta. Parliamo di Invent srl, marchio leader per la produzione di pannelli fotovoltaici, divenuta da gennaio 2015 anche fornitore di luce e gas per le utenze domestiche. Unico player nel mercato energetico italiano ad avere questa doppia natura, Invent è entrato nel settore con un‘iniziativa all’insegna dell’innovazione: Energygate.
L’idea è quella di abbinare i moduli fotovoltaici a delle “Ricariche Energetiche” per la bolletta.

Cosa sono le “Ricariche Energetiche” Invent?
Se la prima cosa che viene in mente è l’assonanza con le ricariche della telefonia mobile, è perché il concetto non è troppo dissimile. Invent, attraverso l’operazione EnergyGate, propone delle card che costituiscono delle vere e proprie riserve di energia (come kWh per “Ricarica Luce” o in metri cubi di gas per “Ricarica Gas” – solo materia prima) pronte all’utilizzo.

Nel dettaglio attraverso RicaricaLuce viene aumentata l’energia disponibile di ogni modulo fotovoltaico Invent dotandolo di un accumulo virtuale di 1.500 kWh (solo materia prima) suddivisi in:

  • 10 anni (150 kWh/anno per modulo) in caso di utenze domestiche (modulo serie Q e QHP)
  • 20 anni (75 kWh/anno per modulo) in caso di utenze business (modulo serie Q-B e QHP-B)*

Questa energia, a differenza di quella prodotta direttamente dal modulo, può essere utilizzata in qualunque momento, senza obbligare dunque l’utente a pagare alla rete l’elettricità (materia prima) di cui ha bisogno quando l’impianto fotovoltaico non produce.
Con il sistema delle ricariche energetiche, infatti l’utente autoconsumerà, come prima, l’energia prodotta, guadagnerà dalla vendita di quella in esubero immessa in rete e non pagherà più l’energia acquistata dalla rete fino a esaurimento della “Ricarica” massimizzando i profitti e dimezzando i tempi di rientro dell’investimento.

Ad esempio in un impianto da 3 kWp con moduli Invent vengono messi a disposizione dell’utente, sotto forma di ricarica, ben 18.000 kWh (1.500 kWh/modulo x 12 moduli in 10 anni, di materia prima) e tutto questo senza alcun incremento di costo dell’impianto. Unico requisito: attivare le forniture con Invent.
Un modulo da 250 Wp ben orientato produce, al Nord Italia, circa 300 kWh/anno. Aumentare la disponibilità di energia attraverso la RicaricaLuce equivale a un incremento complessivo del 50%.

* le serie Q-B e QHP-B godono di una tolleranza sulla potenza 0/+10% e la potenza viene garantita almeno al 70% al 30° anno di vita del modulo.

Per informazioni:  www.inventsrl.it 

Invent fotovoltaico numero verde

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Smpress Interview: Intervista a Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it Sat, 09 Apr 2016 12:56:27 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/388888.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/388888.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Siamo davvero pronti ad accogliere nelle nostre vite quotidiane i nuovi modelli di sostenibilità? L’economia circolare quanto impiegherà per sostituirsi a quella lineare? Il ruolo di sensibilizzazione dei cittadini può sopperire alla storica miopia della politica? Gli esiti della COP 21 hanno segnato seriamente un cambiamento di marcia o è stato l’ennesimo fuoco di paglia?
Sono solo alcune delle questioni di cui quotidianamente si occupa Mauro Spagnolo, Architetto e giornalista, nel raccogliere la sfida delle sfide: consentire un futuro sostenibile al nostro pianeta.

Intervista Mauro Spagnolo_2016-04-05

Chi è Mauro Spagnolo?
una persona divisa perfettamente in tre: 1 architetto, 2 giornalista e autore, 3 formatore.
Attività che ho sempre svolto contemporaneamente ed in strettissima relazione tra loro.

Di cosa ti occupi?
L’elemento che unifica le mie attività è la ricerca di un nuovo modello di sostenibilità ambientale.

– Come architetto: ho avuto la fortuna di firmare, nell’ambito dello studio associato Spagnolo Rocchegiani, molti progetti green. Ad esempio: il progetto della prima stazione solare per la ricarica della auto elettriche a Palermo Notarbartolo, la copertura della tribuna del primo impianto sportivo solarizzato a Trevignano Romano, la realizzazione del Centro Sociale Polivalente nella stessa località, il centro sanitario di primo soccorso per la Croce Rossa a l’Aquila, la scuola media Rossini a Formello (RM).

– Come giornalista: dopo molta gavetta come collaboratore per periodici e enciclopedie, ho fondato il quotidiano web Rinnovabili.it, del quale sono ancora direttore responsabile, giornale con diverse redazioni che si occupano di Energia, ambiente, mobilità, riciclo, greenbuilding, innovazione e tanti altri settori della sostenibilità. Ho scritto anche vari libri sull’integrazione del fotovoltaico in architettura e sui sistemi di efficienza energetica in edilizia.

– Come formatore: per anni mi sono occupato di corsi nell’ambito dell’ISES Italia (International Solar Energy Society), responsabile del master universitario, presso la facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza, “L’efficienza energetica nella progettazione edilizia”, docente a contratto del corso “Impianti e compatibilità ambientale” presso la facoltà di Architettura La Sapienza.

Quali sono i Progetti che ti rappresentano?
Direi tutti, in un modo o nell’altro. Forse nella testata giornalistica Rinnovabili.it sono racchiusi e rappresentati un po’tutti gli aspetti di cui ho parlato.

A che Target ti rivolgi?
Essenzialmente a due:
– nelle attività formative: a professionisti, tecnici di Amministrazioni locali, imprenditori.
– nelle attività informative: alle famiglie e ai consumer.

Quali Canali Utilizzi per farti conoscere?
Le attività giornalistiche, specialmente sul WEB, sono già di per se una importante base multimediale. Sono poi particolarmente attivo su Linkedin, poco su Twitter, nulla su facebook. Ma la maggior attività mediatica la svolgo attraverso collaborazioni, attive da molti anni, con trasmissioni televisive e radiofoniche principalmente della Rai, ma non solo.

Un ultimo progetto di cui vai fiero?
Il mese scorso abbiamo inaugurato la nuova sezione su Riciclo ed Economia circolare all’interno del quotidiano Rinnovabili.it. Un tema ultra attuale che ci sta particolarmente a cuore.

A quali Eventi partecipi?
A tantissimi. Quasi quotidianamente. Un esempio? L’altro giorno abbiamo consegnato nella prestigiosa location del Senato, alla presenza del Presidente Grassi e nell’ambito di CETRI international awards, il premio speciale Rinnovabili.it ad un documentario ambientale “Bring The Sun Home” realizzato da due giovanissimi registi italiani. Una grandissima soddisfazione.

Progetti per il futuro?
Vorrei contribuire a realizzare una Fondazione per il sostegno concreto e reale di un nuovo modello di sviluppo sostenibile basato sull’economia circolare, sistema che velocemente deve sostituirsi a quello attuale, il modello capitalistico basato sui consumo di materie prime e sulla cosiddetta economia lineare.

Un messaggio a chi ci legge
I crescenti problemi ambientali del nostro pianeta stanno imponendo un’accelerazione al processo di sensibilizzazione della nostra società sulle questioni green. I tempi sono sempre più stretti ed il ruolo attivo del singolo cittadino è indispensabile. Svegliamoci ed usciamo dal nostro torpore se vogliamo davvero cambiare le cose.

 

Ufficio stampa Rinnovabili.it
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Test auto elettriche, Rinnovabili.it e ITAE-CNR inaugurano un nuovo servizio per l’e-mobility Wed, 29 Apr 2015 13:17:04 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/352521.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/352521.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Renault Zoe ha inaugurato il nuovo protocollo sperimentale creato da Rinnovabili.it e ITAE-CNR. Con la collaborazione di ACI Vallelunga, partner logistico, sono state valutate prestazioni, consumi e risparmi dell’auto elettrica

Test auto elettriche, Rinnovabili.it e ITAE-CNR inaugurano un nuovo servizio per l’e-mobility

Come è possibile orientare le proprie scelte su un prodotto, l’auto elettrica, per molti versi ancora sconosciuto? Quali sono i reali consumi, i costi e le prestazioni dei modelli di e-mobility sul mercato italiano?

Alla domanda risponde il nuovo protocollo di test per le auto elettriche nato dalla collaborazione fraRinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale, e l’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del Centro nazione delle Ricerche (ITAE-CNR). Il progetto, che si avvale della collaborazione di ACI Vallelunga, si propone di testare i veicoli elettrici in condizioni di guida reale, fornendo un vero e proprioidentikit delle e-car poste sotto esame. Una sorta di carta d’identità che permetta agli utenti di orientarsi verso la nuova offerta ibrida e plug in, avendo a disposizione tutte le informazioni necessarie: dalle prestazioni ai consumi effettivi, dai costi alle possibilità di ricarica sul territorio.

Da Rinnovabili.it e ITAE-CNR il nuovo test per auto elettriche

Parametri necessari per indirizzare i futuri acquisti in un segmento dell’automotive che sta progressivamente acquistando corpo.
Nonostante siano ancora poche le auto elettriche circolanti sulle strade italiane (in tutto nel 2013 in Italia ne sono state acquistate solo 864 unità) secondo l’analisi di RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) entro il 2030 ci si dovrà aspettare un boom di vendite con almeno 10 milioni di veicoli elettrici su strada, di cui la metà concentrati nelle grandi città. Se da un lato il previsto aumento della diffusione sarà merito delfisiologico calo dei costi, dall’altro un elemento decisivo sarà anche il superamento della diffidenza da parte del consumatore. Proprio in questo contesto si pone il nuovo protocollo di test di Rinnovabili.it e ITAE-Cnr, nato con l’obiettivo di colmare il gap di informazioni attraverso un’analisi scientifica e standardizzata di prestazioni e consumi e che sia, allo stesso tempo, puntuale e di facile lettura.

“Esiste da parte dei nostri lettori una forte domanda di informazione sulle reali caratteristiche dei veicoli elettrici - commenta Mauro Spagnolo, direttore del quotidiano Rinnovabili.it - E’ per questo che abbiamo, in collaborazione con l’autorevole Istituto ITAE-CNR, realizzato un protocollo di test appositamente concepito per diffondere, in modo certificato e indipendente, i dati su questi mezzi. Al progetto partecipa anche un terzo straordinario partner, ACI Vallelunga, che garantisce la logistica dei test”

Perché realizzare un nuovo test per auto elettriche?
Alla domanda risponde Salvatore Freni Direttore di ITAE-CNR “Una valida e sostenibile strategia di sviluppo dei trasporti che possa da un lato rispondere alla crescente richiesta di movimentazione e dall’altro ridurre l’impatto in ambito urbanistico e territoriale non può non tenere conto delle nuove tecnologie disponibili e dei miglioramenti ottenuti nel campo dei sistemi di accumulo dell’elettricità. Il CNR-ITAE da lungo tempo opera sui sistemi di propulsione elettrici e/o ibridi che risultano essere apparati ideali per le auto di nuove generazione”.

Rinnovabili.it e ITAE-CNR la mobilità elettrica non ha più segreti

La prima prova è già stata eseguita con il test della Renault Zoe, la berlina a 5 posti e 100% elettrica, sul circuito del centro guida sicura ACI-SARA di Vallelunga. Il veicolo è stato “passato ai raggi X” per determinarne prestazioni, dinamica e punti forza e poter fornire una doppia valutazione, dal punto di vista ambientale e da quello economico.

E sono in programma numerosi altri test di veicoli elettrici ed ibridi con l’intento di fornire, nel tempo, un panorama completo dell’offerta presente sul mercato italiano. Il terreno di prova sarà ovviamente sempre quello di Aci Valleunga.

“Abbiamo creduto fin da subito - afferma Alfredo Scala, direttore generale di ACI Vallelunga - alla necessità di creare un nuovo e scientifico protocollo di test per i veicoli, soprattutto per quelli dotati delle nuove tecnologie di propulsione elettrica ed ibrida, che ancora più necessitano di essere oggetto di una comunicazione chiara ed efficace per il consumatore. Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di essere partner di organizzazioni così qualificate. Le strutture da noi gestite, quella di Vallelunga e quella che si sta per inaugurare a Milano, il Driving Village, sono ideali per effettuare test tecnici e prestazionali, riuscendo sempre a simulare condizioni stradali e di guida assolutamente in linea con quelle reali. La nostra attività di guida sicura è da anni orientata anche ad una guida attenta all’efficienza e all’impatto in generale, con ormai molte aziende che ci richiedono una formazione ECO & Safe per il proprio personale. E poi siamo già da anni impegnati nella tutela ambientale: l’energia elettrica che consumiamo è integralmente prodotta dai nostri impianti fotovoltaici e l’acqua utilizzata per le prove sul bagnato viene riciclata e depurata”

TEST Rinnovabili.it

Dopo ogni test, Rinnovabili.it pubblicherà una scheda approfondita in cui verranno riportati gli esami effettuati e risultati conseguiti, le caratteristiche di ricarica e la localizzazione delle stazioni e delle colonnine di e-charger, unitamente alle offerte commerciali e alla Tabella dei risparmi. “Ci auguriamo – conclude Spagnolo -che questo nuovo servizio acceleri la diffusione della viabilità elettrica indispensabile per la qualità ambientale delle nostre città”.

CONSULTA LA SCHEDA RIASSUNTIVA DELLA RENAULT ZOE ALL’INDIRIZZO: http://www.rinnovabili.it/mobilita/test-auto-elettriche-renault-zoe-prova-667/

GUARDA IL VIDEO DELLA PROVA: https://www.youtube.com/watch?v=USnJsxlk_K8

Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici, 3 newsletter settimanali, un periodico quindicinale ed uno mensile

 

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Only In Climatizzatore: Il focus di Rinnovabili.it Thu, 23 Apr 2015 10:56:33 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/351901.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/351901.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Climamio presenta il climatizzatore sostenibile, privo di unità esterna, in grado di rispondere ad alti livelli di efficienza energetica nel rispetto del design degli arredi urbani

Only_In Climatizzatore Invisibile

La ricerca nel settore della climatizzazione ha fatto passi da gigante e oggi la divisione R&D di Termal, azienda bolognese leader nel settore della climatizzazione, presenta “Only in”, il Climatizzatore senza unità esterna che offre le medesime prestazioni di uno split tradizionale.

Progettato e realizzato in Italia, il sistema si posiziona ai vertici del settore, in quanto l’utilizzo della tecnologia DC Inverter consente notevoli risparmi energetici, tali da posizionare il prodotto in classe A+ sia in raffrescamento che in riscaldamento.

Proprio grazie alla tecnologia DC inverter “Only in” può essere definito un condizionatore “sostenibile”: il compressore modula la velocità e una temperatura stabile che ottimizza allo stesso tempo i consumi energetici e la rumorosità. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, l’apparecchio funziona ad una potenza minima, riducendo in maniera significativa il consumo di energia elettrica.

Ma non solo, si tratta del climatizzatore monoblocco più silenzioso del mercato, grazie ad attente scelte progettuali e al sapiente uso di materiali insonorizzanti.

E può anche definirsi “un climatizzatore invisibile” dal momento che unisce in un solo corpo sia la parte evaporante sia quella condensante, normalmente divise negli split tradizionali. Questo permette l’installazione su tutte le tipologie di immobili, anche dove esistono particolari vincoli condominiali o urbanistici, come accade spesso nei centri storici.
Gli unici tratti visibili all’esterno saranno due fori di 16 cm di diametro, con le griglie a scomparsa che si aprono solo quando la macchina è in funzione e che possono essere dipinte con i colori della facciata, così da nascondere quasi completamente l’installazione.

Climamio_Only_in

Solo 17 cm di profondità dell’impianto rappresentano proprio quella volontà di non alterare l’estetica degli spazi; un design moderno, essenziale e facilmente integrabile con ogni tipologia di arredamento.
Ad un alto contenuto tecnologico è abbinato un profondo senso estetico,  il prodotto è impreziosito da rifiniture in legno massello, con frassino di serie e  ciliegio o acacia a richiesta.

Only in” si conferma dunque come uno dei condizionatori  più “rispettosi”: rispetta il design e la volontà di rispondere ai criteri di basso impatto estetico, rispetta i consumi, rispetta gli spazi e la modalità di utilizzo,  trattandosi di una pompa di calore  che riscalda d’inverno e raffresca d’estate.

Only in” è disponibile presso i negozi Climamio, Green Shop, il network in Franchising del gruppo Termal. Gli affiliati Climamio Green Shop commercializzano, installano ed assistono i prodotti Mitsubishi Heavy Industries, Hokkaido e Termal.
Con questo prodotto il Network Climamio completa la propria offerta e si conferma il punto di riferimento della climatizzazione sul mercato, un’azienda da sempre orientata al benessere, al comfort e al risparmio energetico.

Fonte: Rinnovabili.it

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Auto elettriche, Rinnovabili passa ai raggi x la Renault Zoe Fri, 13 Mar 2015 18:24:19 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/348214.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/348214.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Come scegliere la nostra futura auto elettrica? Quali sono le effettive prestazioni? E come supportare una scelta che ancor oggi sembra così difficile? Basandoci sull’innovativo Protocollo di Test messo a punto dalla nostra testata e dall’Istituto ITAE-CNR, abbiamo provato per voi l’ammiraglia elettrica della Renault.

Rinnovabili.it Test Renault Zoe

La consapevolezza di potersi spostare senza inquinare sta crescendo velocemente tra i nostri lettori e tra gli italiani.

La maturità delle nuove tecnologie di trazione ed il rapido configurarsi dell’offerta, sul mercato nazionale, di numerosi modelli di veicoli a basse emissioni, hanno generato l’esigenza da parte del potenziale utente di dotarsi di elementi di riferimento, e criteri di scelta, verso prodotti ancora parzialmente sconosciuti. Partendo da queste necessità il quotidiano Rinnovabili.it, in collaborazione con due partner prestigiosi, ITAE CNR e ACI VALLELUNGA, ha testato per i suoi lettori la Renault Zoe, prima prova di un progetto di sensibilizzazione dell’opinione pubblica più ampio, per una più rapida e consapevole affermazione sul mercato italiano dei veicoli a basse emissioni.

Renault Zoe Test Rinnovabili.it

La prova

Bianca, come la purezza che deriva dalla trazione elettrica, richiamo ad un contatto con l’ambiente che recuperi una dimensione ad impatto zero, quasi zen: Zoe è una berlina tradizionale nelle forme, con dettagli estetici come gli inserti blu delle luci, rivelatori della sua natura ecologica al 100%. Grazie al cambio automatico, la guida è semplice e intuitiva, con la sorprendente risposta in scatto, grazie al picco di coppia subito disponibile grazie al motore elettrico. E con l’ausilio delle indicazioni del cruscotto, si modula lo sforzo sul pedale dell’acceleratore,  evitando la zona rossa che indica il massimo dei consumi, e magari anche quella gialla, puntando a tenersi il più possibile all’interno della zona verde, magari scegliendo l’opzione offerta dalla modalità Eco, che interviene a “tagliare il gas”, mentre in decelerazione il sistema “Range Optimizer” si incarica di recuperare l’energia in frenata.

La Zoe rallenta vistosamente quando si toglie il piede dall’acceleratore, più di quanto facciano le auto a carburante fossile: ma una volta capito come funziona la frenata rigenerativa, guidando con attenzione si può quasi evitare di mettere il piede sul pedale del freno che, invece, dissipa l’energia cinetica sotto forma di calore. E, dettaglio finale ma non certo per importanza, Zoe nei test d’omologazione ha ottenuto i massimi punteggi nelle prove di crash test dell’EURO NCAP: le 5 stelle le valgono il gradino più alto del podio in termini di sicurezza non solo fra le vetture elettriche, ma anche fra le auto convenzionali.

 

Per scoprire i risultati del test: Rinnovabili.it

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Agricoltura sostenibile: SDSN Med diretta twitter con Rinnovabili.it Thu, 05 Mar 2015 16:57:42 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/347393.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/347393.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Si apre oggi a Siena “Solutions for Agri – Food Sustainability in the Mediterranean”, la due giorni di approfondimenti organizzata all’interno della rete SDSN Med, coordinata dall’Università di Siena, e della quale Rinnovabili.it è media partner

SDSN Mediterranean Conference Agricoltura Sostenibile

Un uso efficiente delle risorse e nuovi modelli di business per l’agricoltura, unitamente al cambiamento delle tecnologie e delle politiche di settore. Questi i temi sul tavolo della seconda SDSN Mediterranean Conference, l’evento senese che per due giorni accenderà i riflettori sulla sostenibilità in campo agroalimentare. La conferenza, organizzata dall’Università di Siena, in collaborazione con la Regione Toscana, riunirà oggi e domani nell’aula magna del polo Mattioli, oltre 300 persone tra ricercatori, policymaker e rappresentanti istituzionali da Europa, Nord Africa e Medio Oriente, all’interno del Sustainable Development Solutions Network (SDSN) Med, la rete coordinata dall’ateneo toscano. L’obiettivo? Fornire una piattaforma per il dibattito e lo scambio di informazioni per i partner della rete che per quanti oggi hanno un interesse in queste tematiche nella regione del Mediterraneo.

Partendo da un confronto con il contesto globale, affronterà il tema dello sviluppo del settore agroalimentare nell’area, dal punto di vista dell’innovazione, del trasferimento tecnologico, degli investimenti e dell’uso delle risorse, offrendo il punto di vista più avanzato della scienza, delle istituzioni e dell’impresa. I risultati della conferenza rappresenteranno un passo avanti verso la definizione di una prospettiva mediterranea sulla sostenibilità agro-alimentare nel periodo post-2015. In tal senso uno spazio di discussione sarà riservato anche al ruolo della cooperazione per affrontare sfide agroalimentari e quello dei giovani all’interno del panorama più ampio della sostenibilità, con la presentazione di SDSN Youth.

SDSN Mediterranean Conference in diretta twitter con Rinnovabili.it

E se da un lato è vero che agricoltura e cibo avranno un ruolo di primo piano nell’agenda mondiale post-2015 , dall’altro è innegabile che richiedano diversi e imprescindibili interventi che non potranno essere compiuti necessariamente tutti in una volta sola. Cambiare le proprie abitudini alimentari così come l’intensità delle risorse che impieghiamo sarà probabilmente un processo lento e irregolare. Molte delle soluzioni al problema esistono o potrebbero essere rese disponibili nei prossimi 10-20 anni, seguendo i giusti investimenti. Per non mancare l’obiettivo “Solutions for Agri – Food Sustainability in the Mediterranean”, al termine della seconda giornata, presenterà i progetti – selezionati nelle settimane scorse, a seguito di un bando – che propongono soluzioni applicabili, con una forte portata di innovazione sostenibile. Continua in questo modo il lavoro avviato lo scorso anno con l’avvio della SDSN Mediterranean, costola di quel  Sustainable Development Solutions Network lanciato a livello globale dall’ONU nel 2012 e guidato dall’economista Jeffrey Sachs. Rinnovabili.it, media partner esclusivo dell’evento accompagnerà questa due giorni seguendo da vicino il dibattito anche con una diretta twitter, che potrà essere seguita dall’homepage del quotidiano o attraverso l’hashtag #sdsnmed.

 

Fonte: Rinnovabili.it

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Pompe di calore: risparmiare energia con HYDROLution Mon, 23 Feb 2015 12:35:02 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/346246.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/346246.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Le pompe di calore sono in grado di abbassare i consumi su riscaldamento e produzione acqua calda.GreenTermal Systems fa il punto su risparmi, incentivi e diffusione tecnologica

Pompe Calore Green Termal Systems

Nel 2013, le famiglie italiane hanno speso oltre 42 miliardi di euro per l’energia di casa. Su questa spesa incide soprattutto il riscaldamento,  dove la principale fonte energetica d’alimentazione degli impianti domestici è il metano, utilizzato da oltre il 70% delle famiglie.

Il tipo di impianto più diffuso è l’autonomo, sia per riscaldare gli ambienti (lo utilizzano 66 famiglie su 100), sia per l’acqua calda (74 su 100). Altro dato interessante riportato dall’ISTAT è che, mentre la quasi totalità delle famiglie risiede in abitazioni dotate di impianto di riscaldamento degli ambienti e dell’acqua, i sistemi per il raffrescamento risultano meno diffusi; ne sono in possesso solo 3 famiglie su 10. Oggi però è possibile fare molto meglio, sia sul piano economico, sia su quello del servizio, grazie alle pompe di calore.

Ce ne parla Roberto Carnovali, AD Green Termal Systems, l’azienda del Gruppo Termal,  con sede a Milano, che coordina una rete di agenzie a copertura nazionale dedicata alla vendita dei sistemi di climatizzazione altamente tecnologici: VRF a marchio Mitsubishi Heavy Industries, la nota serie KX e le pompe di calore Hydrolution e Q-ton.

Dottor Carnovali, a che punto siamo in Italia con la diffusione della tecnologia in pompa di calore?

 I sistemi in pompa di calore rappresentano il futuro del risparmio energetico. Si tratta, infatti, di una tecnologia adatta a sostituire il campo di azione delle tradizionali caldaie, diventando il centro di un unico impianto che genera il comfort tutto l’anno all’interno di una casa o di un edificio, consumando mediamente il 50% in meno rispetto alle soluzioni con caldaie a gas.

La diffusione della pompa di calore in sostituzione della caldaia, crescerà nella misura in cui ci sarà una maggiore consapevolezza dei costruttori edili, orientati maggiormente verso edifici di classe energetica più elevata e quindi verso tutte quelle tecnologie, soprattutto la pompa di calore, che facilitano l’ottenimento della classe A o superiore.

Pompe Calore HYDROlution

La pompa di calore riscalda in inverno e raffresca in estate. Un’altra esigenza è la produzione di acqua calda sanitaria. Con quale prodotto GTS affronta questa necessità?

Green Termal Systems commercializza prodotti Mitsubishi Heavy Industries tecnologicamente molto avanzati, come Hydrolution, la pompa di calore aria/acqua con tecnologia inverter per riscaldamento, condizionamento e produzione di acqua calda sanitaria ad alta efficienza energetica, nel pieno rispetto dell’ambiente grazie alla bassa emissione di CO2.
Hydrolution utilizza energia rinnovabile aerotermica contenuta in atmosfera per produrre acqua sanitaria e riscaldare gli ambienti su sistemi con pavimento radiante, ventilconvettori e persino radiatori. In estate può raffrescare e deumidificare gli ambienti attraverso il medesimo impianto idronico oppure con un sistema parallelo appositamente dedicato.
Da queste premesse, si comprende come Hydrolution sia praticamente un impianto. È dotata dei componenti circuitali principali necessari per la circolazione dell’acqua, la miscelazione, l’inversione di funzione e di un sistema di controllo e regolazione completo e sofisticato in grado di soddisfare tutte le esigenze.

In che misura la pompa di calore promette maggiore efficienza e risparmio economico?

Il vantaggio più evidente  nell’uso della pompa di calore deriva dalla sua capacità di fornire più energia (calore) di quella elettrica impiegata per il suo funzionamento in quanto estrae calore gratuito dall’ambiente esterno.
L’efficienza di una pompa di calore è misurata dal coefficiente di prestazione C.O.P. Più alto è il COP, maggiori sono l’efficienza del sistema ed il risparmio energetico ottenuto. Il COP record fornito da Hydrolution è di 4,27 (a 35° C).
Il discorso relativo al risparmio economico va fatto in relazione alle normative a cui è possibile accedere per usufruire di sconti e incentivi.
In particolare la  tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore entrata in vigore dal 1° luglio 2014, testata in via sperimentale fino a dicembre 2016.
La Tariffa D1 è destinata agli utenti residenziali che hanno come unico sistema di riscaldamento un impianto a pompa di calore, ed è stata introdotta dall’AEEG al fine di sdoganare la tecnologia delle pompe di calore anche a livello domestico, superando la vecchia tariffa a scaglioni. All’interno del quadro normativo vanno poi considerate le agevolazioni fiscali, con l’Ecobonus del 65%, un incentivo mirato specificamente al risparmio energetico.
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse. Vi può accedere qualunque soggetto che sia contribuente IRPEF e IRES e il Conto Termico (DM 28 dicembre 2012), un contributo in conto esercizio che va commisurato ai kW.
Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.

Dottor Carnovali, ci può fornire un esempio pratico di quanto è possibile risparmiare passando dalla caldaia a una pompa di calore?

Certo, posso portare ad esempio l’analisi curata dal Politecnico di Milano, condotta dall’ing. Lorenzo Colasanti (ricercatore presso il PoliMi) e Energy & Strategy Group.
L’analisi considera come parametri di partenza una villetta monofamiliare per 4 persone; il costo dell’installazione di una caldaia a gas di 1.500 Euro + iva e il costo dell’installazione pompa di calore 10 kW di 7.500 Euro+IVA A questi costi andranno sottratti gli incentivi relativi alla Detrazione Fiscale del 65% o  del Contributo Conto Termico.
I valori cambiano a seconda dell’incentivo che si sceglie e della zona climatica in cui vive il nostro utente tipo. Il Pay-back dell’investimento di questa soluzione è molto interessante ed è quantificabile in 5/6 anni. Lascio a voi immaginare quale può essere il risparmio durante tutto il ciclo di vita dell’impianto.

Fonte: Rinnovabili.it

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Stefania Del Bianco
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Conai: in Campania il riciclo della Plastica si pronuncia Erreplast Tue, 09 Dec 2014 17:12:57 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/340458.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/340458.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Un fiore all’occhiello nel campo del riciclo della plastica, Erreplast si colloca in un territorio disagiato e lo riabilita. Grazie anche al sistema Conai

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Un’eccellenza nel campo del riciclo nel cuore della Campania. Si tratta dello stabilimento di SRI Erreplast di Caserta, visitato recentemente da Rinnovabili.it in un incontro stampa organizzato dal Conai (Consorzio nazionale imballaggi). È stata un’occasione per accendere i riflettori su un esempio virtuoso del processo di lavorazione della plastica, uno dei 6 materiali dei quali Conai garantisce le attività di riciclo e recupero.

Il sito è una vera e propria “eccellenza campana”: unico nel suo genere, rappresenta un moderno sistema industriale in grado di garantire alta efficienza dei processi, tracciabilità dei flussi e massima valorizzazione dei rifiuti di imballaggi. Il presidente, Antonio Diana, è figlio di quel Mario Diana assassinato dalla Camorra. Lo stabilimento occupa una superficie di 68.500 metri quadri, e l’impianto al suo interno ha una capacità di selezione dei rifiuti di imballaggi in plastica, alluminio e acciaio pari a 80.000 tonnellate l’anno. La selezione dei rifiuti in vetro raggiunge invece le 40 mila tonnellate annue.

Erreplast è uno dei principali produttori europei di PET riciclato (RIPET), con una capacità di trattamento di oltre 2.500 chili l’ora e una capacità di riciclo di oltre 20.000 tonnellate/anno. Le scaglie di PET riciclato vengono suddivise dopo il primo trattamento per tipologia di colore: incolori, miste/azzurrate, azzurrate e colorate. Il mercato di sbocco del RIPET è quello della fibra poliestere. Aziende che producono tappeti, moquettes, imbottiture, coperte, non-tessuto, geotessile, si riforniscono di questo materiale per le loro lavorazioni. Un altro mercato, in grande espansione, è quello della produzione della lastra di poliestereper la realizzazione di blister, contenitori, cartelline, raccoglitori, buste a soffietto, nastri, cancelleria e molto altro. La nuova normativa europea, che consente il “bottle to bottle”, apre nuovi scenari per il RIPET, che ora può essere impiegato anche nella produzione di nuove bottiglie o imballaggi a contatto con gli alimenti.

L’impresa offre lavoro a 125 dipendenti, che lavorano rifiuti provenienti dalle 5 province campane (il 54% soltanto da quella di Caserta), più un 4% proveniente da fuori regione. Una realtà i cui benefici ambientali sono quantificati in quasi 80.000 (79.500) tonnellate di CO2 equivalente risparmiate, 860 automezzi di cui si è evitato l’utilizzo, nonché nel risparmio di rifiuti pari alla superficie di 240 campi da calcio.

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A indirizzare l’attività, svolgendo il ruolo di garante dei risultati di recupero dei 6 consorzi dei materiali (acciaio/Ricrea, alluminio/Cial, legno/Rilegno, plastica/Corepla, vetro/Coreve) è il sistema Conai, a cui aderiscono oltre un milione di imprese. I dati del 2013 raccontano che il recupero complessivo (riciclo più recupero energetico) ammonta al 77.5%, che significa 8 milioni 753 mila tonnellate recuperate sugli 11 milioni 300 mila tonnellate immesse al consumo. Vengono, in altre parole, recuperati 3 imballaggi su 4, mentre nel 1998 erano soltanto 1 su 3. Superato quindi l’obiettivo imposto dalla normativa italiana ed europea, anche tenendo conto soltanto del dato sul riciclo dei rifiuti di imballaggio, che vanta 7.6 milioni di tonnellate riciclate pari al 67.6% dell’immesso al consumo.

Il sistema consortile, inoltre, ha rinnovato ad aprile l’accordo quadro con l’Anci per lo sviluppo della raccolta differenziata. Tale accordo, in vigore dal ’99, nel 2013 ha permesso di erogare contributi ai Comuni per 350 milioni di euro, che potrebbero diventare 400 con il nuovo accordo.

Fonte: Rinnovabili.it

 

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Rinnovabili.it diventa econews mobile, 24 h di sostenibilità touchscreen Tue, 09 Dec 2014 11:39:09 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/340389.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/340389.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Da oggi navigare attraverso le pagine della testata diretta da Mauro Spagnolo, diventerà ancora più semplice e immediato grazie alla versione del sito appositamente ottimizzata per la visualizzazione su cellulari e smartphone

Rinnovabili.it Mobile

ROMA – Rinnovabili.it, il quotidiano web sulla sostenibilità ambientale, lancia il nuovo Rinnovabili.it Mobile. Da oggi navigare attraverso le pagine della testata online, diretta da Mauro Spagnolo, diventerà ancora più semplice e immediato grazie alla versione del sito appositamente ottimizzata per la visualizzazione su cellulari e smartphone. Una veste grafica rinnovata, una mappa del sito più snella ma stessa qualità di articoli e servizi della versione tradizionale, e tutti a portata di touchscreen. La versione “mobile” si visualizzerà automaticamente collegandosi all’indirizzo www.rinnovabili.it da qualsiasi smartphone e sarà compatibile con i sistemi operativi Android, iOS, Windows Phone, Symbian.  Accanto ad un menù semplificato che conduce alle aree principali della testata, in homepage si è deciso di dare spazio alle notizie di primo piano e agli avvenimenti più importanti delle ultime 24 ore, per le quattro sezioni principali del quotidiano: Ambiente, Energia, Mobilità e Greenbuilndg. Non poteva inoltre mancare uno spazio ad hoc per il sondaggio di Rinnovabili.it e la fotogallery, con le ultime affascinanti immagini del mondo della sostenibilità e delle energie alternative.

Econews mobile

 

Nel footer si trovano invece le voci che rimandano al Chi Siamo, alla Missione, ai Contatti e al Comitato scientifico, senza contare il link che permette di accedere alla versione desktop del sito.

L’obiettivo è quello di aumentare le occasioni d’uso del sito istituzionale, prediligendo la visibilità di quei contenuti che meglio si adattano al target di riferimento, generalmente più giovane e dinamico rispetto a chi utilizza i dispositivi fissi.

“Una scelta ponderata, quella di Rinnovabili.it – spiega Mauro Spagnolo - che fa seguito all’eco delle ultime ricerche sulle abitudini online dei consumatori. Attualmente ad informarsi sul web sono 13,2 milioni di persone e il segmento dei fruitori abituali via mobile sta progressivamente guadagnando terreno”. 

Le ultime statistiche presentata dal big dei motori di ricerca, Google, mostrano infatti che le ricerche da dispositivi mobili hanno finalmente superato il 25% del totale; un dato che, visti i trend generali, è destinato a crescere soprattutto nell’ambito dell’informazione quotidiana.

Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici e 3 newsletter settimanali.

Fonte: Rinnovabili.it

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Rinnovabili.it apre lo spazio indipendente per il dibattito verso Parigi 2015 Wed, 22 Oct 2014 11:48:55 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/333558.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/varie/333558.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Il nuovo progetto di comunicazione è stato creato da Rinnovabili.it, in collaborazione con le tre associazioni ambientaliste Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia
Obiettivo: costruire “un serbatoio di riflessioni e di contenuti”  da mettere a disposizione del lavoro preparativo alla COP21 sui cambiamenti climatici

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Creare uno spazio indipendente in cui affrontare a 360 gradi il dibattito climatico e disegnare il percorso che porterà l’Italia a prendere una posizione definitiva all’interno dei negoziati internazionali sui cambiamenti climatici. Con questo obiettivo nasce #versoParigi2015, il nuovo progetto di comunicazione e informazione creato da Rinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale diretto da Mauro Spagnolo, in collaborazione con le tre associazioni storiche dell’ambientalismo italiano, Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia. Attraverso una sezione dedicata sulle pagine di Rinnovabili.it (http://www.rinnovabili.it/versoparigi2015) e quelle dei principali social network, #versoParigi2015 creerà una stanza virtuale dove dar corpo a una dibattito indipendente sui temi come il riscaldamento globale, la mitigazione, l’adattamento e la finanza climatica, tenendo un occhio fisso verso quello che sarà l’appuntamento ambientale più importante per le sorti del Pianeta. Parliamo della 21esima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici di Parigi 2015, il più atteso di una serie di vertici internazionali che sotto l’egida dell’Onu annualmente analizzano e strutturano i progressi mondiali nell’affrontare le emissioni climalteranti e la crescita della temperatura mondiale.

Nonostante i pochi risultati raggiunti lo scorso anno a Varsavia dalla COP19, in termini di raggiungimento di accordi e impegni che coinvolgano l’intera comunità internazionale, il processo negoziale non si è interrotto e le Parti sono ancora in tempo per prendere le decisioni nei tempi e nei modi indicati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite. In tal senso il termine ultimo è fissato per il 2015 quando, a Parigi, i delegati della COP 21 dovranno raggiungere un nuovo accordo globale legalmente vincolante che possa subentrare alla piattaforma di Kyoto dal 2020.

#versoParigi2015 cambiamenti climatici

In questo contesto, spiega Spagnolo – “#versoParigi2015 cercherà non solo di costruire “un serbatoio di riflessioni e di contenuti” da mettere a disposizione del lavoro preparativo alla Conferenza francese, ma cercherà anche di avvicinare il grande pubblico a quelle che, ancora per molti, sono solo tematiche astratte”. Attraverso il progetto ci si propone inoltre di stimolare la politica a un’adeguata preparazione all’evento, soprattutto in considerazione del ruolo che avrà l’Italia nel suo semestre di presidenza UE, alla conferenza sul clima di Lima alla fine di quest’anno.

“La piattaforma #versoParigi2015 rappresenta uno spazio informativo prezioso, dove far finalmente incontrare tutti gli attori coinvolti nel dibattito sul clima, ma soprattutto servirà a mobilitare i cittadini sull’importanza del raggiungimento di un accordo globale ambizioso e giusto nella prossima conferenza di Parigi”, aggiunge Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente. “A tal fine è importante che il governo italiano, al prossimo consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 23 e 24 ottobre, lavori ad un accordo politico sul pacchetto clima-energia 2030, in grado di consentire all’Europa di giocare un ruolo di leadership nei negoziati da qui a Parigi”.

Su quella che oggi è a tutti gli effetti la più ardua minaccia che l’umanità abbia mai affrontato, “quel che manca – ricorda Mariagrazia Midulla Responsabile Clima ed Energia WWF Italia – è la capacità di visione e di leadership dei governi, in un drammatico circolo vizioso di debolezza e furbizia che aumenta la sfiducia dei cittadini. Il WWF aderisce volentieri all’iniziativa di Rinnovabili.it che contribuisce a costruire la base più importante per l’accordo globale sul clima, la cultura del mondo a emissioni zero e della solidarietà tra le persone e gli Stati: maggiore sarà la conoscenza e la coscienza, più difficile sarà per tutti fuggire dalle proprie responsabilità”.

“Anche se qualche timido segnale di cambiamento c’è, – conclude Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo Greenpeace – siamo ancora assai lontani da un accordo globale. Da oggi alla Conferenza di Parigi dovremo far di tutto per crearne le condizioni. E’ forse l’ultima occasione utile”.

L’iniziativa è aperta a scienziati, Istituti di ricerca, politici, amministratori, associazioni ambientaliste, associazioni di settore, testimoni di best practies e di nuovi stili di vita, giornalisti scientifici, comunicatori, rappresentanti sociali, sindacati così come a filosofi, antropologi e rappresentanti del mondo della cultura (arte, musica, cinema). Oltre ad una pagina web dedicata, il dibattito prenderà corpo anche sui social network, identificato dall’hashtag #versoParigi2015.

Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici e 3 newsletter settimanali.

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Corsi formazione e-learning, nasce la Scuola Formazione Rinnovabili.it Wed, 24 Sep 2014 12:17:17 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/330529.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/330529.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Per rispondere alle nuove esigenze di formazione professionale sui grandi temi della sostenibilità ambientale, Rinnovabili.it, in collaborazione con Enti, Istituti di ricerca e Università ha inaugurato “Scuola di Formazione”

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E’ nata la Scuola di Formazione professionale di Rinnovabili.it, il nuovo servizio di e-learning dedicato a professionisti e focalizzato sui grandi temi della sostenibilità da sempre al centro dell’attività del quotidiano. Si inaugura proprio in questi giorni, con l’apertura delle iscrizioni al primo corso virtuale, il nuovo percorso didattico firmato da Rinnovabili.it e reso possibile grazie a rapporti di partnership con Enti, Università e Istituti di Ricerca stretti negli anni dalla testata.

CNR, ENEA, Università di Siena, Università La sapienza, Ordine architetti P.P.C di Roma e provincia, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, sono, infatti, solo alcune delle realtà con cui il quotidiano, diretto daMauro Spagnolo, collabora a livello scientifico. Da strumento dell’informazione telematica, Rinnovabili.it ha ovviamente scelto di puntare su un servizio di formazione a distanza che, grazie alle sue caratteristiche, permette una fruizione didattica semplificata, razionalizzando tempi e modalità didattiche.

Il perché sia nata la Scuola di Formazione Rinnovabili.it, lo spiega lo stesso Spagnolo: “Il valore “sostenibilità” sta rapidamente entrando in tutte le discipline tecniche che studiano e influenzano le future modalità di vita dell’uomo. Una rivoluzione epocale che stravolge i percorsi formativi convenzionali delle discipline tecniche, discipline che spesso si rivelano inadeguate anche nell’adempimento delle normative vigenti. Ciò porta ad una crescente domanda di aggiornamento”.

Il primo corso on line, dedicato a “L’efficienza energetica nella progettazione degli edifici” e realizzato in collaborazione con il DISPE dell’Ordine degli architetti di Roma e Provincia, ha già aperto le iscrizioni. Fino al 9 ottobre architetti, ingegneri, geometri, costruttori, ma anche studenti universitari e specializzandi potranno inviare la richiesta di partecipazione all’indirizzo scuoladiformazione@rinnovabili.it  e seguire in diretta streaming, il 16 e il 26 ottobre, i quattro moduli: “Perché l’efficienza energetica in edilizia”, “Come fare l’analisi energetica di un edificio”, “L’involucro del futuro: sistemi intelligenti passivi ed attivi”, “Guida all’attuale normativa per la detrazione fiscale sugli interventi di efficientamento energetico e di ristrutturazione edilizia”. Otto ore in totale che danno diritto a tutti gli architetti iscritti ad un Ordine professionale italiano di ottenere il rilascio di 8 Crediti Formativi Professionali. “Conoscere i criteri basilari dell’efficienza energetica nell’edilizia – aggiunge il direttore di Rinnovabili.it – è diventato, per un progettista, un requisito obbligato, e non più procrastinabile. E questo non solo per gli obblighi normativi, ma per una crescente sensibilizzazione dell’opinione pubblica che inizia a riconoscere anche un valore economico al plus della sostenibilità. Per questo abbiamo concepito un corso sintetico – solo 8 ore di lezione – ma molto articolato e ricco di informazioni pratiche per le esigenze professionali, che spazia dai principi basilari della bioclimatica ai sistemi più avanzati degli involucri energicamente intelligenti, dalla metodica dell’analisi energetica alle opportunità delle detrazioni fiscali”.

Gli fa eco l’architetto Patrizia Colletta, Consigliere dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia e Presidente del Dipartimento “Progetto sostenibile ed efficienza energetica” oltre che corresponsabile scientifico del Corso: “L’efficienza energetica, i temi della riqualificazione dell’esistente e della sostenibilità ambientale hanno uno spazio enorme nella formazione professionale e nella progettazione in quanto configurano una grande opportunità professionale, perché sono gli asset strategici per aprire un nuovo ciclo edilizio in Italia. L’attenzione a questi temi da parte nostra è dimostrata anche dai numerosi corsi di formazione e giornate formative che offriamo ai nostri iscritti, in quanto solo cogliendo questa sfida si può ridare slancio alla nostra professione e al mercato edilizio”.

FonteRinnovabili.it

Ufficio stampa Rinnovabili.it
Stefania Del Bianco
ufficiostampa@rinnovabili.it

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Giuseppe Celano: Climamio climatizza rispettando l'ambiente (Rinnovabili.it) Thu, 18 Sep 2014 15:10:11 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/330010.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/ecologia/330010.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT
  • La tecnologia sposa la green economy. Ce ne parla Giuseppe Celano – AD di Climamio – illustrando i vantaggi e le potenzialità del settore della climatizzazione a basso impatto ambientale

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(Rinnovabili.it) – In un anno che già si presentava difficile, l’estate piovosa non ha certo favorito il mercato della climatizzazione ma, nonostante i dati di vendita siano poco esaltanti, ci sono ancora delle realtà aziendali che continuano ad investire, promuovendo nuovi canali di vendita.

Lo sta facendo il gruppo Termal, distributore ufficiale dei climatizzatori Mitsubishi Heavy Industries, che già dalla fine degli anni ‘90 ha deciso di portare il clima all’interno di negozi specializzati, con il brand Climamio.

Attiva da trent’anni, con sede centrale a Bologna, ma con un raggio d’azione sui mercati internazionali, Termal ha da sempre offerto prodotti per la climatizzazione ad alto contenuto tecnologico.  Il mercato di riferimento iniziale è stato esclusivamente quello tradizionale dei grossisti e degli installatori, dove il cliente quasi sempre si trova il prodotto installato in casa senza aver potuto partecipare alla scelta della marca o del modello. Climamio ha pensato di porre fine a questo limite e ha deciso di investire in una rete in franchising con ampi spazi di vetrina, che permetta al consumatore di “toccare con mano” la scelta e le offerte di condizionatori, verso cui viene indirizzato dal personale specializzato. Il network, attualmente costituito da 33 punti vendita, grazie anche ad una attenta politica di marketing è riuscito a imporre in pochi anni sul mercato la propria filosofia di vendita; una rete solida e ramificata, composta da specialisti della climatizzazione con esperienze di installazioni evolute.

 

Quali sono i motivi di questa scelta controcorrente? Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Celano – AD Climamio.

Siamo partiti con l’obiettivo di creare una rete di Clienti /Affiliati orientata al consumatore finale, in grado di identificarsi quale consulente impiantistico. Noi vogliamo creare un rapporto professionale, diretto e di fiducia, in modo che l’utente finale riesca facilmente ad orientarsi tra le tante offerte e normative di settore. Inoltre, seguiamo il consumatore e il prodotto anche dopo l’installazione offrendo manutenzione programmata e assistenza qualificata.

 

Come si diventa un Affiliato Climamio e quali vantaggi comporta? 

Per entrare nel nostro circuito bisogna essere interessati alla Green Economy e avere a cuore lo sviluppo del proprio territorio, avvicinandosi così alla mission della nostra azienda, alla nostra storia e i nostri marchi.

Puntiamo a garantire un supporto completo sia in fase di pre-apertura sia in fase di lancio delle attività, garantendo assistenza anche per la formazione di installatori di condizionatori e del personale di vendita, assicurando che siano sempre al passo coi tempi.

 

Che ruolo ha Il rispetto dell’ambiente nei vostri programmi di sviluppo?

Intendiamo operare sempre di più in una logica Green, con prodotti rivolti al risparmio energetico, per cui alla climatizzazione abbiamo affiancato sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria in pompa di calore, proponendo una vasta gamma di prodotti a marchio Mitsubishi Heavy Industries, Hokkaido e Termal, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei clienti finali.

 

Quali sono le ragioni per le quali un utente dovrebbe scegliere proprio voi?

Per ottenere la fiducia dei nostri partner curiamo la scelta della location e le campagne pubblicitarie, perché vogliamo essere consulenti prima che venditori, riservando particolare attenzione al web. Oggi la fase di acquisto di molti prodotti si verifica on line e sul nostro sito si possono trovare informazioni sugli affiliati, sui prodotti, sulle normative e sui vantaggi fiscali.

 

Ci sono segreti particolari nel vostro lavoro?

Nessun segreto, abbiamo preso le famose quattro “p” del marketing mix, abbiamo aggiunto un po’ di creatività, una bella dose di servizio al cliente, tanto impegno e abbiamo shakerato con cura.

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Obiettivo 2.0, Nasce il periodico per gli Ingegneri firmato Rinnovabili.it Thu, 11 Sep 2014 16:08:38 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/329314.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/editoria/329314.html RinnovabiliIT RinnovabiliIT Prende il via, con il lancio del primo numero, il nuovo mensile di informazione tecnico-ambientale prodotto da Rinnovabili.it, in co-branding con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

 

anteprima obiettivo2.0

 

 

Roma – Nasce dall’accordo firmato tra Rinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale diretto da Mauro Spagnolo, e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), “Obiettivo 2.0”, il nuovo periodico d’informazione dedicato ai temi dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo nel campo dell’energia e della sostenibilità ambientale. Un media che da oggi in poi raggiungerà, con cadenza mensile, tutti gli ingegneri italiani iscritti agli Ordini provinciali per offrire un servizio puntuale e dinamico sulle tematiche legate alla sostenibilità nell’edilizia e negli ambienti urbani. Smart grid, green building, fonti rinnovabili, ma anche mobilità sostenibile, tecnologie ambientali, applicazioni ITC e internet of things: queste i temi che costituiranno il cuore del nuovo servizio in co-branding tra Rinnovabili.it e CNI e che di volta in volta darà spazio a focus tecnologici, dailynews, aggiornamenti normativi e ultimissime dal mondo dell’innovazione verde.

 

Obiettivo 2.0” è frutto dell’accordo stipulato nel luglio scorso tra il quotidiano Rinnovabili.it e il CNI con il proposito di creare un vero e proprio nuovo media in grado di veicolare la cultura della sostenibilità in tutte le sue declinazioni. Proposito che è da sempre alla base della mission di Rinnovabili.it. Nata nel 2006, infatti, la testata giornalistica ha come obiettivo quello di presidiare a 360° tutti i settori che gravitano intorno alla sostenibilità ambientale e alla qualità della vita dei cittadini, con particolare attenzione a quelli inerenti le energie rinnovabili ed il risparmio energetico.

 

“In un momento in cui il ruolo dell’innovazione tecnologica diventa sempre più centrale per affrontare positivamente le grandi sfide sulla sostenibilità, la gestione del territorio, la mobilità, i nuovi modelli intelligenti di generazione energetica distribuita, – afferma Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it – abbiamo ritenuto utile concepire, in stretta collaborazione con il CNI, un nuovo strumento informativo, e di aggiornamento professionale, sui principali temi green. Strumento espressamente dedicato agli ingegneri italiani. Sono loro, infatti – continua Spagnolo – i maggiori interpreti del cambiamento epocale che sta vivendo la nostra società nella ricerca di nuovi modelli di sviluppo sostenibile. Ci lanciamo quindi con grande entusiasmo in questa nuova avventura, con l’energia di sempre. Vorrei espressamente ringraziare, per la sensibilità manifestata, il Presidente del CNI ing. Armando Zambrano e, in particolar modo, l’ing. Gaetano Fede, Responsabile area Energia e Consigliere del CNI, che insieme a noi ha immaginato e sostenuto il progetto”.
Auguri da tutta la redazione al nuovo nato, il mensile Obiettivo 2.0

 

Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 12 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Re-Auto, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici e 3 newsletter settimanali.

 

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