Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Art Camera Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Art Camera Wed, 14 Nov 2018 02:24:56 +0100 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/22322/1 METAMORFOSI DELL'ANIMA - Un Viaggio Interiore in-tras-formazione Tue, 09 Oct 2018 20:54:11 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/495610.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/495610.html Art Camera Art Camera  

Per la ricorrenza della Legge Basaglia, Il Centro Diurno Interpersonale del Dipartimento di Salute Mentale, U.F.S.M.A. di Arezzo, Azienda USL, Toscana sud est, presenta la Mostra “Metamorfosi dell’Anima – un viaggio interiore in-tras-formazione” relativa al Progetto-Laboratori Creativi di FotoArteTerapia, ideati e condotti nel 2016-2017 da Rita Carioti, curatrice della mostra.

Referenti del Progetto: Educatori Alessandra Guidi e Barbara Abatangelo;  Supervisione Dott.ssa Loredana Betti; Responsabile U.F.S.M.A. Arezzo: Dott. Michele Travi.

Artisti in Mostra: Alessandro, Barbara, Beatrice, Dariush, Donatella, Tiziana, Juan.

Inaugurazione della mostra il 26 ottobre alle ore 18:00. La mostra rimarrà aperta dal 26 ottobre al 18 novembre 2018, negli spazi dell’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia.

 

Alle ore 16:00, negli spazi della Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, l’inaugurazione della mostra sarà preceduta da una Tavola Rotonda sulla Salute Mentale e sull’ Arteterapia. Relatori: Rappresentanti Amministrazione Comune e Provincia di Arezzo; Dott.ssa Marzia Sandroni, responsabile Ufficio Comunicazione e Marketing USL Arezzo; Dott. Michele Travi, responsabile U.F.S.M.A. di Arezzo; Dott.ssa Loredana Betti, psicoterapeuta DSM; Alessandra Guidi, educatrice DSM; Dott. Cesare Bondioli, presidente Centro Franco Basaglia di Arezzo; Simone Donnari, presidente APIART (Ass. Professionale Italiana Arteterapeuti); Rita Carioti, fotografa, conduttrice dei Laboratori e curatrice della Mostra.

 

Alle ore 18:30 proiezione del video relativo alle attività laboratoriali creative svolte nel 2016-2017.

 

Nei giorni 27 ottobre e 9 novembre alle ore 16:30 si terranno dei Laboratori gratuiti di Arteterapia aperti al pubblico condotti rispettivamente da Rita Carioti e Marco Tulli. I laboratori sono a numero chiuso max 15 persone, pertanto è richiesta la prenotazione (ph. 333 1153376).

 

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Il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) è l'insieme delle strutture e dei servizi che hanno il compito di farsi carico della domanda legata alla cura, all'assistenza ed alla tutela della Salute Mentale nell'ambito del  territorio definito dall'Azienda sanitaria locale. Il DSM è dotato dei seguenti servizi:
servizi per l'assistenza diurna: i Centri di Salute Mentale (CSM)
servizi semiresidenziali: i Centri Diurni (CD)
servizi residenziali: strutture residenziali (SR) distinte in
residenze terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative
servizi ospedalieri: i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) e i Day Hospital (DH).
E' opportuno sottolineare l'importanza dell'ampia rete dei servizi territoriali come modello da perseguire nello sviluppo di interventi di comunità.
Riguardo al tema della Mostra di Arteterapia, si sottolinea come la creatività viene riconosciuta come importante manifestazione delle risorse innate dell’uomo, quindi strumento di cura soprattutto se
integrata in un percorso personalizzato che preveda interventi farmacologici, riabilitativi e psicoterapici.
L'attività espressiva artistica è pensata come parte integrante di un progetto di Cura globale che prevede per ogni paziente la messa a punto di progetti personalizzati ed  integrati e sottoposti a verifiche e supervisioni periodiche.
La scelta di inserire le attività espressive a mediazione artistica come  strumento pregnante  della cura sorge dalla considerazione che esse possono dare un contributo specifico al progetto terapeutico nel
favorire la nascita del significato e delle capacità di simbolizzazione in situazioni cliniche in cui tale deficit è il tratto psicopatologico fondamentale e decisivo ai fini dell’esito del trattamento.


Dott. Michele Travi

Responsabile U.F.S.M.A.  Zona Aretina, Casentino, Valtiberina - Azienda Usl Sudest – Toscana

 

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Questa mostra e il laboratorio di Arte Terapia di cui è l’esito nasce per merito e direi determinazione di un gruppo di donne che stimo e apprezzo molto, professionalmente e personalmente. Cito per prima Rita Carioti, artista e per diverso tempo conduttrice  e animatrice del laboratorio di Arte Terapia che ha visto coinvolti e protagonisti alcuni pazienti, donne e uomini, del nostro D.S.M e di cui oggi vediamo i lavori in mostra; Barbara Abatangelo e Alessandra Guidi, educatrici del nostro Servizio e preziose partecipanti con Rita a tutta l’’impresa’. Il fondamentale contributo che Rita, in formazione all’epoca come arte-terapeuta ed esterna al D.S.M , ha dato al nostro lavoro di operatori in Salute Mentale si è incontrato con il nostro  bisogno, direi imprescindibile, di avere apporti e ausili dal sociale, dal mondo esterno a noi tecnici ed operatori organici all’Istituzione, per arricchirci con un punto di vista altro e  realizzare quella collaborazione senza la quale le nostre prassi risulterebbero troppo auto-referenti, ecnicisti che e forse meno efficaci.

Nello specifico, attraverso le produzioni artistiche che sono esposte in mostra, parlano le persone e non la loro malattia e sorprende e colpisce quante sfaccettature, aspetti mai rivelati prima, combinazioni creative rivelino. L’arte diventa veicolo di sentimenti che spesso proviamo quando siamo di fronte a opere di artisti che ammiriamo e ne avvertiamo la vita, il punto di urgenza nella sua verità e preziosa unicità.  

La tradizione, antica, del nostro Servizio di aggiungere e arricchire nella cura dei pazienti elementi non precipuamente e soltanto psicoterapici e psicofarmacologici ci ha portati a privilegiare spesso strumenti di lavoro che attingono alla creatività di ciascuno.

Tutto il settore della Riabilitazione Interpersonale, ben rappresentato qui dalle colleghe Abatangelo e Guidi, va nella direzione di implementare e far emergere le aree della personalità tutte, le zone della psiche più danneggiate che liberano così funzioni e cariche energetiche ‘legate’ dalla malattia e talora anche dalle cure e quelle più nascoste, di più difficile accesso. Queste aree, a volte non raggiungibili con la parola, sono preziose per la vita interiore di chiunque, tanto più per le persone sofferenti e se aiutate ad un maggior contatto espressivo con ciò che è stato danneggiato e compromesso, queste stesse persone ne risultano arricchite e trasformate creativamente, proprio a partire dal loro dolore e sofferenza psichica.

Per concludere un auspicio per questa mostra e per chi la visiterà ed è quello che chiunque, visitandola, vedendo le opere esposte, ne avverta l’’anima’ e la ‘forma’ e possa condividere con gli autori dei lavori un po’ del loro mondo espressivo e interiore e che possano cadere, almeno per un po’, quelle barriere che troppo spesso ci impediscono di vedere  e condividere vite altre, preziose e irripetibili. 

 

Dott.ssa Loredana Betti

Dirigente Psicologo e Psicoterapeuta D.S.M. Arezzo

 

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Questa mostra è un evento importante non solo come testimonianza dell’ impegno di operatori e partecipanti al Laboratorio di FotoArteTerapia del DSM di Arezzo ma anche per restituire il senso vero delle attività che vi si svolgono.

E’ oramai acquisito che ogni attività riabilitativa, se non vuole essere solo “intrattenimento” – e il suffisso “terapia” accentua grandemente questo aspetto che è proprio delle realtà istituzionali -   deve porsi l’obbiettivo di restituire al paziente i suoi diritti formali, la sua contrattualità sociale, relazionale e affettiva (tutto quello che oggi è ricompreso nel termine di recovery)  e questo obbiettivo non si può raggiungere se l’attività riabilitativa rimane confinata all’interno di un laboratorio, oggi forse nel “territorio” ma non troppo dissimile dagli antichi ateliers interni alle grandi istituzioni tradizionali.

In questi ateliers l’espressione figurativa del malato di mente era considerata solo alla stregua di uno qualunque dei suoi sintomi; come scrive F. Basaglia: “… lo psichiatra, nell’analisi dell’opera del malato, va alla ricerca dei segni che possano rimandarlo a una codificazione, ad una metodologia, capace di spiegare i vari significati, rapportati ad una classificazione di malattia…”: dietro l’espressione creativa non c’è l’uomo, la persona, ma solo il “malato” (che è ciò che interessa alla psichiatria). Ma, prosegue Basaglia “…se davvero la comunicazione fra un’opera e il suo fruitore è un processo di riconoscimento… dell’uomo che l’ha fatta così si dovrebbe parlare sempre di un processo … di ri-costruzione dell’uomo (malato o sano che sia) attraverso l’opera e non di comprensione metodologica dei suoi segni”  (Basaglia svolge poi considerazioni analoghe riguardo ad un approccio puramente “estetico”, ma questo discorso ci porterebbe troppo lontani).

Finchè si resta nel chiuso di un laboratorio questo processo di riconoscimento, di incontro di persone  è reso difficile quando non impedito dalla sovrastruttura dell’approccio psichiatrico: uscire fuori dall’istituzione è il primo passo per liberarsi (dalla malattia? Dalla psichiatria?), ogni processo di riabilitazione/liberazione  parte da qui anche attraverso la realizzazione di oggetti simbolici che ne diventano veicolo.

Pensiamo al più conosciuto e longevo di questi oggetti: Marco Cavallo (senza dimenticare la Chimera di Arezzo o il Drago di Montelupo) concepito a Trieste nel 1973 e tuttora pellegrino per portare il suo messaggio dove ancora sopravvive il manicomio come nel suo viaggio per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Scrivono i protagonisti dell’avventura della creazione di Marco Cavallo: “…. Fare che il “dentro” (i malati e tutto il mondo del manicomio) si riappropri del “fuori”, del mondo esterno che è chiuso e rifiuta chi sta dentro… non siamo venuti a guarire con l’arte cioè a fare arte terapeutica  - che ci sembra pericolosamente equivoca – e neanche siamo venuti per creare noi opere d’arte …”. Parole all’epoca  riferite alla realtà manicomiale – forse di più facile lettura ma difficile da aggredire – ma che tuttora si possono applicare a quel quanto di separatezza che affligge i nostri servizi di salute mentale e le loro pratiche  sempre a rischio di riprodurre quella che viene chiamata “manicomialità diffusa”. 

Non stupisca questo richiamo a una memoria che si vorrebbe oramai archiviata nella storia: senza memoria  non siamo in grado di comprendere il presente e il rischio di riprodurre (inconsapevolmente?) il passato aumenta: oggi non è più accettabile pensare alla riabilitazione che non sia un processo collettivo che deve coinvolgere la società nel suo complesso.

Ben vengano quindi tutte quelle iniziative che possono, quanto meno,  ridurre se non abolire questa distanza tra “dentro” e “fuori”: oggi per tutta una serie di ragioni, non ultima la molteplicità delle sedi che rinforza la difficoltà di conoscerle e poterci entrare dentro, le istituzioni della follia, comprese quelle che sembrano funzionare bene, sono diventate meno conoscibili, più opache, più omologate al paradigma (neo)-psichiatrico.

Questa mostra è quindi un passo importante, non solo per conoscere una attività tanto più meritoria quanto più è consapevole, come si evince dalla sua presentazione, delle difficoltà e delle insidie intrinseche al suo operato, ma anche, e soprattutto , perché è una occasione per ri-conoscerne i protagonisti, le persone, uomini e donne, impegnate in un duro cammino di emancipazione e di recovery.

Dott. Cesare Bondioli

Presidente Centro “Franco  Basaglia”  Ass. Onlus Arezzo 

 

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Arteterapia e grave disagio mentale: nuovi orizzonti

L’Arteterapia è una disciplina che utilizza i materiali ed il fare artistico come forma primaria di espressione e di comunicazione all’interno della relazione di cura. Promuove le risorse creative di individui e gruppi, per svilupparne il potenziale di benessere personale e sociale. L’Arteterapia trova applicazione in una pluralità di contesti: ospedali, rsa, centri diurni, comunità, carceri, centri di aggregazione, scuole di ogni ordine e grado, ecc.

In questi contesti l’Arteterapia, che non è una professione sanitaria e non svolge attività riservata in Italia alle professioni sanitarie, è stata ed è diffusamente utilizzata in ambito istituzionale come risorsa complementare e aggiuntiva, su indicazione e sotto il controllo di dirigenti sanitari, medici, psicologi e psichiatri.

APIART è l’associazione di riferimento per i più qualificati Arteterapeuti Italiani.

Negli ultimi decenni l’impiego dell’arteterapia nella riabilitazione ha conosciuto un nuovo impulso, legato al maggior rigore metodologico e al numero crescente di lavori scientifici. Nella recente revisione delle linee-guida per il trattamento della schizofrenia il Sistema sanitario nazionale inglese (NHS) ha confermato che le “art-therapies” rappresentano, ad oggi, uno degli strumenti raccomandati per promuovere, unitamente ai trattamenti standard, la guarigione dei pazienti con grave disagio mentale specie se di età giovane e con prevalenti sintomi affettivi e negativi.

Nell’ambito della Tavola Rotonda, il giorno della inaugurazione della mostra, nella personale relazione, verranno presentati esempi di interventi innovativi sviluppati dal Centro ATLAS Onlus di Perugia nel campo dell’autismo e delle psicosi, con approcci che uniscono rte terapia e tecnologia immersiva.

Il Centro ATLAS raccoglie la sfida della “rivoluzione digitale” per far si che i nuovi mezzi multimediali e tecnologici non siano strumenti di isolamento e alienazione, ma veicoli di espressione e relazione profonda stimolando tutti e cinque i sensi e la loro integrazione.

 

Simone Donnari

Presidente APIART (Associazione Professionale Italiana Arteterapeuti);

Responsabile Centro Atlas Onlus – Perugia

 

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Questa particolare mostra è frutto dei lavori realizzati dagli utenti del Centro Diurno Interpersonale del Dipartimento di Salute Mentale di Arezzo, relativi al Progetto-Laboratori Creativi  di FotoArte- Terapia Metamorfosi dell’Anima – Un comune e personale viaggio in-tras-formazione” da me ideato e condotto come tirocinante Arteterapeuta nel 2016 e 2017.

Scopo del progetto: incentivare e mettere in luce capacità e risorse sane della personalità di ognuno, contrastare il disagio, stimolare esperienze sensoriali ed emozionali, offrire nuovi spunti culturali e punti di vista, per smuovere e consapevolizzare meccanismi interiori obsoleti, al fine di rielaborare e riformulare, la propria realtà interiore, e attuare un graduale processo di cambiamento.

L’Arteterapia, che ha origini nell’Arte e nella Psicoanalisi, utilizza simboli e immagini come mezzo di comunicazione. La creazione di immagini specie quella del Sé, produce una modificazione psicofisiologica complessa che si traduce in un vissuto emotivo profondo, che incide fortemente modo di pensare, di comunicare, di agire, di vivere. In special modo la FotoArteTerapia oltre far emergere pensieri inesprimibili a parole e favorire le dinamiche per un concreto cambiamento, è uno straordinario strumento di riflessione e di crescita.

Nell’applicazione della tematica della Metamorfosi, con l’uso dei materiali artistici, le tecniche di FotoArteTerapia e la potente dinamicità creativa, espressa soprattutto tramite l’interpretazione e la realizzazione della Fotografia, l’artista si è inoltrato in una variegata ricerca introspettiva lungo un articolato viaggio esperienziale, reale ed immaginario, che lo ha portato in divenire, ad una maggiore consapevolezza del Sé e del possibile Altro, e infine, ad un tangibile rinnovamento.

Con le numerose e pregevoli opere prodotte, dense di pensieri ed intense visioni, nel 2018 si è pensato di allestire una esposizione, per completare il ciclo formativo artistico, e per permettere di acquisire un ulteriore linguaggio simbolico con specifici riferimenti universali, creati in un aggregante unica opera collettiva. Ma soprattutto, imparare ad esporsi, rivelarsi e mettere a nudo la propria immagine e gli intrinseci significati, nell’incontro reale con il proprio fruitore, diviene un efficace modo per allenare le abilità relazionali e creare punti di contatto, in un dinamico ampio spazio di comunicazione, riflessione, fluente dialogo e costruttivo confronto.

L’ideale viaggio interiore effettuato, nel reale percorso della mostra, ha la struttura di un labirinto, in cui i singoli argomenti trattati, rivisitati e re-interpretati, vengono proposti in forma tridimensionale e supportati da nuovi elementi connotativi creati ad hoc, che nell’insieme, restituiscono un originale, surreale e suggestivo scenario, ricco di autentici, riflessivi e profondi significati.

 

Rita Carioti

Fotografa, Conduttrice dei Laboratori e Curatrice della Mostra

 

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Info:

 

U.F.S.M.A.  Arezzo

Tel. 0575 255928

alessandra.guidi@uslsudest.toscana.it

barbara.abatangelo@uslsudest.toscana.it

 

Rita Carioti – Photographer

Ph 333 1153376

ritapostaweb@gmail.com

 

 

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SEGMENTI INTERIORI TRA CIELO ED ACQUA Fri, 06 Oct 2017 19:54:18 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/454934.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/454934.html Art Camera Art Camera

Mostra di Pittura e Poesia SEGMENTI INTERIORI TRA CIELO ED ACQUA di Patrizia Buracchi, a cura di Rita Carioti ● 14 Ottobre - 11 Novembre 2017 ● Loggiato del Palazzo Comunale 2° piano ● Piazza della Libertà n.1, Arezzo ● Da lunedì a sabato h 8:30 – 14:30 ; Martedì e giovedì h 8.30 – 17: 30 ● Inaugurazione della mostra sabato 14 ottobre 2017 ore 11:00.

 

Info:  Rita Carioti - ph 3331153376 - ritapostaweb@alice.it

Ufficio del Consiglio Comunale - tel. 0575 377802 - a.mattesini@comune.arezzo.it

 

 

Patrizia Buracchi nasce ad Arezzo. Nel 1985 si laurea all’Università di Perugia. Dopo la laurea frequenta la Scuola di Scienze Religiose ad Arezzo e corsi di specializzazione post-universitari a Firenze. Segue vari corsi e laboratori di Scrittura Creativa tra cui quello con Simone Giusti “Vedersi vivere sulle sponde del nulla”. Lettrice appassionata ed attenta, si dedica anche alla scrittura. Alcuni suoi scritti vengono pubblicati in Antologie e Giornali tra cui la redazione di commenti su alcune opere di Virginia Woolf, Jane Austen, Tomas Hardy ed altri. Pubblica un breve romanzo e raccolte di poesie. Negli ultimi anni si interessa di Letteratura Erotica. Partecipa a diversi concorsi Internazionali di Lettere ed Arte ottenendo vari premi e riconoscimenti. Da anni è insegnante di Italiano Storia e Geografia nelle Scuole Statali Medie e Superiori nella provincia di Arezzo. Nutre da sempre un autentico e profondo amore per gli animali, specie per i gatti, che sostiene costantemente ed attivamente nell’associazione Lo Scudo di Pan. Di recente si dedica inoltre all’Arte della Pittura. Felicemente sposata con l’Insegnante ed Artista Tommaso Musarra con il quale ha vissuto, fino alla sua recente scomparsa, in Castiglion Fiorentino (AR).

 


Due poesie di Patrizia Buracchi :

 

INCERTEZZE PRESENTI

Chiara s’apre la laguna

S’alza il mare di lontano.

Dal torpore esalano immutate percezioni

nuovi segmenti tra cielo e acqua

dischiudono lo sguardo oltre.

La natura crudele talvolta

svolge ruoli predominanti

nell’esercitarsi recente di singole verità.

Si riassume il tempo

nell’impazienza di un momento

rubato, profanato.

Distrazioni strane sono i tramonti

pare che si perda l’essenza di noi

in vuote, incoerenti similitudini

riesumano l’asperità messe da parte.

Resta fermo tuttavia l’ordine

del prima e del dopo

del salire e dello scendere

dell’apparenza e del distacco

uguale a se stesso comunque divisione.

 

CIELO

Cielo sfumato di stelle

o

di nubi leggere come farfalle,

il tuo profilo

faccia seguito

sul mio viso.


La poesia e la pittura sono Arti che destano meraviglia e generano tumulto. Maggiore è il turbamento d'animo dell'artista, maggiore pare essere la resa di emozioni in grado di generare nel lettore o nel visitatore che, sempre in modo cauto e con doveroso rispetto, dovrebbero accostarsi a dei versi e a dei quadri. Più che un mestiere, quello del pittore o dello scrittore è un po' come un servizio reso all'umanità a cui illumina gli occhi con i colori e nutre lo spirito con i versi, perchè in fondo siamo tutti un po' naufraghi, parafrasando le parole di Patrizia Buracchi.

    

                                                                              Il Presidente del Consiglio Comunale di Arezzo      

                                                                                                                     Alessio Mattesini

 

 

Quando diversi anni fa ho conosciuto Patrizia Buracchi, in occasione della mostra “Arte e Psiche” da me curata, alla quale l’avevo invitata a partecipare con sue poesie, l’impatto, il primo impatto che ho avuto, mi è sembrato quello di una persona introversa, complessa, enigmatica, molto critica con se stessa e un po’ spinosa. In seguito, nel tempo, conoscendola più a fondo si è rivelata essere molto più mite aperta e disponibile. Percepivo la sua natura di persona timida e modesta dall’anima profonda, esile, combattuta e riservata, che talvolta “riservava” delle sorprese. Oggi, a circa un anno dalla sua prematura scomparsa, nel desiderio di ricordare ed onorare la sua presenza, citando alcuni suoi versi. “… e per dare più spazio alla zona d’ombra che resta nascosta”,  con questa particolare ed inedita esposizione voluta fortemente dal marito e artista Tommaso Musarra (che espone in mostra due sue sculture a lei dedicate), la più grande sorpresa che Patrizia mi ha riservato durante la cura della mostra, è stata quella di scoprire i suoi variegati ed inusuali lati artistici, ma soprattutto la mole di materiale da lei prodotto negli anni, venuto alla luce. Tutti coloro che conoscono Patrizia sanno che amasse immergersi nell’arte della scrittura, in vari aspetti contenuti e stili, ma nessuno immagina che dedicasse anche parte del suo tempo anche all’arte della pittura. Similmente ai testi poetici, le sue pitture si presentano avvolte in un’aura ovattata, solitaria, malinconica e surreale. In special modo, in questa serie esposta nella mostra, i dipinti riflettono il suo introspettivo ed etereo spirito. Attraverso labirintici ed onirici sentieri, natura, tempo, spazio, vita, amore e morte sono il leitmotiv di sottili osservazioni, solitarie riflessioni, amletici dubbi, tenaci affermazioni, enfatiche esaltazioni, spesso in perenne conflitto. Questi pochi frammenti e segmenti interiori non colgono certamente l’eclettica figura artistica di Patrizia Buracchi, ma solo un relativo aspetto, che tuttavia mettono in risalto la sua luminescente “luce”.

La curatrice                                                                                                                                                   

Rita Carioti

 

Patrizia nasce come poetessa e scrittrice di romanzi, ma il suo animo sensitivo e delicato l’ha portata a spaziare in tutti i campi dell’arte anche in quello del disegno, esprimendosi, fin da ragazza, con piccole creazioni a lapis e chiaroscuro, spesso copiate, che sapeva però rendere sempre molto personali. Da circa sei anni aveva iniziato ad usare la tela ed i colori ad olio; inizialmente rappresentava paesaggi, poi via via è passata all’invenzione pura.  Molto critica con se stessa, spesso distruggeva le opere finite che non la soddisfacevano. Era una sognatrice che mal si adattava alle minuzie della vita. Mite, riservata e sensibile, attenta ai particolari, era una donna forte e fragile allo stesso tempo, sospesa tra canto e disincanto, tra amore e morte. Le piaceva essere libera dalle catene dell’ipocrisia e non amava le etichette. Tra il 2013 e il 2014, durante un periodo di aspettativa presa dalla scuola, ha iniziato a produrre i quadri, in acrilico e olio su tavola, oggetto di questa mostra. In queste raffigurazioni ha raggiunto la sua maturità artistica, creando paesaggi da sogno, evanescenti, delicati. Se il destino non l’avesse fermata in modo drammatico ed improvviso, sicuramente avrebbe avuto modo di sviluppare ancora di più la sua creatività, ottenendo un elevato livello artistico, come lo aveva conseguito nell’espressione letteraria.                                                                                            

  Il marito ed artista                                                 

Tommaso Musarra


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SEGMENTI INTERIORI TRA CIELO ED ACQUA Fri, 06 Oct 2017 19:53:55 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/454933.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/454933.html Art Camera Art Camera

Mostra di Pittura e Poesia SEGMENTI INTERIORI TRA CIELO ED ACQUA di Patrizia Buracchi, a cura di Rita Carioti ● 14 Ottobre - 11 Novembre 2017 ● Loggiato del Palazzo Comunale 2° piano ● Piazza della Libertà n.1, Arezzo ● Da lunedì a sabato h 8:30 – 14:30 ; Martedì e giovedì h 8.30 – 17: 30 ● Inaugurazione della mostra sabato 14 ottobre 2017 ore 11:00.

 

Info:  Rita Carioti - ph 3331153376 - ritapostaweb@alice.it

Ufficio del Consiglio Comunale - tel. 0575 377802 - a.mattesini@comune.arezzo.it

 

 

Patrizia Buracchi nasce ad Arezzo. Nel 1985 si laurea all’Università di Perugia. Dopo la laurea frequenta la Scuola di Scienze Religiose ad Arezzo e corsi di specializzazione post-universitari a Firenze. Segue vari corsi e laboratori di Scrittura Creativa tra cui quello con Simone Giusti “Vedersi vivere sulle sponde del nulla”. Lettrice appassionata ed attenta, si dedica anche alla scrittura. Alcuni suoi scritti vengono pubblicati in Antologie e Giornali tra cui la redazione di commenti su alcune opere di Virginia Woolf, Jane Austen, Tomas Hardy ed altri. Pubblica un breve romanzo e raccolte di poesie. Negli ultimi anni si interessa di Letteratura Erotica. Partecipa a diversi concorsi Internazionali di Lettere ed Arte ottenendo vari premi e riconoscimenti. Da anni è insegnante di Italiano Storia e Geografia nelle Scuole Statali Medie e Superiori nella provincia di Arezzo. Nutre da sempre un autentico e profondo amore per gli animali, specie per i gatti, che sostiene costantemente ed attivamente nell’associazione Lo Scudo di Pan. Di recente si dedica inoltre all’Arte della Pittura. Felicemente sposata con l’Insegnante ed Artista Tommaso Musarra con il quale ha vissuto, fino alla sua recente scomparsa, in Castiglion Fiorentino (AR).

 


Due poesie di Patrizia Buracchi :

 

INCERTEZZE PRESENTI

Chiara s’apre la laguna

S’alza il mare di lontano.

Dal torpore esalano immutate percezioni

nuovi segmenti tra cielo e acqua

dischiudono lo sguardo oltre.

La natura crudele talvolta

svolge ruoli predominanti

nell’esercitarsi recente di singole verità.

Si riassume il tempo

nell’impazienza di un momento

rubato, profanato.

Distrazioni strane sono i tramonti

pare che si perda l’essenza di noi

in vuote, incoerenti similitudini

riesumano l’asperità messe da parte.

Resta fermo tuttavia l’ordine

del prima e del dopo

del salire e dello scendere

dell’apparenza e del distacco

uguale a se stesso comunque divisione.

 

CIELO

Cielo sfumato di stelle

o

di nubi leggere come farfalle,

il tuo profilo

faccia seguito

sul mio viso.


La poesia e la pittura sono Arti che destano meraviglia e generano tumulto. Maggiore è il turbamento d'animo dell'artista, maggiore pare essere la resa di emozioni in grado di generare nel lettore o nel visitatore che, sempre in modo cauto e con doveroso rispetto, dovrebbero accostarsi a dei versi e a dei quadri. Più che un mestiere, quello del pittore o dello scrittore è un po' come un servizio reso all'umanità a cui illumina gli occhi con i colori e nutre lo spirito con i versi, perchè in fondo siamo tutti un po' naufraghi, parafrasando le parole di Patrizia Buracchi.

    

                                                                              Il Presidente del Consiglio Comunale di Arezzo      

                                                                                                                     Alessio Mattesini

 

 

Quando diversi anni fa ho conosciuto Patrizia Buracchi, in occasione della mostra “Arte e Psiche” da me curata, alla quale l’avevo invitata a partecipare con sue poesie, l’impatto, il primo impatto che ho avuto, mi è sembrato quello di una persona introversa, complessa, enigmatica, molto critica con se stessa e un po’ spinosa. In seguito, nel tempo, conoscendola più a fondo si è rivelata essere molto più mite aperta e disponibile. Percepivo la sua natura di persona timida e modesta dall’anima profonda, esile, combattuta e riservata, che talvolta “riservava” delle sorprese. Oggi, a circa un anno dalla sua prematura scomparsa, nel desiderio di ricordare ed onorare la sua presenza, citando alcuni suoi versi. “… e per dare più spazio alla zona d’ombra che resta nascosta”,  con questa particolare ed inedita esposizione voluta fortemente dal marito e artista Tommaso Musarra (che espone in mostra due sue sculture a lei dedicate), la più grande sorpresa che Patrizia mi ha riservato durante la cura della mostra, è stata quella di scoprire i suoi variegati ed inusuali lati artistici, ma soprattutto la mole di materiale da lei prodotto negli anni, venuto alla luce. Tutti coloro che conoscono Patrizia sanno che amasse immergersi nell’arte della scrittura, in vari aspetti contenuti e stili, ma nessuno immagina che dedicasse anche parte del suo tempo anche all’arte della pittura. Similmente ai testi poetici, le sue pitture si presentano avvolte in un’aura ovattata, solitaria, malinconica e surreale. In special modo, in questa serie esposta nella mostra, i dipinti riflettono il suo introspettivo ed etereo spirito. Attraverso labirintici ed onirici sentieri, natura, tempo, spazio, vita, amore e morte sono il leitmotiv di sottili osservazioni, solitarie riflessioni, amletici dubbi, tenaci affermazioni, enfatiche esaltazioni, spesso in perenne conflitto. Questi pochi frammenti e segmenti interiori non colgono certamente l’eclettica figura artistica di Patrizia Buracchi, ma solo un relativo aspetto, che tuttavia mettono in risalto la sua luminescente “luce”.

La curatrice                                                                                                                                                   

Rita Carioti

 

Patrizia nasce come poetessa e scrittrice di romanzi, ma il suo animo sensitivo e delicato l’ha portata a spaziare in tutti i campi dell’arte anche in quello del disegno, esprimendosi, fin da ragazza, con piccole creazioni a lapis e chiaroscuro, spesso copiate, che sapeva però rendere sempre molto personali. Da circa sei anni aveva iniziato ad usare la tela ed i colori ad olio; inizialmente rappresentava paesaggi, poi via via è passata all’invenzione pura.  Molto critica con se stessa, spesso distruggeva le opere finite che non la soddisfacevano. Era una sognatrice che mal si adattava alle minuzie della vita. Mite, riservata e sensibile, attenta ai particolari, era una donna forte e fragile allo stesso tempo, sospesa tra canto e disincanto, tra amore e morte. Le piaceva essere libera dalle catene dell’ipocrisia e non amava le etichette. Tra il 2013 e il 2014, durante un periodo di aspettativa presa dalla scuola, ha iniziato a produrre i quadri, in acrilico e olio su tavola, oggetto di questa mostra. In queste raffigurazioni ha raggiunto la sua maturità artistica, creando paesaggi da sogno, evanescenti, delicati. Se il destino non l’avesse fermata in modo drammatico ed improvviso, sicuramente avrebbe avuto modo di sviluppare ancora di più la sua creatività, ottenendo un elevato livello artistico, come lo aveva conseguito nell’espressione letteraria.                                                                                            

  Il marito ed artista                                                 

Tommaso Musarra


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LABORATORIO DI CREATIVITA’ ESPRESSIVA Thu, 27 Oct 2016 16:58:33 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/410204.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arti_figurative/410204.html Art Camera Art Camera  

 

LABORATORIO DI CREATIVITA’ ESPRESSIVA

L’IO E L’ALTRO

Ritratto e Autoritratto

 

Lo Studio Art Camera propone il Laboratorio di Creatività Espressiva “L’Io e l’Altro” ideato e condotto da Rita Carioti. Dal mese di novembre 2016, i 6 incontri settimanali si terranno dalle ore 18:30 alle ore 21:00  negli spazi del Centro Arezzo Factory  in via Masaccio, 6 - Arezzo.

 

Il laboratorio che ha per tematica il Ritratto e l’Autoritratto, tramite l’esplorazione del sé, del processo creativo e della comunicazione, è strutturato per entrare in contatto con le proprie risorse interiori, per esprimere e dare forma a pensieri ed emozioni, utilizzando i linguaggi di comunicazione non verbale della fotografia del collage e dell’arte.

 

TECNICHE E MATERIALI

  • Fotografia

  • Collage

  • Disegno

  • Poesia visiva

  • Materiali vari (colori, fotografie, stoffe, fili, materiali di recupero ed altro).

 

APPLICAZIONI

Approccio dinamico-introspettivo nella:

  • Sperimentazione di tecniche e materiali artistici.

  • Stimolazione di creatività e fantasia.

  • Sviluppo delle capacità manuali, corporee, sensoriali ed emotive.

  • Espressività dei propri pensieri ed emozioni.

  • Creazione di foto e collage espressi in simboli comunicabili.

  • Comunicazione e condivisione in gruppo della propria esperienza creativa.

 

FINALITA’

Sviluppare ed accrescere le proprie risorse interiori, creative ed emotive, finalizzandole ad una maggiore conoscenza di sé e una migliore comunicazione con gli altri.

Stimolare inoltre, nel piacere della creazione, condizioni di benessere per rafforzare l’autostima e accrescere vitalità ed energia.

 

DESTINATARI

Adulti di ogni età.

Non sono richieste abilità o conoscenze tecniche in ambito artistico.

 

INFO E PRENOTAZIONI

Rita Carioti                                              

ph. 333 1153376        

 

www.arezzofactory.org

tel. 0575 908641

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