Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Isabella Lopardi Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Isabella Lopardi Tue, 20 Aug 2019 16:25:28 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/25105/1 Comunicato stampa - Seo, Meo, Peo: Web Media Marketing, come rendere facile ciò che abbiamo complicato Tue, 26 Mar 2019 13:43:11 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/535843.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/535843.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Seo, Meo, Peo: Web Media Marketing, come rendere facile ciò che abbiamo complicato

E’ appena uscito il libro Seo Meo Peo (Breviario semplice di Web Media Marketing. Rendere facile ciò che abbiamo complicato) di Giorgio Maggioni. La pagina Facebook è all’indirizzo

https://www.facebook.com/GMaggioni.autore

E’ già disponibile su Amazon.

Edizione digitale

https://goo.gl/6wMYfp

Edizione cartacea

https://goo.gl/dywKLq

Esiste un’anteprima digitale del libro, da sfogliare.

Entriamo immediatamente nel merito dell’argomento: si tratta di un testo pratico.

SEO, MEO, PEO… sembra uno scioglilingua, una filastrocca per bambini. Un fumetto con rocamboleschi personaggi, dei quali seguire la storia. In effetti, si tratta di un ambito affascinante. Sono tante le sigle della rete Internet. SEO, Search Engine Optimization, è in buona compagnia, con altri acronimi.

Come orientarsi in questo scenario? È possibile a tutte le età. Come si può fare? Si può chiedere a chi lo conosce.

Chi è Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni è un comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line. Un webmaître d’atelier specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta internet. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci intorno, chi non usa il web è destinato a fallire”.

Nel 2012 è stato fra i promotori di WebMarketingMedia, gruppo di professionisti per lo studio di progetti online. In Wmm si occupa di sviluppare modelli di business, utilizzando logiche non convenzionali. Il gruppo oggi “associa” una decina di professionisti distribuito sull’intero territorio italiano, coprendo anche le zone del meridione. La società è stata fondata nel 2014. Nello stesso anno la nuova realtà sviluppa, ottimizza e lancia sul mercato KitetheWeb, un applicativo web based per l’osservazione e determinazione di modelli Web 2.0.

Dal 2011 fino a oggi Giorgio Maggioni ha sviluppato con un gruppo di ricercatori universitari questa formula per prevedere le conversioni in internet. Il software (kitetheweb.com), permette l’identificazione dei visitatori sul web, in ottemperanza alle normative sulla tutela della privacy.

Come sopravvivere quando tutto cambia? Come evitare di diventare semplici pedine di un commercio che rende i banner dei prodotti che preferiamo immediatamente visibili, senza alcuna nostra esplicita indicazione? Stanno già raccogliendo i nostri dati e le nostre abitudini.

Un aspetto non è cambiato dal secolo scorso: la volontà dell’uomo (e della donna) di farsi strada. Come esistono creanze adatte al nuovo modo di vivere, ci sono metodi per crescere, guadagnare, migliorare. Parliamo del corretto uso dei motori di ricerca, di come raggiungere l’agognata prima pagina. Parliamo, dunque, delle logiche di indicizzazione, della scelta delle keyword, dell’intelligenza artificiale, del modo di utilizzare i Big Data, dell’e-commerce e di tutti i dettagli della vendita online. Ciò avviene perché le biblioteche di un tempo, con i bei volumi formato A5, sono ormai spopolate e tutta l’attenzione è là, sulla Grande rete.

Funzionerà il commercio elettronico? Ancora non lo sappiamo: ancora non è noto se l’idea avrà lo spazio che merita; se si tratta di un successo oppure di una perdita di tempo. In molti hanno gridato alla morte dell’e-commerce, prima che l’e-commerce stesso nascesse davvero.

Il mondo d’oggi ha le sue regole, i suoi lacci e lacciuoli, le sue minuzie, le sue sveltine e le proprie incontrovertibili regole interne. Se qualche cosa di incontrovertibile esiste ancora nel postmoderno.

Per fare ciò abbiamo bisogno di casi pratici, di esperienze raccontate con parole semplici. In questo modo faremo un passo avanti, al fine di imparare il mestiere di uomo del terzo millennio. Va benissimo rendere funzionali al risultato le nostre conoscenze pregresse, in modo da adattarle al mondo iperconnesso; tuttavia imparare da chi qualche volta ci è riuscito, anche se non basta, è di aiuto: soprattutto (e non si tratta di un paradosso) è utile ai nativi digitali, che hanno premuto i polpastrelli su un tablet poco dopo aver sorbito il latte materno.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Seo, Meo, Peo: Web Media Marketing, come rendere facile ciò che abbiamo complicato Tue, 26 Mar 2019 13:36:28 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/535840.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/535840.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Seo, Meo, Peo: Web Media Marketing, come rendere facile ciò che abbiamo complicato

E’ appena uscito il libro Seo Meo Peo (Breviario semplice di Web Media Marketing. Rendere facile ciò che abbiamo complicato) di Giorgio Maggioni. La pagina Facebook è all’indirizzo

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Edizione digitale

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Esiste un’anteprima digitale del libro, da sfogliare.

Entriamo immediatamente nel merito dell’argomento: si tratta di un testo pratico.

SEO, MEO, PEO… sembra uno scioglilingua, una filastrocca per bambini. Un fumetto con rocamboleschi personaggi, dei quali seguire la storia. In effetti, si tratta di un ambito affascinante. Sono tante le sigle della rete Internet. SEO, Search Engine Optimization, è in buona compagnia, con altri acronimi.

Come orientarsi in questo scenario? È possibile a tutte le età. Come si può fare? Si può chiedere a chi lo conosce.

Chi è Giorgio Maggioni

Giorgio Maggioni è un comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line. Un webmaître d’atelier specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta internet. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci intorno, chi non usa il web è destinato a fallire”.

Nel 2012 è stato fra i promotori di WebMarketingMedia, gruppo di professionisti per lo studio di progetti online. In Wmm si occupa di sviluppare modelli di business, utilizzando logiche non convenzionali. Il gruppo oggi “associa” una decina di professionisti distribuito sull’intero territorio italiano, coprendo anche le zone del meridione. La società è stata fondata nel 2014. Nello stesso anno la nuova realtà sviluppa, ottimizza e lancia sul mercato KitetheWeb, un applicativo web based per l’osservazione e determinazione di modelli Web 2.0.

Dal 2011 fino a oggi Giorgio Maggioni ha sviluppato con un gruppo di ricercatori universitari questa formula per prevedere le conversioni in internet. Il software (kitetheweb.com), permette l’identificazione dei visitatori sul web, in ottemperanza alle normative sulla tutela della privacy.

Come sopravvivere quando tutto cambia? Come evitare di diventare semplici pedine di un commercio che rende i banner dei prodotti che preferiamo immediatamente visibili, senza alcuna nostra esplicita indicazione? Stanno già raccogliendo i nostri dati e le nostre abitudini.

Un aspetto non è cambiato dal secolo scorso: la volontà dell’uomo (e della donna) di farsi strada. Come esistono creanze adatte al nuovo modo di vivere, ci sono metodi per crescere, guadagnare, migliorare. Parliamo del corretto uso dei motori di ricerca, di come raggiungere l’agognata prima pagina. Parliamo, dunque, delle logiche di indicizzazione, della scelta delle keyword, dell’intelligenza artificiale, del modo di utilizzare i Big Data, dell’e-commerce e di tutti i dettagli della vendita online. Ciò avviene perché le biblioteche di un tempo, con i bei volumi formato A5, sono ormai spopolate e tutta l’attenzione è là, sulla Grande rete.

Funzionerà il commercio elettronico? Ancora non lo sappiamo: ancora non è noto se l’idea avrà lo spazio che merita; se si tratta di un successo oppure di una perdita di tempo. In molti hanno gridato alla morte dell’e-commerce, prima che l’e-commerce stesso nascesse davvero.

Il mondo d’oggi ha le sue regole, i suoi lacci e lacciuoli, le sue minuzie, le sue sveltine e le proprie incontrovertibili regole interne. Se qualche cosa di incontrovertibile esiste ancora nel postmoderno.

Per fare ciò abbiamo bisogno di casi pratici, di esperienze raccontate con parole semplici. In questo modo faremo un passo avanti, al fine di imparare il mestiere di uomo del terzo millennio. Va benissimo rendere funzionali al risultato le nostre conoscenze pregresse, in modo da adattarle al mondo iperconnesso; tuttavia imparare da chi qualche volta ci è riuscito, anche se non basta, è di aiuto: soprattutto (e non si tratta di un paradosso) è utile ai nativi digitali, che hanno premuto i polpastrelli su un tablet poco dopo aver sorbito il latte materno.

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Comunicato stampa - WebMarketingMedia e Geocom: Nasce Mister x Tue, 19 Mar 2019 10:40:47 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/533899.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/533899.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

WebMarketingMedia e Geocom: Nasce Mister x

Si è concretizzata la collaborazione stretta fra WebMarketingMedia e Geocom (http://www.webmarketingmedia.it, http://www.geocomitalia.it/). Facciamo il punto, in merito al lavoro che le due realtà possono fare insieme. C’è una lista calda di contatti, dalla quale ottenere il massimo rendimento.

WebMarketingMedia, con il suo team di professionisti, studia strategie per le aziende per mezzo di internet. Ogni giorno, l’équipe lavora su un ventaglio di piccole e medie imprese italiane, le quali chiedono di essere sostenute, al fine di trovare nuovi contatti freschi e incrementare il loro business.

Con il controllo costante e quotidiano degli accessi, è posto sotto monitoraggio il flusso dei contatti: analizzandoli correttamente si generano lead, ovvero acquirenti potenziali di un dato prodotto o servizio.

Attraverso il software Kite the web, una volta focalizzato il sito di interesse, si definisce chi fa visita a esso, che cosa ha visto e perché. E’ possibile che il cliente, una volta individuati i lead caldi, non utilizzi la lista cogliendone le potenzialità fino in fondo. Si perde di conseguenza una chance importante. A completare l’offerta, perfezionando il flusso di lavoro è proprio Geocom, società specializzata in Geomarketing e dotata di un’unità di Contact management avanzato con più di 100 addetti e una presenza capillare in tutta Europa, con operatori multilingua. In tal modo ogni contatto potrà essere utilizzato e portato a frutto dall’impresa, che ha richiesto assistenza per il proprio sito internet: il cliente potenziale diventa effettivo e la strategia si completa.

Le due strutture (Wmm e Geocom) porteranno avanti un periodo di sperimentazione, che durerà l’intero anno, per poi procedere con il 2020 nella creazione di una nuova realtà produttiva. La complementarità delle due realtà punta a offrire un ventaglio di servizi dedicato alle piccole e medie imprese, in particolare la ricerca di nuovi clienti, come detto, attraverso gli strumenti internet. Si arriva fino alla generazione dell’appuntamento sui contatti generati online. Carmen Iacopetta, fondatore e socio di Wmm (che conta inoltre su Giorgio Maggioni e Giorgio Ferracini) ha dichiarato: “E’ un importante passo per noi, un grande balzo per le piccole e medie imprese italiane (qualcosa di simile diceva Neil Armstrong, nel compiere il primo passo sulla superficie lunare, il 21 luglio 1969). Noi di Wmm abbiamo iniziato ad avere risultati concreti e misurabili nella creazione di nuovi contatti, da poter consegnare all’area commerciale dei nostri clienti. Parliamo di un innegabile vantaggio competitivo. Ogni giorno ci scontriamo con la dura realtà: la lista dei lead non viene mai sfruttata come dovrebbe essere. Così si perdono occasioni d’oro. Da qui nasce l’idea di collaborare con Geocom, azienda leader in Italia nell’utilizzo combinato del Geomarketing e del Contact manatement. Nella catena creata, grazie all’identificazione dei contatti con il software Kite the web, la collaborazione con Geocom fornisce l’anello mancante: si fa un passo in avanti verso gli utenti del sito, permettendo al cliente che ha il sito internet di aumentare il fatturato. Insieme abbiamo studiato una strategia vincente, chiamata Mister X. Una start up e un processo lavorativo che auspichiamo sia la giusta soluzione per ogni azienda. Si tratta di un’alleanza vincente, che porterà sicuramente profitti e fatturato alle piccole e medie imprese. Wmm e Geocom sono pronte e cariche, per proporre una strategia di marketing completa, ma soprattutto vincente”. Un’interazione utile, per coloro che la intessono come per le imprese che potranno usufruirne. Daniele Prioli, Ceo di Geocom, ha dichiarato: “Il presente delle imprese italiane è oggi più che mai digitale. Riteniamo strategico unire le nostre forze e mettere il Geomarketing e il Contact management al servizio di Kite e della professionalità e passione che contraddistingue il tema Wmm. Siamo certi di poter offrire una soluzione innovativa e vincente alla crescente richiesta di incremento di fatturato delle piccole e medie imprese”.

nella foto, da sinistra (Giorgio Maggioni, Giorgio Ferracini, Carmen Iacopetta, Carlo Renzi, Daniele Prioli)

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

Giorgio Maggioni, Giorgio Ferracini, Carmen Iacopetta, Carlo Renzi, Daniele Prioli.jpg

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Comunicato stampa - WebMarketingMedia e Geocom: Nasce Mister x Tue, 19 Mar 2019 10:34:07 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/533858.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/533858.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

WebMarketingMedia e Geocom: Nasce Mister x

Si è concretizzata la collaborazione stretta fra WebMarketingMedia e Geocom (http://www.webmarketingmedia.it, http://www.geocomitalia.it/). Facciamo il punto, in merito al lavoro che le due realtà possono fare insieme. C’è una lista calda di contatti, dalla quale ottenere il massimo rendimento.

WebMarketingMedia, con il suo team di professionisti, studia strategie per le aziende per mezzo di internet. Ogni giorno, l’équipe lavora su un ventaglio di piccole e medie imprese italiane, le quali chiedono di essere sostenute, al fine di trovare nuovi contatti freschi e incrementare il loro business.

Con il controllo costante e quotidiano degli accessi, è posto sotto monitoraggio il flusso dei contatti: analizzandoli correttamente si generano lead, ovvero acquirenti potenziali di un dato prodotto o servizio.

Attraverso il software Kite the web, una volta focalizzato il sito di interesse, si definisce chi fa visita a esso, che cosa ha visto e perché. E’ possibile che il cliente, una volta individuati i lead caldi, non utilizzi la lista cogliendone le potenzialità fino in fondo. Si perde di conseguenza una chance importante. A completare l’offerta, perfezionando il flusso di lavoro è proprio Geocom, società specializzata in Geomarketing e dotata di un’unità di Contact management avanzato con più di 100 addetti e una presenza capillare in tutta Europa, con operatori multilingua. In tal modo ogni contatto potrà essere utilizzato e portato a frutto dall’impresa, che ha richiesto assistenza per il proprio sito internet: il cliente potenziale diventa effettivo e la strategia si completa.

Le due strutture (Wmm e Geocom) porteranno avanti un periodo di sperimentazione, che durerà l’intero anno, per poi procedere con il 2020 nella creazione di una nuova realtà produttiva. La complementarità delle due realtà punta a offrire un ventaglio di servizi dedicato alle piccole e medie imprese, in particolare la ricerca di nuovi clienti, come detto, attraverso gli strumenti internet. Si arriva fino alla generazione dell’appuntamento sui contatti generati online. Carmen Iacopetta, fondatore e socio di Wmm (che conta inoltre su Giorgio Maggioni e Giorgio Ferracini) ha dichiarato: “E’ un importante passo per noi, un grande balzo per le piccole e medie imprese italiane (qualcosa di simile diceva Neil Armstrong, nel compiere il primo passo sulla superficie lunare, il 21 luglio 1969). Noi di Wmm abbiamo iniziato ad avere risultati concreti e misurabili nella creazione di nuovi contatti, da poter consegnare all’area commerciale dei nostri clienti. Parliamo di un innegabile vantaggio competitivo. Ogni giorno ci scontriamo con la dura realtà: la lista dei lead non viene mai sfruttata come dovrebbe essere. Così si perdono occasioni d’oro. Da qui nasce l’idea di collaborare con Geocom, azienda leader in Italia nell’utilizzo combinato del Geomarketing e del Contact manatement. Nella catena creata, grazie all’identificazione dei contatti con il software Kite the web, la collaborazione con Geocom fornisce l’anello mancante: si fa un passo in avanti verso gli utenti del sito, permettendo al cliente che ha il sito internet di aumentare il fatturato. Insieme abbiamo studiato una strategia vincente, chiamata Mister X. Una start up e un processo lavorativo che auspichiamo sia la giusta soluzione per ogni azienda. Si tratta di un’alleanza vincente, che porterà sicuramente profitti e fatturato alle piccole e medie imprese. Wmm e Geocom sono pronte e cariche, per proporre una strategia di marketing completa, ma soprattutto vincente”. Un’interazione utile, per coloro che la intessono come per le imprese che potranno usufruirne. Daniele Prioli, Ceo di Geocom, ha dichiarato: “Il presente delle imprese italiane è oggi più che mai digitale. Riteniamo strategico unire le nostre forze e mettere il Geomarketing e il Contact management al servizio di Kite e della professionalità e passione che contraddistingue il tema Wmm. Siamo certi di poter offrire una soluzione innovativa e vincente alla crescente richiesta di incremento di fatturato delle piccole e medie imprese”.

nella foto, da sinistra (Giorgio Maggioni, Giorgio Ferracini, Carmen Iacopetta, Carlo Renzi, Daniele Prioli)

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Giorgio Maggioni, Giorgio Ferracini, Carmen Iacopetta, Carlo Renzi, Daniele Prioli.jpg

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Comunicato stampa - Milano: scarseggiano gli investimenti nel digitale (mentre è di scena lo showrooming) Sun, 10 Feb 2019 19:24:14 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/523506.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/523506.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Milano: scarseggiano gli investimenti nel digitale (mentre è di scena lo showrooming)

 

Secondo quanto emerso al livello dell’Osservatorio innovazione digitale nel retail, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, gli investimenti dei principali venditori al dettaglio italiani sono fermi all’1% del fatturato, per quanto concerne il digitale, nonostante l’innegabile interesse di tale ambito. Del resto, la logica del punto vendita sta cambiando.

Lo showrooming è in evoluzione nel 2019, secondo fonti inglesi. Si prova l'abito in negozio, lo si fotografa e lo si cerca su internet.

Ormai, il punto vendita è una piattaforma relazionale, come si legge nel libro in merito allo Store management a cura di Sandro Castaldo e C. Mauri.

Quel che dobbiamo fare, al fine di analizzare la situazione presente, è utilizzare i vecchi strumenti, oppure crearne di nuovi?

Lo abbiamo chiesto a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa.

Si possono ancora utilizzare vecchi strumenti per nuovi scenari? Le 4P funzionano ancora?

"Erano gli inizi degli anni Sessanta quando il professor Jerome McCarthy si presentò agli occhi del mondo con la teoria delle 4p del marketing (Product, Price, Place, Promotion). Contrariamente a quanto si crede, il noto modello delle 'quattro P' del marketing mix non è stato introdotto da Philip Kotler, anche se a lui si deve la gran parte della popolarità e sua diffusione. Le 4p sono state le regole sulle quali i responsabili marketing delle aziende hanno fondato le proprie azioni per generazioni. Erano però gli anni Sessanta. In Italia si girava con la Fiat 600. Appunto. Ma ora, sessant’anni anni dopo queste regole funzionano ancora? Pensateci bene. Fino alla fine del secolo scorso, e stiamo parlando di 20 anni fa quasi (anche se sembra ieri) un possibile cliente che cosa sapeva del prodotto che voleva acquistare? Credo poco. Forse, se era particolarmente interessato e il bene desiderato era condiviso con una grande parte di pubblico, ci si poteva informare attraverso riviste o fiere. Ma tutto finiva lì".

Che cosa avviene oggi?

"Quante informazioni abbiamo a disposizione oggi, prima di procedere all’acquisto? Tante. Forse troppe. Sarà capitato anche a voi. Prima di andare in un nuovo ristorante, chi non ha l’abitudine di consultare le recensioni? Se devo acquistare una nuova auto, perché non compro più Quattroruote, ma mi informo in rete attraverso le opinioni degli utenti che hanno già fatto quell’acquisto? Certo, lo sanno bene quelli che fanno il mio mestiere: le informazioni on line, le temute recensioni, possono essere stimolate, guidate. A volte risultano false. Ma il più delle volte no. Se acquisto un bene, qualunque sia il suo prezzo, mi aspetto che ciò che ho acquistato soddisfi le mie necessità. E quando questo accade, non ho lo stimolo di andare online e parlarne bene. È scontato che l’oggetto o il servizio acquistato soddisfino la spesa. Ma se questo non succede, allora si instaura nel compratore, che a quel punto si sente truffato o quantomeno preso per i fondelli, un sentimento di rivincita. E allora via ai 'draghi da tastiera' che, dato che sappiamo che scrivere è più facile che parlare, danno sfogo alle loro seppur giustificate critiche”.

E’ così che nascono le recensioni negative?

“Le recensioni negative sono un fiume in piena, uno tsunami, che non si può fermare. L’unica cosa che si può fare è cercare di arginare il fenomeno. Ecco allora che la P di place (punto vendita o punto distribuzione), del grande Jerome è diventato uno spazio infinito e difficilmente controllabile. L’intera rete, può parlare bene o male di ogni singolo prodotto in uno spazio infinito di forum, blog, siti. È quindi chiaro che diventa indispensabile una figura che fino a qualche anno fa era inesistente. Il gestore delle unità di crisi on line. Sì, avete capito bene. Potrebbe sembrare eccessivo, certo, ma parlare male di un prodotto potrebbe decretarne prematuramente un “pensionamento”, arrivando fino a trascinare nella voragine l’intera azienda che produce quel bene o servizio. La rete è piena di queste esperienze. Ma cosa fa un gestore dell’unità di crisi? Innanzitutto analizza, e tiene sotto osservazione la popolarità e il grado di soddisfazione che c’è dietro ad un brand. E cerca di capire come interagire con le persone che parlano di noi. Credo che sia le recensioni positive quasi sempre stimolate, sia quelle negative, se ben gestite ricoprono un importante ruolo di megafono per la popolarità delle aziende. Ma attenzione il ruolo di un professionista che conosce equilibri, dinamiche e regole della rete è oggi quanto mai indispensabile.

Fino agli anni Novanta era abitudine dire ‘bene o male, purché se ne parli’. Appunto, negli anni Novanta. Quasi trent’anni fa. A quell’epoca si andava in ferie con la Fiat Ritmo”.

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Comunicato stampa - Smart home, senti chi parla: un convegno Sun, 10 Feb 2019 19:22:39 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/523505.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/523505.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Smart home, senti chi parla: un convegno

Smart Home: in Italia, parliamo in special modo di sicurezza e gestione energetica della casa. Il 15 febbraio a Milano, presso l'Aula Magna Carassa e Dadda, edificio BL. 28, via Lambruschini 4, campus Bovisa, saranno presentati i risultati della Ricerca Smart home 2018-19 dell'Osservatorio Internet of Things, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Si tratta dell’occasione per presentare le principali novità tecnologiche, la prospettiva dei consumatori italiani e gli impatti in termini di Cyber security e nuovi algoritmi di Intelligenza artificiale, che via via giungeranno al predominio in questo mercato, nonché i numeri del mercato Smart home in Italia e all’estero l’evoluzione dello scenario competitivo. Con i nuovi strumenti la nostra vita cambierà? Lo abbiamo chiesto a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Secondo lui, l’intelligenza artificiale permette il massimo della customer experience. Queste le sue parole.

E’ da temere il momento nel quale i robot penseranno come o meglio di noi?

“Creare intelligenze artificiali è un fatto umano. Se non teniamo conto di ciò, finiamo per pensare che dicano il vero i film di fantascienza degli anni Settanta e Ottanta. Questa tecnologia renderà migliore la nostra vita: perché averne paura? Non possiamo definire intelligenze artificiali domotica e robotica, che pure sono tecnologie utili. Facciamo i dovuti distinguo. Quando si crea la possibilità di abbassare o alzare le tapparelle di un’abitazione, rispettivamente al tramonto o all’alba, non si sta facendo uso di intelligenza artificiale. Il piccolo robot che ci lucida la casa non ha niente a che vedere con l’intelligenza artificiale, benché sia comodo. Vale anche per il tagliaerba”.

Si parla spesso di chat bot: che cosa sono?

“Si tratta di un software che simula una discussione, come se fosse un interlocutore fisico. Può capitare che l’interlocutore, che sta dall’altra parte del monitor, sia talmente soddisfatto delle risposte che il sistema fornisce (si parla comunque sempre di testo scritto) che alla fine, quasi quasi chiede un appuntamento al risponditore, che spesso si presenta con un nome di battesimo, magari di genere femminile: possiamo chiamarlo Gilda. Ho impostato un database, la cui compilazione rispondeva a una matrice di domande (con la definizione delle relative risposte). Si ragionava su una matrice “di prodotto” e una matrice “di utilizzatore” (In internet si utilizzano le medesime logiche sono utilizzate per i motori di raccomandazione: essi filtrano i contenuti a favore dell’utente)”.

Potrebbe farci qualche esempio?

“Se ami la Turandot di Puccini, probabilmente apprezzi anche la Butterfly. Puoi quindi essere definito come appassionato di musica operistica (matrice di prodotto). Se hai 30 anni, sei donna, e sei un consumatore abituale di omogeneizzati, probabilmente sei una neo-mamma (matrice di utilizzatore). Se sei una donna e hai 30 anni, e due anni fa hai comprato un biglietto alla Scala, potrebbe essere inutile che ti si riproponga l’acquisto, dato che con ogni probabilità hai un figlio piccolo. L’analisi è semplice, se attuata su una referenza. Se invece lavoriamo su qualche migliaio di dati da analizzare, l’intelligenza artificiale sarà indispensabile”.

L’intelligenza artificiale è un miglioramento tangibile?

“Essa migliorerà le nostre condizioni di lavoro. Secondo le stime, in un futuro molto vicino, l’intelligenza artificiale provocherebbe una riduzione del tempo lavoro dell’50%, con un relativo incremento della produzione del 70%. A me, sembra che le percentuali siano eccessive. E ancora: se le macchine non sostituiranno l’uomo, certamente suppliranno al suo operato in alcune attività. Ma… Attenzione: non si tratta necessariamente di azioni ripetitive. Una chat bot sarà la prerogativa delle sole grandi imprese, ma anche di piccoli commercianti: fioristi, ristoratori, parrucchieri. Che cosa significherà gestire la clientela attraverso un’intelligenza artificiale? Smistare le domande ed eliminare i tempi di attesa. Parliamo, inoltre, di un accumulatore di dati infallibile. Tali elementi, se ben analizzati, permetteranno di creare un profilo personalizzato per ognuno dei clienti. Siamo nell’era della personalizzazione, dell’oggetto di fabbrica disponibile immediatamente, su misura. Saranno i clienti a ottenere i maggiori benefici da questa realtà, che progredisce a vista d’occhio, nell’ottica della più coinvolgente customer experience: interagendo con le aziende, interagendo con i calcolatori”.

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Comunicato stampa - Arrivano i nonni multimediali: perché non a scuola di Web diligence? Wed, 16 Jan 2019 10:46:28 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516398.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516398.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Arrivano i nonni multimediali: perché non a scuola di Web diligence?

La figura più simpatica nell’ambito proprio del world wide web è quella del nonno multimediale. A Bergamo, ormai dal 7 gennaio, fino all’1 febbraio 2019 è possibile iscriversi, comunicando i propri dati, a 4 corsi gratuiti di primo e secondo livello, rivolti a chi ha più di 60 anni. Si impara l’utilizzo del computer e del telefonino.

Le lezioni si svolgeranno a partire dal 12 febbraio in via del Polaresco, 19 a Bergamo.

Terranno i corsi gli alunni dell’Istituto Superiore Caniana e dell’Istituto Superiore Natta. C’è questo capovolgimento: come se un nipote si occupasse dell’istruzione del proprio nonno. I ragazzi assumeranno, con la supervisione dei docenti, il ruolo di formatori/formatrici. Per partecipare al corso di secondo livello, è necessario avere un indirizzo di posta elettronica ed esperienza nell’utilizzo del personal computer. Elementi basilari per ognuno, nel mondo d’oggi.

Ecco gli argomenti dei corsi:

- nozioni di base

- creare una casella di posta elettronica e inviare una e-mail

- utilizzare internet

- creare account social e utilizzarli (Facebook e Instagram)

- usare il telefonino oppure il tablet (da decidere secondo l’interesse dei partecipanti)

- Sistema pubblico di identità digitale (Spid)

Ecco l’abc del computer. Non tutti sanno, tuttavia, che essere visibili in internet può essere un progetto, articolato ed esteso nel tempo.

Abbiamo interpellato in argomento Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Si è espresso in questo modo.

Perché si può dire che internet è un percorso?

Perché bisogna, innanzi tutto, produrre Web diligence, se si vuol progettare la propria presenza in internet. Il protocollo indica gli argomenti che generalmente devono essere trattati in azienda in questa fase. Possiamo ipotizzare 12 incontri tra consulente e azienda, in tre mesi.

Gli argomenti possono anche essere modificati a seconda delle esigenze aziendali o del tipo di analisi che si intende svolgere, quindi, restano una “indicazione” del percorso da seguire.

In alcuni incontri è necessario che siano presenti sia il personale o i referenti di progetto individuati in azienda, sia il consulente con la sua società. In altri meeting si lavora in autonomia.

Alla fine del percorso, il consulente deve predisporre un elaborato di Web diligence & strategy, che sarà consegnato alla azienda cliente.

In tale elaborato sarà contenuta, qualora sia stata individuata e ritenuta una strada proficua per l’azienda, una precisa indicazione di Web strategy, ovvero la strategie e gli strumenti che devono essere attivati per la realizzazione del corretto posizionamento dell’Azienda sul web. Internet, quindi, è una strategia. Non soltanto un’istantanea. Vedendo un sito internet, si pensa che sia un fatto momentaneo: non è così.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Internet è un percorso: corso di strategie di e-commerce e management Wed, 16 Jan 2019 10:45:40 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516396.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516396.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Internet è un percorso: corso di strategie di e-commerce e management

Internet è un percorso: non si può fare un’istantanea della grande rete, dimenticando il prima e il dopo, a meno che non importi a nessuno perdere dati importanti. Quello che accade in rete è un processo, nel quale entra in scena il fattore tempo. A Lecco, da oggi (16 gennaio) al 6 febbraio, si svolgerà il corso di “E-commerce strategies & management”, in via Galilei, 1. Si tratta proprio delle strategie dell’e-commerce. Si tratta di quattro lezioni serali, dedicate soprattutto a titolari d’azienda, Ceo, amministratori, responsabili comunicazione/marketing ed export manager, ma aperte a tutti. Un’opportunità.

Per quale ragione, tuttavia, abbiamo detto che, per avere un’idea utile del world wide web, bisogna spaziare con la mente nel procedere dei giorni? Lo abbiamo domandato a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Ha risposto alle nostre domande, con queste parole.

In che modo, in internet, si può spaziare nel tempo?

La prima cosa da fare è produrre Web diligence: bisogna ampliare il nostro raggio d’azione.

La web diligence è un periodo variabile. Si tratta di tre mesi circa, che sono utili al consulente per capire quali sono i percorsi che si devono attuare e procedere poi alla stesura del progetto strategico. Il percorso di analisi è una fase delicata e fondamentale, al fine di delineare la linea strategica (o piano editoriale). Il percorso di governance, invece, è il prodotto di una relazione continuativa fra il consulente e l’impresa e ha come unico obiettivo quello di generare profitto per quest’ultima. I percorsi di governance hanno durata variabile, ma sono subordinati a multipli di tre mesi. Crediamo che questo sia il tempo minimo di valutazione dell’effetto, generato dalle azioni web che il consulente metterà in campo per raggiungere il risultato.

Come questo quadro si attua nella realtà?

Immedesimiamoci nella realtà dei fatti. Web diligence è una parola che fa sempre effetto, che alla fine non è nient’altro che una ricerca approfondita delle possibilità e dei costi/benefici di ogni azione on line. Se ci piace pensare l’azione on line nel suo essere puntiforme, momentanea, quel che c’è dietro è il progetto, nel suo svolgersi nel trascorrere del tempo. I file da produrre sono:

  1. Definire qual è il sogno dell’imprenditore.
  2. Verificarne la fattibilità (il classico esempio dei frigoriferi, oppure i ghiaccioli, da vendere al Polo nord).
  3. Ipotizzare i tempi di raggiungimento dell’obiettivo.
  4. Identificare gli strumenti.
  5. Produrre i materiali.
  6. Stabilire i controlli.
  7. Fare tuning (cioè, per così dire, sintonizzarsi)

Nota: di proposito, non considero i costi. Poi, su quello, ci si scontrerà in seguito, ma in un primo momento devo necessariamente ragionare con una mente libera da vincoli. E’ sufficiente conoscere nei dettagli le problematiche, via via che si presentano: partendo da questo presupposto, una soluzione si trova.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Arrivano i nonni multimediali: perché non a scuola di Web diligence? Wed, 16 Jan 2019 10:31:00 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516392.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516392.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Arrivano i nonni multimediali: perché non a scuola di Web diligence?

La figura più simpatica nell’ambito proprio del world wide web è quella del nonno multimediale. A Bergamo, ormai dal 7 gennaio, fino all’1 febbraio 2019 è possibile iscriversi, comunicando i propri dati, a 4 corsi gratuiti di primo e secondo livello, rivolti a chi ha più di 60 anni. Si impara l’utilizzo del computer e del telefonino.

Le lezioni si svolgeranno a partire dal 12 febbraio in via del Polaresco, 19 a Bergamo.

Terranno i corsi gli alunni dell’Istituto Superiore Caniana e dell’Istituto Superiore Natta. C’è questo capovolgimento: come se un nipote si occupasse dell’istruzione del proprio nonno. I ragazzi assumeranno, con la supervisione dei docenti, il ruolo di formatori/formatrici. Per partecipare al corso di secondo livello, è necessario avere un indirizzo di posta elettronica ed esperienza nell’utilizzo del personal computer. Elementi basilari per ognuno, nel mondo d’oggi.

Ecco gli argomenti dei corsi:

- nozioni di base

- creare una casella di posta elettronica e inviare una e-mail

- utilizzare internet

- creare account social e utilizzarli (Facebook e Instagram)

- usare il telefonino oppure il tablet (da decidere secondo l’interesse dei partecipanti)

- Sistema pubblico di identità digitale (Spid)

Ecco l’abc del computer. Non tutti sanno, tuttavia, che essere visibili in internet può essere un progetto, articolato ed esteso nel tempo.

Abbiamo interpellato in argomento Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Si è espresso in questo modo.

Perché si può dire che internet è un percorso?

Perché bisogna, innanzi tutto, produrre Web diligence, se si vuol progettare la propria presenza in internet. Il protocollo indica gli argomenti che generalmente devono essere trattati in azienda in questa fase. Possiamo ipotizzare 12 incontri tra consulente e azienda, in tre mesi.

Gli argomenti possono anche essere modificati a seconda delle esigenze aziendali o del tipo di analisi che si intende svolgere, quindi, restano una “indicazione” del percorso da seguire.

In alcuni incontri è necessario che siano presenti sia il personale o i referenti di progetto individuati in azienda, sia il consulente con la sua società. In altri meeting si lavora in autonomia.

Alla fine del percorso, il consulente deve predisporre un elaborato di Web diligence & strategy, che sarà consegnato alla azienda cliente.

In tale elaborato sarà contenuta, qualora sia stata individuata e ritenuta una strada proficua per l’azienda, una precisa indicazione di Web strategy, ovvero la strategie e gli strumenti che devono essere attivati per la realizzazione del corretto posizionamento dell’Azienda sul web. Internet, quindi, è una strategia. Non soltanto un’istantanea. Vedendo un sito internet, si pensa che sia un fatto momentaneo: non è così.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Internet è un percorso: corso di strategie di e-commerce e management Wed, 16 Jan 2019 10:29:53 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516386.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/516386.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Internet è un percorso: corso di strategie di e-commerce e management

Internet è un percorso: non si può fare un’istantanea della grande rete, dimenticando il prima e il dopo, a meno che non importi a nessuno perdere dati importanti. Quello che accade in rete è un processo, nel quale entra in scena il fattore tempo. A Lecco, da oggi (16 gennaio) al 6 febbraio, si svolgerà il corso di “E-commerce strategies & management”, in via Galilei, 1. Si tratta proprio delle strategie dell’e-commerce. Si tratta di quattro lezioni serali, dedicate soprattutto a titolari d’azienda, Ceo, amministratori, responsabili comunicazione/marketing ed export manager, ma aperte a tutti. Un’opportunità.

Per quale ragione, tuttavia, abbiamo detto che, per avere un’idea utile del world wide web, bisogna spaziare con la mente nel procedere dei giorni? Lo abbiamo domandato a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Ha risposto alle nostre domande, con queste parole.

In che modo, in internet, si può spaziare nel tempo?

La prima cosa da fare è produrre Web diligence: bisogna ampliare il nostro raggio d’azione.

La web diligence è un periodo variabile. Si tratta di tre mesi circa, che sono utili al consulente per capire quali sono i percorsi che si devono attuare e procedere poi alla stesura del progetto strategico. Il percorso di analisi è una fase delicata e fondamentale, al fine di delineare la linea strategica (o piano editoriale). Il percorso di governance, invece, è il prodotto di una relazione continuativa fra il consulente e l’impresa e ha come unico obiettivo quello di generare profitto per quest’ultima. I percorsi di governance hanno durata variabile, ma sono subordinati a multipli di tre mesi. Crediamo che questo sia il tempo minimo di valutazione dell’effetto, generato dalle azioni web che il consulente metterà in campo per raggiungere il risultato.

Come questo quadro si attua nella realtà?

Immedesimiamoci nella realtà dei fatti. Web diligence è una parola che fa sempre effetto, che alla fine non è nient’altro che una ricerca approfondita delle possibilità e dei costi/benefici di ogni azione on line. Se ci piace pensare l’azione on line nel suo essere puntiforme, momentanea, quel che c’è dietro è il progetto, nel suo svolgersi nel trascorrere del tempo. I file da produrre sono:

  1. Definire qual è il sogno dell’imprenditore.
  2. Verificarne la fattibilità (il classico esempio dei frigoriferi, oppure i ghiaccioli, da vendere al Polo nord).
  3. Ipotizzare i tempi di raggiungimento dell’obiettivo.
  4. Identificare gli strumenti.
  5. Produrre i materiali.
  6. Stabilire i controlli.
  7. Fare tuning (cioè, per così dire, sintonizzarsi)

Nota: di proposito, non considero i costi. Poi, su quello, ci si scontrerà in seguito, ma in un primo momento devo necessariamente ragionare con una mente libera da vincoli. E’ sufficiente conoscere nei dettagli le problematiche, via via che si presentano: partendo da questo presupposto, una soluzione si trova.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Auguroni Mon, 24 Dec 2018 09:44:22 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/511142.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/511142.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi Che il futuro sia tutto d'oro.
Auguroni.
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Comunicato stampa - Comunicazione: cambiano gli strumenti, non le regole (interlocutore un gruppo di studenti di Caserta) Wed, 19 Dec 2018 16:00:36 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/510070.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/510070.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Comunicazione: cambiano gli strumenti, non le regole (interlocutore un gruppo di studenti di Caserta)

Si è appena concluso a Caserta (ore 16,30 del 19 dicembre) l’incontro con un esperto di comunicazione e web marketing. E’ avvenuto presso l’Aula Magna dell’Istituto tecnico statale per Geometri "Michelangelo Buonarroti": L’evento aveva il titolo “Predisposizione catalogo dei servizi. Attività promozionali. Sito internet”. Cento ragazzi dai 14 ai 19 anni hanno interagito e svolto esercizi, proposti da Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Abbiamo captato le sue parole.

Che cosa sta cambiando nella comunicazione?

“Nulla. Cambiano soltanto gli strumenti, non le regole. Bisogna ascoltare, presentare, convincere. Internet è principalmente scrittura: bisogna quindi convincere attraverso le parole. La comunicazione si rafforza se utilizziamo più canali e alcuni accorgimenti”.

Qual è la prima cosa da fare?

Per prima cosa, definiamo il nostro pubblico: è importante conoscere il target (ascoltare): si tratta soltanto di uomini, soltanto di donne, oppure di entrambi? Una volta fatto ciò, dobbiamo comunicare e convincere”.

Come hanno interagito con te gli studenti nel corso dell’evento?

“Nel corso dell’evento ho proposto tre video: uno del 1988, un altro del 2016, il terzo del 2018. Che cosa è avvenuto con il trascorrere del tempo? La società è cambiata, la famiglia è irriconoscibile. Prima si osservava una donna, intenta a cucinare: poi un uomo. La comunicazione deve seguire gli usi e costumi dell’interlocutore, il pubblico, poiché essi variano”.

Spendiamo qualche parola in merito alla comunicazione scritta. Come avviene?

“Se intendiamo scrivere, per esempio, una buona e-mail, bisogna avere in mente, di preciso, come appare chiaro, quel che si vuole dire. C’è un’asserzione da sostenere. Si determinano dato di fatto, commento al dato, implicazioni”.

Puoi farci qualche esempio?

“Poniamo che abbiamo un appuntamento e che abbiamo bucato la gomma dell’auto. Che cosa sappiamo? Che siamo in ritardo, che la gomma era vecchia, che proseguiremo in treno. Bisogna descrivere i fatti, rendendoli disponibili per il nostro interlocutore. Bisogna prestare attenzione, quando si scrive, alla grammatica”.

Non esiste soltanto la comunicazione scritta. Se utilizzassimo un telefono?

“Consideriamo il testo di una telefonata. ‘Buongiorno, sono Giovanni Verdi, della ditta Il tartufo. Sicuramente avrà sentito parlare di noi, visti i consistenti investimenti pubblicitari che abbiamo fatto nella zona. Ci occupiamo di conserve a base di tartufo, come avrà notato nel nome della nostra ditta e abbiamo una certa esperienza nel campo, dato che siamo presenti sul mercato da un certo numero di anni. Possiamo proporre una vasta gamma di prodotti che possono soddisfare tutte le esigenze, tra le quali sicuramente anche le sue. Ritengo che anche voi facciate uso…”

Che cosa notiamo?

“Tornano le regole della comunicazione. Nel caso di una telefonata, c’è chi ci ascolta. Occorre essere chiari, diretti e concisi. Pensiamo, ora, agli errori da non fare: ‘Salve, è la ditta Amadori della Rovere da San Martino della Battaglia, La disturbavo per vedere di… ma non si preoccupi, le rubo solo due minuti… Dunque, la chiamavo per chiederle se…’ Un tempo si pensava che un bravo venditore fosse chi non faceva parlare, oggi si pensa che sia chi è capace di ascoltare e coinvolgere il cliente nel discorso”.

Una comunicazione deve avere i giusti ingredienti. Che cosa condiziona il consumatore?

“Il consumatore (cliente) è condizionato dai colori, dalle parole e dalle emozioni. Se si ascolta, si comunica, si convince, in sintesi si può anche stupire”.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Comunicazione: cambiano gli strumenti, non le regole (interlocutore un gruppo di studenti di Caserta) Wed, 19 Dec 2018 15:55:07 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/510068.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/510068.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Comunicazione: cambiano gli strumenti, non le regole (interlocutore un gruppo di studenti di Caserta)

Si è appena concluso a Caserta (ore 16,30 del 19 dicembre) l’incontro con un esperto di comunicazione e web marketing. E’ avvenuto presso l’Aula Magna dell’Istituto tecnico statale per Geometri "Michelangelo Buonarroti": L’evento aveva il titolo “Predisposizione catalogo dei servizi. Attività promozionali. Sito internet”. Cento ragazzi dai 14 ai 19 anni hanno interagito e svolto esercizi, proposti da Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Abbiamo captato le sue parole.

Che cosa sta cambiando nella comunicazione?

“Nulla. Cambiano soltanto gli strumenti, non le regole. Bisogna ascoltare, presentare, convincere. Internet è principalmente scrittura: bisogna quindi convincere attraverso le parole. La comunicazione si rafforza se utilizziamo più canali e alcuni accorgimenti”.

Qual è la prima cosa da fare?

Per prima cosa, definiamo il nostro pubblico: è importante conoscere il target (ascoltare): si tratta soltanto di uomini, soltanto di donne, oppure di entrambi? Una volta fatto ciò, dobbiamo comunicare e convincere”.

Come hanno interagito con te gli studenti nel corso dell’evento?

“Nel corso dell’evento ho proposto tre video: uno del 1988, un altro del 2016, il terzo del 2018. Che cosa è avvenuto con il trascorrere del tempo? La società è cambiata, la famiglia è irriconoscibile. Prima si osservava una donna, intenta a cucinare: poi un uomo. La comunicazione deve seguire gli usi e costumi dell’interlocutore, il pubblico, poiché essi variano”.

Spendiamo qualche parola in merito alla comunicazione scritta. Come avviene?

“Se intendiamo scrivere, per esempio, una buona e-mail, bisogna avere in mente, di preciso, come appare chiaro, quel che si vuole dire. C’è un’asserzione da sostenere. Si determinano dato di fatto, commento al dato, implicazioni”.

Puoi farci qualche esempio?

“Poniamo che abbiamo un appuntamento e che abbiamo bucato la gomma dell’auto. Che cosa sappiamo? Che siamo in ritardo, che la gomma era vecchia, che proseguiremo in treno. Bisogna descrivere i fatti, rendendoli disponibili per il nostro interlocutore. Bisogna prestare attenzione, quando si scrive, alla grammatica”.

Non esiste soltanto la comunicazione scritta. Se utilizzassimo un telefono?

“Consideriamo il testo di una telefonata. ‘Buongiorno, sono Giovanni Verdi, della ditta Il tartufo. Sicuramente avrà sentito parlare di noi, visti i consistenti investimenti pubblicitari che abbiamo fatto nella zona. Ci occupiamo di conserve a base di tartufo, come avrà notato nel nome della nostra ditta e abbiamo una certa esperienza nel campo, dato che siamo presenti sul mercato da un certo numero di anni. Possiamo proporre una vasta gamma di prodotti che possono soddisfare tutte le esigenze, tra le quali sicuramente anche le sue. Ritengo che anche voi facciate uso…”

Che cosa notiamo?

“Tornano le regole della comunicazione. Nel caso di una telefonata, c’è chi ci ascolta. Occorre essere chiari, diretti e concisi. Pensiamo, ora, agli errori da non fare: ‘Salve, è la ditta Amadori della Rovere da San Martino della Battaglia, La disturbavo per vedere di… ma non si preoccupi, le rubo solo due minuti… Dunque, la chiamavo per chiederle se…’ Un tempo si pensava che un bravo venditore fosse chi non faceva parlare, oggi si pensa che sia chi è capace di ascoltare e coinvolgere il cliente nel discorso”.

Una comunicazione deve avere i giusti ingredienti. Che cosa condiziona il consumatore?

“Il consumatore (cliente) è condizionato dai colori, dalle parole e dalle emozioni. Se si ascolta, si comunica, si convince, in sintesi si può anche stupire”.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Giovani a Caserta ragionano a quattro dimensioni (e possono inventare un lavoro) Mon, 17 Dec 2018 11:11:00 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/509370.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/509370.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Giovani a Caserta ragionano a quattro dimensioni (e possono inventare un lavoro)

A Caserta, il 19 dicembre si ragiona a quattro dimensioni, con un esperto di comunicazione e web marketing. Avverrà dalle ore 14,30 alle 16,30 presso l’Aula Magna dell’Istituto tecnico statale per Geometri "Michelangelo Buonarroti": si svolgerà l’evento dal titolo “Predisposizione catalogo dei servizi. Attività promozionali. Sito internet”.

Ci sarà molta interazione. Sono previsti esercizi da far svolgere a cento ragazzi, dai 14 ai 19 anni, che saranno gli unici fortunati testimoni dell’evento, anche basato su contributi video. Il fattore tempo condiziona il volume di argomenti per forza di cose, ma un dialogo tira l’altro. L'incontro sarà dedicato alla comunicazione e Giorgio Maggioni interverrà come docente esperto: è previsto soltanto il suo intervento. Posto che il docente parla a braccio, con una scaletta di argomenti predefiniti con il suo acume, non c’è nulla di pre-costituito ed è importante l’interazione con i ragazzi. A partire da ciò, si può inventare un lavoro.

Queste le sue parole in argomento.

Esiste un grande investimento iniziale, se si vuol creare un sito internet?

“Mi capita di pensare che, alla fine, per fare web marketing bastino competenze, un computer e una linea telefonica. E ancora: una buona dose di creatività e buona volontà nell’apprendere e sperimentare, ma nessun investimento infrastrutturale. Se devo aprire un bar, una gelateria, o un negozio di scarpe, il discorso è diverso: se non si investe nelle infrastrutture, si corre il rischio di non vendere la merce. Se invece ci si occupa di supportare e sostenere le aziende nella loro presenza web, il budget è molto più accessibile”.

I giovani recepiscono questo discorso?

“Non sempre. Questi ultimi, indirizzati dai genitori, molto spesso vedono nelle attività tradizionali e fisiche una garanzia. Invece credo che questa attività sia un buon metodo per entrare nel mondo del lavoro. Posso lavorare per le aziende di tutto il mondo, indipendentemente da dove si trovi fisicamente la postazione operativa: anche da casa. Ho visto più di una volta la soddisfazione di un ragazzo nel veder pubblicato qualcosa che fosse realizzato da lui e ancor più se ciò che ha prodotto ha portato risultati all’azienda. In realtà il web rappresenta un’opportunità, che a mio parere ogni giovane deve tenere in considerazione, per due fattori. Il primo è generazionale: i millennial fanno molta meno fatica rispetto alle persone più mature. Il secondo fattore è che il rischio dell’errore (anche se molto elevato) non comporta perdite di denaro. In un video che ha realizzato Repubblica e che ‘ho fatto mio’, si vede un esperimento posto in essere in una classe di ragazzi, pressappoco di 10 o 12 anni, alle prese con un telefono di quelli con la ‘cornetta’, che è ormai un pezzo da museo. Stupisce che alla fine un ragazzino dica: ‘E’ bello, ma molto più difficile di uno smartphone’”.

Per quanto concerne il web marketing, si riscontra la presenza di capitale umano?

“Abbiamo una marea di ragazzi pronti a partire. Abbiamo un patrimonio e non ce ne rendiamo conto. E’ per questo che ho accettato con entusiasmo la proposta di Gennaro Di Martino. Se anche solo un ragazzo si entusiasmerà a questo lavoro e dovesse decidere di provarci, avrà tutto il mio supporto”. Un appello al quale rispondere.

Ma entriamo nel merito dell’iniziativa. Si tratta del corso "Start-up lab Buonarroti", che coinvolge l'Istituto. Lo scopo è quello di diffondere la cultura dell'imprenditoria tra i giovani, che si trovano a compiere direttamente un percorso di simulazione attiva della costituzione e dello sviluppo di una società. Il corso si articola in 10 incontri di 2 ore ciascuno, durante i quali gli studenti nel laboratorio si confrontano con un esperto per l'elaborazione e l'attuazione dell'idea di business. Gli studenti del Buonarroti hanno la possibilità di conoscere tutti gli strumenti digitali e le strategie utili per lo sviluppo della start-up: Business model canvas, analisi del mercato, analisi della concorrenza, comunicazione sono tra gli argomenti.

I ragazzi sono entusiasti di questa metodologia: al termine di ogni incontro, chiedono sempre se possono continuare a seguire altre lezioni.

Gennaro Di Martino è il docente che ha ideato il corso, giunto alla terza edizione, nonché dottore commercialista start-up specialist.

Si è espresso in questo modo: “Molta sensibilità e disponibilità personale sono state dimostrate da Giorgio per il successo dell'evento. Un contributo molto prezioso e utile per i ragazzi, che con i moderni strumenti saranno in grado di ragionare a quattro dimensioni. E magari di inventare il loro nuovo lavoro”.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Giovani a Caserta ragionano a quattro dimensioni (e possono inventare un lavoro) Mon, 17 Dec 2018 11:02:28 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/509353.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/509353.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Giovani a Caserta ragionano a quattro dimensioni (e possono inventare un lavoro)

A Caserta, il 19 dicembre si ragiona a quattro dimensioni, con un esperto di comunicazione e web marketing. Avverrà dalle ore 14,30 alle 16,30 presso l’Aula Magna dell’Istituto tecnico statale per Geometri "Michelangelo Buonarroti": si svolgerà l’evento dal titolo “Predisposizione catalogo dei servizi. Attività promozionali. Sito internet”.

Ci sarà molta interazione. Sono previsti esercizi da far svolgere a cento ragazzi, dai 14 ai 19 anni, che saranno gli unici fortunati testimoni dell’evento, anche basato su contributi video. Il fattore tempo condiziona il volume di argomenti per forza di cose, ma un dialogo tira l’altro. L'incontro sarà dedicato alla comunicazione e Giorgio Maggioni interverrà come docente esperto: è previsto soltanto il suo intervento. Posto che il docente parla a braccio, con una scaletta di argomenti predefiniti con il suo acume, non c’è nulla di pre-costituito ed è importante l’interazione con i ragazzi. A partire da ciò, si può inventare un lavoro.

Queste le sue parole in argomento.

Esiste un grande investimento iniziale, se si vuol creare un sito internet?

“Mi capita di pensare che, alla fine, per fare web marketing bastino competenze, un computer e una linea telefonica. E ancora: una buona dose di creatività e buona volontà nell’apprendere e sperimentare, ma nessun investimento infrastrutturale. Se devo aprire un bar, una gelateria, o un negozio di scarpe, il discorso è diverso: se non si investe nelle infrastrutture, si corre il rischio di non vendere la merce. Se invece ci si occupa di supportare e sostenere le aziende nella loro presenza web, il budget è molto più accessibile”.

I giovani recepiscono questo discorso?

“Non sempre. Questi ultimi, indirizzati dai genitori, molto spesso vedono nelle attività tradizionali e fisiche una garanzia. Invece credo che questa attività sia un buon metodo per entrare nel mondo del lavoro. Posso lavorare per le aziende di tutto il mondo, indipendentemente da dove si trovi fisicamente la postazione operativa: anche da casa. Ho visto più di una volta la soddisfazione di un ragazzo nel veder pubblicato qualcosa che fosse realizzato da lui e ancor più se ciò che ha prodotto ha portato risultati all’azienda. In realtà il web rappresenta un’opportunità, che a mio parere ogni giovane deve tenere in considerazione, per due fattori. Il primo è generazionale: i millennial fanno molta meno fatica rispetto alle persone più mature. Il secondo fattore è che il rischio dell’errore (anche se molto elevato) non comporta perdite di denaro. In un video che ha realizzato Repubblica e che ‘ho fatto mio’, si vede un esperimento posto in essere in una classe di ragazzi, pressappoco di 10 o 12 anni, alle prese con un telefono di quelli con la ‘cornetta’, che è ormai un pezzo da museo. Stupisce che alla fine un ragazzino dica: ‘E’ bello, ma molto più difficile di uno smartphone’”.

Per quanto concerne il web marketing, si riscontra la presenza di capitale umano?

“Abbiamo una marea di ragazzi pronti a partire. Abbiamo un patrimonio e non ce ne rendiamo conto. E’ per questo che ho accettato con entusiasmo la proposta di Gennaro Di Martino. Se anche solo un ragazzo si entusiasmerà a questo lavoro e dovesse decidere di provarci, avrà tutto il mio supporto”. Un appello al quale rispondere.

Ma entriamo nel merito dell’iniziativa. Si tratta del corso "Start-up lab Buonarroti", che coinvolge l'Istituto. Lo scopo è quello di diffondere la cultura dell'imprenditoria tra i giovani, che si trovano a compiere direttamente un percorso di simulazione attiva della costituzione e dello sviluppo di una società. Il corso si articola in 10 incontri di 2 ore ciascuno, durante i quali gli studenti nel laboratorio si confrontano con un esperto per l'elaborazione e l'attuazione dell'idea di business. Gli studenti del Buonarroti hanno la possibilità di conoscere tutti gli strumenti digitali e le strategie utili per lo sviluppo della start-up: Business model canvas, analisi del mercato, analisi della concorrenza, comunicazione sono tra gli argomenti.

I ragazzi sono entusiasti di questa metodologia: al termine di ogni incontro, chiedono sempre se possono continuare a seguire altre lezioni.

Gennaro Di Martino è il docente che ha ideato il corso, giunto alla terza edizione, nonché dottore commercialista start-up specialist.

Si è espresso in questo modo: “Molta sensibilità e disponibilità personale sono state dimostrate da Giorgio per il successo dell'evento. Un contributo molto prezioso e utile per i ragazzi, che con i moderni strumenti saranno in grado di ragionare a quattro dimensioni. E magari di inventare il loro nuovo lavoro”.

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Melegatti: “Natale si avvicina. E noi siamo pronti” Fri, 07 Dec 2018 16:56:15 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507770.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507770.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Melegatti: “Natale si avvicina. E noi siamo pronti”

“Natale si avvicina. E noi siamo pronti”: è scritto nella pagina Facebook di Melegatti, il creatore del Pandoro.

Si spera che la campagna natalizia riesca nel migliore dei modi. Alcuni, del resto, si domandano se le novità di questo periodo possano cancellare un passato di scelte, orientamenti, secondo loro anche errati. Abbiamo fatto domande in argomento a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa.

La tradizione del Natale in rosso e oro è ancora all’ordine del giorno ai tempi dei social?

“C’è chi dice: ‘ormai siamo ai tempi dei social e vogliamo ignorare la tradizione della famiglia… cerchiamo anche noi di essere un po’ dissacranti, come lo sono i giovani’. Talmente dissacranti che, sui canali social di Melegatti, uscì un post graficamente molto carino, con un bell’alberello in argento, delle palline attaccate e un copy (testo) che recita così: ‘La famiglia è come un Albero di Natale; c’è sempre qualcuno che rompe le palle’. Avete compreso bene. La riconoscibilità del brand stesso come legato alla famiglia… al Pandoro… al Natale… allo star bene insieme… Uno dei peggiori commenti registrati sulle pagine social è stato: ‘Mi ricordo di Melegatti quando mangiavamo il Pandoro con il mio papà. Ora non c’è più. Né il mio papà, né la Melegatti che ricordavo’. Complimenti. Ma tutto ciò non è sufficiente. Non ti bastava, cara Melegatti, scegliere un testimonial discutibile, ma era necessario passare per le armi i nostri ricordi di bambini. Un capolavoro”.

C’è stata qualche altra nota dissonante nelle scelte di Melegatti?

“Anche gli orientamenti sessuali sono all’ordine del giorno. L’illuminato marketing Melegatti che cosa fa? Fa uscire un’immagine social di una coppia eterosessuale, della quale però si vedono solo mani (con un croissant in mano) e piedi, con questo copy: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso, basta che sia figo e dell’altro sesso’. Sic. Non finisce qui. Tempo due ore e l’azienda esce con questo comunicato (2015): ‘Con riferimento al post di questa mattina, Melegatti chiarisce che la gestione della comunicazione sui social è affidata ad un’agenzia esterna, che ha pubblicato senza autorizzazione da parte dell’Azienda. Melegatti S.p.A. si dissocia dall’operato di tale agenzia che ovviamente è stata sollevata dall’incarico e si scusa formalmente con chiunque si sia sentito offeso dal messaggio. Da 121 anni Melegatti è per tutti’.

Ora, direte voi, mi sembra che la protagonista si sia scusata e che tutto sia tornato nella norma. Qualcuno rileverebbe una seria difficoltà nel controllare i contenuti. Giudicate voi”

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Pandoro e Panettone Melegatti ritornano in commercio Fri, 07 Dec 2018 16:54:03 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507769.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507769.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Pandoro e Panettone Melegatti ritornano in commercio

Il Pandoro e il Panettone Melegatti ritornano nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. Lo spaccio aziendale all'interno dell'opificio di San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona sarà in attività da oggi e fino al 22 dicembre sarà attivo, con il consueto orario. Un temporary shop funziona nel centro di Verona.

L'azienda è stata ferma per più di un anno. Famosa la campagna sui social del novembre 2017: #MelegattiSiamoNoi. L’obiettivo era vendere un milione e mezzo di Pandori, come autorizzato dal Tribunale di Verona. Nonostante il grande successo e la riapertura dello spaccio aziendale, i problemi interni tra i soci e il fallimento che ne seguì non furono evitati. L’azienda è ora rinata, per la terza volta in due anni. Ha riaperto per le feste natalizie: è ora di proprietà della famiglia Spezzapria. Parliamo, allo start dell’iniziativa, di 35 lavoratori impiegati, considerato che originariamente si trattava di 70 elementi. I nuovi assunti hanno firmato contratti a tempo indeterminato.

I dipendenti, una volta rientrati in fabbrica, hanno dovuto sistemare l'impianto. Era dall’ultimo Natale che nessun dolce era sfornato.

Gli impiegati senza stipendio (in particolare, si fanno i nomi di Matteo Peraro e Davide Stupazzoni), hanno salvato gratis il lievito madre che è il punto forte della ricetta, tenendolo in vita: era stato impastato 120 anni fa (come è noto, questo tipo di lievito richiede cure costanti). Nei social network, si parla della loro nomina a Cavalieri del lavoro.

La Melegatti si è ridotta, ma le prospettive sono solide.

Chiediamoci, comunque, per quale ragione questa Araba Fenice abbia dovuto risorgere dalle sue ceneri. Abbiamo interpellato in argomento Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Ha risposto alle nostre domande, con queste parole.

Natale e tradizione: come si inserisce Melegatti?

Parliamo di un’azienda con più di un secolo alle spalle, che produce un dolce tradizionale. Ripeto tradizionale. Tradizione, a Natale, vuol dire: Babbo Natale, la famiglia, i regali, e l’atmosfera del ‘vogliamoci tutti bene’. Era logico pensare quindi che se l’azienda avesse voluto fare una ‘Brand extension’ (oilallà… ‘allargamento dei prodotti della stessa merca’), avrebbe dovuto tenere in considerazione che se produci Pandoro e Panettone e sei estremamente legato al Natale, quindi all’idea di famiglia, devi inserire all’interno della tua gamma prodotti che richiamano il tuo punto forte, la tua immagine di azienda al grande pubblico. Quindi, produrre croissant può essere una buona idea, può essere collegato al contesto. L’azienda gode di fama, è riconosciuta come “componente” della famiglia italiana. Ergo, che cosa c’è di meglio che inserirsi anche in un momento così delicato come la prima colazione? Bene, direte. Ottimo, dico io. Bella idea”.

Ma non sono tutte rose e fiori. Dico bene?

“Infatti. I marketer (addetti alla promozione del marchio aziendale) che cosa fanno (2015)? Prendono come testimonial Valerio Scanu e indicono un concorso tra i consumatori. Sono poste in palio giornate in tour con la sua band. Bene, ora mi chiedo: che cosa c’entra un bravo cantante, che ha certamente delle qualità e che sì, è seguito da migliaia di persone? In che cosa si collega alla tradizione? Come rientra nel quadro un bel giovanotto, autore dell’album ‘Così diverso’ (2012) con la famiglia intesa come famiglia tradizionale (quella del Mulino Bianco, per intenderci)? Una scelta pubblicitaria può avere un enorme significato, anche se il Pandoro resta buono.”

Ha conosciuto qualcuno dei testimonial Melegatti? In quale occasione?

“All’inizio, c’era Franca Valeri. Una bravissima attrice che ha interpretato nella sua lunghissima carriera i ruoli più impensabili. Per questa ragione, è stata apprezzata dalla stragrande maggioranza del pubblico italiano. Negli anni Novanta, ero al lavoro in una grande agenzia di Milano che si occupava di advertising. Lei, “La Franca”, come la chiamavano i colleghi, era solita passare dai corridoi per entrare negli uffici direzionali.

Il suo nome proprio può essere posto con lettere minuscole, poiché nel suo agire, di franchezza si tratta, null’altro.

Una star, senza ombra di dubbio: nota appunto come testimonial di Melegatti.

Forse non possiamo pensare di vendere il nostro dolce soltanto mettendo un giovane gradevole sulla confezione... Queste sono le questioni che avrei proposto se avessi occupato una posizione direzionale. Forse, tuttavia, i consumatori hanno formulato quesiti simili. Essi, attraverso i social, non hanno mancato di rendere pubbliche le loro osservazioni. In sintesi, nei primi giorni dopo il lancio di un orribile packaging marrone con il ritratto di Scanu, non era più comprensibile ai più se all’interno della confezione ci fosse un Pandoro oppure un altro dolce misterioso, di una sotto-marca sconosciuta. Oggi, incomincia un nuovo corso. Auguri, Melegatti.”

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Melegatti: “Natale si avvicina. E noi siamo pronti” Fri, 07 Dec 2018 16:42:18 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507768.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507768.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Melegatti: “Natale si avvicina. E noi siamo pronti”

“Natale si avvicina. E noi siamo pronti”: è scritto nella pagina Facebook di Melegatti, il creatore del Pandoro.

Si spera che la campagna natalizia riesca nel migliore dei modi. Alcuni, del resto, si domandano se le novità di questo periodo possano cancellare un passato di scelte, orientamenti, secondo loro anche errati. Abbiamo fatto domande in argomento a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa.

La tradizione del Natale in rosso e oro è ancora all’ordine del giorno ai tempi dei social?

“C’è chi dice: ‘ormai siamo ai tempi dei social e vogliamo ignorare la tradizione della famiglia… cerchiamo anche noi di essere un po’ dissacranti, come lo sono i giovani’. Talmente dissacranti che, sui canali social di Melegatti, uscì un post graficamente molto carino, con un bell’alberello in argento, delle palline attaccate e un copy (testo) che recita così: ‘La famiglia è come un Albero di Natale; c’è sempre qualcuno che rompe le palle’. Avete compreso bene. La riconoscibilità del brand stesso come legato alla famiglia… al Pandoro… al Natale… allo star bene insieme… Uno dei peggiori commenti registrati sulle pagine social è stato: ‘Mi ricordo di Melegatti quando mangiavamo il Pandoro con il mio papà. Ora non c’è più. Né il mio papà, né la Melegatti che ricordavo’. Complimenti. Ma tutto ciò non è sufficiente. Non ti bastava, cara Melegatti, scegliere un testimonial discutibile, ma era necessario passare per le armi i nostri ricordi di bambini. Un capolavoro”.

C’è stata qualche altra nota dissonante nelle scelte di Melegatti?

“Anche gli orientamenti sessuali sono all’ordine del giorno. L’illuminato marketing Melegatti che cosa fa? Fa uscire un’immagine social di una coppia eterosessuale, della quale però si vedono solo mani (con un croissant in mano) e piedi, con questo copy: ‘Ama il prossimo tuo come te stesso, basta che sia figo e dell’altro sesso’. Sic. Non finisce qui. Tempo due ore e l’azienda esce con questo comunicato (2015): ‘Con riferimento al post di questa mattina, Melegatti chiarisce che la gestione della comunicazione sui social è affidata ad un’agenzia esterna, che ha pubblicato senza autorizzazione da parte dell’Azienda. Melegatti S.p.A. si dissocia dall’operato di tale agenzia che ovviamente è stata sollevata dall’incarico e si scusa formalmente con chiunque si sia sentito offeso dal messaggio. Da 121 anni Melegatti è per tutti’.

Ora, direte voi, mi sembra che la protagonista si sia scusata e che tutto sia tornato nella norma. Qualcuno rileverebbe una seria difficoltà nel controllare i contenuti. Giudicate voi”

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Pandoro e Panettone Melegatti ritornano in commercio Fri, 07 Dec 2018 16:41:02 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507767.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/507767.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi

Pandoro e Panettone Melegatti ritornano in commercio

Il Pandoro e il Panettone Melegatti ritornano nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. Lo spaccio aziendale all'interno dell'opificio di San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona sarà in attività da oggi e fino al 22 dicembre sarà attivo, con il consueto orario. Un temporary shop funziona nel centro di Verona.

L'azienda è stata ferma per più di un anno. Famosa la campagna sui social del novembre 2017: #MelegattiSiamoNoi. L’obiettivo era vendere un milione e mezzo di Pandori, come autorizzato dal Tribunale di Verona. Nonostante il grande successo e la riapertura dello spaccio aziendale, i problemi interni tra i soci e il fallimento che ne seguì non furono evitati. L’azienda è ora rinata, per la terza volta in due anni. Ha riaperto per le feste natalizie: è ora di proprietà della famiglia Spezzapria. Parliamo, allo start dell’iniziativa, di 35 lavoratori impiegati, considerato che originariamente si trattava di 70 elementi. I nuovi assunti hanno firmato contratti a tempo indeterminato.

I dipendenti, una volta rientrati in fabbrica, hanno dovuto sistemare l'impianto. Era dall’ultimo Natale che nessun dolce era sfornato.

Gli impiegati senza stipendio (in particolare, si fanno i nomi di Matteo Peraro e Davide Stupazzoni), hanno salvato gratis il lievito madre che è il punto forte della ricetta, tenendolo in vita: era stato impastato 120 anni fa (come è noto, questo tipo di lievito richiede cure costanti). Nei social network, si parla della loro nomina a Cavalieri del lavoro.

La Melegatti si è ridotta, ma le prospettive sono solide.

Chiediamoci, comunque, per quale ragione questa Araba Fenice abbia dovuto risorgere dalle sue ceneri. Abbiamo interpellato in argomento Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Ha risposto alle nostre domande, con queste parole.

Natale e tradizione: come si inserisce Melegatti?

Parliamo di un’azienda con più di un secolo alle spalle, che produce un dolce tradizionale. Ripeto tradizionale. Tradizione, a Natale, vuol dire: Babbo Natale, la famiglia, i regali, e l’atmosfera del ‘vogliamoci tutti bene’. Era logico pensare quindi che se l’azienda avesse voluto fare una ‘Brand extension’ (oilallà… ‘allargamento dei prodotti della stessa merca’), avrebbe dovuto tenere in considerazione che se produci Pandoro e Panettone e sei estremamente legato al Natale, quindi all’idea di famiglia, devi inserire all’interno della tua gamma prodotti che richiamano il tuo punto forte, la tua immagine di azienda al grande pubblico. Quindi, produrre croissant può essere una buona idea, può essere collegato al contesto. L’azienda gode di fama, è riconosciuta come “componente” della famiglia italiana. Ergo, che cosa c’è di meglio che inserirsi anche in un momento così delicato come la prima colazione? Bene, direte. Ottimo, dico io. Bella idea”.

Ma non sono tutte rose e fiori. Dico bene?

“Infatti. I marketer (addetti alla promozione del marchio aziendale) che cosa fanno (2015)? Prendono come testimonial Valerio Scanu e indicono un concorso tra i consumatori. Sono poste in palio giornate in tour con la sua band. Bene, ora mi chiedo: che cosa c’entra un bravo cantante, che ha certamente delle qualità e che sì, è seguito da migliaia di persone? In che cosa si collega alla tradizione? Come rientra nel quadro un bel giovanotto, autore dell’album ‘Così diverso’ (2012) con la famiglia intesa come famiglia tradizionale (quella del Mulino Bianco, per intenderci)? Una scelta pubblicitaria può avere un enorme significato, anche se il Pandoro resta buono.”

Ha conosciuto qualcuno dei testimonial Melegatti? In quale occasione?

“All’inizio, c’era Franca Valeri. Una bravissima attrice che ha interpretato nella sua lunghissima carriera i ruoli più impensabili. Per questa ragione, è stata apprezzata dalla stragrande maggioranza del pubblico italiano. Negli anni Novanta, ero al lavoro in una grande agenzia di Milano che si occupava di advertising. Lei, “La Franca”, come la chiamavano i colleghi, era solita passare dai corridoi per entrare negli uffici direzionali.

Il suo nome proprio può essere posto con lettere minuscole, poiché nel suo agire, di franchezza si tratta, null’altro.

Una star, senza ombra di dubbio: nota appunto come testimonial di Melegatti.

Forse non possiamo pensare di vendere il nostro dolce soltanto mettendo un giovane gradevole sulla confezione... Queste sono le questioni che avrei proposto se avessi occupato una posizione direzionale. Forse, tuttavia, i consumatori hanno formulato quesiti simili. Essi, attraverso i social, non hanno mancato di rendere pubbliche le loro osservazioni. In sintesi, nei primi giorni dopo il lancio di un orribile packaging marrone con il ritratto di Scanu, non era più comprensibile ai più se all’interno della confezione ci fosse un Pandoro oppure un altro dolce misterioso, di una sotto-marca sconosciuta. Oggi, incomincia un nuovo corso. Auguri, Melegatti.”

Isabella Lopardi, numero di cellulare 348-5349563

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Comunicato stampa - Domani a Bari "Parole a scuola": c'è anche Daniele Doesn’t Matter, star di Youtube Thu, 29 Nov 2018 18:21:09 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/506482.html http://zend.comunicati.net/comunicati/aziende/internet/506482.html Isabella Lopardi Isabella Lopardi Domani a Bari "Parole a scuola": c'è anche Daniele Doesn’t Matter, star di Youtube

“Parole a scuola” è la giornata di formazione gratuita nella quale ci si occuperà delle competenze digitali e dell’ostilità nei linguaggi. Organizzatori sono Associazione Parole O_Stili, Università Cattolica, Istituto Giuseppe Toniolo, con Miur e Corecom Puglia. L’evento svolgerà domani a Bari (Fiera del Levante). Sarà presente Giovanni Scifoni, Attore e creatore di contenuti video a tema famigliare.  Daniele Doesn’t Matter, la nota star di YouTube, dalla proverbiale ironia, spiegherà i casi particolari che riguardano i giovanissimi, con il loro modo di vivere sempre in connessione. Ma come fare un buon video?
Lo abbiamo domandato a Giorgio Maggioni, comunicatore, esperto e sviluppatore di modelli di business on line, specializzato nella Pmi, nonché docente di Web marketing per l’internazionalizzazione d’impresa. Si è espresso in questo modo.
Bisogna essere coerenti quando si comunica con un video?
“I docenti più à la page parlano di ‘comunicazione coerente e continuativa’. A me piace trasmettervi quella che è la mia soluzione. Mi sono accorto che esistono delle regole ben precise, che se vengono seguite (senza farcene però un tormento) portano sempre a miglioramenti costanti. La soluzione è vecchia come il mondo, ma si può riassumere in “se devi fare una cosa e non la sai fare, falla fare a chi è capace. Oppure studia come farla bene”.
Come fare bene un video, dunque? Ha qualche segreto?
“Ogni video che ho girato ha avuto questo schema. Si tratta delle mie sei regole della mia comunicazione (altri dicono 9, alcuni 12, e chi più ne ha più ne metta…) e non è detto che funzionino anche per voi. Ma, poiché ho elaborato uno schema mentale, ve le suggerisco.
1.    Idea �” quello che dico deve essere originale
2.    La variazione dell’idea �” Se quello che devo dire è trito e ritrito, devo trovare un modo originale per dirlo. Devo porre creatività non nel contenuto, ma nello svolgimento. In una rete americana, si sono inventati l’idea di programmare un telegiornale che riportasse le notizie più rilevanti della giornata. Non è una grande idea. Sì, ma nessuno, prima di allora, aveva letto il telegiornale spogliandosi. Era nato in quell’istante nakednews. Ognuno, se crede, può dissentire (anch’io), ma funziona.
3.    Tono �” la credibilità. Quel che dico deve essere riconosciuto come qualcosa di attendibile
4.    Ritmi �” facciamo in modo di non addormentarci con la telecamera in mano. Un montaggio ritmico è coinvolgente, ma non facciamone neanche uno da crisi epilettica
5.    Stile �” Se decidiamo di fare una serie di video e non un video spot, cerchiamo di mantenere sempre lo stesso stile
a.    Una testa
b.    Un contenuto
c.    Un tono di voce (non inteso solo come il volume)
d.    Una durata
e.    Una chiusura
6.    Crescita �” è la cosa più difficile da misurare. Se hai finito le cose da dire… basta. Spegni la registrazione, altrimenti annoiamo”.
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