Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Futurismo 2009 Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Futurismo 2009 Fri, 25 Sep 2020 20:59:50 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/5541/1 «la Biblioteca di via Senato» - aprile 2020 Tue, 14 Apr 2020 14:04:42 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/629637.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/629637.html Futurismo 2009 Futurismo 2009  
Da: Fondazione Biblioteca di via Senato - Milano <
Online il numero di aprile de
«la Biblioteca di via Senato»
mensile di bibliofilia e storia delle idee

anno XII - n. 4 (115)
È online il numero di aprile 2020 de «la Biblioteca di via Senato», il mensile della Fondazione Biblioteca di via Senato. Il fascicolo (preparato e andato in stampa nonostante numerose difficoltà sorte a causa della attuale situazione sanitaria) è ricco di tanti articoli, e si apre con un fine scritto a firma di Giuseppe Marcenaro, intitolato In una biblioteca ove non si più che cercare. L’articolo affronta il tema del ‘destino’ dei libri all’interno di una raccolta: prima accuratamente divisi, ordinati e ‘scaffalati’, poi - con l’aumentare dei tomi - accatastati in modo sempre più disordinato, fino a diventare oggetti sfuggevoli, «clandestini come ombre».

Nino Insinga ci porta, invece, nella Palermo del XVII secolo, per un viaggio attraverso alcune edizioni ‘storiche’ che narrano della rivolta del grano del 1647, e del capopopolo Giuseppe D’Alesi, una sorta di Masaniello siciliano. Per la sezione ‘bibliofilia’, Giancarlo Petrella racconta del Libro de abacho  (conosciuto anche come Tesauro universale, prima edizione: Venezia, 1515) di Girolamo Tagliente, un misconosciuto matematico veneziano del primo Cinquecento, mentre Claudia Mancini, in un gustoso saggio, ripercorre la storia delle edizioni della prima guida gastronomica dedicata alle osterie del Belpaese: Osteria: guida spirituale alle osterie italiane da Verona a Capri (Stoccarda, Hoffmann, 1908), opera del tedesco Hans Barth (1862-1928). Se fra criminologia e psichiatria ci porta invece Antonio Salvatore, con un suo scritto dedicato ad alcune opere (all’epoca veri e propri best-seller) di Cesare Lombroso, sulla meravigliosa spiaggia di Viareggio si ferma Mario Bernardi Guardi, per raccontare del celebre premio letterario Viareggio, fondato nel 1930 da Leonida Repaci. Massimo Gatta, infine, traccia la storia di alcune edizioni dedicate alla cucina, partendo dall’opera La Tavola e la Cucina di Lorenzo Stecchetti (alias Olindo Guerrini), Firenze, Barbera, 1884.

A coloro che desiderano ricevere a casa «la Biblioteca di via Senato» ricordiamo che è necessario attivare il servizio di abbonamento annuale, al prezzo di 50 euro (tutte le informazioni sono rintracciabili sul sito www.bibliotecadiviasenato.it e nella pagina di gerenza della rivista), fermo restando che la pubblicazione continua a essere leggibile e scaricabile - in modo del tutto gratuito - in formato pdf, sul nostro sito.

Informiamo anche i nostri lettori che è attiva la pagina ufficiale della Biblioteca di via Senato su Facebook. Invitiamo tutti a visitarla e a iscriversi: un ulteriore mezzo per essere informati in tempo reale su tutte le nostre attività.
 
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D editore: ANARCOCCULTISMO sta per emergere dal suo grimorio 😈 Thu, 27 Feb 2020 15:24:25 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/622232.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/622232.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

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Da: D Editore 

Arriva in Italia ANARCOCCULTISMO!

Ve ne stiamo parlando da tantissimo tempo, ma finalmente ci siamo: oggi inizia la prevendita di ANARCOCCULTISMO, il libro evento di Erica Lagalisse e tradotto da Enrico Monacelli! 
Terzo titolo della collana NEXTOPIE diretta da Daniele Gambetta, ANARCOCCULTISMO è un saggio che racconta come, nel corso della storia, vi sia un filo rosso che lega occultismo e movimenti politici radicali: dalla massoneria ai movimenti operai internazionali, la storia del contropotere ha sempre vissuto in zone d’ombra invisibili allo sguardo del comune pragmatismo
In ANARCOCCULTISMO, Erica Lagalisse analizza come le teorie politiche, i simboli e la storia dell’anarchismo e del socialismo affondino le proprie radici anche nell’occultismo, passando attraverso la caccia alle streghe, maghi rinascimentali e massoni rivoluzionar, per mostrare come i sentieri dell’eresia di ogni epoca siano incrociati con la lotta alle disuguaglianze, all’oppressione patriarcale e alle coercizioni del potere.

Come per tutti i nostri libri, anche per ANARCOCCULTISMO abbiamo pensato a una prevendita con un forte sconto per le prime 100 copie: 9,90 invece dei 14,90 del prezzo di copertina!
Potete preordinare ANARCOCCULTISMO qui:

Prenota ANARCOCCULTISMO ora!
Partecipare alla prevendita aiuta noi a poter gestire meglio la nostra produzione libraria, e voi a risparmiare un pochino. Inoltre, diventerete co-produttori dell’opera, e in qualche modo partecipi del nostro lavoro!

La prima monografia dedicata al lavoro di Alessandro Melis

A marzo, si terrà a Bari la prima mostra monografica dedicata al lavoro di Alessandro Melis, e noi abbiamo pubblicato il catalogo, che sarà anche la prima monografia dedicata al suo lavoro: Utopic Real World. curato da Giuseppe Fallacara e Marco Stigliano!

«È giunto il tempo dei visionari, gli unici in grado di ripensare radicalmente alle relazioni tra Umanità e habitat».

Scopri Utopic Real World »

Apre Zona D

Apre, finalmente, Zona D, lo spazio culturale di D Editore!
Sarà il nostro spazio di lavoro, ma anche uno spazio friendly, politico, letterario in cui progetteremo eventi, corsi, incontri, discussioni e dibattiti legati ai temi a noi cari!
Zona D sarà uno spazio inclusivo, in cui accoglieremo sensibilità, progetti e idee, per confrontarci, per accogliere idee di altre realtà e per incontrarsi!
Il 22 febbraio, alle 20.00, nascerà Zona D, e noi siamo pronti!

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Massimiliano Orlandoni-Cassandra - Teatro Campana - Osimo. Sun, 26 Jan 2020 14:11:48 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/617036.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/617036.html Futurismo 2009 Futurismo 2009



 
 
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Massimiliano Orlandoni : Nuove Pubblicazioni - New Books. Wed, 22 Jan 2020 18:42:02 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/616787.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/616787.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

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Da: Massimiliano Orlandoni 


Cassandra - Ellin Selae - Teatro/Theater - Rivista/Magazine.
CASSANDRA - Libro - Book
Cassandra - Disegni Libro
 
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Ellin Selae - Rivista - Magazine
 
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Pensa Libero : Il gioco si è fatto duro e l’Italia si ritrova con una classe politica floscia Wed, 08 Jan 2020 18:01:38 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/614516.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/614516.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

 
Da: Pensalibero.it  

La newsletter di Pensalibero.it -  6 gennaio 2019
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Il gioco si è fatto duro e l’Italia si ritrova con una classe politica floscia

Il gioco si è fatto duro e l’Italia si ritrova con una classe politica floscia

di Nicola Cariglia

E’ stata pura follia distruggere una classe politica che si era fatte ossa ed esperienza nel corso di alcuni decenni per mettere la guida del Paese in mano a pasticcioni, improvvisatori e, diciamolo pure, ignoranti.

Leggi on line

Nuovi articoli online su Pensalibero:

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Fantascienza: KIPPLE.IT | Le novità librarie Mon, 23 Dec 2019 14:06:20 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/612781.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/612781.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

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Da: Kipple Officina Libraria  


ANNO XV - N. 59 del 20 dicembre 2019

Un libro sotto l'albero 🎄

BE WEIRD BE KIPPLE
Cari amici, sono state molte le novità librarie di questo 2019 e con questa newsletter cerchiamo di rimetterci in pari! Qui di seguito trovate tutte le avventure e gli autori che abbiamo avuto il privilegio di pubblicare. Se nelle Feste siete nel dubbio, regalate un libro!
PAMPHLET SATIRICO

pamphlet satirico, 2019 �“ cartaceo, 128 pgg. / ebook (epub + mobi)

Un pamphlet acido, beffardo e scanzonato, scritto a quattro mani
da Lukha B. Kremo e Pee Gee Daniel, che vuole restituire lo scenario politico attuale, nazionale e internazionale, tentando di cogliere l’essenza e le contraddizioni dei suoi principali protagonisti.

Grillo, Renzi, Salvini, Putin, Trump, Kim Jong-un e molti altri: nessuno di loro sfugge alla penna caustica e derisoria dei due autori, che attraverso uno stile sperimentale e affastellato dissezionano, grazie al bisturi della più tagliente ironia, il potere e i suoi più recenti detentori.

Prefazione di Lietta Manganelli, figlia di Giorgio Manganelli.

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LO SFASCIACARROZZE di Alessandro Pedretta

romanzo, 2019 �“ ebook (epub + mobi)

Nella campagna dell’hinterland si nasconde un mondo postumano. È reale oppure si tratta del fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali? Il paradosso di una società che plasma la mente e la materia si concretizza nella presenza di uova aliene, il cui comportamento prende forza dallo sfruttamento umano della società stessa. A cavallo tra il cyberpunk e le suggestioni di realtà adiacenti, tra il weird e Ballard.

 

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VINCITORE PREMIO SHORT-KIPPLE 2019
GRAND VINTAGE BAZAAR di Alessandro Napolitano

romanzo, 2019 �“ ebook (epub + mobi)

Nella campagna dell’hinterland si nasconde un mondo postumano. È reale oppure si tratta del fiorire di deliri, visioni e mancanza di punti di riferimento spaziotemporali? Il paradosso di una società che plasma la mente e la materia si concretizza nella presenza di uova aliene, il cui comportamento prende forza dallo sfruttamento umano della società stessa. A cavallo tra il cyberpunk e le suggestioni di realtà adiacenti, tra il weird e Ballard.

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END OF CONNECTION di Marco Milani

racconto lungo, 2019 �“ ebook (epub + mobi)

SERIE SPINOFF N. 8

Il Nuovo Impero Connettivo è nuovamente instabile, ma la postumanità non sembra in grado di rimediare. Il reggente Sillax in persona richiede una missione che va oltre le capacità postumane, oltre le dimensioni.

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WEIRD
Ventuno racconti del Fantastico esplorano con intense suggestioni cosa può accadere nei mondi lontani dall'umano, in tutti quei territori dove regnano l’inumano, lo strano e il diverso. "La prima frontiera" è un viaggio attraverso il mutamento delle percezioni nel weird, dove il concetto di diverso si allontana molto da quello che abbiamo sempre immaginato.
 
GUEST STAR: Bruce Sterling e Danilo Arona
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SAGGISTICA

romanzo, Premio Kipple 2019 �“ cartaceo, 184 pgg. / ebook (epub + mobi)

Nell’Italia buia del Ventennio, un caso provinciale di follia vede protagonisti un direttore del manicomio, un ispettore di Polizia inviato direttamente da Mussolini e Carl Gustav Jung.
Tra dinamiche degli archetipi e visioni di un universo appena adiacente al nostro, le vicende sono ambientate in un passato quasi alternativo, innominabile; tra considerazioni sulle meccaniche dell’insanità mentale e rabbiosi puntigli fasciofuturisti, il senso del reale si dipana in dimensioni dove il Male riemerge fetido, legandosi a leggende e a storie così sepolte nell’abisso del tempo da essere considerate, a loro volta, archetipi, strati immateriali fondativi del reale.

Il cacciatore di sirene è un teatro dell’assurdo e del weird che esplora i fantasmi del nostro passato e del nostro presente, mai sopiti e soprattutto, mai morti.

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Dieci saggisti internazionali, con la curatela di Giovanni Agnoloni, s’interrogano sui tempi più importanti e memetici della poetica tolkeniana ed estrapolano gli aspetti più significativi del Professore di Oxford, di solito trascurati dall’esegesi mondiale.

Luce e Ombra come temi di fondo dell’opera, il che non significa ’assoluti’, ma manifestazioni del reale. In altre parole, Luce e Ombra sono termini di riferimento del ricco e complesso materiale emotivo sollecitato dalla lettura delle opere di Tolkien. Dove l’una (l’Ombra) si ricollega alla Paura, l’altra (la Luce) è un riflesso di quel divino che è fonte di ispirazione dell’intera opera del Professore di Oxford, pur non pesando mai (né dichiarandosi mai esplicitamente) sulla sua produzione letteraria.

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ANTOLOGIA RACCONTI WEIRD

antologia di racconti, 2019 �“ cartaceo, 224 pgg. / ebook (epub + mobi)

Echi di teologie bislacche, metafisiche del male, riflessioni sul fascino e il terrore del vuoto permeano un po’ tutti i racconti ma senza appesantirli:
l’autore sa bene che non c’è alcun bisogno di aggiungere stampelle allotrie a un genere che ha sempre avuto la sua nobiltà; che poi i benemeriti critici della seriosa penisola se ne siano accorti a secoli di distanza è problema loro, o delle claudicanti ideologie che erano intenti a incensare invece che di porsi al  servizio del testo e della sua diffusione tra i lettori.

Nelle solitudini mentali dei luoghi bizzarri e inquietanti, i personaggi di Francesco Corigliano muovono la loro ricchezza, lessicale e sensoriale, verso il profondo di abissi disumani, mostrando quanto siano indifesi di fronte ai misteri del mondo che li ospita, ma che forse li considera corpi estranei, nella deflagrazione dei limiti che, in qualche occasione, appaiono per quello che sono: un invito alla modestia, finché non si è riusciti a trascendere le miserie umane.

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VERSI GUASTI
- poesia -
IL RITMO DELLA MALATA | Beatrice Achille
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Dal 1995 devoti alla fantascienza, al fantastico e alla sperimentazione non solo libraria.
 
 






 
 
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Club Amici dell'Arte : De Nittis raccontato da Michele Govoni Mon, 09 Dec 2019 15:02:44 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/610671.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/610671.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
A cura del Club Amici dell' Arte, secondo pomeriggio  con Michele  Govoni che racconta il celebre pittore  Giuseppe  de Nittis:    in Accademia,,   Piazzetta San Nicolò (vedi photo) sede della scuola  di pittura e scultura  Il 14 dicembre  alle 18:00 . 

 
 
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Maria Marchese intervista: post Leonardo 500 Sun, 27 Oct 2019 12:21:41 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/604742.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/604742.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

a cura di R. Guerra

D- Maria, protagonista al Festival Leonardesco di Milano a cura di Davide Foschi, nel suo Gran Galà. Il tuo intervento?

R- Protagonista io, come altri, al Galà…In realtà Davide Foschi, Rosella Maspero e Stefania Romito hanno dato vita, con la collaborazione di Luca Siniscalco, Alisia Viola e Angela Patrono, ad una kermesse esemplare scandita, istante dopo istante, da palpiti effusi, propri di una coscienza collettiva proficiente verso concreti ideali di bellezza, cultura e umanità.

Come autrice del Nuovo Rinascimento e Ophelia’s friend mi è stato riservato, da Stefania, uno spazio dove, affiancata da quest’ultima, si è disquisito delle diverse tematiche che vengono toccate dalle liriche contenute nella mia silloge “Le Scarpe Rosse �“ Tra tumultuoso mare e placide acque”.

Abbiamo affrontato argomenti quali il ruolo del dramma nel corso dell’esistenza, e l’elaborazione di quest’ultimo affinché possa costituire un punto solido dal quale ripartire. Si è parlato del concetto di dicotomia, quale motivo che caratterizza la mia poetica e, ancora, abbiamo incluso, durante questo importante colloquio, il ruolo fondamentale che le arti figurative, le musiche classiche e operistiche rappresentano, in quanto mie fonti di ispirazione a livello scrittorio. Si è riflettuto altresì sull’amore, nell’ambito della sfera personale e universale. Stefania ha poi posto l’accento sull’accurato lavoro che svolgo, in termini di ricerca e scelta, per quanto riguarda le parole impiegate sia nelle mie liriche, sia negli scritti che, come tu sai, realizzo in merito alle opere d’arte. Mi sono di conseguenza soffermata a trattare il ruolo del lemma, quale custode di un grande potere :esso ha la forza di creare e, all’opposto, di distruggere.

D Leonardo oggi

Quando si fa riferimento a Leonardo Da Vinci ritengo che si parli, a ragion veduta, di una personalità complessa e astrusa, che non è possibile ascrivere entro limiti precisi. Ha spaziato, mosso da questa sua genialità, nelle discipline più svariate, raggiungendo, sempre conto delle proprie capacità, esiti insperati per altri. Non posso esimermi dal porre l'accento sulla prestazione di Marianna Chiaramonte, durante il Gran Galà di Milano, la quale ha magistralmente interpretato alcuni aneddoti originali redatti da Leonardo Da Vinci, acclarando con enfasi l’imperitura attualità dell’artista. Poi Davide, insieme al team che compone Nuovo Rinascimento, ha saputo raccogliere e coordinare dei “passi” che potessero opportunamente onorare la memoria del genio fiorentino, in qualità di rappresentante universale di molte discipline culturali.

Ho seguito, poi, altri documentari sull’argomento, e il più interessante tra questi riportava la realizzazione di alcuni progetti di Leonardo rimasti impressi unicamente sulla carta, sotto forma di appunti.

Essi hanno trovato un concreto compimento, costruiti al giorno d’oggi da esperti del settore, utilizzando, però, materiali dell’epoca rinascimentale, rivelandosi quindi, all’atto pratico, validi congegni sotto ogni punto di vista. Questo lo qualifica, a mio avviso, come un nume indiscusso.

D. COSA PENSI DELL’AFFERMAZIONE “L’ARTE È MORTA”?

Approfitto di questa domanda per ringraziarti pubblicamente dell’opportunità che mi hai riservato, dandomi modo di poter condividere alcuni miei scritti riguardanti vari “elaborati pittorici” e relativi autori, sul tuo blog “Asino Rosso “.

Altresì ringrazio Davide Foschi per avermi riconosciuto una rubrica (Il tempo ritrovato), su Youmandesign, nella quale tratto il medesimo argomento.

Se ritenessi veritiera tale affermazione, non realizzerei questi pezzi nei quali mi cimento a dar voce alle opere di diversi artisti.

Trovo però che la si possa uccidere nel momento in cui l’approccio nei confronti di quest’ultima manchi di umiltà, sia mosso esclusivamente da motivi di lucro o provocazione, e sia privo di studio e approfondimenti.

Un’affermazione simile include la filosofia, ed è per questo che ritengo opportuno spendere qualche parola a riguardo.

Durante il Galà ho assistito agli interventi di Luca Siniscalco e Roberto Cecchetti, che seguo anche sui social : loro, come altri, rappresentano una realtà che realizza un cogitare in divenire, “vivo” e recettivo .

Esso diviene un valido strumento, per l’essere umano, di risoluzione e crescita personale.

Non a caso Davide Foschi, le cui qualità apprezzo per i più svariati motivi, da artista lungimirante qual è, ha dato vita al comitato filosofico “PANTA REI “.


 
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Intervista a Pensa Libero, il vero web giornalismo? Mon, 04 Mar 2019 16:39:10 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/529667.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/529667.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
 a cura di R. Guerra  (a..  Direzione di Pensa Libero, Firenze,  Direttore N. Cariglia, Vice Direttore per il Sud... A. Giubileo )


D- Pensalibero, come da presentazione, si caratterizza per uno stile ci pare libertario e antideologico; questa coerenza, spesso sbandierata anche dai giornali, in realtà non è la regola in Italia... per quale motivo?

 

Ringraziamo innanzitutto per l’attestazione di coerenza che ci attribuite e che ci vede impegnati a garantire almeno un’uscita settimanale, e che, piace ricordare, è stata promossa oltre dieci anni fa su iniziativa dell’attuale Direttore Nicola Cariglia insieme al Gruppo “I centouno”. Gli autori degli articoli sono nella maggior parte, donne e uomini che si riconoscono nei principi della cultura laica, liberale e socialdemocratica, così che nessuno si sorprenda di leggere articoli che contengono giudizi e soluzioni differenti per gli stessi problemi. Il giornale non ha da imporre alcuna linea. E, per quanto possa interessare, non è in obbligo con alcuno che una qualsiasi linea possa o voglia imporgliela. A differenza di ciò che avviene di regola in Italia: a motivo, diremmo soprattutto, di una mentalità e una concezione in genere assai poco meritocratica.

 

 

D - La testata on line  è di Firenze,  tuttavia con focus diretto anche  verso il sud (Giubileo è vicedirettore.ndr..): il Sud  resta eterno problema italiano, ma lo Stato esiste davvero da Roma a Palermo o appendice delle  varie mafie storiche dell'area?

 

Non solo verso il sud, ma anche verso il nord dove è comunque evidente che i problemi siano diversi e presentino quindi una diversa prospettiva di analisi e risoluzione. Ecco perché talvolta, come dicevamo, i giudizi e le soluzioni non solo appaiono ma  devono e sono diversi. Con il trascorrere dei decenni, tuttavia, il problema della criminalità mafiosa si è piuttosto esteso dal sud al nord del paese, tanto che vorremmo ricordare quanto diceva l’ex Presidente Cossiga in un libro-intervista del 2010: “Se lo Stato italiano conserverà la sovranità sull’intero suo territorio sarà grazie all’Europa”. Può sembrare tuttora assurdo, ma fondamentalmente è così.   

 

D-  Il pensiero radicale libertario appena pochi decenni fa sembrava il futuro desiderabile post Prima Repubblica e postpartitico? Secondo voi come mai invece quel che era stato seminato alla fine e con le indubbie ambiguità ha premiato i sovranismi vari di oggi?

 

Condividiamo l’impostazione della domanda sia per quanto concerne le origini del percorso europeo, ispirato all’utopia liberale e socialista degli Stati Uniti d’Europa e quindi del motto “uniti nella diversità”, sia quanto ai diversi sviluppi, che oggi invece sembrano premiare quelli che lei definisce vari sovranismi. Ecco, quel che ancora oggi manca al progetto di costruzione europea è l’idea compartecipata di concessione della sovranità nazionale e condivisione non solo finanziaria, peraltro mai completata, ma soprattutto politica di una nuova sovranità europea di cittadini liberi e uguali.

   

D-  A suo tempo, persino Pannella era bollato di fascismo! La sinistra storica, pare in via di estinzione o quasi, ha mai fatto vera autocritica verso il cosiddetto Altro non supposto progressista?

 

Negli anni, soprattutto più recenti, che hanno caratterizzato la Seconda Repubblica, la sinistra storica ha fatto comunque grandi passi avanti verso un orizzonte storicamente liberale e socialista, al punto che, parafrasando Croce, potremmo anche dire che non possiamo non dirci liberali. A nostro parere, più che giudizio, ciò che piuttosto è mancato è stata la realizzazione concreta di una progettualità viceversa quasi sempre asservita ai principi formali e a narrazioni ideali che si sono poi rivelate mere utopie. In pratica, è venuta meno quell’impronta pragmatica e realista inizialmente tipica in Europa dei partiti d’Oltremanica. Non a caso, la Terza Via di Giddens e poi altri in Europa non è stata mai perseguita in Italia, se non attraverso un assai sterile e più che assai timido tentativo che vide coinvolti nel 2006 i Socialisti di Boselli e i Radicali di Pannella dapprima con il progetto della Rosa nel Pugno e poi della Costituente Socialista.

 

D-  Secondo voi, un progressismo libertario vero  2.0  è possibile nei prossimi anni in Italia?

 

A parere nostro, diremmo che possa trattarsi di una prospettiva realizzabile solo in un ambito che sia europeo e davvero europeista; ma ciò presuppone un notevole cambio di passo e quindi di strategia da parte innanzitutto degli Stati membri dell’Unione, non possono bastare di certo la Germania e la Francia soltanto. E tuttavia, un’altra occasione ancora potrebbe darsi in considerazione dei nuovi rapporti di forza che attualmente Stati Uniti, Cina e le altre maggiori potenze mondiali intendano realmente intraprendere e sviluppare; costringendo pertanto l’Unione stessa a consolidarsi al proprio interno e incrementare all’esterno le proprie e rinnovate possibilità competitive, sia politiche che di mercato.


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Italian Institute for the Future: Aperta la call per il terzo incontro dei futuristi italiani Wed, 30 Jan 2019 01:21:22 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/520238.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/520238.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

 
From: Italian Institute for the Future 

28 gennaio 2019 - Italian Institute for the Future

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Aperta la call per il terzo incontro dei futuristi italiani

 

Imparare a ‘usare’ il futuro per intercettare i grandi cambiamenti in arrivo richiede coraggio, visione e capacità di sperimentare nuovi percorsi metodologici, organizzativi e formativi. Capire le dinamiche di lungo termine e sviluppare scenari sui diversi futuri possibili aiuta a ripensare le strutture delle organizzazioni. I cambiamenti demografici, tecnologici, ambientali e sociali costringono le professioni a diventare sempre più creative, modificando il concetto stesso di lavoro.

Il terzo incontro dei futuristi italiani è l’occasione per tutti gli studiosi e i professionisti di futuro di presentare il loro lavoro. Oltre al tema centrale del convegno, dedicato al futuro delle organizzazioni, sono previste sessioni dedicate ad altri temi, quali l’anticipazione nelle scienze umane e sociali, la previsione tecnologica, metodi ed esercizi di future studies. L’incontro prevede sia presentazioni tradizionali sia workshop interattivi.

Il meeting si terrà a Roma il 23 e 24 maggio presso la sede del CNEL, via Lubin 2 ed è organizzato dall’Associazione dei Futuristi Italiani e dal CNEL con il supporto dell’Italian Institute for the Future e del nodo italiano del Millennium Project e con il patrocinio dell'ASVIS-Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Gli abstract devono essere presentati entro il 28 febbraio 2019, compilando il form al link https://goo.gl/forms/KVwm1p5Hx6PxGmXv2 (è necessario effettuare l’accesso) o scaricando il modulo in calce e inviandolo compilato via e-mail a mdiberardo[at]gmail.com.

Scadenze:

  • Presentazione abstract: 28 febbraio 2019
  • Risposta: 30 marzo 2019
  • Pubblicazione programma completo: 30 marzo 2019
  • Registrazione early-bird: dal 16 marzo al 30 aprile 2019
  • Fee di partecipazione con registrazione early-bird: dal 16 marzo al 30 aprile 75 € (successivamente 100€)
  • Incontro: 23-24 maggio 2019

Comitato organizzatore:

Roberto Poli, Mara Di Berardo, Roberto Paura


Scarica il modulo per inviare un abstract
Invia un abstract online

Copyright © 2019 Italian Institute for the Future.
www.instituteforthefuture.it
  



--
Roberto Guerra
 

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MATERA, LE OPERE DELLA BIENNALE DI VENEZIA DAL VIVO by MImmo Centonze Tue, 18 Dec 2018 19:29:25 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/509825.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/509825.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
From: MIMMO CENTONZE - (Ufficio Stampa)


18 Dicembre 2018

Le opere della Biennale di Venezia raccontate dal vivo da Mimmo Centonze. A Matera.

Venerdì 21 dicembre 2018 ore 19:00
Studio Mimmo Centonze 
Via Collodi, 2 | Matera
(Ingresso libero - Aperitivo)

 
"La tradizione è importante, rivela la nostra storia"

Dopo il grande entusiasmo raccolto finora nei precedenti appuntamenti, "Mimmo Centonze racconta un'opera" ritorna dal vivo a Matera, venerdì 21 dicembre 2018 alle ore 19:00 presso lo Studio Mimmo Centonze in via Collodi 2.

"Mimmo Centonze racconta un'opera" è un format nato per raccontare l'arte dal punto di vista dell'artista, ovvero di colui che la realizza, risultando quindi una narrazione più intima, diretta e soprattutto consapevole di come si arriva a realizzare un'opera d'arte e fa parte di un percorso fortemente voluto da Mimmo Centonze per avvicinare le persone all'arte, sia a quella del passato, come i recenti approfondimenti su Caravaggio in varie città d'Italia, sia all'arte di oggi, troppo spesso incomprensibile e freddamente lontana dalla mente e dal cuore dell'osservatore.

In questa occasione Mimmo Centonze racconterà due opere fondamentali del suo percorso artistico, esposte entrambe alla 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, nel 2011 presso il Padiglione Italia dell'Arsenale a Venezia, definita nello stesso anno la "Biennale dei record" per i 440.000 visitatori, i 4.554 giornalisti di cui 3.012 di stampa internazionale e 369 testate televisive accreditate, al primo posto tra le esposizioni italiane più visitate con una media giornaliera di 2.850 visitatori.

Stiamo parlando del "Ritratto di Totò Riina", opera commissionata da Vittorio Sgarbi per il Museo della Mafia inaugurato a Salemi dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e del dipinto di grandi dimensioni "Capannone", opera vincitrice del Premio Speciale Fondazione Roma attribuito a Centonze dal Presidente Emmanuele F. M. Emanuele, due opere esposte insieme anche nella mostra monografica "Mimmo Centonze" che il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha dedicato all'artista rendendogli così l'onore di diventare, all'età di 32 anni, il più giovane artista in assoluto ad aver inaugurato una mostra personale nella prestigiosa sede romana.

 
GUARDA L'INTERVISTA SU RAI WORLD DI MIMMO CENTONZE:
"Meglio Totò Riina di Marilyn", condotta da Benedetta Rinaldi
Il "Ritratto di Totò Riina" e "Capannone" sono tra le opere più conosciute dell'artista e hanno ricevuto negli anni un'attenzione mediatica eccezionale, anche internazionale: il canale televisivo RAI 1 ha ha più volte mandato in onda queste due dipinti di Centonze in vari programmi televisivi, tra cui "Uno Mattina Caffè" e su "Community", il programma prodotto e distribuito da RAI WORLD e visibile a New York, Toronto, Buenos Aires, Sidney, Pechino, Johannesburg  oltre che in Italia ed Europa, e sono state pubblicate frequentemente su libri, cataloghi, quotidiani e periodici nazionali ed internazionali, oltre ad essere state esposte in altre importanti mostre personali e collettive.

La serata sarà presentata da Andrea Paoletti, Presidente di Casa Netural e da Stefania Sibilio la quale, in veste di Consulente marketing, svilupperà il tema "Quando il marketing diventa arte" trattando un tema delicatissimo in questi tempi in cui un'opera di un artista contemporaneo come ad esempio Damien Hirst o Jeff Koons sia valutata e acquistata ad un prezzo immensamente più alto di un'opera di un grandissimo e riconosciuto artista del passato come Rubens o Frans Hals.

Questo appuntamento fa parte del percorso che Mimmo Centonze e Casa Netural hanno iniziato insieme dal nome "Pittura a Bottega", il Corso di Disegno e Pittura con Mimmo Centonze nato per far emergere il potenziale creativo che già esiste dentro ognuno di noi e che risiede nella parte destra del nostro cervello.

Il Corso di Disegno con Mimmo Centonze - rivolto anche a persone che non sanno affatto disegnare - ha visto anche quest'anno la creazione di 2 classi di allievi di ogni età che già solo dopo due mesi di lezioni hanno raggiunto ottimi risultati nel disegnare bene, attività piacevole e gratificante, ma soprattutto nel più grande scopo di questo corso e cioè quello di migliorare il pensiero creativo, non verbale, e accedere in maniera cosciente alle facoltà inventive, intuitive ed immaginative troppo spesso represse dalla nostra cultura verbale e tecnologica nonché dal nostro sistema educativo.

"Abbiamo deciso senza esitazione di sostenere questo importante appuntamento sulla conoscenza di queste due opere di Mimmo Centonze così importanti anche per Matera - racconta l'imprenditore di Matera Aldo De Palo - perché conosciamo da anni la maniera avvincente con la quale Mimmo Centonze promuove l'arte e la cultura. Siamo convinti che sarà nuovamente un successo e aspettiamo con ansia i prossimi progetti artistici che Mimmo Centonze ha già in serbo per la nostra città, nel pieno di Matera Capitale Europea della Cultura 2019".




In allegato:
- La locandina di "Mimmo Centonze racconta le opere della Biennale di Venezia
- Una foto dell'opera "Ritratto di Totò Riina"
- Una foto dell'opera "Capannone"
Copyright © 2018 Mimmo Centonze, All rights reserved.
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Ferrara Film Commission 2019 Wed, 05 Dec 2018 10:23:59 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/507350.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/507350.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

---------- Forwarded message ---------
From: Maurizio Ganzaroli 

 - SECONDA EDIZIONE 
FESTIVAL NAZIONALE FERRARA FILM CORTO
Sala Estense - Ferrara 26 e 27 gennaio 2019 

 La Ferrara Film Commission organizza, con il patrocinio del Comune di Ferrara  e il sostegno di Ascom  Confcommercio Ferrara, la 2^ edizione del Festival Nazionale FERRARA FILM CORTO che si svolgerà nella Città Estense il 26 e 27 gennaio 2019. 

Il Festival  ha lo scopo di valorizzare l’opera cinematografica breve realizzata da autori indipendenti italiani e residenti in Italia. 
La durata massima per i cortometraggi sarà di 25 minuti e saranno accettate (al massimo 2 corti  per autore) 
solo opere realizzate a partire dal 2017.  

Sono ammessi cortometraggi di fiction, animazione, documentari, docufilm, videoclip (musicali e pubblicitari) realizzati tramite tecnologie di ripresa digitali. 

Sono previsti 3 premi e due riconoscimenti: miglior cortometraggio, miglior sceneggiatura e miglior videoclip, targa Ascom Confcommercio  Ferrara per il miglior attore/attrice e Targa Comune di Ferrara per il miglior documentario. 
Saranno assegnati premi in denaro. 

La quota d’iscrizione è di 10 euro a cortometraggio. 
 

Le opere saranno giudicate da una Giuria nazionale di esperti. 

Ferrara Film Commission  (APS riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna)


Info e regolamento Ferrara Film Corto su:  
Termine di presentazione 6 gennaio 2019.
Inviare i corti a: 

Tel. Segreteria FFC:  349 360 7852
 
 
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Novità Tiemme Edizioni Digitali, Carolina Invernizio e altri libri Sat, 01 Sep 2018 13:51:34 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/490283.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/490283.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
 

"Pubblicato per la prima volta nel 1886, il romanzo Il bacio d’una morta divenne rapidamente un caso letterario (oltre 500.000 copie vendute). La vicenda, ambientata prima a Firenze e poi a Parigi, è celebre: Alfonso va dalla sorella Clara che sa essere in pericolo e la trova già morta, si china sulla salma per un ultimo bacio ma ne percepisce il respiro: era solo in catalessi; ripresasi, Clara racconta al fratello la sua tormentata vicenda. Il regista Carlo Infascelli ne ha tratto un film nel 1974. Nella presente edizione il testo è stato lievemente attualizzato nella forma".  


tiemme invernizio.jpg
Quasi fine ottocento...  Una donna scrittrice  best seller..   Magari perse nell'oblio queste informazioni letterarie e femministe vere ante litteram, ristampa puntuale  per Tiemme eBook  a c. di Riccardo Roversi , efficacissima e d'indubbio valore storico e  download  per  l'affascinante e  bravissima Carolina Invernizio.  Quando la voce delle donne -  e senza ambigue partigiane ambigue - era incredibilmente - ma concretamente - e nella sfera  poco politiche della parola- capaci non solo di parlare e scrivere ad alto e indubbio livello ma persino di autoaffermarsi nel pubblico di massa..... e senza cortei  reificanti... nota di  R. G.
,
 segnaliamo  le novità di settembre  di Tiemme Edizioni Digitali:

- tre pubblicazioni gastronomiche (dell'Artusi) che suppongo però non ti interesseranno gran che:
- due libri molto importanti (uno di Kant):
- due classici (fra cui Ibsen):
- e due di autori ferraresi (uno con pseudonimo):

 

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Roberto Guerra
 
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Successo di Maurizio Ganzaroli a Venezia Sat, 01 Sep 2018 13:41:41 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/490278.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/490278.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
 
*photo di repertorio  

Maurizio Ganzaroli e Cristina Miriam Chiaffoni voluti dal famoso Critico e storico dell'arte Giorgio Grasso, il 30 agosto a Venezia, presso palazzo Zenobio, si sono brillantemente esibiti  in due performance;  Ganzaroli aiutato da Sara Letizia, mentre il gran finale  costituito da alcuni brani d'opera interpretati da Cristina Miriam Chiaffoni cantante lirica e attrice. 
L'evento come finissage per la rilevante  d  mostra INTERNAZIONAL CONTEMPORARY ART in contemporanea con la Biennale di architettura, e l'inizio della nuova mostra ARTE E CINEMA: I PROTAGONISTI dove Ganzaroli si presenta con 5 tele.
 
ganzaroli e farina.jpg

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Roberto Guerra
 
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Casa d'arte futurista Palermo: Extemporanea H24 a cura di A. Gaeta Sun, 24 Jun 2018 19:32:58 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/484003.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/484003.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
  
Da: <antonino_gaeta 

COMUNICATO STAMPA

Extemporanea H24: a Palermo 16 pittori dipingeranno dal vivo. Evento  Manifesta 12  Inserito in  My art map
Vernissage lo scorso sabato 16 giugno, dalle ore 11, alla galleria Lombardi / La Nica di via
Villaermosa 41. Con il patrocinio di Palermo Capitale italiana della Cultura 2018
Per Extemporanea H24, sabato 16 giugno, dalle ore 11 del mattino, sedici pittori
hanno invaso 


​ Palermo e dipingeranno dal vivo, tra la gente, in estemporanea, nelle
piazze della città e nelle sale della galleria Lombardi / La Nica, di via Villaermosa 41,
che promuove l’iniziativa. Contemporaneamente nelle sale della Galleria verra' allestita una collettiva. 

In Tale Occasione presentero' per l prima Volta  '' Artists of the Death Alley'' Olio su Tela cm 60 x80 .   ( Continua in Basso )


Artists of the Death Alley Olio su Tela cm 60 x80 . Anno 2018 Autore Antonino Gaeta 

Sarà l’occasione di assistere alla nascita di un’opera d’arte
e di incontrare i curatori Maria Vittoria Marchetta eLorenzo Lombardi, per
conoscere il progetto e parlare con gli artisti. Nelle ventiquattro ore si avvicenderanno
iniziative dedicate all’arte e alla cultura: dialoghi con gli artisti, incontri con la critica,
con i giovani, lettura di poesie, musica, momenti conviviali enogastronomici.
L’esposizione delle tele realizzate e di altre degli artisti partecipanti, sarà visitabile in
galleria fino a sabato 14 luglio 2018. Ingresso libero. Orari: lun. �“ sab. ore 16:00 �“
20:00.
Gli artisti che parteciperanno ad Extemporanea H24
Gli artisti che parteciperanno ad Extemporanea H24 sarannoAlessandro
Bazan,Fulvio Di Piazza,Marco Eusepi,Piero Mascetti,Nicola Pucci,Ignazio
Schifano, che lavoreranno all’interno della galleria. Francesco Barilaro sotto la sede
di via Villaermosa. Saranno nelle piazze cittadineGiuseppe Barilaroe Linda
Randazzo, a piazza Garraffello,Antonino GaetaeIgorScalisi Palminteri, nel
Cortile della morte alla Vucciria.JacopoTruffa davanti al Teatro
Massimo,Lorenzo Gramaccia ai Quattro Canti,Flavio Orlando a piazza Bologni.
IlLaboratorio Saccardi, formato daVincenzo Profeta eMarco Barone, girerà per
la città con eventi e performance.
Tutti gli artisti diExtemporanea H24sarannoriconoscibili dalla maglietta con i
loghi delle gallerie Lombardi e La Nica e da quello di Palermo Capitale Italiana della
Cultura 2018, da cui la manifestazione ha ricevuto il patrocinio. Con questo progetto
le due gallerie romane intendono omaggiare Palermo, grande capitale europea della
cultura, diventando un palcoscenico dell’arte per cittadini e visitatori, offrendo uno
spaccato della pittura italiana contemporanea. «L’idea �“ spiegaLorenzo Lombardi -
è di mettere il visitatore in condizione di vedere i pittori sporchi di colore e all’opera.

Una cosa a cui gli addetti ai lavori sono abituati, ma che solitamente è rara per il
grande pubblico».

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Mimmo Centonze : VIDEO: LECTIO MAGISTRALIS SU CARAVAGGIO Sun, 24 Jun 2018 19:27:20 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/484002.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/484002.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
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From: MIMMO CENTONZE - (Ufficio Stampa)


 
 

 

GUARDA IL VIDEO

DELLA LECTIO MAGISTRALIS

DI MIMMO CENTONZE SU CARAVAGGIO

 

Mimmo Centonze: "A circa 60 anni dalla riscoperta ad opera dello storico dell'arte Roberto Longhi, dopo un interminabile oblio durato più di 300 anni, Caravaggio è diventato l'artista più importante e attuale, alla stregua di Giotto, anche più di Michelangelo"

Lectio Magistralis su Caravaggio di Mimmo Centonze

Copyright © 2018 Mimmo Centonze, All rights reserved.
 
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: Antropocene. L'umanità come forza geologica Tue, 12 Jun 2018 10:25:06 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/482623.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/482623.html Futurismo 2009 Futurismo 2009
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From: Italian Institute for the Future  

12 maggio 2018 - Italian Institute for the Future

 

“Antropocene. L’umanità come forza geologica”: il primo volume italiano sulla climate fiction

 

La climate fiction, la narrativa di speculazione che si occupa di temi legati al cambiamento climatico e al cosiddetto “Antropocene”, la nuova era geologica in cui siamo entrati a forza di trasformazioni dell’ambiente prodotte dalla civiltà tecnologica, è ormai un trend nella letteratura internazionale. Per questo, l’Italian Institute for the Future e Future Fiction, editore specializzato in fantascienza internazionale, hanno unito le forze per realizzare la prima antologia italiana dedicata alla climate fiction, che �“ come per il precedente progetto congiunto, Segnali dal futuro �“ unisce racconti di fantascienza e saggi di esperti selezionati. Antropocene. L’umanità come forza geologica, ospita racconti selezionati da Francesco Verso con firme di spessore internazionale: Clelia FarrisChen QiufanRobert SilverbergJean-Louis TrudelMarian Womack e lo stesso Verso, insieme a saggi curati da Roberto Paura che includono firme di scienziati e sociologi: Antonio CamorrinoGiampietro CasasantaGennaro FucileMarco SignoreFausto Vernazzani e Paura.

“Gli scrittori e le scrittrici di fantascienza si pongono come ottimi costruttori di scenari di un domani dai tratti oscuri e sfuggenti”, scrive Francesco Verso nella prefazione. “La fantascienza abita il futuro, suo luogo d’elezione, e forte di questa naturale vocazione ne conosce pregi e difetti. Dalle visioni post-apocalittiche, alle utopie irrealizzate, dalle trasformazioni postumane, alle congetture tecnologiche più ardite, passando per ogni alternativa offerta dal ventaglio delle probabilità, i racconti di fantascienza sfidano la capacità di immaginare qualche cosa di diverso dall’ineluttabile concretezza del presente”.

AntropoceneEcco quindi che, dalla Cina de La società dello smog di Chen Qiufan, metafora di un paese che sta pagando il prezzo di un’industrializzazione accelerata, alla Groenlandia de Le nevi del tempo che fu di Jean-Louis Trudel, dove una multinazionale intende far esplodere un ghiacciaio per venderne l’acqua dolce, e alla California di Cieli roventi di Robert Silverberg con i nuovi commerci di iceberg nell’oceano Pacifico, passando per la Sardegna di Un giorno da ricordare di Clelia Farris, in cui l’innalzamento del mare ha riscritto i comportamenti della popolazione locale, non c’è luogo sulla Terra che non risenta dell’influenza umana. E anche gli animali, come in Macaoni giganti dell’autrice spagnola Marian Rivera Womack e in Due mondi di Francesco Verso, sono naturalmente toccati dalle conseguenze prodotte dai comportamenti umani sull’ambiente.

“Come nella precedente antologia Segnali dal futuro, abbiamo scelto di affiancare alle storie selezionate anche saggi di esperti di diversi ambiti, dalla paleontologia alla fisica dell’atmosfera, dalla sociologia dell’ambiente agli studi su scienza e tecnologia”, spiega Roberto Paura. “In tal modo abbiamo voluto tentare di collegare la finzione alla realtà, le tendenze agli scenari possibili. In Segnali dal futuro, trattando di temi più generali legati alla nostra immagine del domani possibile, abbiamo offerto al lettore un assaggio dell’immaginazione narrativa degli scrittori italiani e internazionali quando si tratta di speculare sull’impatto sociale che avranno le nuove tecnologie, affidando poi a un pool di esperti e futurologi il compito di dirci quanto reali possano essere le idee utilizzate dagli autori. Qui, invece, partiamo dalla realtà, ossia dalla consapevolezza di essere entrati in una nuova era geologica del mondo, l’Antropocene, caratterizzata dalla capacità della civiltà umana di lasciare un’impronta permanente sull’ecosistema e sugli strati geologici, e affidiamo agli scrittori il compito di calarci in uno dei possibili mondi futuri che andremo ad abitare da qui alla fine del secolo, quando le conseguenze del cambiamento climatico e della sesta estinzione di massa, se non arginate, avranno radicalmente trasformato (in peggio, ça va sans dire) il mondo in cui viviamo oggi”.

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Copyright © 2018 Italian Institute for the Future.
www.instituteforthefuture.it
 

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Il "parmanedismo" 2.0 di Hawking Tue, 12 Jun 2018 10:22:47 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/482617.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/482617.html Futurismo 2009 Futurismo 2009

​ di  Angelo Giubileo

 

L’impulso dell’essere

Il pregiudizio, ancora maggiormente comune, che agisce nell’ambito della fisica è che esista - ovvero: sia reale - uno “spazio” per l’appunto fisico che gli “enti” (secondo la dicitura degli antichi Greci) “occuperebbero”. Ma, così intesa, la realtà non corrisponde affatto a ciò che: “è”.

Chi è stato Stephen Hawking (1942-2018)? Il più illustre degli astrofisici del nostro tempo? Un uomo, alla maniera dell’Alfieri (volli, sempre volli, fortissimamente volli), capace con la propria mente di oltrepassare in qualche modo anche i propri più costringenti limiti fisici? O entrambe le cose? In ogni caso, propenderei per il fatto che debba piuttosto trattarsi di un’avventura e una ricerca vissuta, che ha attraversato e in qualche modo - che umanamente non potremo mai definire - oltrepassato i confini di ciò che oggi chiamiamo, alla maniera del più comunemente illustre Albert Einstein (1879-1955), spaziotempo: Ieri, ma anche domani chiameremo forse questa cosa diversamente; ma essa, in definitiva, per noi ancora “umani” resta e resterà ciò che semplicemente: “è”.

Il parmenidismo di Hawking

Nel suo forse più celebre scritto, A Brief History of Time (1988), tradotto in italiano con il titolo, assolutamente improprio, Dal Big Bang ai buchi neri (1989), lo scienziato scrive: “Il fine ultimo della scienza è quello di fornire una singola teoria in grado di descrivere l’intero universo …”. Posizione questa, che Hawking rivedrà poi; ma che, al fine di ciò che intendiamo qui discutere, introduce alla possibilità teorica della “costruzione” (da parte dell’“umano”) di ciò che oggi chiamiamo una Teoria del tutto. E quindi, prosegue: “… c’è la possibilità che lo spazio-tempo sia finito e che nondimeno non abbia alcuna singolarità che ne formi un confine o un bordo. Lo spazio-tempo sarebbe allora come la superficie della terra, con l’unica differenza di avere quattro dimensioni anziché due. La superficie della terra è finita, ma non ha un confine o un bordo. Se si parte per mare diretti verso ponente, non si cade giù dal bordo della terra né ci si imbatte in una singolarità … L’universo sarebbe quindi completamente autonomo e non risentirebbe di alcuna influenza dall’esterno. Esso non sarebbe mai stato creato e non verrebbe mai distrutto. Di esso si potrebbe dire solo che E’”.

Né più né meno di quanto si dice abbia concluso Parmenide (515 a.C./510 e.a., 544 a.C./541 - 450 e.a.), allievo di Senofane di Colofone (570-475 e.a.)., attraverso il suo ragionamento e discorso, circa 2500 anni fa: Allora di via resta soltanto una parola, che “è”. Su questa ci sono segnali molteplici, che senza nascita è l’Essere e senza morte, tutto intero, unigenito, immobile, ed incompiuto mai è stato o sarà, perch’è tutt’insieme adesso, uno, continuo”.

Pertanto, esiste una prospettiva di analisi che in qualche modo distinguerebbe la posizione di entrambi? Esiste una differenziazione di cui occorra tenere conto? In effetti, potremmo dire inizialmente che la prospettiva di Hawking sia essenzialmente epistemologico-cosmologica, e quindi fondata su un’analisi fisico-matematica dell’Essere spazio-tempo che è, mentre la prospettiva di Parmenide, oltre che epistemologico-cosmologica, è essenzialmente ontologica, ovvero finalizzata a in-globare, a com-prendere al proprio interno stesso la medesima prospettiva fisico-matematica che è stata e sarà - da un determinato tempo successivo della sua vita e fino alla fine di essa, diversamente quanto meno esplicitata - quella di Hawking.

Martin Heidegger evidenzia come, in ordine al pensiero dei fisici presocratici, e in primis il pensiero di Parmenide (cfr. Il Parmenide è un’opera, che racchiude il testo rielaborato dall’autore, del corso di lezioni che Martin Heidegger svolse all’Università di Friburgo nel semestre invernale 1942-43), occorra piuttosto trarre insegnamento da loro e pensare piuttosto in termini “iniziali”, ovvero vivere in prossimità di ciò che accade evitando piuttosto l’errore di muovere un assalto indagatore nei confronti della cosa; che, viceversa comunemente, in maniera siffatta, saremmo soliti considerare “oggetto” della nostra osservazione di “soggetti” senzienti.

Ora, è questa distinzione, tra soggetto e oggetto, che importa preliminarmente stabilire e, in definitiva, in qualche modo, qui confutare. Al momento, possiamo dire che si tratti piuttosto di una “relazione”; e questo, prima che Aristotele intendesse che gli oggetti del pensiero non fossero in “natura”, ma in un ordine di discorso “costruito” dall’“umano” sulla natura.

Il valore di una teoria

E così, sarebbe un errore ritenere che il percorso di una teoria conduca a ciò che, comunemente, oggi indichiamo con il termine “verità”, e che viceversa nel passato e poi i Greci chiamarono invece aletheia (tradotto genericamente: dischiudimento o, alla maniera heideggeriana, disvelamento), facendo espressamente riferimento all’attività dell’episteme (termine tradotto genericamente con: conoscenza). Il Tutto, ovvero la comprensione di ciò che gli antichi chiamavano “intero”, ha quindi a che fare con la prospettiva della conoscenza che gli antichi sapevano conduce inesorabilmente all’epochè. Si legge nella Treccani: la sospensione dell’assenso e, più in generale, del giudizio (da parte del “soggetto” senziente, che, in quanto tale, è necessariamente “parte”) considerata dagli scettici antichi come necessaria, data l’assoluta incertezza di ogni conoscenza concernente la realtà esterna (dell’“oggetto”, che, in quanto tale, è necessariamente “parte”).

Né più né meno di quanto affermato da un altro illustre contemporaneo - biologo, filosofo, neuroscienziato ed epistemologo -: Francisco Varela (1946-2001): “Se siamo pienamente coerenti con quanto abbiamo detto del sistema nervoso, non possiamo non vedere che la nostra esperienza si sviluppa in ugual modo. E se ci rendiamo conto di ciò, dobbiamo trarne due considerazioni estremamente importanti. La prima, che non possiamo uscire dalla sfera tracciata dal nostro corpo e dal nostro sistema nervosoLa seconda, e ugualmente importante, è che non possiamo ricondurre un’esperienza alle sue origini in modo diretto”.

D’accordo con Varela, diremo quindi che: una teoria non può che dimostrare soltanto la possibilità che una cosa sia e serva, sia utile, sia funzionale fintantoché “ci rivel(i) che la nostra esperienza è praticabile”.

Lo spazio e il tempo della fisica e della matematica

Un’indagine epistemico-cosmologica sull’intero, che si serve dell’esperienza della fisica, potrebbe prescindere dall’utilizzo di conoscenze matematiche? No.

Immagino che alcuni di voi possano ancora sorprendersi, leggendo che lo stesso Einstein un giorno ha detto: “Se è certo, non è fisica. Se è fisica, non è certo”. E allora, sarebbe questo il motivo per cui occorra servirsi anche della matematica? Sì, ma non basta. Infatti, c’è maggiormente altro di cui necessita qui discutere.

Se prescindessimo dall’uso della matematica, non potremmo in alcun modo discutere della prospettiva del “tempo”, e quindi dell’“inizio” e del “movimento” (Aristotele avrebbe usato la locuzione: trasformazione della/e cosa/e), sia che sia o, postulato che sia, se sia lineare o circolare, o comunque, in generale, altro (x) che sia. Capirete bene che, comunque, non avrebbe alcun senso escludere la categoria, in senso aristotelico, del “tempo” dall’indagine qui in questione.

Eppure, questo nostro intero ragionamento e discorso è stato già validamente ed efficacemente svolto e portato a conclusione, ancor prima e dopo che Giorgio de Santillana (1902-1974) abbia affermato che, letteralmente, Parmenide ha “inventato” lo spazio, ciò che Platone avrebbe chiamato ancora “Ricettacolo”. Ma, cosa vuol dire esattamente, questo?

Illustrare, in qualche modo, la possibilità di una relazione tra (le categorie di) spazio e tempo è faccenda senz’altro complessa, ma un esempio (e la teoria fisica) di Parmenide può servire senz’altro a chiarirne il senso. Allo scopo servirebbe una sorta di “delucidazione” heideggeriana e, nel caso specifico, ecco per l’appunto ciò che egli suggerisce. Ma, nel modo che di qui a poco seguirà; non prima, infatti, di dire che la concezione dello spazio fisico - così come introdotta per la prima volta nel logos (o discorso) da Parmenide - non prescinde dalla concezione dello spazio matematico che è presente, in altro modo, già agli albori del discorso di Anassimandro. Inoltre, cosa assolutamente determinante, vedremo che tale concezione parmenidea in effetti consente la necessaria e perfetta sovrapposizione, l’uno all’altro, dei due concetti: di spazio (come meglio vedremo, geometrico) e di tempo. Così che la storia non sia davvero altro che a brief history of time. E il tempo? In entrambi i casi, vale la pena proseguire con ordine, logico.

·         “ ‘Se (l’Essere) fosse venuto dal nulla, che necessità avrebbe potuto farlo sorgere dopo o prima? Pertanto è necessario che esso o esista del tutto o niente affatto’ (Parmenide). In altre parole, i punti di tempo non hanno per se alcun carattere distintivo che ci permetta di sceglierne uno e distinguerlo da tutti gli altri: poiché è situato in un dato tempo e non c’è altro a cui fare riferimento, non possiamo sapere di quale punto di tempo si tratti. Ne consegue, per il Principio di Indifferenza, che l’esistenza dell’Essere deve stare in pari rapporto con ognuno di essi: o sussiste per tutti o non sussiste per nessuno” (G. de Santillana, Fato antico e fato moderno, ed. Adelphi 1993, p. 108, s.).

 

·         E proseguendo: “Il Principio di Indifferenza trova però il suo campo massimo di applicazione quando si tratta dello spazio, come ben vide Parmenide allorché lo elesse a strumento fondamentale della sua logica. La geometria euclidea impone al proprio spazio (n.d.r.: evidenzio qui l’uso del termine “proprio”) tre requisiti: per prima cosa, deve avere continuità (in un senso un po’ più forte di quello di una semplice assenza di interruzioni fra un punto e l’altro); in secondo luogo, deve essere lo stesso, ovunque omogeneo, in modo che si possano liberamente spostare le figure da un luogo all’altro senza alterare le loro proprietà geometriche; infine, deve essere isotropico, ossia uguale in ogni direzione, in modo che si possano far ruotare le figure senza influire su di esse”.

 

·         Per poi concludere: “ciò che egli (Parmenide) aveva in realtà in mente era lo spazio del matematico (e del fisico)” (Ibidem, pp. 109-110).

In merito alla teoria fisica di Parmenide, Platone commenterà che egli abbia in effetti “congelato” la realtà. E invece, sarebbe o è la realtà stessa a mostrasi, dis-velarsi per ciò che è e appare: congelata?

Che cos’è la realtà

Ma, dove ci conduce tutto questo? E in particolare, per l’argomento che qui maggiormente interessava, cosa ha a che fare con l’avventura e la ricerca di Stephen Hawking?

Si dice che, solo dopo aver conosciuto gli enunciati dei teoremi di incompletezza (1931) del matematico logico e filosofo austriaco Kurt Godel (1906-1978), Stephen Hawking abbia concluso: “Alcune persone si arrabbierebbero molto se non dovesse esistere una teoria definitiva, che possa essere formulata come un numero finito di principi. Io appartenevo a quel gruppo di persone, ma ho cambiato idea”.

Come un nuovo Senofane di Colofone, Godel dimostra con i suoi due teoremi, anche al suo allievo Hawking, che all’interno di un sistema formale di riferimento, e in specie la matematica, ogni proposizione è indecidibile - non si può dire, cioè, se sia vera o falsa - ed è inoltre impossibile dimostrare la coerenza del sistema medesimo. Anche se questa stessa coerenza non può essere esclusa; e questo vedremo da qui a poco. Posto che, innanzitutto, si tratta di un accertamento di cui  Parmenide ha già dato piena, valida ed efficace dimostrazione. Così come possiamo meglio ricavare da un’altra sorta di delucidazione che, ancora una volta, è de Santillana a fornirci:

 

In quel continuo di nuovissima concezione ha il suo terreno nativo e la sua dimora tutta la matematica. A esso appartengono tutte le superfici, le linee, le figure, i numeri, le proporzioni e le relazioni che la mente può produrre. Il regno della Verità è quello della matematica nella sua formulazione più ampia, come l’ha prodotta la nostra epoca: il campo di tutte le possibilità del pensiero rigoroso. E’ inalterabile e immobile, ma la mente vi si muove liberamente, poiché è della mente stessa. Contiene la vita della ragione. Esso è proprio come è la ragione” (Ibidem, p. 123).

 

Ma, si potrebbe eccepire, la realtà è un’altra cosa ... Ma, cos’é realtà?

Anche a tale proposito, de Santillana conclude così il suo ragionamento: “Gli uomini, presi nel fluire del tempo, essi stessi partecipi dei fenomeni, non possono collocare la loro vita nella Verità senza tempo che sta al di là della loro portata. Debbono far fronte agli eventi e ‘dar loro un nome’: è un solenne atto legislativo simile alla fondazione di una città (…) E l’antico paradosso è che l’uomo è libero in quanto sa di essere nei ‘vincoli di Necessità possente’. Questa è la via degli dei (n.d.r.: più propriamente, del divino; ovvero del più antico “mistero”, che è cosa assai diversa dagli dei). Ma poi egli deve volgersi a raccogliere il suo fardello di uomo fra gli uomini, assumersi la sua parte (n.d.r.: altro che “intero”) di relatività comune, essere legislatore, storico, fisico (…) La spiegazione (della Dea di Parmenide) potrà essere valida in quanto è apportatrice di coerenza. L’ordine affermato nel flusso della realtà da un’opinione sensata è un bene durevole: le cose hanno accettato dall’uomo ‘il sigillo di un nome’. Così, finalmente, il fenomeno uomo si ritroverà ‘a casa’ (questa espressione greca tanto significativa!) in un mondo di fenomeni” (Ibidem, pp. 125-126).

Ma, a parte de Santillana, c’è che la matematica complessa di oggi e l’aritmetica delle origini, questo linguaggio degli dei di cui diciamo oggi, non si dimostra capace di sciogliere il nodo gordiano del più potente eroe e mito dell’intera classicità, che è stato l’Alessandro Magno; il nodo del vero, della realtà che ci circonda, o altrimenti, avrebbe detto Parmenide, di ciò che, essenzialmente e senza poter aggiungere altro: è.

 

Parmenide sapeva bene tutto ciò che è, così come sembrerebbe, perfino a detta di Aristotele, lo sapessero e professassero tutti i sapienti (sofoi) della più remota antichità, a differenza di quanto iniziarono in qualche modo a tramandare viceversa e quindi professare i filosofi dall’epoca del Socrate di Platone. Sì che, in sintesi, scrive Plutarco: Parmenide non ha eliminato completamente tutte le cose, nella misura in cui ha supposto che l’essere sia uno. Parmenide non abolisce nessuna delle due nature, bensì, attribuendo ad ognuna ciò che le è proprio, ha posto l’intellegibile nella forma dell’uno e di ciò che è e lo ha chiamato “ciò che è”, perché eterno e immobile, e “uno”, perché identico a se stesso e non ammette differenza; mentre ha posto il sensibile nella forma del disordinato e del mutevole.

 

Ritornando prettamente all’analisi di Godel, Ernest Nagel e James R. Newmann commentano che i due teoremi (dell’indecidibilità), come avevamo in qualche modo anticipato, non escludono altresì la possibilità di una dimostrazione finitistica assoluta di coerenza per l’aritmetica. E cioè che sia possibile “costruire” una prova della presunta e assoluta coerenza del ragionamento logico-deduttivo, che è proprio dell’aritmetica, ma non solo. E tuttavia, gli stessi due autori affermano anche che nessuno ha un’idea chiara del probabile aspetto di una (siffatta) prova finitistica.

 

Provo ad azzardare: una prova finitistica sarebbe piuttosto qualcosa che attenga all’universo finito che occorre descrivere e prima di ogni altra cosa o pensiero sperimentare, dato che dovrebbe risultare incontestabile che tutto origini, viceversa induttivamente (e non deduttivamente, come viceversa fanno l’aritmetica, la matematica e la logica in genere) dall’osservazione di ciò che è. E quindi: il ragionamento logico-deduttivo dell’aritmetica, così come oggi della matematica e del modo di fare filosofia ancora piuttosto comune, dovrebbe tutt’al più seguire - e non, invece, viceversa precedere - ciò che è. Così come, viceversa per errore, da circa 2.500 anni a oggi, comunemente accade, e ciò nonostante che lo stesso Aristotele dica che gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia (Metaph. A 2, 982 b, trad. Giovanni Reale). In effetti, il termine “meraviglia” non rende esattamente il significato del termine originale usato da Aristotele. Si tratta infatti del termine greco thauma -atos, n. �“ e suoi derivati. L’analisi dell’uso nei diversi testi dai quali proviene dimostra che possa trattarsi piuttosto dell’oggetto dell’ammirazione, dell’ammirazione (stessa), ma anche di una marionetta, un gioco di prestigio e, tradotto nell’epoca cristiana successiva, un miracolo; da cui deriva anche l’interpretazione, parimenti coeva, del verbo con il significato di meravigliarsi, ammirare, onorare, venerare, tutte cose per le quali il cristiano necessita della presenza di Dio, del suo dio. Come dire che, dalla figura del filosofo platonico a quella del teologo medievale, il passo sia piuttosto lo stesso e fino a determinare che: philosophia ancilla theologiae (Gregorio IX). Quantum mutatum ab illo!

 

Ma, dopo questa breve e apparente divagazione: ammesso che si possa sperimentare o perfino dedurre completamente ciò che è, non è tuttavia dato all’essere-umano, in quanto tale, acquisire la certezza che quanto sperimentato o dedotto sia realmente. Per inciso, nel linguaggio più antico del sanscrito, il termine rta sta per “ciò che è giusto” o “verità” e deriva dalla radice r che indica “il moto verso una meta” e quindi “una distanza compresa tra due punti” (t); in senso ampio, la realtà intesa nel significato più remoto di possesso (ra). E quindi, in definitiva, resterebbe pur sempre aperta la possibilità che ciò che è sia o non sia. Ed è questo il significato più profondo della teoria dei classici dell’antichità, meglio nota come dottrina dell’epochè o della sospensione del giudizio, e per ogni effetto il limite fissato per l’uomo a ciò che: è (in effetti) praticabile.

 

Al termine della disamina, contenuta in La prova di Godel (1992), Nagel e Newmann concludono: E’ lecito pensare che la logica sia stata concepita, sin dall’inizio, in una relazione troppo esclusiva con la matematica, e che si sia così privata di una relazione altrettanto fruttuosa con il mondo fisico. In un mondo causale, i principi logici non concernono più la verità, ma l’azione: con 3000 lire compro un pacchetto di Camels, con 3000 lire compro anche un pacchetto di Marlboro, ma non tutti e due. In altre parole, il principio A equivale a A & A della logica classica è dinamicamente falso (fare A non è la stessa cosa che fare A e fare A).

 

E, concludendo, aggiungo di proposito: tale è il tempo presente in cui possiedo ancora le 3000 lire, altrettanto tale è il tempo presente in cui decidere se impiegarle per l’acquisto di un pacchetto di Camels o Marlboro, sempre tale è infine il tempo presente in cui scambio le 3000 lire per l’acquisto di uno dei due pacchetti. Così che il tempo stesso non sia che un’altra “categoria”, in uso all’umano, che non possa dirci altro che: “è”.

 

Conclusioni

Ma allora, in fine, che cos’è questo “essere” che: “è”? Nella contrapposizione semantica tra “essere” e “non essere”, qual è il significato definitivo che può assumere l’espressione negativa (non) dell’ “essere”? E pertanto, cosa può intendersi definitivamente per “non essere”?

 

In L’ardore, giunti a un certo limite o margine del percorso o via, R. Calasso scrive che “… Uddalaka Aruni cominciò a dire come era fatto il mondo, quasi che il figlio non ne avesse mai sentito parlare: ‘All’inizio, mio caro, non c’era che l’essere, uno senza secondo. Alcuni dicono: All’inizio, non c’era che il non essere, uno senza secondo’. Parole simili si sarebbero udite nella Grecia ionica o a Elea (…) La cosmogonia che Uddalaka Aruni espose concisamente al figlio, nella sua fisionomia preparmenidea, rivelava una concezione nuova, moderna, certamente opposta alla dottrina che Svetaketu aveva appreso studiando il Rgveda. Poiché lì si dice : ‘Nell’era primordiale degli dei, l’essere nacque dal non essere’ (…) Ma fino a che punto sat e asat corrispondono a ‘essere’ e ‘non essere’, parole gravate da tutta la storia della filosofia occidentale? Asat, più che il luogo di ciò che non è, potrebbe essere il luogo di ciò che non si manifesta”.

 

Similmente, dice Calasso, è accaduto nella Grecia ionica o a Elea. Che cioè si siano usate parole e frasi utili a comprendere, possibilmente, la semantica dell’essere e del non essere. In proposito, direbbe Heidegger, oltre che della traduzione e dell’interpretazione, dovremmo andare sempre alla ricerca di una “delucidazione” augurandoci che ciò che è pensato nella parola di Parmenide finisca con il toccarci direttamente. Altrimenti, ogni tentativo sarà ed è vano.

 

Nell’adversus Colotem, Plutarco - senza che sorga qui la necessità di rappresentarne la più illustre conoscenza -  scrive che Parmenide, per primo, “non ha eliminato né ‘il fuoco’, né ‘l’acqua’, né ‘la sponda’, né ‘la città’ - come dice Colote - ‘abitate in Europa e in Asia’; giacché egli ha composto una rappresentazione ordinata del cosmo e, avendo uniti gli elementi (quello luminoso e quello oscuro), da e attraverso questi realizza tutti i fenomeni”. Così che Plutarco ha l’abilità e soprattutto la perizia di spostare la ricerca semantica della duplicità dell’“essere” e del “non-essere” sulla ricerca del significato da attribuire ai termini “luce” e “tenebra”. Questi termini riecheggiano in qualche modo quelli usati viceversa da Giovanni l’evangelista: E gli uomini preferirono le tenebre alla luce (III, 19).

 

E invece, per Parmenide la “luce” dell’essere rappresenta essenzialmente, così come dice Plutarco, nient’altro che “le cose significate”, e prosegue immediatamente, aggiungendo “attraverso le quali avvengono gli apprendimenti, gli insegnamenti, le prolessi, i concetti, gli impulsi e gli assensi”. Ma, oltre al fatto che tutti questi elementi facciano parte dell’essere, caratteristica propria ne è che siano tutti elementi appartenenti a quelli che Plutarco chiama “i movimenti dell’anima”. Essi, dice, sono tre: rappresentativo, impulsivo e dell’assenso.

 

E quindi, innanzitutto, appartengono all’“umano” in quanto tale - si tratta dunque di una visione  antropocentrica; inoltre, a differenza dell’ultimo movimento dell’assenso - che consiste nel “cedere per debolezza all’apparenza che non reca alcuna utilità” -, entrambi gli altri due non sono eliminabili: “… quello rappresentativo non si può eliminare, neanche se uno lo volesse, ma necessariamente, imbattendoci negli oggetti, ne riceviamo un’impronta e subiamo un’affezione da essi provocata; quello impulsivo, suscitato dal rappresentativo, spinge l’uomo ad agire verso le cose appropriate, come se nell’egemonico si trovasse una bilancia e un’inclinazione. Dunque neanche questo movimento eliminano coloro che praticano un’epoche su tutte le cose, bensì si servono dell’impulso che naturalmente conduce verso ciò che appare appropriato”. In pratica, nell’era soprattutto dell’antropocene, la luce dell’essere è esattamente questo impulso dell’essere che spinge l’umano e lo muove ad agire.

 

Ciò desunto, resta però ignoto il significato di ciò che abbiamo chiamato con il termine “non essere” o anche “tenebra” o, nel linguaggio degli antichi progenitori - in Asia come in Europa, e in Grecia, da Democrito in poi -: “vuoto”.  Che cosa, allora, potrebbe meglio intendersi per “vuoto”? Dice Plutarco che Democrito, da fisico, designa “’niente’ il vuoto, poiché anche il vuoto ha una qualche natura e una propria sussistenza”. E dunque, quale sarebbe la natura e la sussistenza di questo “vuoto”, che oggi i fisici chiamano piuttosto “materia oscura”?

 

Direbbe tuttavia Parmenide che: Non lascerò che tu dica o pensi (che l’essere nasca) dal nulla, perché né dire si può né pensare che esso non sia. E allora? Abbiamo bisogno anche qui di un’altra “delucidazione”, che tocchi direttamente la stirpe dell’umano. E, se così fosse, in qualche modo ci troveremmo oltre la nostra stessa umana dimensione, che, semplificando, è detta del (atman, coscienza). E allora, ecco cosa potremmo in qualche modo concludere, attraverso le parole del sociologo Carlo Bordoni: “Le proprietà dell’animismo (n.d.r.: da animale) si perfezionano allorquando l’uomo (n.d.r.: il non-più-animale) comincia a maturare la coscienza individuale (…) Non c’è più un insieme indistinto (n.d.r.: il vuoto, le tenebre, il caos), ma una totalità pacificatrice - a cui l’uomo tenderà sempre a tornare, con una nostalgia atavica per l’annullamento del sé - e il disagio della differenza, assieme alla paura e al dolore provocati da una separazione penosa, da un distacco così netto dal grembo della madre terra”.

 

Ma, fintanto che prevarrà la forza dell’impulso di cui dice Plutarco, questa nostalgia atavica per l’annullamento del Sé non potrà viceversa prevalere; e quindi l’essere è (e sarà) e non può (né potrà) non essere mentre il non essere non è (e non sarà) e non può (né potrà) essere.

 

                                                                                                                      AngeloGIUBILEO  

 

 
 
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FERRARA, Mauro Malaguti omaggia la Spal 110 (1907-2017) Wed, 15 Nov 2017 12:31:32 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/460290.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/460290.html Futurismo 2009 Futurismo 2009 fonte Estense com

Spal 110 (1907 �“ 2017)”, dalla nascita al ritorno in serie A nel libro di Malaguti

Il 20 novembre la presentazione del volume del cronista sportivo nella sala della Musica

Lunedì 20 novembre alle 18, nella sala della Musica del Chiostro San Paolo (via Boccaleone 19), si terrà la presentazione del volume del cronista sportivo ferrarese Mauro Malaguti dal titolo “Spal 110 (1907 �“ 2017) storia critica, uomini e numeri della squadra, dalla nascita al trionfale ritorno in serie A”. 

L’appuntamento, al quale parteciperanno campioni della Spal di ieri e di oggi, è promosso da Comune di Ferrara, Spal A.C. e Gianni Marchesini Editore.

A fianco dell’autore saranno presenti gli assessori del Comune di Ferrara allo Sport Simone Merli e al Commercio Roberto Serra, il presidente Spal 2013 Walter Mattioli, la famiglia Colombarini, il direttore Sportivo Spal 2013 Davide Vagnati, l’allenatore 1A Squadra Spal 2013 Leonardo Semplici e Federica Lodi giornalista sportiva Sky Ferrara.

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Visita guidata al Ghetto ed al cimitero ebraico di Ferrara Sun, 11 Jun 2017 13:37:34 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/436212.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/arte_popolare/436212.html Futurismo 2009 Futurismo 2009  

Art Guide Studio

Visita guidata al Ghetto ed al cimitero ebraico di Ferrara

Guided tour in the old Jewish Ghetto and monumental graveyard of Ferrara

Invito alla curiosità

Domenica 11 Giugno h.10,00, via Mazzini n°95

Pronti per un interessante tour nella zona dell'antico Ghetto ebraico di  Ferrara?

Un'area chiusa nel 1627  e rimasta fino ad oggi quasi immutata.

Il verde dell'estate sarà lo sfondo per la nostra passeggiata nel vecchio cimitero ebraico , che conserva lapidi del '600!

Partiremo, da via Mazzini (di fronte alla Sinagoga) e percorreremo a piedi le viuzze del Ghetto,

poi ci sposteremo in via Vigne, dov'è situato il caratteristico cimitero, che serve ancora oggi la Comunità.

(Durata ca.2 h.; spostamenti  a piedi o in bicicletta  )

nota:i danni del terremoto non consentono al momento di visitare le Sinagoghe.

 

Sunday 11th June 10,00 am,  Via Mazzini 95  (2 h., on foot or by bicycle) 

Ready for a tour inside the old Jewish Ghetto 's area of Ferrara ?

The sunny weather, with its beautiful colors, will be the ideal background for a stroll

inside the ancient Jewish Ghetto and the graveyard , that preserves some very old tombstones!

We'll start from  via Mazzini and walk through the little lanes  of the Ghetto,

an area secluded in 1627, that looks almost unchanged!

Then we'll go 'till via Vigne,  to visit the characteristic cemetery,

that still serves the Jewish  Community, 

Note: due to the earthquake of 2012 we cannot visit the Sinagogues.

 

quota 10,00€/pax, no tkts. (min.10 pax)

info&booking 338 6986649

prenotazione obbligatoria: info@artguidestudio.com

Art Guide Studio di Dott.sa Lucia Laura Garani - Corso Giovecca 185, 44121 Ferrara, Italy -  Email: info@artguidestudio.com


 
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