Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Teatro Moderno Comunicati.net - Comunicati pubblicati - Teatro Moderno Sat, 08 Aug 2020 23:24:17 +0200 Zend_Feed_Writer 1.12.20 (http://framework.zend.com) http://zend.comunicati.net/utenti/9691/1 18 mila giorni il pitone Thu, 24 Feb 2011 12:28:13 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/151352.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/151352.html Teatro Moderno Teatro Moderno

PRODUZIONI FUORIVIA e FONDAZIONE TEATRO STABILE TORINO

18 mila giorni

Il pitone

testo originale di Andrea Bajani 

con Giuseppe Battiston e Gianmaria Testa

regia di Alfonso Santagata

assistente alla regia Chiara Senesi

disegno luci di Andrea Violato

elementi scenici di Massimo Violato

musiche originali di Gianmaria Testa

 

18 mila giorni corrispondono a 50 anni.

E’ curioso come la prospettiva e il senso del tempo possano cambiare a seconda del criterio col quale lo si organizzi: gli anni o i giorni.

Il pitone è un animale che prima se ne sta buono e ti prende le misure e poi, quando ha raggiunto la tua stessa lunghezza o la tua stessa forza, ti fa fuori.

Il nostro spettacolo parte da qui: dal tempo e da una metafora.

Protagonista un uomo di 50 anni che perde il lavoro. Un giorno è arrivato uno più giovane, prima una scrivania piccola accanto alla sua nell’ufficio, poi la sua, di scrivania, che viene rimossa. E col lavoro, il protagonista, perde anche tutta la sua vita. Perde il senso delle cose. Se ne sta asserragliato in un appartamento che è diventato una sorta di discarica di cose, ricordi e sentimenti, solo, senza la moglie e il figlio che lo hanno abbandonato.

Riflessioni personali e epocali si intrecciano a sottolineare come in soli 18 mila giorni siano radicalmente mutate le prospettive e le aspettative sociali in Italia. Dalla dignità del lavoro del gruista della “Chiave a stella” di Primo Levi, da un’epoca in cui il lavoro era un diritto e elemento fondante dell’umana dignità, al trionfo dell’odierno precariato, divenuto persino forma più o meno palese di ricatto sociale.

Protagonista Giuseppe Battiston, pluripremiato attore del nostro cinema e del nostro teatro (recentissimo il Premio UBU come miglior attore italiano). Accanto a lui, a fare da contrappunto musicale, il cantautore Gianmaria Testa che comporrà canzoni nuove e inedite apposta per questo spettacolo. Il testo, originale, sarà dello scrittore torinese Andrea Bajani. La regia è di Alfonso Santagata, uno dei più importanti esponenti del teatro italiano contemporaneo, le luci di Andrea Violato.

 

Venerdì 4 marzo 2011 ore 21.00

TEATRO CINEMA MODERNO

Piazza A. Gramsci 4, Agliana (PT)

Tel. 0574 673887 (dalle 10 alle 13) Cell. 3772528546

www.teatrocinemamoderno.it - info@teatrocinemamoderno.it

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Eros e cibo Sat, 05 Feb 2011 12:40:02 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/149022.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/149022.html Teatro Moderno Teatro Moderno sabato 26 febbraio 2011 ore 21

EROS & CIBO

Ideazione e Regia: Antonio Damasco
Con: Antonio Damasco e Oscar Malusa
Scenografie: Darwin Lega

“Eros & Cibo” è l’eterno dilemma, la filosofia dell’umana natura. Gli antropologi dividono le piccole comunità, fra chi consuma il pasto trasformato, cotto dal fuoco e chi invece lo preferisce, per cultura, crudo…al sangue, direbbero i nostri chef. Le suggestioni con l’altro pasto, quello fisico, corporale dell’eros si intrecciano in un pericoloso gioco comico fra due amanti/cuochi.
L’evento si consumerà in sessanta minuti, un’ora, infatti, è il tempo che i nostri attori impiegheranno a cucinare una cena…una cena per sei signore.
Sei signore verranno scelte per i due tavoli sul palco, gli stessi sui quali i due contendenti si sfideranno fino all’ultima forchetta…il piatto più ambito? L’amore naturalmente.

Il testo
Il testo tratta dell’amore, della seduzione e del tradimento. La ri-conquista continua attraverso una delle arti più antiche: la cucina. Due amanti o uomini, come molti se ne incontrano per strada, per beffa od anche metafora, sembrano vivere in una rotonda padella di ghisa, dove a fuoco lento cuociono parole, diegèsi e desideri.
Nina è il cibo proibito, la vivanda delicata e piccante…l’argomento della loro attesa.
I due attori chiederanno al pubblico convitato, di prendere posto al tavolo della vita…assaporare, gustare far adagiare sulla lingua i loro piatti migliori, che ”in scena” prepareranno per…Nina, raffinato arbitro delle medesime contese erotiche.
Doppia sarà la vittoria della pietanza sulla quale cadranno i favori dei commensali, per il più ambito banchetto di sempre, l’eros.

Il pre-testo
Eros e cibo, quale miglior argomento al motore di tutte le nostre vicende e pensieri. Che strani questi uomini: lottano, faticano, uccidono perfino, per possedere, disporre, dominare, ma poi nei momenti di eterna verità, quando neanche a loro stessi riescono più a mentire, emergono “loro - i motivi” (gli unici?) per cui si decide di “esserci” ancora, e neanche a farlo a posta sono sempre gli stessi: Eros e Cibo.
Infatti il desiderio erotico è un po’ come il cibo per il cuoco. L’eros non è suscitato tanto dall’esposizione dei corpi nudi quanto dalla parola che li evoca. Così come il cuoco non consuma il pasto da lui prodotto, annusa, guarda, assaggia ma saranno gli altri che dovranno divorare l’opera. Già...divorare o “devorare”, fare di una cosa Altra, parte di te stesso, fagocitarla con la divina incoscienza che una volta soddisfatti interamente la fame, l’appetito o il desiderio, nulla più è rimasto. Fino a quando? Fino al prossimo pasto…naturalmente. Ai giorni nostri la ricerca del piacere come fine è spesso condannata. Essa non è  conforme ai principi sui quali si fonda oggi il fare umano. In effetti la ricerca della voluttà, anche se non è condannata, è trattata in modo  tale che entro certi limiti è molto meglio non parlarne.
Che scherzo la vita! I due motivi per cui l’uomo smania e si affanna inquieto…sono effimeri, fugaci, si consumano lasciando semplicemente un’emozione, come gradiremmo facesse il nostro spettacolo.

Buon appetito !


INFO. 0574 673887 (dale 10 alle 13) cell. 3772528546
www.teatrocinemamoderno.it – info@teatrocinemamoderno.it

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Figli di un brutto dio Sat, 27 Nov 2010 10:41:50 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/141852.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/141852.html Teatro Moderno Teatro Moderno

Sabato 4 dicembre 2010 ore 21,00
Teatro Moderno di Agliana

Compagnia Musella Mazzarelli
FIGLI DI UN BRUTTO DIO

di e con Paolo Mazzarelli e Lino Musella

organizzazione al debutto Patrizia Gandini

scatti fotografici di Matteo Delbò

Spettacolo vincitore edizione 2010 IN-BOX

Un tentativo di scrittura scenica integrale a due. Due attori che nel farsi autori/interpreti di un pezzo di teatro si concedono maggiore libertà/responsabilità e nello stesso tempo si obbligano al continuo confronto con un altro col quale dividere all'interno della creazione scenica ogni passaggio.
Due storie dell'Italia 2010, del qui e dell'oggi, per indagare la realtà che c'investe e fermarne un frammento sul palco. La prima ha per protagonisti due gemelli e un conduttore televisivo ed è ambientata nel mondo della TV. Un mondo in cui Denari e Speranze scorrono a fiumi attraverso canali a volte putrescenti. Una Fogna reale nella quale hanno diritto a nuotare o ad annegare solo pochi eletti. La seconda è la storia di due falliti veri. Una coppia ispirata a quella di Uomini e Topi di Steinbeck. Due poveri Cristi senza futuro che sopravvivono nella spazzatura, nell'illusione, nel reciproco amore. Cos'hanno in comune i personaggi della Regale Fogna di certa TV e gli altri due che bazzicano nella reale spazzatura di tutti i giorni? Primo: fanno ridere ma non lo sanno. Secondo:non hanno speranze ma sono convinti di averne.Terzo:sono figli diversi e leggittimi di una stessa realtà, di un Comune tempo, di un Brutto Dio.

 

INFO. 0574 673887 (dalle 10 alle 13) cell. 3772528546

 

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Manolibera Sat, 20 Nov 2010 10:55:47 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/140974.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/140974.html Teatro Moderno Teatro Moderno

ScarlattineTeatro – Luna e Gnac – Michele Cremaschi

Manolibera

FUMETTI A TEATRO

di e con Michele Cremaschi, Michele Eynard, Anna Fascendini

regia di Michele Eynard

 

età consigliata: dai 5 ai 99 anni

 

Durante una convention aziendale, l’addetto a cambiare i lucidi della lavagna luminosa non resiste alla tentazione di giocare con i pennarelli e comincia a scarabocchiare sui grafici e sulle tabelle da proiettare.

La voce del conferenziere sfuma nell’indistinto mentre il disegnatore libera la sua vena creativa. Finché improvvisamente sullo schermo non compare una pagina bianca…

 

Così comincia Manolibera, uno spettacolo in bilico tra il sogno e la realtà, dove lo schermo, trasformato in una gigantesca vignetta, fa da sfondo alle imprese di due personaggi che sembrano essere usciti dalle pagine del vecchio Corriere dei Piccoli e vivono le loro storie

comiche e poetiche, caratterizzate dalla critica a volte feroce alla società dei consumi e delle multinazionali.

Un semplice tratto di penna può trasformare le situazioni più normali e quotidiane in avventure esilaranti o in incubi allucinanti, secondo i capricci del disegnatore che rappresenta di volta in volta un sollecito alleato o un diabolico persecutore.

Spettacolo artigianalmente multimediale, tra il teatro, il fumetto e il cartone animato, con gli attori impegnati a misurarsi con la bizzarra realtà di un mondo fatto di immagini a due dimensioni, Manolibera è pensato come percorso di avvicinamento al linguaggio iconografico

senza rinunciare al gusto del comico e al piacere di divertirsi, secondo lo stile che da anni caratterizza le produzioni di Erbamil.

E’ un po’ come quei fumetti che i grandi comprano ai bambini per poterli leggere di nascosto.

 

Manolibera è una esperienza di teatro artigianalmente multimediale per tutta la famiglia, senza barriere di età o di linguaggio. Un viaggio nel mondo dei fumetti, dove attori in carne de ossa interagiscono coi disegni e diventano parte della storia. Uno spettacolo di grande suggestione visiva, divertente e originale, con uno sguardo critico alla società dei consumi e alle multinazionali; un po’ come quei fumetti che gli adulti comprano ai bambini per poterli leggere di nascosto.

 

Domenica 28 novembre ore 16,30

Teatro Cinema Moderno
piazza A. Gramsci 4, 51031 Agliana (PT)
tel 0574 673887 (dalle 10 alle 13) cell 377 2528546
info@teatrocinemamoderno.it
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Santo Rocco e Garrincha/Davide Enia "ITALIA - BRASILE 3 a 2" Mon, 15 Nov 2010 12:21:24 +0100 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/140208.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/140208.html Teatro Moderno Teatro Moderno

Sabato 27 novembre ore 21,00
(teatro di prosa)
Santo Rocco e Garrincha/Davide Enia

Italia-Brasile 3 a 2

di e con Davide Enia

Musiche Akkura
musicisti in scena Fabio Finocchio, Giulio Barocchieri
durata: 90 minuti (più eventuale recupero)

Lo spettacolo ha debuttato allo Stadio S.Siro-Giuseppe Meazza di Milano, il 21 maggio 2002, in occasione del festival Teatri dello Sport organizzato da “Teatri 90”.

… e al novantesimo minuto Eder sta per calciare un tiro d’angolo per il Brasile. Il giocatore brasiliano dispone il pallone, poi sposta i cartelloni pubblicitari per prendere ‘na rincorsa cchiù potente, corre e colpisce la palla di esterno sinistro, parabola a rientrare, si crea un mischia all’altezza del dischetto del rigore, montagna di carne umana che salta tutta ‘nsemula, e Dino Zoff l’azzurro portiere nota con disappunto che ad acchianàre cchiù in alto di tutti è u difensore du Brasili di nome Oscar, ed è proprio ìddu che colpisce u palluni di tìesta, ed è una sassata violenta ‘sta capocciata brasiliana, un tirazzo potente e secco che si dirige verso il palo lontano, laddove lui: Dino Zoff, età 40, non ci può arrivare manco pi niente. Il pallone vola verso il golle, beffardo e sicuro, e Zoff si guarda attorno, attonito ed impotente. Nel caos incòccia lo sguardo di Paolo Rossi. E’ ‘na taliàta breve, ma intesa assai. “Dinuzzu -ci fa Pablito- io di golle nni fici tri, e c’ham’a fàri? Pi farne un àutru un ci nnè tìempu! Chi ffa? Ti jècchi e u pari ‘stu palluni, oppure hav’a continuàri a tampasiàrtela?”. Ma Zoff il quarantenne si sente addosso tutta la vecchiaia del proprio corpo portiere, l’artrite la sciatica e i reumatismi. Chiude comunque gli occhi, e si talìa dentro. Pensa: “Minchia! Iddu c’havi raggiùni!”. E allora s’attùffa felino verso u palluni che sta per tràsere nna porta. Strince forte i denti, e non pare cchìù un cristiànu sanu di mente, ma un fuòdde con un solo compito ‘nna vita: pigghiàri quell’arrùsu du palluni, susìrisi e dire al mondo intero: “Picciotti, c’è picca ‘i fari: stavolta vinciamo noiàutri!”


Italia Brasile 3 a 2, dell'attore palermitano Davide Enia, è una telecronaca "epi-comica" e personalissima della partita giocata dalla nostra nazionale ai mondiali dell'82. Una maniacale e delirante evocazione di personaggi e fatti, esemplata sul genere teatrale del "cuntu".

"U cuntu" in siciliano è il racconto di un fatto notevole, di un'impresa eroica che vale la pena di tramandare oralmente alle generazioni future. Associato, nella tradizione spettacolare dell'isola, alla chanson francese, celebrava in dialetto l'epopea cattolica dei paladini carolingi alle prese con i terribili mori. Paolo Rossi, Zoff, Conti, Pelè, Falcao, non hanno niente da invidiare ad Orlando o Rinaldo; le loro "gesta" fanno parte ormai della memoria storica collettiva e meritano un loro olimpo minore, mitico e moderno.

Nel racconto dei 90 minuti si accumulano tic e stereotipi del rituale bizzarro che puntualmente si organizza attorno all'evento mediatico: figurine dei giocatori usate come santini e circo.

Assieme ai 2 musicisti, Fabio Finocchio e Giulio Barocchieri, lo schema di gioco che la formazione siciliana propone affonda le proprie radici nella tradizione della scuola calcistica meridionale (abilità di palleggio, calcio spettacolo, tocco di prima, falli cattivi e decisi), pur apportando una profonda innovazione nel modulo attuato. I 3 si dichiarano infatti “filologicamente scorretti”, per le manipolazioni cui sottopongono continuamente i materiali tecnici del passato. In controtendenza col mercato globale, rifiutarono anni addietro lo sponsor sulla maglia. Purtroppamente non raggiunsero mai un accordo sul prezzo.

www.davideenia.org

 

INFO.
Teatro Cinema Moderno
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il fascino dell'idiozia Fri, 29 Oct 2010 12:04:26 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/138242.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/138242.html Teatro Moderno Teatro Moderno

Venerdì 19 novembre ore 21,00

(stagione innovazione)

ZACHES TEATRO
Il fascino dell'idiozia

 

Una produzione 2009 di Zaches Teatro

Co-produzione Kilowatt festival 2009 e Eruzioni Festival 2009

 

Regia, coreografia e drammaturgia del suono: Luana Gramegna

Scene e maschere: Francesco Givone

Drammaturgia: Zelda Marcus

Performers: Luana Gramegna, Chiara Innocenti, Enrica Zampetti

Musica Originale, Video & Live Electronics: Stefano Ciardi

Voce: Enrica Zampetti

Foto di scena: Paolo Lafratta

Organizzazione e Promozione: Enrica Zampetti

 

Cos’è che colpisce nel Goya delle Pitture Nere?

Cosa rimane impresso nella mente distanziandosene? Che sapore si ferma in bocca?

Un’indagine sulle atmosfere che abitano le Pitture Nere di Goya, restituite sulla scena attraverso la luce, il suono e il movimento. Un lavoro sulla percezione costretta dalla menomazione dei sensi. La stessa che Goya visse in seguito alla malattia che lo condusse progressivamente alla sordità, durante la quale creò le Pitture Nere. I corpi sono concessi allo sguardo per sottrazione, strappati al buio, al silenzio e all’immobilità.

Il fascino per Goya e per le Pitture Nere è il fascino per l’idiozia, idiozia nel suo significato etimologico: la visione del mondo come universo personale, anzi privato e inafferrabile e quindi incompreso, ovvero

considerato fuori dalla normalità, dalla socialità, strano, idiota.

E l’idiozia del Goya delle Pitture Nere è addensata dalla sua sordità, che lo costringe ad un ripiegamento più profondo su se stesso e i propri tormenti. La dimensione intima dell’uomo, Goya la traduce nello Spazio che

non-è-definito, che non-è-descritto, è una sorta di non-luogo, che sfugge in zone d’ombra, in zone oscure e da cui i corpi sembrano uscire come da una massa densa.

Bisogna abituarsi all’oscurità per vedere più a fondo, e intuire presenze che non si colgono ad un primo osservare. La luce non è mai diffusa, chiara, non rivela mai i corpi per quello che sono, ma li maschera con l’oscurità.

E questa oscurità ha un suono.

Sono Pitture sonore dipinte da un idiota sordo.

Le Pitture Nere, dipinte quasi due secoli fa, ostentano tuttavia il loro essere fortemente attuali: un uomo, un pittore, alienato dal mondo che lo circonda, ossessionato dalle guerre e dai giochi di potere di cui è stato attore e testimone, che trova nella propria arte il modo per dar sfogo alla sua impotenza e ai suoi tormenti, cosciente dell’indifferenza del mondo e dell’oscenità dell’animo umano.

 

www.zaches.it

 

Teatro Cinema Moderno
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Maria Cassi Crepapelle Sat, 09 Oct 2010 10:33:01 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/135817.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/135817.html Teatro Moderno Teatro Moderno

TEATRO CINEMA MODERNO AGLIANA
APERTURA STAGIONE 2010-11

(a grande richiesta, fuori abbonamento)

domenica 24 ottobre 2010
dalle ore 21,00 alle ore 23,00

“CREPAPELLE”
Rire comme un bossu

di MARIA CASSI e LUCIO DIANA

con MARIA CASSI

La maturità artistica di Maria Cassi in questo suo ultimo lavoro “Crepapelle”,  attraverso la stesura drammaturgica, la regia, l’interpretazione, con la collaborazione dello scenografo Lucio Diana,  anche per le tante ed importanti recensioni già ricevute, è salita ancora di un gradino, se questo era possibile. Il canto, i gramelot, le vicende comiche imperanti per tutto lo spettacolo, interrotto da piccole ma importantissime sonorità drammatiche, si fondono  in un finale spettacolare per luci ed effetti scenici, toccando il tasto dell’erotismo, portandolo inaspettatamente sul piano dell’amore allegro e divertito, felice e divertente, per una naturale esplosione di applausi di un pubblico, grato della condivisione che l’artista, Maria Cassi, usa per tutto il tempo teatrale con lo stesso pubblico.

“Crepapelle” è il racconto di un innamoramento per due città, Parigi e la sua città natale. L’incontro con i luoghi, l’incontro con le persone, con gli odori, i colori, le piccole grandi follie quotidiane di chi vi abita.

La sua maschera si presta ad interpretazioni di anziane clochard e di donne bellissime, di anziani uomini e di autisti di autobus, bambini e commesse.

Maria Cassi che si fa vetrina di una pasticceria e di altre mille situazioni.

Anche in questo caso, come negli altri suoi spettacoli, Maria Cassi arriva al cervello “antico”, quello che sa ridere, quello che sa emozionarsi, quello che ci salva dalla disabilità affettiva. Il pubblico lo sente ed esce grato dal teatro.

 

Con Crepapelle esplode un vero fermento: dopo più di 40 repliche, a grande richiesta presso il Teatro del Sale di Firenze, segna ancora e sempre di più il tutto esaurito. A settembre 2008 inizia la tournée americana, nel settembre 2009 viene sancita la collaborazione con il Téâthre du Rond Point di Parigi e con il suo direttore Jean-Michel Ribes, che ospiterà lo spettacolo nella città per sei settimane.
Crepapelle è in tournée da gennaio 2009 in Centro e Nord Italia, da Bolzano alle Marche lo spettacolo continua a segnare il tutto esaurito.

 

MARIA CASSI

Maria Cassi fonda nel 2003 insieme a Fabio Picchi, l’Associazione culturale Circo-lo Teatro del Sale di cui è presidente e direttrice artistica. Nel 2004 Maria Cassi è nominata Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze.

Nella primavera del 2006 fonda la “Compagnia Maria Cassi”.

Le sue produzioni sono “Galateo” (1999), “La Porta Aperta" dal saggio di Peter Brook (2006), “Crepapelle – Rire comme un bossu” (2007), con la collaborazione dello scenografo Lucio Diana, frutto di un intenso periodo di studio e permanenza a Parigi, “Suoniemozioni” (2008) ispirato alla figura di Lucio Battisti.

Nel novembre 2009 La Compagnia Maria Cassi con Peter Schneider e il Teatro del Sale inizia la produzione di un nuovo spettacolo che debutterà a New York Stage and Film Festival. Maria Cassi ne sarà l'autrice insieme a Patrick Pacheco e Peter Schneider ne curerà la regia. Il debutto a New York è previsto per giugno - luglio 2010.

 

www.mariacassi.it


 Per informazioni e prenotazioni:
Piazza A. Gramsci 4, 51031 Agliana,  Pistoia (PT)
Tel. 0574 673887 (dalle 10 alle 13) cell. 377 2528546.
I biglietti prenotati possono essere ritirati fino a 15 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

Apertura Biglietteria e prevendita
Orari: tutti i giovedì mattina dalle 10,00 alle 13,00.
Tutte le mattine nei giorni di spettacolo dalle 10,00 alle 13,00 e la sera stessa a partire dalle ore 19,30.

biglietteria@teatrocinemamoderno.it
www.teatrocinemamoderno.it

 

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Marta Cuscunà - 17 aprile_Teatro Moderno Wed, 07 Apr 2010 12:50:22 +0200 http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/108017.html http://zend.comunicati.net/comunicati/arte/teatro/108017.html Teatro Moderno Teatro Moderno Grazie.

Silvia
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Silvia Tosetti
Teatro Cinema Moderno
Ufficio Promozione
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